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Sul Sentiero

Anonimo - novembre 2007
capitolo 28 -
L’E-ducazione
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L’E-ducazione

 

E’ importantissimo che accogliamo con cura e prepariamo con dedizione e competenza le nuove generazioni, più avanzate, critiche e mentali, al passaggio alla Nuova Era; i nuovi fanciulli saranno educati alla Cooperazione, e non più alla  competizione; alla responsabilità “di gruppo” e non al “pensare per sé”; a promuovere rapporti amorevoli, aperti alla diversità, che sarà vista come possibilità di ricchezza e di espansione.
Il termine “e-ducazione” (duco ex) sarà riportato al senso etimologico di “trarre fuori”, “far emergere”, con modalità empatiche e maieutiche, capacità e potenzialità.
Si parla già di “bambini indaco”, nati con una mente e una sensibilità pronte a percepire e a rendere operanti i fermenti dei nuovi tempi.
Non dobbiamo pertanto desistere dal proporre, soprattutto con l’esempio,  il modello di una vita di ricerca e orientata al “senso”.
Si riporta un “Manifesto” per gli educatori della Nuova Era:

 

Noi    vogliamo    una    Scuola:

  • che  sappia riconoscere l’individualità e la nota particolare di ciascun allievo;

  • ove sia chiaramente indicato che il gruppo ha il compito di sostenere i Propositi evolutivi di ciascuno e del gruppo stesso;

  • che, oltre al piano cognitivo, curi quello emotivo e affettivo; ove, cioè, sia possibile la circolarità delle conoscenze e delle informazioni insieme alla condivisione delle emozioni;

  • ove i contenuti culturali proposti siano occasione di problematizzazione etica, psicologica, sociale, scientifica così da promuovere una visione del mondo  aperta e critica;

  • che dia attenzione e importanza al percorso (cognitivo, emotivo, umano)  di ciascuno e non solo ai risultati oggettivamente quantificabili;

  • che attivi il passaggio delle nuove generazioni, spesso ancorate solo al piano emotivo, al piano mentale, dove tutto è più chiaro;

  • ove gli aspetti legali e burocratici siano sempre subordinati al bene più grande per il maggior numero possibile di persone;

  • che proponga esplicitamente e con forza la necessità del senso dell’altruismo e della cooperazione come ovvia alternativa all’egoismo e alla competitività, atteggiamenti mentali ormai anacronistici per i nuovi tempi che ci accingiamo a vivere;

  • che promuova, in ogni campo dell’attività umana, la cultura della gratuità, nella considerazione che tutto ciò che si dà agli altri ritorna come ricchezza maggiorata al donatore stesso;

  • che proponga il valore di una cultura dell’ascolto ( di sé e dell’altro) che passa necessariamente attraverso il potenziamento delle capacità di attenzione e concentrazione;

  •  ove le conoscenze siano rese significative attraverso il costante collegamento alla realtà e il riferimento alla loro utilità per elevare la condizione dell’uomo;

  • che dia il senso della necessità di prendere in mano la propria vita in maniera attiva e autonoma affiche essa sia più significativa e utile;

  • che insegni il valore del tempo che è realmente oro e che pertanto non va fatto scorrere ma utilizzato al servizio della vita;

  • che inviti ad un giusto uso del denaro che è energia da far circolare per il benessere di tutti e non riserva personale da accantonare e immobilizzare;

  • che promuova l’interesse culturale ed emotivo (I care) verso realtà sociali di debolezza e di emarginazione, nella considerazione che una comunità cresce nella misura in cui si diffonde la prassi per cui tutti aiutano tutti;

  • ove tutto il personale scolastico sia animato da un gioioso senso di servizio che nasca dalla consapevolezza di svolgere un lavoro “sacro”: promuovere l’evoluzione dei giovani;

  • in cui l’insegnante non sia solo il docente-di-ruolo, trasmettitore e  verificatore di conoscenze, ma l’insegnante-persona che senta profondamente il suo compito di educatore (da e-ducere, portar fuori, far emergere) e di mediatore di consapevolezze;ove le classi siano considerate laboratori permanenti di relazioni umane autentiche e significative;

  • ove i componenti della classe (alunni e docenti) sentano la respons-abilità (da respond-ere, rispondere ad un compito) del clima emotivo della classe e vogliano comprendere e sostenere i progetti di ciascuno;

  • ove ciascuno sia di specchio all’altro per la conoscenza di sé e per una sempre maggiore consapevolezza di sentimenti e comportamenti  (“conoscersi per autoeducarsi”);

  • che dia spazio alla Creatività, intesa come occasione di espressione di sé e delle proprie tensioni e aspirazioni;

  • che miri allo sviluppo del senso della Bellezza e dell’estetica e che inviti costantemente a fare anche della propria vita un’opera d’arte;

  • che proponga il senso dell’Unità della vita , ove tutto è uno, e dove ognuno, pertanto, risponde al Tutto di ogni pensiero, parola, azione;

  • che diffonda i principi dell’innocuità e della nonviolenza, intese attivamente come il favorire  la vita sul piano fisico, emotivo o mentale di qualsiasi creatura dei tre regni della natura;

  • che richiami alla vigilanza su pensieri e sentimenti che vanno costantemente raffinati per migliorare la qualità di azioni e comportamenti e, quindi, la qualità della vita;

  • CHE SIA, SEMPRE E COMUNQUE, CAPACE DI AMARE.


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