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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

Magia voodoo

Seconda parte
Dicembre 2016

 

Nell’articolo del mese scorso (prima parte) ho trattato della magia voodoo dominicana in termini generali, ponendo il lettore nella situazione di poter cominciare a impararla; adesso possiamo trattarla nello specifico, con l’avvertenza (più importante di ogni considerazione tecnica) che, per apprenderla bene, è importante che nel suo animo alberghi un sentimento di attrazione, devozione e rispetto nei confronti dei misterios.

Quindi, se condividete con me questo sentimento, potete cercare in rete (per esempio, nel secondo dei miei articoli dedicati al Voodoo dominicano) la descrizione dei misterios, e vedere se ce n’è qualcuno con cui avvertite una particolare sintonia.

Stamperete la sua immagine in 10x15, la sistemerete in un portafoto di plastica trasparente (quelli che stanno in piedi da soli, si trovano nelle cartolerie o nei negozi di arredamento) e poi vi sceglierete un ripiano adatto per farci un altare.

Andrà bene a questo scopo un tavolino, una mensola o un comò, tenendo conto che dovrete trascorrere molto tempo seduti davanti all’altare, fronteggiando l’immagine del misterio.

Meglio se vi sarà possibile installare un altare fisso, senza essere costretto a smontarlo ogni volta dopo averlo usato; meglio anche se potrete collocarlo sul lato ovest della stanza. Ma anche se non avete la possibilità di seguire questi consigli, potete procedere - sarà sempre meglio di niente.

Non è necessario che per cominciare abbiate a disposizione l’intera attrezzatura usata dai brujos, di cui parlo in quegli articoli; anzi è meglio che il fedele, anche qualora sia intenzionato a richiedere in futuro il bautizo, non si procuri ancora oggetti come i fula (foulard) colorati, il campanello, eccetera, perché l’atto di comprarli nuovi può essere considerato una componente del rito di iniziazione, ed è meglio non anticiparlo.

Gli sarà invece sufficiente disporre l’immagine su una tovaglietta o un ampio foulard di materiale non sintetico, insieme a una candela di cera (meglio, ma non necessario, se tovaglia e candela saranno del colore tradizionalmente collegato al misterio da cultuare) e un contenitore nel quale bruciare un po’ d’incenso. L’incenso da chiesa è il migliore, ma possono andare bene anche i bastoncini che si trovano nei negozi cinesi, avendo cura di scegliere un aroma in sintonia con la natura del misterio (per esempio: più dolce se è un misterio donna, più aspro se è un misterio uomo). Naturalmente, dopo l’uso dell’incenso, la stanza andrà areata.

Se proprio il fedele vuole strafare, potrà procurarsi anche un fula del colore gradito al misterio e metterselo in testa a mò di pirata: si piega il fula lungo la diagonale, si appoggia la diagonale orizzontalmente lungo la fronte in modo che le due pieghe penzolino davanti agli occhi, si annodano gli estremi dietro alla nuca e - per finire - si rivolta all’indietro la parte di fula che abbiamo sul viso, lisciandola in modo che aderisca bene alla testa (nel corso delle trance dei brujos il cambio del fula annuncia l’arrivo di un nuovo un misterio, e per me è sempre divertente guardarmi le braccia e le mani mentre svolgono questa complessa operazione da sole).

Prima di cominciare, è anche bene porre sull’altare un’offerta che il misterio gradisce: per esempio nel caso di Filomena Loubana un uovo, un po’ di polvere di cacao e/o una bevanda in bottiglia di colore nero, tipo un chinotto.

Altri misterios gradiscono gin o rum, e saranno contenti se il fedele durante il rito ne berrà un sorsetto, brindando idealmente con loro; o, nel caso che la trance sia forte, saranno loro stessi a spingerlo a farlo, e in questo caso è probabile che sarà ben più di un sorsetto.

Se il vostro altare è fisso, le offerte che non si deteriorano (liquori, caramelle, sigari ecc.) potete lasciarcele sopra a lungo; invece gli alimenti deteriorabili come pesci, ecc. rimangono sull’altare per il tempo del rito, e poi possono essere normalmente consumati.

Adesso potete cominciare a lavorare. L’apertura e chiusura del rito sono legate all’accensione e spegnimento della candela, che sono rispettivamente l’ultima cosa da fare per aprire i lavori e la prima per chiuderli.

Quindi cominciate con l’accendere l’incenso, poi mettetevi il fula in testa, sedetevi comodamente davanti all’altare, guardate il misterio negli occhi, accendete la candela e si parte.

Parliamo ora della trance: un campo nel quale io godo, a mio avviso immeritatamente, di una certa fama - infatti ho sempre avuto una grande facilità a raggiungerla, e anche a trasmetterla. Negli anni in cui lavoravo spesso in compagnia di altri, capitava che persone venute nel Tempio per assistere ai lavori o per chiedere un responso si alzassero di colpo, e cominciassero a vagare in uno stato di apparente sonnambulismo - o andavano all’altare, o si mettevano a compiere atti incomprensibili, o mi venivano davanti come per mettersi a mia disposizione.

Ora, la fama di questi episodi è un po’ circolata; quindi ho saputo che i colleghi brujos, se il discorso cade su di me, dopo avermi doverosamente criticato per le mie strane idee e per gli altri miei difetti, mi riconoscono tuttavia in tema di trance una certa autorità.

E’ una cosa che fa piacere, però ripeto, non trovo in me un gran merito - non sono più bravo degli altri, ho solo capito un paio di cose fondamentali.

La prima è che la trance non è un fine, ma un mezzo: il vero obbiettivo del rito che state intraprendendo è entrare in sintonia con quello che - secondo la terminologia esoterica - possiamo definire l’eggregore del misterio che avete di fronte.

Secondo Wikipedia, un eggregore è un'entità incorporea, creata attraverso particolari metodi di meditazione, in grado di influenzare il pensiero di un gruppo di persone. Nel caso del misterio che avete scelto di cultuare, non dovete crearlo voi: esiste già, è enorme e potentissimo e diffuso in tutto il mondo. La sola cosa che dovete fare è attirarlo, e senz’altro ci riuscirete se lo cultuerete con regolarità sul vostro altare: in questo modo, col tempo e tramite un effetto cumulativo, l’eggregore si sentirà invogliato a prendere forma nella vostra mente.

Ripeto, col tempo e tramite un processo cumulativo - ovvero, non è minimamente necessario (ed è piuttosto improbabile) che dieci secondi dopo che avrete cominciato il primo rito Filomena Loubana vi prenda nella sua trance petro, buttandovi a terra e facendovi ondeggiare sul pavimento come un serpente sbavante; anzi sarebbe una bella dispersione di energie, che allungherebbe considerevolmente i tempi di fissazione dell’eggregore, quindi di sicuro Filomena non lo farà.

La seconda cosa da capire è che nel voodoo, andare in trance non è necessario (e quindi non è nemmeno necessario che, alle diecimila nevrosi che la nostra vita sociale è tanto generosa ad elargire, aggiungiate anche quella di non essere capaci ad andarci).

Andare in trance non è necessario per una ragione piuttosto definitiva: perché non c’è nessun posto dove andare, difatti in trance ci siamo già.

La trance è una forma di autoipnosi: è quindi un caso particolare della legge secondo cui l’ipnosi consiste nel limitare artificiosamente l’attività percettiva di un individuo (…), in modo che esso si autoconvinca di poter operare solo entro l’ambito di un ventaglio di scelte molto ridotto.

Ora il punto è che, nella nostra vita di tutti i giorni, l’autolimitazione delle nostre possibilità percettive è sempre in atto: per esempio, se siamo andati in città ci siamo autopreclusi la percezione della campagna - non possiamo raccogliere frutta, sdraiarci su un prato, grattare le orecchie ai maiali eccetera.

Il fenomeno dell’autoipnosi in questo caso non si nota molto, perché la nostra mente ci dice che il non raccogliere la frutta in città è una cosa normale. Si nota invece di più quando ci concentriamo su (o, in termini gurdjieffiani: ci identifichiamo con) compiti più coinvolgenti per l’attenzione, come guidare la macchina o guardare una partita alla TV - in quei momenti la nostra autolimitazione degli input aumenta vertiginosamente, e di conseguenza anche il nostro ventaglio di scelte è ridotto al minimo - e allora, per noi diventa davvero difficile non accorgerci che siamo completamente autoipnotizzati, che siamo in trance.

Però non c’è stato uno stacco netto tra il mio io che è andato in città e quello che si è seduto in poltrona a guardare la partita: il passaggio dall’uno all’altro è stato graduale. Per questo è lecito dire che non esiste un confine netto tra il cosiddetto stato normale e la trance; ma c’è piuttosto un’infinita serie di stati mentali contigui, dall’uno all’altro dei quali la mente si sposta in continuazione.

Così abbiamo trovato la risposta all’annosa domanda se tutti possano andare in trance: non solo tutti ci possono andare, ma tutti ci siamo, e imparare ad andare in trance equivale a prendere coscienza che ci siamo.

Un buon metodo è quello dell’osservare sé stessi insegnato da Ouspensky e Gurdjieff; ma è ben difficile che il fedele riesca a impararlo, se il suo approccio (come discutevamo il mese scorso) è di guardare al voodoo non come a una parte dell’esoterismo, ma a una religione.

Se invece è una persona innamorata della ricerca interiore - o perlomeno: se ha capito che il voodoo o lo approcci da quella parte lì o non funziona - imparerà a concentrarsi sugli spostamenti della sua mente in altri stati dell’essere; e quando questa seconda attenzione sarà diventata per lui un’abitudine, allora la chiave delle trance più inimmaginabili sarà nelle sue mani

Va bene, missione compiuta - ho cercato di spiegarvi che andare in trance è facilissimo, e sono riuscito a convincervi che è praticamente impossibile. Adesso torniamo a voi, seduti dinnanzi all’altare, sul punto di aprire i lavori.

La prima cosa che dovete fare è rilassarvi. E’ un errore molto diffuso supporre che un aumento artificioso dell’attenzione (sempre accompagnato, anche se la persona magari non ci fa caso, da indebite contrazioni muscolari e da un’accelerazione del battito cardiaco) possa essere gradito ai misterios, in quanto testimonierebbe dello zelo del fedele nei loro confronti: Carlos Castaneda scrisse pagine fondamentali contro questa brutta abitudine, spiegando come le entità sottili disponibili a collaborare con l’uomo percepiscano le emozioni umane tanto intensamente che uno sbalzo improvviso della nostra tensione emotiva basta a metterle in fuga.

Perciò non siate tesi: non è quello che i misterios vogliono. Loro vogliono stabilire con voi un rapporto di amicizia, e anche voi avete ogni interesse a sviluppare nei loro confronti un approccio del tipo sono amici con cui è bello passare un po’ di tempo, quando ne ho voglia e quando posso.

E’ davvero importante che il fedele abbia chiaro questo punto fin dal primo rito, perché la sua comprensione sgombra la mente 1) dalla paura (non hai di fronte una creatura severa e maligna, pronta a castigarti per ogni tua mancanza, bensì un’entità benevola, sempre disponibile a dialogare con te) e 2) dall’esaltazione, del tipo : sto evocando i potentissimi misterios del voodoo, presto sarò in grado di dominare le forze della natura, di signoreggiare sui miei simili, di scatenare tempeste, aaah aaaaah (orgasmo).

Se fin da subito il fedele imparerà (parafrasando Kipling) a trattare questi due impostori - la paura e l’esaltazione - come si meritano, i vantaggi non si limiteranno allo sviluppare coi misterios un rapporto più gratificante e fruttuoso: enormemente più grande, anche se forse lui non lo saprà mai, sarà il numero di guai che il suo approccio corretto gli consentirà di evitare.

Per cui, piuttosto che un breve rito nel corso del quale il fedele si sforza nervosamente (e magari invano) di concentrarsi, i misterios preferiscono un intercorso più lungo (al limite, se avete parecchio tempo libero, anche di ore) nel quale ve ne starete seduti dinnanzi all’immagine (per esempio) di Filomena Loubana come se foste in compagnia della vostra più cara amica d’infanzia: quella con cui il problema del cosa dire o cosa fare quando state insieme non si pone proprio.

Già pochi attimi prima di accomodarvi dinnanzi all’altare, vi trovavate (senza pensarci) in una trance autoipnotica che limitava considerevolmente il ventaglio delle vostre possibili scelte (per esempio: vi trovavate in camera vostra, quindi non potevate guidare la macchina, giocare a tennis, stringere la mano a una persona che sta a Toronto, eccetera). Ma dal momento che avete deciso di cominciare il rito e vi siete seduti, il numero delle cose che non potete più fare è perlomeno raddoppiato: state concentrandovi sulle procedure che dovete mettere in atto nel rito, quindi non potete suonare la chitarra, leggere una rivista, telefonare alla zia, eccetera. Usando i numeri solo a titolo di esempio, diciamo che siete passati da una trance del 5% a una del 10%.

Adesso i lavori sono aperti, e voi cercate per prima cosa di fare il vuoto mentale.

Per farlo, non c’è bisogno di seguire nessuna tecnica particolare: semplicemente, basta porsi nell’atteggiamento che adottate quando aspettate che qualcuno vi dica qualcosa - ovvero cercate di tenere sgombra la mente, senza dar seguito alle associazioni mentali che il vostro inconscio vi propone (e nota bene, senz’altro non ci riuscirete del tutto; ma questo non ha importanza - sto solo descrivendo il tipo di atteggiamento che vi conviene assumere, non sto dandovi rigide prescrizioni).

Adesso fissate lo sguardo sull’immagine di Filomena Loubana dinnanzi a voi, e già con questo semplice atto - senza che nemmeno ve ne siate accorti - la vostra trance è diventata più mirata. Infatti, anche se tra le concatenazioni di pensieri che emergeranno d’ora in poi alla vostra coscienza ce ne sarà fatalmente qualcuna del tipo devo telefonare alla zia, la maggior parte saranno invece incentrate su Filomena: sui lineamenti del suo volto, sui serpenti che la circondano eccetera - trance del 20%.

Nota: è incredibilmente alto il numero di persone che, in presenza del sorgere di concatenazioni di pensieri incongrue (che non c’entrano con la trance) vengono prese dallo sconforto: pensano di non essere capaci a produrre un vuoto mentale decente, o addirittura concludono di non essere tagliate per la trance.

Questo è davvero assurdo: è un fenomeno del tutto fisiologico che, quando si prova a star concentrati a lungo su qualcosa, fatalmente prima o poi il livello di concentrazione si abbassi, e la nostra condizione si riavvicini in qualche modo allo stato mentale nel quale ci trovavamo prima di cominciare (capitava anche a Siddartha) - per cui intervengono pensieri che non c’entrano niente, associazioni di idee a sfondo personale, eccetera. Ma non è un problema! Chi diavolo vi ha detto che lo è?

E’ viceversa importante (ed è un punto sul quale, coi miei discepoli, ho sempre insistito molto) metabolizzare la nozione che se avete acceso la candela, indipendentemente da quello che sia il vostro stato mentale, il misterio è sempre lì, e il suo eggregore sta comunque prendendo forma; anzi, proprio in quelli che a te sembrano i momenti di minore concentrazione lui guarda nei tuoi pensieri, impara a conoscerti meglio e la cosa gli fa molto piacere.

La tua trance sta andando benissimo!

Adesso, almeno il 20% della tua mente è nella trance di Filomena Loubana : ovvero, di un misterio che simboleggia una frazione importante dell’inconscio collettivo, e sta portandolo alla tua coscienza ; ovvero, il tuo canale tra l’inconscio individuale e l’inconscio collettivo è già aperto - e questo è successo senza fenomeni strani, senza scosse, senza sperimentare nessuno sconvolgente senso di possessione ecc. (se ti aspetti sintomi di questo genere come segnale del fatto che sei entrato nella trance di un misterio, sei proprio fuori strada).

Quindi ora puoi rilassarti ancora di più, e continuare quietamente a esaminare le concatenazioni di pensieri che si presentano, prendendo nota del fatto se siano le solite di sempre, o se per caso ravvisi nel modo di procedere della tua mente qualche piccola differenza.

Non devi farlo in continuazione: ti stancheresti, e soprattutto il tuo intestardirti ti renderebbe nervoso e insoddisfatto, compromettendo la qualità dell’esperienza che stai vivendo.

Invece semplicemente te ne stai lì tranquillo a goderti la compagnia della tua amica Filomena, e ogni tanto per passare il tempo decidi di interrompere il tuo normale flusso di pensieri, magari concentrandoti di più sulla sensazione visiva, o anche sui rumori di fondo; la cosa può andare avanti qualche decina di secondi, nel corso dei quali attendi che si manifesti la prossima serie di associazioni mentali, e quando arriva ci fai attenzione.

Poi, se ti sembra che la nuova serie di pensieri sia diversa rispetto a quelle che fai abitualmente, o se l’hai percepita come una voce, insomma se ci trovi qualcosa di insolito, non ti agitare - resta tranquillo, rifletti sull’eventuale contenuto del messaggio che ti sembra di aver ricevuto, e (sempre con naturalezza) chiedi mentalmente chiarimenti - insomma, cerca di avviare un dialogo.

Ripeto ancora, non farlo di continuo, può essere stancante. Fallo una volta ogni tanto, quando ti viene in mente, e senza attenderti particolari risultati - hai vinto comunque: in seguito ai tuoi costanti tentativi, la tua attenzione su Filomena è aumentata ancora di più - diciamo che è al 30%.

Fino a che percentuale potrai arrivare al di là del 30, questo dipenderà dalla tua capacità di mantenerti rilassato, dal tuo stato fisico e mentale, dalle condizioni ambientali, dai transiti astrologici, eccetera ; ma sei comunque GIA’ in uno stato di trance (servendoci di una definizione tecnica del voodoo : in uno stato di trance rada) più che bastante a intrattenere col misterio un dialogo decente, a chiedere a Filomena di esaudire qualche tuo desiderio, a ricevere da lei consigli su come comportarti in situazioni che ti preoccupano, a farti insegnare le procedure per riti che hai intenzione di svolgere, e così via.

Naturalmente, non è il caso di aspettarsi tutto subito: come in ogni cosa, è questione di pratica, di applicazione e di sana ostinazione.

Ma per avere buoni risultati, è soprattutto importante che tu abbia ben chiara la situazione che stai vivendo - adesso la tua mente è sotto l’influenza di Filomena al 45% (le percentuali sono sempre simboliche), ma per il restante 55% è ancora sotto l’influenza del tuo io individuale - il che è ciò che ti consente di conservare la consapevolezza di te stesso, quindi di continuare a portare avanti un intercorso soddisfacente con l’ambiente circostante - ed è anche quello che ti impedisce di poterti fidare al 100% delle comunicazioni che ricevi : una parte potrebbero provenire dal tuo inconscio individuale, o anche - perché no ? - da qualche simpatica larvetta di passaggio (vedi l’articolo del mese scorso), che sa bene come catturare la tua attenzione raccontandoti ciò che vuoi sentire…

Non sarà inutile chiarire ancora una volta che, se qualche entità dovesse suggerirvi atti illegali, o qualunque cosa che crei dispiacere a voi o ad altri, o che alteri in qualsiasi modo il corso della vostra vita (del tipo : prendi la macchina e vai subito a Genova, davanti alla Cattedrale di San Lorenzo ti verrà incontro una bellissima ragazza bionda, è la donna dei tuoi sogni), interrompete subito il lavoro e ignorate questi consigli - sicuramente non era un misterio chi ve li ha dati : o è stata la larvetta di cui sopra o siete stati voi stessi a darveli, perché una parte di voi stessi aveva il desiderio di sentirsi dire una cosa così.

L’oscillazione costante tra l’influenza del misterio e quella dell’io nel corso della trance dà luogo a una tipica sensazione che il voodooista esperto impara ben presto a conoscere. Infatti, con la pratica, è piuttosto facile distinguere l’uno dall’altro i due tipi di energia diversi, quella dell’io e quella del misterio; come pure rendersi conto che nel momento in cui le nostre catene di pensieri involontari si spostano su argomenti che destano nel nostro io forti emozioni, è come se l’energia del misterio si ritraesse da noi improvvisamente.

Un risultato positivo che si ottiene con l’esperienza è riuscire a frenare le proprie reazioni emotive, e di conseguenza l’oscillazione: in questo modo si può scivolare, lentamente e progressivamente, fino a raggiungere percentuali di trance molto elevate.

A me personalmente è accaduto molto di rado di andare in trance al 100%, ovvero di smarrire completamente la consapevolezza di me stesso. Le rare occasioni in cui mi è successo è quando erano presenti alla mia trance degli amici con cui stavo bene e di cui mi fidavo ; quindi il mio io era consapevole che, anche se avesse abdicato completamente al controllo del corpo, ci sarebbe stato qualcuno a sostenermi in caso di difficoltà (altra evenienza che è peraltro abbastanza teorica, in quanto non esiste che un misterio possa far del male alla persona che sta cavalcando ; però può succedere, in certi casi, che l’esperienza della trance completa sia molto faticosa, e quindi è bene che persone amiche siano presenti al risveglio, per rifornire il brujo con un po’ di buona energia).

Ci sono, credo, altre ragioni per cui le trance complete non capitano mai quando il brujo è da solo. La prima è che, quando si è in tanti, l’energia degli spettatori si assomma a quella dell’operatore, facilitando in lui tanto la rapidità quanto la profondità della trance; la seconda è che, se il brujo perde coscienza di sé quando è solo, non c’è nessuno che possa registrare ciò che il misterio fa e dice - quindi sarebbe una trance inutile, e i misterios le cose inutili non le fanno.

Comunque, lo ripeto ancora: quando si lavora da soli le trance complete non si verificano mai, quindi non abbiate paura che se vi abbandonate all’energia del misterio possiate perdere la coscienza di voi stessi - non succederà; e visto che siamo in tema di fobie, non abbiate neanche paura di non riuscire a tornare indietro dalla trance - anche questo non succede. Il misterio sta sempre attento a non abusare della vostra energia, e quando gli sembra che siate troppo stanchi si ritira da voi spontaneamente.

 

(Nota aggiunta a posteriori - non è mia abitudine fare aggiunte ai miei articoli dopo che li ho pubblicati, anzi questa è la prima volta che succede, però già due lettori mi hanno scritto mostrando di aver frainteso quanto sopra, quindi faccio un’eccezione.

Quei gentili lettori, leggendo frasi tipo “il misterio sta sempre attento a non abusare della vostra energia, e quando gli sembra che siate troppo stanchi si ritira da voi spontaneamente” hanno pensato più o meno - e mi hanno scritto: “ma allora anche i misterios, come le larve, succhiano l’energia delle persone, quindi cultuarli stanca e fa male!”

No, non volevo assolutamente dire questo, anzi è il contrario - di norma la persona quando esce dalla trance si sente più corroborata di prima, se aveva piccole magagne tipo mal di testa gli sono passate, eccetera - anche da questo punto di vista, potete stare tranquilli.

Un eggregore non è una larva: ha una sua esistenza autonoma, ha le sue fonti di energie sottili e non ha bisogno di mendicarle in giro danneggiando la gente.

Quanto ho scritto di segno contrario si riferiva al caso delle trance estreme - in termini voodoo: trance petro - nel corso delle quali si verifica talvolta, oltre a un notevole coinvolgimento psichico, anche una cospicua attività fisica; allora è possibile, soprattutto se siete persone non molto allenate, che alla fine vi sentiate stanchi - ma non è stato il misterio a depredarvi della vostra energia, è il vostro corpo che si è sottoposto a un allenamento fuori programma!)

 

Sono arrivato al termine dei consigli che mi sentivo di darvi perché possiate vivere la trance voodoo nel modo più completo, efficace e gioioso possibile; e così facendo vi ho anche consegnato le chiavi della magia voodoo, che può essere appresa bene solo attraverso il magistero dei misterios.

Però non abbiate troppa premura di chiedere al misterio da voi cultuato di intervenire nelle vostre faccende, o di insegnarvi nuovi riti - è probabile, infatti, che le vostre prime trance saranno caratterizzate da un’oscillazione tra la sua presenza e il vostro io non facile da controllare - per esempio, è quasi certo che non sarete ancora in grado di distinguere con sicurezza tra le comunicazioni provenienti da lui e quelle del vostro inconscio, e in queste condizioni il rischio di fraintenderle è molto elevato.

Sarebbe un gran peccato se il vostro entusiasmo verso il voodoo dovesse spegnersi in seguito a un rito che non ha funzionato, solo perché non siete stati in grado di distinguere le comunicazioni del misterio dalle vostre fantasie.

Perciò, ripeto ancora: le prime volte che andrete in trance cercate di trattenervi, e dedicatevi soprattutto all’osservazione di voi stessi, secondo le modalità che mi sono sforzato di farvi capire.

Cercate di imparare a distinguere tra la corrente energetica proveniente dal vostro inconscio e quella del misterio; a comprendere quando la trance si fa più profonda e quando meno; a saper dominare le vostre correnti emozionali, e così via.

Studiate bene, e con pazienza; e quando verrà il momento di dare inizio alla vostra operatività con la magia voodoo, sarà il misterio ad avvertirvi.

 

   Daniele Mansuino

 

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