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Vecchio 26-06-2003, 10.41.16   #1
Ombra
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Data registrazione: 09-09-2002
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Lucio Battisti (e mi inchino)

Ho una curiosità, quanti di voi dividono Lucio Battisti in "prima maniera" e "seconda maniera" ???

Ovvero il periodo Mogol/Battisti da quello Non-Mogol/Battisti.

Ovvero ancora nel periodo delle canzoni di gran successo e capibili ne testo, con quello misterioso fatto da melodie complesse e giochi di parole.

E se lo divididete in 1^ maniera e 2^ maniera, cosa ne pensate dei due periodi ?
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Vecchio 27-06-2003, 00.10.49   #2
raggiodicielo
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Data registrazione: 24-03-2003
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Ciao Ombra,
strano... avrei pensato che Battisti interessasse a più persone!
Amo molto le canzoni di Lucio, non sono però intenditrice di musica per cui il mio parere può non fare testo.
Credo che più che dividerlo in due maniere sia evidente la maturazione dell'artista negli anni. Una maturazione dovuta non solo a crescita professionale ma anche, è presumibile, ad esperienze strettamente personali.
Non credo si possa fare una netta distinzione. Le *maniere*, a seconda delle canzoni, possono essere anche più di due..
Ci inchiniamo in due, comunque:-)

baci

www.raggiodicielo.com
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Vecchio 27-06-2003, 10.38.22   #3
Ombra
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Question ???

E' vero anch'io mi sono meravigliato del poco interesse suscitato... non tanto per una cosa personale (infatti può capitare di scrivere un post e non avere risposta), tanto per l'argomento... uno dei massimi artisti della musica italiana che ci ha regalato canzoni meravigliose su cui più o meno tutti abbiamo legato dei ricordi...

Non è nemmeno un fattore che riguarda l'età, perché spesso i più giovani conoscono tutto Battisti a memoria come se fossero vissuti in quel periodo.

La domanda che avevo posto in precedenza nasce dall'aver sentito quasi tutti i "Battistiani" amare il primo periodo e rinnegare il secondo.

Per quanto mi riguarda amo TUTTO di Battisti e non lo divido in periodi... ma, come dici tu, in un UNICO Battisti in crescita che matura e sperimenta. Le canzoni degli ultimi album non sono di facile ascolto, eppure se si ha la pazienza di prestare attenzione si amano come le canzoni del periodo Mogol/Battisti... ci sono melodie bellissime, giochi di parole originali, che sembrano non dire nulla e invece dicono molto...

Certo ormai ci siamo abituati ad andare di corsa, usare e consumare, a essere inzuppati da tormentoni mandati in radio ogni due minuti... se una canzone è leggermente più impegnata di Dammi Tre Parole o di Chihuahua non desta attenzione.

Battisti aveva un grosso pregio, era un vero Artista, esprimeva quello che aveva dentro senza pensare ai risultati commerciali, altrimenti avrebbe continuato a fare canzoni sul tipo di Balla Linda e a campare su formule già collaudate... come fa il 99% dei cantanti italiani una volta raggiunto il successo.
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Vecchio 06-07-2003, 09.51.27   #4
Attilio
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Mi piacciono le canzoni di Battisti, io però sono uno di quelli che divide il Battisti della prima maniera da quello della seconda.
E tra le due preferisco nettamente la prima maniera, però è solo una questione di gusti personali.

L'artista è sempre quello, sono d'accordo, non mi sono mai lamentato dicendo "non è più quello di una volta" e non mi sono mai sentito rinnegato.
La divisione però effettivamente, dal punto di vista musicale, c'è ed è molto netta. Su questo non si può obiettare. Il Battisti in crescita artistica ha fatto un improvviso salto di tipologia musicale: per chi piace anche quest'altro tipo di musica non ci sono problemi a seguirlo ancora, ma se la seconda maniera non piace più non vedo perchè dovrei seguirlo.

Così preferisco tantissimo i pezzi vecchi tipo Supermarket, o Dio Mio No, o Balla Linda, piuttosto dei nuovi di cui non ricordo nemmeno i titoli perchè non avevo interesse a memorizzarli.

Ripeto: niente in contrario alle ultime canzoni di Battisti, continuo a reputarlo un grande artista. Solo che..... non mi piacciono.

Una nota: non so se ho capito bene, ma non credo che le canzoni vecchie fossero commerciali. Quelle degli anni '70 avevano degli assoli strumentali di chitarra ed Hammond da fare invidia a chiunque.

Ultima modifica di Attilio : 06-07-2003 alle ore 09.54.17.
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Vecchio 07-07-2003, 15.51.16   #5
Ombra
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Data registrazione: 09-09-2002
Messaggi: 78
Smile Tutti i gusti son gusti...

Caro Attilio,
vero, verissimo... tutti i gusti sono gusti, in particolar modo nella musica, niente da eccepire.

Un unico chiarimento: quando parlavo di musica commerciale non mi riferisco a Battisti che già all'epoca era all'avanguardia.

Anch'io ancora ascolto Supermarket, Dio Mio No, Il Tempo Di Morire... periodo rocchettaro, album rocchettaro: Amore e Non Amore - con pezzi di chitarra niente male e titoli delle canzoni di protesta tipo: Seduto sotto un platano con una margherita in bocca guardando il fiume nero macchiato dalla schiuma bianca dei detersivi.

Ascolto Emozioni, L'Aquila, Le Tre Verità, Ma E' Un Canto Brasileiro, La collina Dei Ciliegi, Il Mio Canto Libero ecc... ecc... ma non disdegno di ascoltare A Portata Di Mano, Potrebbe Essere Sera oppure Cosa Farà Di Nuovo... eh eh scommetto che stai pensando: e che sono questi titoli ???
Ombra is offline  
Vecchio 07-07-2003, 23.57.29   #6
caharun
Ospite
 
Data registrazione: 07-07-2003
Messaggi: 18
altri tempi

Non amo parlare di I e II maniera, quanto piuttosto di evoluzione stilistica e di ricerca.
E soprattutto mi preme sottolineare l'enorme differenza che c'è tra "l'artista di massa" di quell'epoca e i contemporanei.
Oggi non esistono evoluzioni e ricerca, esiste solo l'inchinarsi al dio denaro.
M'inchino anch'io con la testa sotto i suoi piedi che ci può anche camminare sopra.
caharun is offline  
Vecchio 13-07-2003, 01.45.13   #7
nemamiah
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Messaggi: 601
Re: Lucio Battisti (e mi inchino)

Citazione:
Messaggio originale inviato da Ombra
Ho una curiosità, quanti di voi dividono Lucio Battisti in "prima maniera" e "seconda maniera" ???

Ovvero il periodo Mogol/Battisti da quello Non-Mogol/Battisti.

Ovvero ancora nel periodo delle canzoni di gran successo e capibili ne testo, con quello misterioso fatto da melodie complesse e giochi di parole.

E se lo divididete in 1^ maniera e 2^ maniera, cosa ne pensate dei due periodi ?


Non vi è ombra di dubbio che ci siano stati due,anzi tre fasi nella luminosa cariera di Luci Battisti.
Due fasi riguardano la mitica Mogol-Battisti ed una terza la poco conosciuta Battisti-Panella.

E' un errore pensare che le prime due fasi,(la prima dal 1968 al 1973. La II° dal 1975 al 1985 e la terza sino alla morte fisica del grande e mitico Lucio) siano state commerciali,certo Acqua azzurra,una avventura ed altre di questo genere lo sono state,ma proprio negli anni '70 la coppia Mogol-Battisti,affrontano tematiche a 360 gradi. Dio,la famiglia,la campagna,l'amore,il lavoro e anche la politica (La collina dei ciliegi- Il mio canto Libero ecc) e tematiche ecologiche,hai tempi poco capite e non ancora di moda.
In quegli anni uscirono brani che la critica dei tempi ignorò,poichè Battisti non si volle mai assoggettare a certi canoni e gruppi in auge in quegli anni.Per esempio sono quasi sconosciuti brani dai lunghi titoli come: "Seduto sotto un platano con una margherita in bocca guardando il fiume nero macchiato dalla schiuma bianca dei detersivi"
Oppure: 7 agosto di pomeriggio,fra le lamiere roventi di un cimitero di automobili solo io,silenzioso eppure straordinariamente vivo"

Certo lunghi ma carichi di significato e di grandissima attualità.
Altri:"Davanti a un distributore automatico di fiori dell'aeroporto di Bruxelles anch'io chiuso in una bolla di ventro"

In fine: "Una poltrona,un bicchiere di cognac,un televisore,35 morti ai confini di Istraele e Giordania".

Battisti focalizza con questi titoli episodi ai tempi come oggi di grande attualità,se poi si pensa che questi brani erano contenuti in un album dal titolo "Amore e non amore" uscito nel 1971 è tutto dire,per come abbia saputo anticipare i tempi.Non solo ma la copertina presenta un Battisti vestito alla gitana in un prato e nello sfondo un nudo di donna (sua moglie) che per i tempi era un vero scandalo,ma Battisti fu anche un maestro di trasgressione vera e non modaiola.

Il discorso su Battisti e Giulio Repetti (Mogol) è lungo,ma vale la pena citare a mio avviso il capolavoro assoluto di Mogol-Battisti, "Anima Latina" ,dove affronta l'amore tra fanciulli,il dilagare del consumismo,le prime avvisaglie di globalizzazione.
Oltre naturalmente ad arrangiamenti ed esecuzioni di straorinaria bellezza musicale.

Di Lucio Battisti della sua produzione degli anni '70 e metà degli ottanta,fu recipita solo la parte più commerciale.Non poteva essere diversamente.

Pasquale Panella è un poeta ermetico,per alcuni versi anche esoterico,come la musica di Lucio,che negli ultimi tempi lasciava a casa gli eccellenti turnisti artefici di esecuzioni cariche di atmosfere e suggestioni (L'Aquila,L'Uomo che ti ama ed altre) per fare tutto da se. Ma questa è un'altra stroria.

Come genialità e quantità,qualcuno ha definito Lucio Battisti un Mozart della musica legera.

Salux
nemamiah is offline  
Vecchio 02-09-2003, 11.39.58   #8
Sté-detonator
SiamoUniciPezzi di N.. :D
 
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Smile

Grande Ombra! si, io non divido ma forse per genetica (quandero in pancia a mi mà) le canzoni dalle prime fino a quelle del periodo 'il mio canto libero' o 'prendila così' (non ci chiappo nelle date, a me sembrano le utlime orecchiabili da chiunque non sia un intenditore) sono una sonorità che mi risvegliano qualcosa di sensazionale e al tempo stesso emotivamente concreto. Non che infatti mi piacciano tutte, anzi, alcune non ce la fò ad ascoltarle così come guardo il prato dietro casa. Questa cosa che dici però è verissima "Battisti aveva un grosso pregio, era un vero Artista, esprimeva quello che aveva dentro senza pensare ai risultati commerciali, altrimenti avrebbe continuato a fare canzoni sul tipo di Balla Linda e a campare su formule già collaudate... come fa il 99% dei cantanti italiani una volta raggiunto il successo". Anche se come le esprimeva lui, forse sarò io che le colgo così, c'era un qualcosa di unico. Pure in 'balla linda' c'è qualcosa che smuove sensazioni uniche e valide e adattabili ognuna per ciascuno di noi, secondo il suo vissuto. Si, un vero artista e interprete della vita reale che sa tradurla in sonorità che hanno qualcosa di toccante ed essenziale che si sente subito. (chiaro che per questo il connubio con Mogol non faceva che rafforzare questo) per Lucio
Sté-detonator is offline  

 



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