
Riflessioni sull'Esoterismo
di Daniele Mansuino indice articoli
Il loa più malvagio del voodoo
Febbraio 2026
Ci sono nel voodoo varie entità malvagie. Ad Haiti, Dinclinsin avrebbe le carte in regola per aspirare al primato in questo campo; ma se andiamo a New Orleans, troviamo la sua versione femminile - Madame Lalaurie - che, a mio parere, lo batte; e soprattutto, presenta alcuni caratteri che rendono la sua storia meritevole di essere raccontata.
Tecnicamente, sia Dinclinsin che Madame Lalaurie appartengono alla famiglia dei Misterios Francesi, che comprende oltre a loro anche Mademoiselle Charlotte, Jean Montanée (Doctor John) e Marie Laveau, e che possiamo considerare un gruppo di loa dai caratteri comuni:
1 - Si tratta di persone di origine o di cultura francese, tutte vissute in epoca relativamente recente;
2 - I loro territori si affacciano tutti sul Mare dei Caraibi, con preferenza alle ex-colonie francesi;
3 - Il loro culto non è diffuso tra le masse, bensì perlopiù è limitato alle società segrete (non scrivo alle Sette Rosse perché, in alcuni casi, non di questo si tratta, ma piuttosto di società segrete moderne);
4 - Il loro culto è volto quasi esclusivamente all’uso magico, il che comporta varie conseguenze: per esempio, i loro vevé sono più che altro sigilli nel senso occultista del termine, che nella maggior parte dei casi non vengono tracciati al suolo, bensì su pergamena, o dove il rituale lo richieda.
Quando era viva, Madame Lalaurie si chiamava Marie Delphine de Macarty, ed era nata il 19 marzo 1787 da una delle famiglie più ricche e influenti di New Orleans.
Era suo cugino lo storico sindaco Augustin de Macarty (1774-1844), che si batté contro un’epidemia di febbre gialla, meritandosi il titolo di benefattore della città.
Il grado solare attribuito a Madame Lalaurie dal Calendario di Tebe (30° di Pesci) descrive bene l’apparenza del personaggio:
In una vasta anticamera, di cui un grande specchio guarnisce sino a terra uno dei pannelli, una ragazza vestita da cavallerizza, con gli stivali e l’aria fiera, si ammira dalla testa ai piedi.
Grado maschile, velato, personale, di Venere.
Benché in generale la mentalità sia al disopra della media, realmente inspirata, intuitiva, franca e visionaria, si cela in questo grado la contraffazione, se così si può dire, dei veri poteri. Il soggetto rimpiazza allora la scienza e l’ispirazione che gli mancano con il savoir-faire e la stravaganza, o con una sorta di prestidigitazione o di illusione che attira il pubblico, e gli arreca qualche successo momentaneo grazie alla sua abilità, trionfando come in un gioco.
Esistono anche certi soggetti squilibrati, anormali, che senza essere dei veri veggenti o ispirati, predicano in buona fede e dicono talvolta il giusto, senza che abitualmente ci si possa fidare di loro.
Questo grado è la personificazione dell’IO: l’egoismo personale lo domina - snervante ed insopportabile per gli altri - con la vanità, la sufficienza, il desiderio di ammirazione, lo sbandieramento continuo dei propri meriti (o di quelli che il soggetto crede tali).
Solidamente appoggiato su questo amore per sé, il soggetto - maschio o femmina che sia - è autoritario, despota, esigente, tirannico; anche restando semplice d’aspetto, e distinto nelle sue maniere e frequentazioni.
Dispone di una naturale e grande influenza personale, e del dominio dei sensi. Apprezza il lusso, la civetteria, la bellezza, ed ha successo (soprattutto se donna) con l’adottare o l’imitare, piuttosto che con un reale merito...
La carta del cielo di Madame Lalaurie era anche contrassegnata da una congiunzione esatta Marte-Saturno nel 25° di Acquario, che ne costituisce senza alcun dubbio l’aspetto più importante:
Un uomo dal viso scuro, un’espressione di rabbia furiosa in tutta la sua persona, pesta i piedi agitando un pugnale; la sua fronte è sfregiata da una traccia di sangue. Gira le spalle ad un grande fabbricato molto triste (prigione o manicomio) di cui tutte le finestre hanno le sbarre, e di cui una mano sta aprendo la pesante porta.
Grado femminile, infernale, velato, criminale, di Mercurio.
Costui “vede rosso” più spesso di quanto non dovrebbe; è da temere ... e soprattutto da fuggire.
Come gli antichi mercenari per i quali tutto era occasione di sguainare la spada, il soggetto di questo grado vede dappertutto un’ingiuria da lavare nel sangue, felice di dare libero corso ai suoi istinti battaglieri e maligni.
Pericoloso per gli altri, lo è nondimeno per sé stesso, e dovrebbe ricordare che “chi di spada colpisce di spada perisce”. Ma la sua natura vendicativa, brutale e passionale all’eccesso non gli lascia di certo il tempo di riflettere …
È sottoposto alla minaccia della prigione o dell’internamento, per frenesia o follia furiosa.
Vedremo poi quanto, soprattutto riguardo al grande fabbricato, il Calendario in questo caso ci abbia azzeccatoin pieno.
Per quanto - in omaggio all’ingannevole equivalenza malvagità=bruttezza - Marie Delphine sia stata poi raffigurata come una donna brutta, il suo unico ritratto autentico mostra invece una giovane molto bella, il cui sorriso ricorda la Gioconda; il viso è ovale, i capelli neri, lunghi e lisci, i lineamenti delicati e sensuali.
All’età di 25 anni sposò Don Ramon y Lopez de Angulo, funzionario della corte spagnola. Si sarebbe ammalato durante un viaggio in Spagna, e l’avrebbe lasciata vedova dopo soli quattro anni, con una bambina venuta al mondo dopo la sua scomparsa.
Il secondo marito fu un personaggio meno prestigioso, e senz’altro più controverso dal punto di vista sociale: Jean Blanque, un ricco e crudele mercante di schiavi, che le diede altri quattro figli prima di ammalarsi a sua volta, e morire dopo sette anni.
In quello stesso periodo, la madre di Marie Delphine venne crudelmente uccisa da un gruppo di schiavi ribelli; e c’è chi sostiene che da quel traumatico episodio fosse sorto in lei un insanabile odio verso i neri.
Il suo terzo marito fu il dottor Louis Lalaurie, che la sposò incurante delle dicerie già circolanti su di lei: che avesse avvelenato i suoi primi due mariti, che bevesse sangue umano…
Essendo entrambi molto ricchi, comprarono una magnifica casa coloniale al 1140 di Royal Street, nel centro di New Orleans; è questa la famigerata Casa di Madame Lalaurie, in piedi ancora oggi, che viene fatta visitare ai turisti.
Già allora aveva fama di casa maledetta, perché il proprietario precedente si era suicidato, e si diceva che fosse infestata dagli spiriti maligni; però i due coniugi, belli, ricchi e spensierati, non vi diedero peso, e come un Rhett Butler e una Rossella O’Hara ante litteram ne fecero il centro della vita mondana della città, organizzando sontuosi balli ai quali tutti i cittadini in vista erano invitati.
Sarebbe venuto alla luce soltanto in un secondo tempo che, spesso, le pietanze di carne venivano preparate con carne umana, e che il ventaglio di pelle nera di Marie Delphine, invidiato da tutte le signore della città, era stato fatto con la pelle di una giovane schiava; e che la strana forma di dipendenza istillata negli ospiti dagli squisiti vini della cantina fosse il frutto di un taglio molto particolare … ma era costume, a quei tempi, di non immischiarsi nel modo in cui i proprietari trattavano i propri schiavi, anche se qualcuno in passato si era già sorpreso per la gran quantità di neri che i Lalaurie acquistavano ogni mese, e che poi non si vedevano più.
Il giorno in cui le cose cominciarono a venire alla luce fu il 10 aprile 1834. Un vecchio schiavo della casa commise una qualche mancanza, la cui natura non ci è pervenuta, e Marie Delphine uscì lasciandolo chiuso in cucina, con l’intenzione di punirlo al ritorno. Il vecchio, terrorizzato, diede fuoco alla cucina con l’intenzione di uccidersi.
L’incendio si estese a tutta la casa, e tutti coloro che vi si trovavano fuggirono in strada. I vigili del fuoco entrarono, e quando salirono al terzo piano non credettero ai loro occhi: c’erano molti cadaveri mutilati, parecchi dei quali in putrefazione. Parecchi schiavi erano appesi alle travi del soffitto, e un paio di questi erano vivi, mutilati dei genitali o di altre parti - le emorragie erano state tamponate grossolanamente, dopodiché li avevano lasciati lì a morire.
Avevano tutti la bocca cucita, compresi alcuni legati in un angolo della stanza, che evidentemente attendevano di essere a loro volta appesi. Ad una schiava ancora viva erano state schiacciate le braccia e le gambe, legate poi a doghe di botte ricurve, per farla sembrare un granchio; un’altra, avvolta in una guaina di pelle umana, sembrava un bruco. Altri erano senza la lingua, altri senza gli occhi, altri scuoiati. I soli che si trovavano in uno stato relativamente buono erano alcuni maschi adolescenti, ai quali erano stati praticati tagli sul pene per succhiarne il sangue.
Vennero poi rinvenute una gran quantità di carne umana in una ghiacciaia, e ossa sparse in cortile.
Posto di fronte a quell’orrore, Louis Lalaurie dichiarò di non avere mai avuto la minima cognizione di quanto stava accadendo. Nei giorni successivi, avrebbe profuso tutta la propria influenza ed il proprio denaro per convincere i suoi concittadini che le cose stavano proprio così: difatti, nessuna accusa venne mai elevata contro di lui.
Invece Madame Lalaurie non tornò mai a casa: mentre era in giro per compere, qualcuno l’aveva informata dell’incendio e si era dileguata, abbandonando il marito ed i figli.
Si sarebbe fatta viva dalla Francia, dove si era rifugiata presso la sua famiglia d’origine; sarebbe morta il 10 aprile 1842, in un incidente di caccia.
Emersero col tempo altre storie, come il caso della schiava dodicenne che aveva strappato una ciocca di capelli a Madame Lalaurie mentre la pettinava con la spazzola. Lei l’aveva informata che l’avrebbe fatta a pezzi e messa in salamoia, e la ragazzina era corsa sul tetto e si era buttata; allora Madame Lalaurie si era divertita a strappare la carne dal suo corpo agonizzante a colpi di frusta, prima di ordinare che venisse sepolta nel cortile.
Un’altra volta aveva chiesto ai suoi cuochi di cucinarle un’anatra, e il risultato non le era piaciuto. Li aveva fatti incatenare in sala da pranzo, e lasciati digiuni per molti giorni, mentre lei pranzava dinnanzi a loro. Uno di loro svenne, e Lalaurie ordinò che fosse sepolto vivo; dopodiché, spogliatasi nuda, eseguì sulla sua tomba una danza misteriosa.
Dopo l’incendio, la casa di Royal Street - bruciata solo in parte - venne restaurata, e fin da subito trovò acquirenti tra coloro che avevano sentito la storia. Tra i suoi ultimi proprietari è da annoverare Nicholas Cage, prima che la città di New Orleans la acquistasse per farne un’attrazione turistica.
La società segreta dedita al culto di Lalaurie è The Crown, la cui ricorrenza più importante è il 10 aprile, giorno della sua morte. In quella data viene tenuto un culto solenne, nel quale a Lalaurie vengono offerti i beignets, i dolci tipici di New Orleans.
Nell’insegnamento di The Crown, Lalaurie è uno spirito potente e dal cuore gentile, che realizza i desideri dei suoi devoti con l’assistenza di una numerosa falange di schiavi.
È sollecita soprattutto nelle vendette, e può essere invocata quando si vogliono infliggere sofferenze a una persona.
Per quasi un secolo e mezzo, Lalaurie venne cultuata senza un vevé, finché - nel 1988 - il suo vevé venne rivelato in trance a una tornata di The Crown, con l’avvertenza che per suo tramite le forze di Lalaurie e della sua falange possono essere attivate.
Purtroppo, le quindici persone che avevano preso parte a quella tornata festeggiarono l’avvenimento con una gioia chiassosa che a Lalaurie non piacque, e nell’arco di circa un mese morirono tutti.
Il vevè è costituito da un grande cerchio, diviso in otto settori da quattro diametri; questo cerchio è detto l’Ombrello.
In corrispondenza degli otto punti di innesto dei diametri con la circonferenza, da mezzogiorno verso destra, in senso orario, abbiamo le seguenti figure:
- La Squadra e il Compasso della Massoneria in grado di Maestro, sormontati da una Stella (si dice che i primi due mariti di Lalaurie fossero Massoni);
- Nulla;
- Quattro Gigli di Francia protesi assialmente verso destra, l’uno che sgorga dall’altro, e dall’ultimo sgorga un piccolo Serpente dalla Lingua Biforcuta;
- Una Stella;
- Ad un prolungamento del diametro verticale che ne costituisce l’asta, sventola verso destra una Bandiera Rovesciata, della forma delle bandiere di segnalazione navale, con una fascia verticale nera che corre accanto all’asta, e per il resto è bianca. Questa è la Bandiera Caduta, il simbolo del potere di Lalaurie sugli esseri umani di sesso maschile (nella sede centrale del culto, ne è esposta una dietro l’Altare).
- Un’altra Stella;
- Un Teschio, con il prolungamento sinistro del diametro orizzontale piantato nel capo; è il simbolo degli schiavi che Lalaurie ha assassinato.
- Una terza Stella.
Il diametro orizzontale, dal Teschio ai Gigli, è foggiato come una Catena.
Nel primo spicchio all’interno del cerchio, in alto a destra, un Triangolo Bianco e uno Nero rappresentano la separazione della razza bianca dalla razza nera.
Il vevè, per funzionare al meglio, dovrà essere dipinto in colore arancio su una Tovaglia rosso scuro, che deve essere distesa sull’Altare di Lalaurie.
L’Altare deve essere obbligatoriamente allestito su un tavolo di legno. La Foto di Lalaurie è al centro, e davanti ad essa un Coltello, una Mazza, un grosso Chiodo, un Bicchiere, un piccolo Specchio da Borsetta, un Rossetto, una Boccetta di Smalto Rosso e un Pennello per le Unghie, alcuni Gioielli d’Oro, una Striscia di Velluto Nero (il bavaglio che Lalaurie poneva agli schiavi prima di torturarli, perché in strada non si sentissero le loro grida).
Una Catena disposta a Cerchio circonda tutti gli oggetti presenti sull’Altare, ad un lato del quale è appesa una Frusta, e sull’altro è appoggiata un’Ascia.
Ogni lunedì sera, Lalaurie dovrà essere cultuata in questo modo: si apriranno i lavori spruzzando l’Altare con profumo francese. Si accenderanno poi due Candele Rosse ai lati della sua foto, e le sarà versato un Bicchiere di Vino Rosso (guai a chi osasse offrirle un vino non costoso).
Subito dopo il compimento di queste operazioni, si reciterà l’Invocazione:
Notre puissante dame, je vous appelle. Notre dame sanguinaire, je vous appelle. Où es-tu, ma dame? Je ne peux pas te voir. Vous vivez dans mon cœur, vous vivez dans le cri des morts. Je vous appelle, je vous appelle et je vous appelle! Où es-tu, Madame? Je ne peux plus entendre les cris. Je vous appelle, Madame Lalaurie! Mangez avec nous!
A questo punto, il fedele si sentirà invaso dalla trance di Lalaurie, che si percepisce come un’ondata di gioia molto sensuale e delicata; si dice allora che Lalaurie a apporté ses bénédictions à ses enfants.
Sarà ora il momento di presentarle le suppliche da esaudire e le offerte; queste ultime dovranno essere sepolte dopo la rimozione.
I cibi per Lalaurie non devono mai essere salati. Questa è la lista delle offerte canoniche, secondo The Crown:
Cosce di pollo, arrostite e ben condite (ma senza sale); petto di pollo (come sopra); frutti dalla buccia rossa; frattaglie di pollo crude e spruzzate di limone; cervella di vitello cruda e non condita; buchada di viscere di capra; beignets; pasticcini; sperma; sangue mestruale; una torta sulla quale si sia defecato; occhio di manzo crudo, condito con erbe e limone; spezzatino con zampe di gallina, senza sale; un uccello morto in stato di avanzata decomposizione; ossa umane; sangue umano raccolto in un bicchiere; spicchi d’aglio sbucciati; arrosto di maiale condito con erbe aromatiche, senza sale; uova sode; caffè ben zuccherato; vini e liquori pregiati; champagne e spumanti di qualità; acqua.
Buon appetito!
Daniele Mansuino
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