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Riflessioni sull'Esoterismo

di Daniele Mansuino   indice articoli

 

Per l'unità della Massoneria europea

Di Giovanni Domma

Agosto 2018

 

I Massoni lavorano allo scopo di edificare Templi alla Virtù, scavare oscure e profonde prigioni al vizio e lavorare al bene e al progresso dell’Umanità.
Gli uomini liberi e di buoni costumi che entrano in Massoneria vengono dapprima instradati entro un percorso obbligato, costituito dai tre gradi azzurri di Apprendista, Compagno d’Arte e Maestro.
Quando un Massone è diventato Maestro, ha già tutto: nessun ulteriore avanzamento, con relative spese, gli sarà necessario per poter essere considerato dai suoi Fratelli alla pari. Però esistono percorsi di perfezionamento aperti a quanti considerano la maestranza un primo passo verso concezioni esoteriche più avanzate: sono quelli impropriamente detti alti gradi (perché ripeto, non sono veri e propri gradi ma soltanto perfezionamenti), che tanta suggestione esercitano soprattutto sui profani inclini a credere nell’esistenza di una Massoneria intesa come struttura piramidale.
Senza dubbio, un Massone che possa fregiarsi del trentatreesimo grado scozzese, o addirittura del NOVANTACINQUESIMO grado del Rito di Memphis e Misraim, può esercitare una grande impressione su chi ne venga a conoscenza; però sarebbe opportuno spiegare che questi titoli altisonanti testimoniano in favore della dedizione del Fratello agli ideali della Massoneria e della sua volontà di migliorarsi, ma non significano una superiorità sugli altri.
Meno che mai, vorrei aggiungere, i cosiddetti alti gradi possono segnalare l’appartenenza del Massone a quelle lobbies ed a quei club che il mondo profano definisce impropriamente come Massoneria - quelli i cui membri sono persone appartenenti al mondo della finanza e della politica, o manager di aziende multinazionali che discutono di progetti e programmi a livello mondiale.
Non ha nessun senso considerare associazioni del genere come “massoneria”, in quanto spesso le vediamo muoversi per i loro interessi sia finanziari che di potere, senza tener conto delle sofferenze che possono procurare all’umanità; quindi le loro regole e i loro principi sono completamente opposti a quelli della Massoneria; nella quale, al contrario, vige un’indipendenza intellettuale che rende la persona libera da qualsivoglia potere, occulto o meno, e può consentire al Fratello di far del bene agli altri e di aiutare chi ne ha bisogno.
Desidero sottolineare che sono proprio i veri Massoni i primi a soffrire per i guai creati nel mondo da queste associazioni: in quanto, per loro colpa, devono sopportare una grave ed ingiustificata caduta di immagine.
La gente dovrebbe sapere che la Libera Muratoria è vincolata dai landmarks, regole tramandate da tempo immemorabile, le quali stabiliscono limiti etici che un Massone non può valicare; quindi, se un individuo indulge ad un comportamento moralmente riprovevole, egli automaticamente si pone al di fuori della Massoneria.
Ma purtroppo, è anche vero che quanto più la nostra Istituzione continuerà ad essere demonizzata, tanto più i nostri nemici otterranno il risultato di fare avvicinare a noi cattive persone: gente che si nasconde dietro le insegne della Massoneria senza osservarne i principi, facendo cadere la responsabilità delle loro malefatte su chi non ne ha colpa.
Sarebbe la più ingiusta e vergognosa delle sconfitte se la loro malvagità ci spingesse a rinnegare il nostro essere Massoni.
Abbiamo da difendere una storia plurisecolare di sostegno ai diritti dell’Uomo, di beneficenza, di battaglie in favore della libertà, della cultura e dell’identità di ogni popolo, di nobili cammini di ricerca interiore: tutte realtà per le quali quanti ci conoscono davvero ci sono grati.
La riaffermazione dei nostri meriti mi sembra particolarmente appropriata in un momento storico come quello che stiamo vivendo: in una società disgregata che porta impietosamente alla luce tutte le nostre carenze, sia materiali che affettive.
Il Massone, uomo libero e di buoni costumi, ha a sua disposizione gli strumenti che consentono di sfuggire alla trappola della disperazione: il lavoro sulla sua Pietra gli arreca la possibilità non solo di essere sereno, ma anche di irradiare serenità su quanti gli stanno intorno.
Eppure, spesso anche lui arriva a un passo dal perdersi d’animo: perché più degli altri è consapevole della realtà, e gliene derivano quindi maggiori motivi di sofferenza.
Davvero di sofferenza in giro ce n’è tanta, e quanta ne respiriamo anche nelle tornate delle nostre Logge! Quanto lontani ci troviamo dal poter dimostrare al mondo che la vera umanità è possibile, e che del suo modello noi siamo i portatori!
Il primo dovere dell’Istituzione dovrebbe essere sostenere il Fratello nelle difficoltà; ma talvolta non è così, anzi essa aggiunge il suo peso a quello della vita sociale per sovraccaricarci ulteriormente di complicazioni e restrizioni.
In questo periodo, mi sto rendendo conto di quanto diffusa sia nelle Officine l’opinione che i corpi massonici cui fanno capo siano non soltanto troppo esosi dal punto di vista economico, ma anche troppo invadenti.
Abbiamo assistito negli ultimi decenni ad un moltiplicarsi di obblighi pesanti da rispettare; ai quali non credo sia estranea la frammentazione della Massoneria in molti corpi diversi, ognuno dei quali si sente in diritto di trasformare le sue regole secondo le proprie esigenze specifiche - o meglio: spesso, purtroppo, secondo le esigenze di chi la governa.
Un buon modo per accertarsi se queste iniziative vengano proposte in buona fede o meno potrebbe essere verificare quanto esse siano in armonia coi landmarks: provateci, e scoprirete che molte non lo sono affatto.
Un esempio? Gli ostacoli burocratici che vengono infrapposti a chi voglia frequentare officine facenti capo ad altri Ordini, anche in presenza di un riconoscimento regolare: sempre più sta diventando necessario immergersi nella burocrazia per chiedere good standings e permessi vari… spesso col risultato di vederseli rifiutare; o comunque, di dover passare sotto il giogo di quei Fratelli che (a differenza della maggioranza) nella burocrazia si muovono come a casa propria, e ne fanno uno strumento per esercitare un potere sugli altri.
È giusto? Forse poteva esserci qualcosa di giusto in tempi lontani, quando la Loggia di appartenenza era per il Massone medio l’unico punto di riferimento, ed i pochi Fratelli informati su come andavano le cose nel mondo si sentivano in dovere di tutelarlo da imbrogli e inganni. Ma in questo mondo interconnesso, ormai tutte le prospettive di conoscenza che l’ampio mondo dell’esoterismo è in grado di offrire sono alla portata di tutti; e più passerà il tempo, più la frammentazione della Massoneria in mille Obbedienze diverse apparirà soltanto un grottesco residuo del passato.
Non sarebbe dunque il caso, per una volta, di anticipare la storia e non subirla, unificando tutti gli Ordini europei in uno solo, per avere un vasto territorio libero e indipendente, nel quale tutti i Fratelli appartenenti ad Ordini regolari dal punto di vista iniziatico possano liberamente frequentare i lavori di qualsiasi Officina dalla quale si sentano attratti?
Vorrei sottolineare subito che non sto pensando ad un’unificazione dall’alto. Io credo negli ideali di universalità della nostra Istituzione, ma non per questo condivido quei progetti politici che vorrebbero scrivere regole uguali per tutti gli Stati, abusare dei valori democratici per calpestare le differenze culturali, trattare i ricchi e i poveri allo stesso modo, eccetera. Credo che l’affermazione di queste idee possa solo togliere ai cittadini la dignità e l’onore, ridurre i giovani a mendicare lavoro per un piatto di minestra, portare l’umanità non al bene e al progresso ma indietro di millenni.
Si afferma che la Istituzione Massonica è universale, ma dov’è l’universalità se i landmarks non vengono dovunque osservati e praticati? Se ci sono Ordini/lobbies che prendono a bordo profani ingannatori, avidi di potere, invidiosi, maldicenti, cattivi, arroganti e senza un briciolo di sentimento e sensibilità?  Se ci sono corpi massonici che finiscono sui giornali non come esempio di pubbliche virtù, ma per il loro contributo a torbidi progetti di potere?
E tra parentesi, sono ancora traumatizzato da quanto ho sentito in televisione quando una nota giornalista ha chiesto ad un politico (del quale è noto che sia un Fratello) se fosse un Massone, e la sua risposta è stata: Non so nemmeno cosa sia la Massoneria
Questo mi ha fatto riflettere su quanto i Fratelli più importanti (importanti non nel senso che io li apprezzi) abbiano ormai rinunciato a testimoniare i nostri ideali, cancellando il valore della Fratellanza o addirittura ribaltandolo in uno strumento per nuocere ai propri simili.
Non è certo il rinnegare la propria appartenenza massonica la giusta via per cancellare l’errore di chi suppone che la nostra Istituzione svolga un ruolo negativo in seno ai poteri forti, sia coinvolta in complotti, eccetera.
Per fortuna, non tutti i Massoni impegnati in politica si comportano così; ma per quelli che lo fanno, è facile prevedere che la loro complicità nel partecipare all’annientamento dei valori e della dignità dell’essere umano non passerà impunita - perché si può anche essere personaggi importanti nel sociale, ma se siamo Massoni dobbiamo rendere conto al Grande Architetto dei nostri comportamenti.
Non insisto oltre, anche perché… non sento di avere i titoli per parlare a nome del Grande Architetto; però, tornando a ragionare entro i limiti del nostro ristretto universo massonico, pensiamo a come queste forme di tradimento sarebbero facilmente cancellate se si potesse arrivare ad una qualche sorta di unificazione dal basso dei corpi massonici oggi esistenti.
L’esperienza portata avanti da ognuno di noi nella sua Officina ci insegna come i nostri ordinamenti rendano possibile influenzare le scelte di chi sta in alto e correggerne gli errori: sarebbe quindi facile ai Massoni porre ostacoli a chi usa la politica e l’economia per scopi malvagi, e il mondo dei poteri forti sarebbe costretto a starci a sentire.
Davvero, se fossimo uniti, potremmo scrivere noi il programma: un programma fondato sul dare voce in capitolo all’umanità, sul rendere ad ogni cittadino la possibilità di disegnarsi da solo il suo percorso di vita, per realizzarsi secondo le proprie capacità fisiche ed intellettuali ed avere dalla società la giusta ricompensa.
Ci si potrebbe arrivare partendo dall’organizzare una Conferenza alla quale tutti, ma proprio tutti i corpi massonici europei siano chiamati a partecipare: grandi, piccoli e piccolissimi, aristocratici e popolari, esoterici e socialeggianti. Il solo requisito da dimostrare dovrebbe essere la regolarità della successione iniziatica.
Ho scritto siano chiamati a partecipare, ma avrei quasi la tentazione di dire debbano partecipare: nel senso che chi resta fuori dalla Conferenza sappia di poter andare incontro, nel suo Paese, a restrizioni legali nel fare uso della parola Massoneria.
Voi dite che sarebbe un’idea liberticida? Può darsi, non insisto, ma il risultato sarebbe di lasciare fuori tutti quelli che hanno panni sporchi e non li vogliono lavare, e quelli che pensano di essere i soli ad avere la verità in tasca: ovvero due categorie di falsi Fratelli dei quali non sappiamo che farcene.
Questa assise dovrebbe incaricarsi di scrivere le regole della Massoneria Europea, assumendo come regola fondamentale il principio dell’indipendenza e della sovranità della Loggia (il che implica, per esempio, anche un’estensione delle facoltà del Maestro Venerabile - un tema in favore del quale, come forse qualche lettore ricorderà, mi è già accaduto di battermi con successo).
La funzione del governo centrale dovrebbe limitarsi alla parte amministrativa, all’interfaccia col mondo profano, alla vigilanza perché i cardini della regolarità vengano rispettati.
La prima cosa che una Massoneria Europea dovrebbe poi fare è invitare tutti gli Ordini nazionali che ne fanno parte ad attuare le regole che stanno scritte all’ingresso di ogni Tempio - Libertà Uguaglianza e Fratellanza - riducendo la capitazione ad un importo simbolico, per salvaguardare la dignità dei Fratelli meno fortunati.
Allora, con meno soldi in circolazione, i corpi massonici sarebbero spontaneamente indotti ad alleggerire le proprie strutture: un passo che sarebbe incoraggiato, credo, anche dalla convivenza in un’Istituzione di questo genere di numerosi corpi massonici caratterizzati da diverse consuetudini e diversi sistemi rituali - il che imporrebbe naturalmente l’adozione di un sistema di governo elastico, nel quale la possibilità di cedimenti all’intolleranza ed al verticismo siano escluse a priori.
Voi dite che i grandi corpi massonici - soprattutto quelli, senza fare nomi, che hanno l’abitudine di dettar legge a livello internazionale - non accetterebbero di partecipare ad un’iniziativa destinata ad indebolire il loro potere?
Beh, allora si potrebbe forse cominciare volando più basso, con l’incrementare il dibattito sulla sovranità e l’indipendenza della Loggia: come nel nostro piccolo stiamo cercando di creare nella Massoneria del Marchio, dovendo però tutti i giorni fare i conti con le pesanti eredità del passato.
Quanto sarebbe meglio (e più logico) che la giurisprudenza massonica riconoscesse ai governi dei Perfezionamenti del grado di Maestro (quelli che sono chiamati Riti nei Paesi latini) il diritto di innalzare le Colonne delle loro Logge Azzurre, come era prima del 1813!
Per poterlo fare, sarebbe sufficiente pretendere da loro il rispetto delle prerogative della maestranza di terzo grado, ed imporre ai rituali che adotterebbero per i gradi azzurri tratti comuni volti a salvaguardarne la laicità; poiché la vera e pura Libera Muratoria non riconosce alcun limite alla ricerca della verità ed al progresso umano, né ammette alcuna dipendenza da sistemi esoterici, etici, filosofici o politici che possano ostacolare il lavoro del Libero Muratore con regole e leggi in disaccordo dall’unica Legge Universale, quella che presiede a tutte le sfere dell’esistenza.
E, per volerlo fare: rendersi conto che, se siamo arrivati al punto in cui siamo, è stato perché i Maestri Costruttori non sono stati capaci di opporsi a chi, accecato dal potere, ha fatto loro smarrire il giusto orientamento nel lavoro.
Quanti oggi non sanno più dove la loro Pietra vada disposta? La Cattedrale che dovevamo costruire sembra essere diventata un cumulo di pietre abbandonate e sparse, alla mercé di profittatori bramosi di usarle per il proprio tornaconto, ed a discapito di tutta l’umanità!
Ma io credo che, un giorno, i bravi Maestri Muratori e Compagni Massoni riprenderanno in mano il progetto per terminare quell’opera meravigliosa; e mi auguro che la sua manifestazione visibile sul piano terreno potrà allora essere una Gran Loggia Europea in grado di attuare le regole e gli ideali della nostra Istituzione.
Utopia? No, è proprio nel nome di questi grandi ideali che la famiglia o catena massonica continua ad accrescersi delle persone migliori.
Possa il Grande Architetto dell’Universo illuminare il nostro cammino alla edificazione di questa meravigliosa e grande Opera, per il miglioramento ed il bene di tutta l’umanità.

 

  Giovanni Domma

 

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