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Vecchio 08-06-2003, 23.17.38   #1
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
Scrittori ed esibizionismo

Parecchi anni fa lessi,non ricordo dove,una frase che non mi è più uscita di mente:"i poeti non hanno pudore delle loro sofferenze;le sfruttano".
Penso che l'aforisma contenga una buona dose di verità,anche se,a mio parere,il famoso "esibizionismo" degli artisti va in larga parte imputato anche alla loro necessità assolutamente vitale di esprimersi,e quindi di comunicare,attraverso canali espressivi non "ordinari".
Ciò premesso,mi chiedo.Perchè per gli artisti è così semplice,direi inevitabile,"consegnare" la propria anima e i suoi turbamenti al pubblico?Io,nel mio piccolo,ho sempre scritto e continuo a scrivere,ma sprofonderei sottoterra all'idea che queste poesiole e questi racconti fossero dati indiscriminatamente in pasto a una massa sconosciuta di persone.La vivrei come una violenza spaventosa...Eppure,fare lo scrittore,ed essere letti da più gente possibile,è il sogno non troppo inconfessato di un'infinità di persone...Sono io ad essere strutturata in modo desueto,o qualcuno la pensa come me?E chi non è del mio parere,potrebbe motivarne le ragioni?
Grazie e ciao a tutti.

Ultima modifica di irene : 08-06-2003 alle ore 23.19.45.
irene is offline  
Vecchio 09-06-2003, 09.13.43   #2
rodi
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 07-05-2003
Messaggi: 1,952
Non sei strutturata in modo desueto, molte persone esprimono le loro impressioni interne attraverso una forma artistica (che può essere la scrittura ma anche una forma visiva o musicale).

Non tutti provano l'esigenza di comunicare all'esterno, o almeno non a tutti, tali sensazioni.
Per tanti, come te, è forse solo un modo di dialogare con se stessi.

Altri espongono questo dialogo agli altri, a quante più persone possibile.

Non c'è un modo giusto ed uno sbagliato, sono solo diversi, come è diverso l'esprimersi attraverso una poesia o un quadro.

Sono espressioni intime ed ognuno deve sentire l'uso che ne vuole fare in base alle proprie esigenze interiori.
Se tu senti ora l'esigenza di iniziare ad esternarle, fallo, ma solo se è una cosa che parte da te, non per uniformarti agli altri.

Non sei l'unica che tiene alcuni pernsieri per sè.

rodi is offline  
Vecchio 09-06-2003, 10.14.17   #3
rodi
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Scusate!!!!
Il messagio precedente è stato inviato per errore: non era quella la sua destinazione
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Vecchio 12-06-2003, 13.00.08   #4
Fragola
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Data registrazione: 09-05-2002
Messaggi: 2,913
L'equivico dell'autobiograficità...

Ciao Irene.
credo che il titolo che ho dato a questo post riassuma già tutto quello che vorrei dire.
Non credo che gli scrittori diano in pasto la loro anima ad una massa indiscriminata di persone. Non credo che un buon testo di sana letteratura sia sempre l'anima dell'autore messa a nudo.
Scrivere davvero è un'altra cosa e anche se è impossibile non mettere una bella fetta di se stessi in un testo (un un quadro, in una composizione musicale, in una scultura, in una coreografia... ecc.) nella maggior parte dei casi l'intimità è velata dalla metafora, la creatività avvolge come un abito. E quello che un'opera d'arte ci mette di fronte è la NOSTRA anima messa a nudo, non quella dell'autore.

un abbraccio
Fragola is offline  
Vecchio 14-06-2003, 17.45.00   #5
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
Ciao Fragola,
giustissimo sottolineare quello che tu chiami l'equivoco dell'autobiograficità.Che poi,inteso in senso più ampio,e tra parentesi,porta i lettori sprovveduti(e,diciamolo tranquillamente,superficiali)a d interessarsi alla vicenda narrata in un libro solo se è "vera" (cioè "realmente" accaduta).
Come se la "verità" di un evento dovesse per forza trovare un compiuto riscontro sul piano fenomenico!
In ogni caso avrei grossi e seri problemi anche a rendere di dominio pubblico le metafore e in genere l'habitus che avvolge e vela l'intimità "autobiografica",ma questo risale probabilmente a traumi passati che non sono riuscita a superare.Quando a scuola capitava che i miei temi venissero letti in classe,sarei sprofondata direttamente agli Inferi...non prima di aver strangolato senza appello la sciagurata prof che aveva tradito al mia fiducia esponendo al pubblico ludibrio dei miei compagni le considerazioni estremamente personali che,a volte,affidavo ai temi scolastici...e che erano l'esatta antitesi di ciò che cercavo in ogni modo di sembrare !
Un abbraccio a te .
irene is offline  
Vecchio 22-06-2003, 15.51.59   #6
ksana
Ospite abituale
 
Data registrazione: 15-06-2003
Messaggi: 77
Re: Scrittori ed esibizionismo

Citazione:
Messaggio originale inviato da irene
Parecchi anni fa lessi,non ricordo dove,una frase che non mi è più uscita di mente:"i poeti non hanno pudore delle loro sofferenze;le sfruttano".
Penso che l'aforisma contenga una buona dose di verità,anche se,a mio parere,il famoso "esibizionismo" degli artisti va in larga parte imputato anche alla loro necessità assolutamente vitale di esprimersi,e quindi di comunicare,attraverso canali espressivi non "ordinari".
Ciò premesso,mi chiedo.Perchè per gli artisti è così semplice,direi inevitabile,"consegnare" la propria anima e i suoi turbamenti al pubblico?Io,nel mio piccolo,ho sempre scritto e continuo a scrivere,ma sprofonderei sottoterra all'idea che queste poesiole e questi racconti fossero dati indiscriminatamente in pasto a una massa sconosciuta di persone.La vivrei come una violenza spaventosa...Eppure,fare lo scrittore,ed essere letti da più gente possibile,è il sogno non troppo inconfessato di un'infinità di persone...Sono io ad essere strutturata in modo desueto,o qualcuno la pensa come me?E chi non è del mio parere,potrebbe motivarne le ragioni?
Grazie e ciao a tutti.

Ogni espressione artistica è frutto di una costruzione interiore, ora non intendo entrare nel merito sulla profondità o sulla tecnica di chi la espone, ma vorrei più chiarire il problema se l’arte bisogna intenderla: arte in funzione sociale o arte per arte. Personalmente credo nella seconda ipotesi, in quanto la trovo più responsabile e non condizionata.
Premesso ciò trovo è intuibile, almeno per il sottoscritto, che sia giusti condividere e confrontarsi senza alcuna aspettativa, in poche parole un artista dovrebbe esprimersi liberamente senza porsi troppi condizionamenti o turbamenti vari. Non sono d’accordo sul fatto che un vero artista consegni l’anima al pubblico, se non a se stesso. Non si dovrebbe mai definire nessuna forma artistica con i termini: poesiola, crosta ecc., in quanto può essere discutibile la forma ma non lo spirito di colui che n’è l’autore. Non bisogna mai vergognarsi o rinnegare i propri sentimenti. Inoltre perché si deve sempre vedere il “marcio” usando la parola esibizionismo, e non essere positivi interpretando con condivisione. Più delle volte i nostri limiti sono dovuti dalle nostre paure che dagli altrui giudizi. c iao
ksana is offline  
Vecchio 22-06-2003, 18.05.47   #7
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
Il giudizio degli altri può inibire,è vero...Ma,probabilmente,al di là di quanto possano valere o non valere le cose che scrivo,non penso avrei problemi a farle conoscere a chi condividesse un modo di sentire affine al mio...In effetti questo già avviene ,con le pochissime persone in cui avverto una sensibilità simile alla mia.Non è un discorso elitario,chiaramente...
Ciao.
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Vecchio 23-06-2003, 14.39.39   #8
sisrahtac
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Data registrazione: 04-11-2002
Messaggi: 2,110
Concordo con ksana.
Necesità di esorcizzare i propri fantasmi,di rivelare il proprio lato oscuro adornandolo con arte,evitando di scadere in becero squallore,o semplicemente necessità di esprimere sentimenti elevati in modo adeguato.In più esibizionismo e voglia di distinguersi.Credo che per certe persone l'arte sia la salvezza,l'unico modo per riuscire ad esprimersi.Forse a volte le poesie vogliono essere proprio un azione violenta per rompere il muro dell'indifferenza,dell'incomun icabilità.Per questo a volte risultano un po eccessive
sisrahtac is offline  
Vecchio 23-06-2003, 15.33.44   #9
ksana
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Messaggi: 77
X Irene

Citazione:
Messaggio originale inviato da irene
Il giudizio degli altri può inibire,è vero...Ma,probabilmente,al di là di quanto possano valere o non valere le cose che scrivo,non penso avrei problemi a farle conoscere a chi condividesse un modo di sentire affine al mio...In effetti questo già avviene ,con le pochissime persone in cui avverto una sensibilità simile alla mia.Non è un discorso elitario,chiaramente...
Ciao.

Non sarà un discorso elitario ma è la strada più facile da seguire. Credo che se non dovresti avere problemi con alcuno, se credi in quello che esprimi, al massimo saranno gli altri a farsene. Un artista dovrebbe essere al di sopra dell’altrui giudizi, altrimenti il suo operare sarebbe un “papocchio” di condizionamenti, e non dovrebbe essere incline a scontate e compiacenti affinità, dal sapore di aspettative. Dovrebbe solo dire io sono, per ora, questo.
ksana is offline  
Vecchio 23-06-2003, 19.03.11   #10
irene
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Messaggi: 474
Beh,forse è proprio l'intrinseca consapevolezza del proprio valore a rendere un artista del tutto incapace di "imbavagliarsi" di fronte al mondo...Probabilmente chi questa consapevolezza non la possiede,o non la possiede ancora,si rende conto del fatto di avere ancora molta strada da fare...
Non so se vi sia mai capitato di fare un giro nei link che pubblicano le opere degli aspiranti scrittori...A me è capitato di leggere alcune belle cose,e...un'infinità di zavorra.
Mi pare che l'errore di molti stia nel ritenere che basti dare semplicemente libero sfogo ai propri nervi scossi per raggiungere esiti "artistici"....senza dar peso al fatto che l'Arte deve trasmettere non documentazione,come dire..."clinica"...ma Bellezza.
E,infatti,la vera poesia,anche quella che razionalmente possa apparire "eccessiva",reca comunque il sigillo della propria autenticità proprio nella sua attitudine a trasmettere Bellezza,al di là dello stato emozionale alterato a cui dà voce.
La poesia,nella sua capacità di tagliare il dolore con il coltello,senza paura di esprimere in modo anche "forte" tutto ciò che ne consegue...non è sfogo fluviale incontrollato e irrazionale...ma immersione in queste tenebre e attitudine a restituircene testimonianza in una sorta di estasi/ascesi salvifica e redentrice.
Ma quanti ne sono davvero capaci?

Ultima modifica di irene : 23-06-2003 alle ore 19.07.39.
irene is offline  

 



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