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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

 

Sulla Meditation Room delle Nazioni Unite

Giugno 2017

 

Non pochi lettori del mio libro Signori di Volontà e Potere mi hanno chiesto a cosa mi riferissi quando parlavo del tempio che si trova nel Palazzo di Vetro dell’ONU, a New York.
È la Meditation Room, una piccola stanza situata al piano terreno del palazzo; vi si può accedere attraversando due porte a vetri e percorrendo un corridoio scarsamente illuminato.
Al primo impatto, la stanza (che, se si guarda in alto, svela la forma di una piramide tronca) appare molto più estesa dei suoi 18 metri quadri di superficie. Questo grazie all’accorgimento di conferire alle pareti laterali due curve convergenti, per cui la parete che si trova alle spalle dell’osservatore risulta essere più lunga della parete che gli sta di fronte; e su quest’ultima, un affresco in stile cubista (opera del pittore Bo Beskow) fornisce un’ulteriore illusione di profondità.
L’affresco è soprattutto grigio e blu, ma più o meno tutti i colori sono presenti. Spiccano in esso figure gialle e una mezza sfera nera. L’artista ha spiegato che le figure geometriche riprendono le proporzioni della stanza.
Cerca di aprire la stanza, in modo che l’occhio possa viaggiare in lontananza quando colpisce il muro. Per dare un leggero movimento verso l’alto, ho progettato cerchi tortuosi e una linea diagonale a spirale, che potrebbe essere paragonata ad un accordo musicale vibrante.
Poi, per fornire un punto di riposo agli occhi dello spettatore, ho immesso un po’ di nero tra i colori chiari: un semicerchio, nel quale tutte le linee dell’affresco e della stanza convergono.
Il mio affresco non contiene simboli intenzionali, anche se ho sentito dire che il cerchio bianco e azzurro pallido sulla parte centrale superiore del pannello rappresenti il cosmo. Tutto quello che ho cercato di fare è stato aprire il muro, per consentire all’occhio di viaggiare più lontano e di aprire la mente; ovvero di provocare la meditazione, ma non di dirigerla.
Nei primi secondi di permanenza, la sola fonte di luce rilevabile nella stanza è un raggio blu - proveniente da un lato del soffitto - che va a colpire diagonalmente un gigantesco monolite collocato al centro. Si tratta di un blocco di ferrite cristallina, di colore grigio scuro; pesa sei tonnellate e mezzo, ed è stato detto che sia il più grande magnete esistente al mondo.
L’effetto del raggio blu sulla scabra superficie del monolite è estremamente suggestivo, e fa pensare a una roccia bagnata sotto i raggi della luna; è da questo fenomeno di riflessione che irradia il leggendario campo energetico della Meditation Room, riguardo alla cui potenza si narrano vari aneddoti - quando vi fu nascosta una borsa contenente dinamite, il meccanismo a orologeria si fermò; quando entrò a visitarla un delegato pellerossa della tribù Hopi cadde in trance, e restò a lungo prostrato dinnanzi al monolite, mormorando preghiere…
Se con lo sguardo si torna poi dal monolite all’affresco, sarà possibile notare una luce soffusa che lo illumina dal retro; e quando gli occhi si saranno abituati, si potrà identificare una terza fonte di luce in due file di faretti, che sono nascosti allo sguardo dei visitatori da un controsoffitto.
Subito a destra dell’ingresso, separate da una ringhiera dall’area del monolite, ci sono una decina di sedie per le persone che vogliono fermarsi a meditare (l’ingresso nella Meditation Room è libero a tutti, visitatori e turisti inclusi).
Il creatore della Meditation Room fu Dag Hammarskjold (1905-1961), secondo Segretario delle Nazioni Unite.
Nelle sue parole:

 

Tutti abbiamo dentro di noi un centro di quiete circondato dal silenzio. Questa casa (il Palazzo di Vetro), dedicata al lavoro e al dibattito al servizio della pace, dovrebbe avere una stanza dedicata al silenzio esteriore ed alla quiete interiore.
A questo scopo è stata creata questa piccola stanza: un luogo dove si possono aprire le porte su territori infiniti di pensiero e di preghiera.
Persone di molte fedi si incontreranno qui, e per questo motivo non potrebbe essere utilizzato nessuno dei simboli a cui siamo abituati nella nostra meditazione (religiosa personale).
Tuttavia, esistono cose semplici che parlano a tutti noi nella stessa lingua. Le abbiamo cercate, e crediamo di averle trovate nel raggio di luce che colpisce una superficie scintillante di solida roccia.
Così, nel centro della stanza si vede un simbolo di come ogni giorno la luce dei cieli dà vita alla terra su cui ci troviamo - un simbolo anche, per molti di noi, di come la luce dello spirito dà vita alla materia.
Ma la pietra in mezzo alla stanza ha da dirci di più. Possiamo vederlo come un altare, vuoto non perché non ci sia Dio, non perché sia un altare a un dio sconosciuto, ma perché è dedicato al Dio che l’uomo adora sotto molti nomi e in molte forme.
La pietra nel mezzo della stanza ci ricorda anche la permanenza della società umana in un mondo di movimento e cambiamento. Il blocco del minerale di ferro ha il peso e la solidità dell’eterno. È una memoria di quella pietra angolare, di resistenza e di fede, sulla quale ogni sforzo umano deve basarsi.
Il materiale della pietra conduce i nostri pensieri alla necessità di scegliere tra distruzione e costruzione, tra guerra e pace. Di ferro l’uomo ha forgiato le sue spade, (ma) di ferro ha anche fatto i suoi vomeri. Di ferro ha costruito carri armati, ma col ferro ha pure costruito case. Il blocco di minerale di ferro è parte della ricchezza che abbiamo ereditato su questa nostra Terra; come possiamo usarlo?
Il raggio di luce colpisce la pietra in una stanza di assoluta semplicità. Non ci sono altri simboli, non vi è nulla che possa distrarre la nostra attenzione o violare il silenzio dentro di noi. Quando i nostri occhi si spostano da questi simboli alla parete anteriore incontrano un semplice schema, che serve ad aprire la stanza in favore dell’armonia, della libertà e dell’equilibrio nello spazio.
Secondo un antico proverbio, il significato di una nave non si trova nella chiglia ma nel vuoto. Così è con questa stanza. È per coloro che vengono qui, per riempire il vuoto con ciò che trovano nel loro centro di quiete.
È ormai universalmente noto che l’istituzione delle Nazioni Unite vada accreditata all’attività della Lucis Trust: il principale sottocentro contemporaneo dell’organizzazione esoterica che domina il mondo, cui ho accennato in vari articoli e nel libro Signori di Volontà e Potere.
Nel 1948 la sua fondatrice, Alice Bailey (1880-1949), scriveva ne Il Ritorno di Cristo: La Gerarchia (così ella chiamava quello che io, rifacendomi a Banshei, definisco l’organizzazione) è in questo momento impegnata nel tentativo di incanalare le forze della ricostruzione nell’Assemblea delle Nazioni Unite. L’uso di queste energie impersonali dipende dalla qualità e dalla natura della nazione ricevente, dalla sua misura di vera illuminazione e dal suo punto di evoluzione.
Oggi le Nazioni sono espressione del concentrato dell’egocentrismo di un popolo e del suo istinto di autoconservazione. L’obbiettivo principale della Gerarchia è destinare queste energie a un uso costruttivo, così che la teoria dell’unità possa lentamente trasformarsi in pratica e la parola “Unite” possa assumere un vero significato.
Da un documento interno della Lucis Trust:

 

C’è molto lavoro preparatorio da svolgere per l’umanità prima che il Cristo possa riapparire, per stabilire il Suo lavoro e aprire l’era dell’Acquario. Non è compito del Cristo correggere gli errori commessi dall’umanità nel corso dei secoli, o porre rimedio alle ingiustizie e squilibri dell’attuale ordine mondiale. Egli non tenterà di risolvere i complessi problemi della fame nel mondo, della povertà nel mondo, del disarmo, o dei sistemi internazionali politici, economici e sociali: siamo stati noi umani a creare questi problemi, e la loro soluzione non è al di là dell’ingegno e della capacità dei nostri cuori, se sapremo preoccuparcene abbastanza e saremo disposti a sacrificare il nostro egoismo in favore della creazione di un mondo unito.
È diritto spirituale e responsabilità spirituale dell’umanità rimettere a posto la propria casa. Questo lavoro è stato intrapreso e portato avanti dalle Nazioni Unite
In epoca più recente, il concetto della funzione spirituale dell’ONU è stato sviluppato e ampliato soprattutto dal grande maestro di meditazione Sri Chinmoy (1931-2007): ispiratore di artisti del calibro di John McLaughlin e Carlos Santana, nonché amico personale di Gorbacev, Desmond Tutu e Nelson Mandela. Chiamato all’ONU da U Thant nel 1970, fu lui a creare e sviluppare - in una celebre serie di conferenze - l’ideologia per cui l’ONU è la Casa del Cuore del Corpo del Mondo:
Non è una cosa vana e senza scopo che le Nazioni Unite siano venute alla luce: la visione di Dio deve manifestarsi qui sulla terra. Le nazioni che soffrono hanno bisogno di un luogo di consolazione; le nazioni che si sacrificano, di un luogo per l’approvazione.
Qui, nelle Nazioni Unite, si può portare (il messaggio divino) a compimento; ora toccherebbe al mondo. Ma il mondo dorme, non è ancora risvegliato per ricevere la luce delle Nazioni Unite. Ci sono molte cose che il mondo potrebbe ottenere dalla dedizione alle Nazioni Unite; ma se il mondo non è pronto a riceverle, non è colpa delle Nazioni Unite...
Le Nazioni Unite sono lo strumento scelto da Dio. Questo significa essere un messaggero che porta la bandiera della visione interiore di Dio, e della sua manifestazione esteriore.
Un giorno il mondo non si limiterà a custodire l’anima delle Nazioni Unite, ma la rivendicherà come propria con grande orgoglio; perché questa anima è con tutti amorevole, tutti alimenta e tutti in modo soddisfacente…
Noi siamo le persone più fortunate della terra, perché Dio ci ha scelti per essere suoi strumenti nel servire il genere umano…
Le Nazioni Unite non sono un semplice edificio, ma un luogo di culto: un luogo in cui tutti gli esseri umani possono adorare e pregare Dio. Questo posto è un santuario vivente per il Supremo.
La nozione che l’ONU sia stata concepita e messa in opera da esoteristi aventi il fine di creare le condizioni per il ritorno di Cristo è anche portata avanti da alcune influenti società di ispirazione teosofica derivate dalla Lucis Trust; una di queste è la Aquarian Age Community (AQUAAC).
L’ONU può essere considerata come la casa di riunione delle nazioni, la casa di buona volontà, il consiglio della casa-umanità, e si caratterizza per l’unità delle nazioni. In una prospettiva terra-terra, può essere considerata (semplicemente il simbolo della) unità del mondo; ma dal punto di vista esoterico, l’unità è anche unione del mondo interiore con quello esteriore (in-one-ness), integrità, possibilità di conoscere Dio come causa eterna e Fonte di tutto. Può essere definita come il regno di Dio, o la Casa del Padre; così, attraverso l’unità, esiste una relazione tra la Casa del Padre e l’ONU, l’umanità-casa
Egli (il Cristo) verrà quando l’uomo è pronto, e non è irragionevole supporre che Egli possa tornare sulla Terra attraverso la “casa” delle nazioni. Se vuole raggiungere persone di tutte le nazioni, quale posto migliore del punto focale delle Nazioni Unite, punto di tensione dell’umanità?
Può essere interpretato anche come un ritorno del Figlio “alla casa del Padre”: anche in questo caso, non sarebbe irragionevole aspettarsi che uno dei primi luoghi che visiterà sarà l’ONU, per vedere come, attraverso l’umanità, il Piano (sottinteso divino: si tratta di quello che Banshei definisce il progetto dell’organizzazione) sta andando avanti.
Secondo un’interpretazione del simbolismo della Meditation Room fornita dall’AQUAAC, il complesso formato dal raggio e dal monolite rappresenterebbe la luce della saggezza divina, che possiamo invocare sugli affari del mondo non diversamente da come la luce dello spirito dona vita alla materia.
Molti dei dati cui finora abbiamo accennato fanno supporre che la Meditation Room sia una sorta di rappresentazione tridimensionale del principale mantra in uso presso la Lucis Trust, la Grande Invocazione:

 

Dal punto di Luce entro la Mente di Dio
Affluisca luce nelle menti degli uomini,
Scenda Luce sulla Terra.
Dal punto di Amore entro il Cuore di Dio
Affluisca amore nei cuori degli uomini
Possa Cristo tornare sulla Terra.
Dal centro ove il Volere di Dio è conosciuto,
Il proposito guidi i piccoli voleri degli uomini;
Il proposito che i Maestri conoscono e servono.
Dal centro che vien detto il genere umano
Si svolga il Piano di Amore e di Luce,
E possa sbarrare la porta dietro cui il male risiede.
Che Luce, Amore e Potere ristabiliscano il Piano sulla Terra.

 

A fronte di tutte queste valenze magiche piuttosto trasparenti ed apertamente dichiarate, appare sorprendente che molti complottisti si siano sbizzarriti a cercare nel simbolismo della Meditation Room messaggi occulti di segno diverso, sostenuti da argomentazioni come quelle che cito qui di seguito:

 

L'ingresso alla Meditation Room è lungo 33 piedi e largo diciotto piedi (6 + 6 + 6 = 18)! (…) Un singolo fascio di luce da una lente nel soffitto colpisce l’altare, che pesa 13.000 libbre (…); il numero 13 è il numero occulto associato con la ribellione (sic) e la stregoneria. La Statua della Libertà nel porto di New York “illumina” il mondo con una torcia da 13.000 watt, e l’ex World Trade Center aveva 13.000.000 piedi quadrati di uffici

La “geometria sacra” è incorporata nella costruzione del murale con vari simboli occulti, tra cui il Serpente, il Triangolo, la Luna crescente e la Squadra. C’è una spirale nella linea diagonale dal basso a destra in alto a sinistra, che ha una curva simile a un Serpente. Tre grandi rettangoli formano una “spirale phi”: secondo Platone, la spirale phi è la “chiave per la fisica del cosmo”. Altri simboli nascosti includono la Falce e il Cerchio con un punto al centro, che è il simbolo astrologico del Sole

 

Cosa succede in realtà nella Meditation Room delle Nazioni Unite? Quale tipo di pratica occulta è in uso tra i funzionari delle Nazioni Unite? (…) E cosa dire della bara di magnetite a forma di altare? Dal momento che gli altari non sono comunemente utilizzati nella pratica della meditazione, per quale tipo di rituale viene usata? Perché appare come una tomba sollevata? Chi o che cosa è racchiuso all'interno della lastra di pietra? L’Arca Perduta dell’Alleanza? I resti mummificati di Abramo e di Gesù? O forse l’ultimo Faraone d’Egitto? O le spoglie dell’amatissimo gatto di Fausto Coppi? (No, l’ultimo l’ho aggiunto io).

Dopo il tramonto, la Meditation Room è chiusa al pubblico; quali sinistre energie vengono allora evocate in questo luogo misterioso?...
Mi fermo qui, ma potrei continuare la citazione per molte pagine (i complottisti sono fertili grafomani). È il caso di far notare quanto le affermazioni sopra citate ricordino da vicino il celebre passo di Jean-Pierre Adam (l’avevo già riprodotto in un altro mio articolo) sulle corrispondenze esoteriche di un chiosco di giornali:
Signori, invito loro ad andare a misurare quel chiosco. Vedranno che la lunghezza del ripiano è di 149 centimetri, vale a dire un centomiliardesimo della distanza Terra-Sole. L’altezza posteriore divisa per l’altezza della finestra fa 176/56 =3,14. L’altezza anteriore è di 19 decimetri, e cioè pari al numero di anni del ciclo lunare greco. La somma delle altezze dei due spigoli anteriori e dei due spigoli posteriori fa 190x2+176x2=732, che è la data della vittoria di Poitiers. Lo spessore del ripiano è di 3,10 centimetri e la larghezza della cornice della finestra di 8,8 centimetri. Sostituendo ai numeri interi la corrispondente lettera dell’alfabeto avremo C10H8, che è la formula della naftalina…
Si possono allineare orizzontalmente tutte le analogie possibili e immaginabili, più o meno strampalate, senza arrivare da nessuna parte; ma se invece l’obbiettivo è penetrare il simbolismo utilizzato da un’associazione esoterica, la sola via praticabile è quella di risalire alle fonti.
La Lucis Trust può essere classificata come una parte del movimento teosofico, alla cui base stanno numerosi apporti. I principali e più universalmente riconosciuti sono quelli della Massoneria, dell’Ermetismo e del buddismo tibetano; e la ragione per cui non fu difficile produrre la combinazione tra quest’ultimo e le altre due componenti è che il buddismo tibetano, più delle altre cosiddette vie tradizionali, è soprattutto imperniato sullo sviluppo del lavoro psichico.
In quanto tale, possiamo considerarlo facilmente sintetizzabile col simbolismo tanto della Massoneria speculativa quanto delle scuole ermetiche: entrambe realtà la cui espansione in Europa e nel mondo fu propiziata dalla setta dei Sabbataisti (vedi in proposito Signori di Volontà e Potere).
L’azione dei Sabbataisti sortì il risultato di rivoluzionare il panorama esoterico occidentale, dando spazio a un gran numero di nuove associazioni fondate appunto sull’espansione psichica dell’individuo: questo allo scopo di incrementare lo sviluppo della coscienza collettiva, creando un ambiente favorevole all’avvento della modernità.
Se dunque risaliamo tutti gli anelli della catena, la fonte primaria della Lucis Trust si rivela essere il movimento sabbataista; il cui mito centrale (del quale ho trattato in 666) è quello del Messia nella Montagna, pervenutoci tramite L’Apocalisse di Abraham di Nathan di Gaza.
e io Abraham, dopo essere stato rinchiuso per quarant’anni ad angustiarmi per la forza del Grande Drago (…), ecco la voce del mio amato che bussa, dicendomi: ecco, nascerà un figlio a Mordecai Zevi nel 5326, e sarà chiamato Sabbathai Zevi. Egli soggiogherà il Grande Drago, e toglierà la forza al Serpente Guizzante e al Serpente Tortuoso, e sarà il vero Messia
io ero ancora stupito di questa visione, ed ecco un Uomo era in piedi davanti a me. Il suo aspetto era come quello del rame lucidato dai lombi in giù, e aveva la brillantezza del fuoco intorno a sé; e dai lombi in su sembrava di bedellio, e della sostanza del cielo nella sua trasparenza. Ed egli gridò con tutta la sua forza: Sciogliete i nodi dei poteri demoniaci, e fate guerra contro di loro
ed ecco un altro Uomo, la sua grandezza era di un cubito quadrato, la sua barba era lunga un cubito e il membro virile un cubito e una spanna (…). Salì sulla Montagna, e c’era una grande fossa che scendeva fino alla base della Montagna, e vi cadde dentro. E l’Uomo che sembrava di rame lucidato mi disse: “Non disperarti per la caduta del Messia, perché tu vedrai il potere di quest’Uomo”
La Montagna è il dominio della materia, e l’Uomo che vi è precipitato dentro è il Messia Sabbathai Zevi. Solo vivendo fino in fondo l’esperienza dell’incarnazione (il che implica l’apprendimento delle leggi che governano il mondo delle forme) egli sarà in grado di liberare le scintille divine racchiuse nella materia, e riportarle a Dio.
Per farlo deve vincere la battaglia contro Samael, l’Avversario, che della materia è il Signore; la missione divina del Messia è quella di spodestarlo e carpirgli il Trono.
Nello stesso modo, la modernità è destinata a spodestare la tradizione: per assumere il controllo della materia, e instradarla lungo il percorso evolutivo destinato a redimerla.
Come ho accennato in 666, per mezzo di questa teoria Nathan di Gaza fu il primo teologo a sostenere che l’inerzia della materia poteva essere vinta con un intervento dal suo interno - spargendo nel campo della cultura ebraica, con due secoli e mezzo di anticipo, i semi che scienziati come Einstein avrebbero fatto germogliare.
Con la sua forma a piramide tronca, la Meditation Room è la cella alla base della Montagna, dove il Messia sta tuttora battendosi contro Samael. Come un raggio dall’alto, la Sua divina presenza carezza, riscalda e vivifica la scabra superficie della materia; increspandola - come un’orgonite - di mille sfaccettature di Luce, e generando energia.
Seguendo il cuneo delle pareti, l’energia va a condensarsi sull’affresco; poi lo attraversa, e penetrando il velo delle forme si incarna nel mondo.

 

   Daniele Mansuino

 

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