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Vecchio 30-10-2003, 23.47.03   #1
Vi@nne
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Data registrazione: 14-09-2003
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Troppi scrittori...

Oggi, ci sono in giro troppi scrittori. Una ventina di anni fa un uomo adulto che facesse il conto dei libri o degli autori che doveva ancora leggere poteva tirar fuori trenta, quaranta nomi.
Adesso i nomi sono migliaia.
Oggi si entra in una libreria dove ci sono scaffali stipati di libri, per leggerli tutti non basterebbe una vita. E pochissimi in quella folla di migliaia di nomi , sono particolarmente meritevoli.
Ma il pubblico delle librerie leggerà gli altri, e non perchè sia malconsigliato, ma perchè statisticamente sta dalla parte della normalità e della mediocrità.
Quando legge vuole ritrovare se stesso.
Vi@nne is offline  
Vecchio 30-10-2003, 23.50.11   #2
Marco_532
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vero!
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Vecchio 01-11-2003, 15.20.29   #3
andre
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non ti sembra un pò troppo elitaria questa visione?
Si può parlare di libri che è giusto leggere ed altri che è meglio non leggere?
andre is offline  
Vecchio 01-11-2003, 15.53.32   #4
Marco_532
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Data registrazione: 28-10-2003
Messaggi: 1,159

In teoria bisognerebbe leggerli tutti.......ma è possibile?....il passato il libro era la massima fonte di conoscenza, oggi non basta più da solo,.....
Marco_532 is offline  
Vecchio 02-11-2003, 22.56.42   #5
Stefa
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Data registrazione: 21-10-2003
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"non ti sembra un pò troppo elitaria questa visione?
Si può parlare di libri che è giusto leggere ed altri che è meglio non leggere?"

Si,si può parlare di libri che è giusto leggere ed altri che è meglio non leggere..tralasciando l'aspetto totalmente soggettivo,del "ognuno legge ciò che più gli piace" generalizzando..direi che ormai ci sia una certa facilità nello scrivere..scrittura di consumo probabilmente si chiama..un pò come la commercializzazione della musica e tutto ciò che una radio e altre passano sempre..
Tante scritture eppure sempre gli stessi..ora anche i comici scrivono libri e si ignorano autori che potrebbero davvero dire qualcosa..e non si dà valore anche ad autori sconosciuti che invece meritano..si preferisce forse ciò che è vendibile ed ha già un nome..un tempo erano pochi gli autori,non c'era nemmeno un pubblico abituato alla narrativa se consideriamo il ritardo della nascita del romanzo in italia..ma anche a quei tempi autori tipo Piazza e Chiari con libri detti di consumo vendevano molto di più rispetto ad altri..ma c'era un motivo,il lettore non era abituato..ora invece il lettore è abituato mi sembra..eppure è tutto uguale..allora cosa è successo? c'è qualcosa che è cambiato o qualcosa che è rimasto uguale?..mah..manca allora il prodotto medio? si va da un prodotto alto ad un prodotto di consumo e in mezzo non c'è nulla?...forse.
Stefa is offline  
Vecchio 06-12-2003, 04.04.12   #6
moka
Ospite abituale
 
Data registrazione: 05-12-2003
Messaggi: 97
Questa discussione è molto interessante! Secondo me sarebbero molte le cose da dire, ma non vorrei dilungarmi troppo! Dirò solo che a mio avviso si deve tener conto di alcuni fattori nell'analizzare il fenomeno dei "troppi scrittori" : in passato, la reperibilità e la fruibilità dell'opera d'arte era molto più ristretta rispetto ad oggi, di conseguenza lo era anche il pubblico che fruiva di tali opere. In poche parole, in passato il tasso di scolarizzazione era molto più basso, inoltre i libri erano molto più costosi di oggi (non c'erano certo le edizioni economiche o i pocket!) . E' naturale che in un contesto di questo tipo le persone che leggevano erano poche rispetto ad oggi. Ma con le rivoluzioni politiche che ci sono state nel diciannovesimo e ventesimo secolo (affermazione della democrazia come sistema politico dominante, affermazione della classe borghese, scolarizzazione di massa, emancipazione femminile ecc. ) , era inevitabile che il pubblico dei lettori non solo si allargasse ma anche che si diversificasse. E così si sono sviluppati i più svariati generi letterari, per il fatto che si sono moltiplicate e differenziate sempre più le esigenze di questo vasto pubblico. Letteratura femminile, letteratura di intrattenimento, di svago, letteratura impegnata ecc. Con l'allargarsi del pubblico, chiaramente si è allargato anche il numero degli autori, che cercano di rispondere alle sue esigenze. Purtroppo, se le esigenze del pubblico sono lo svago o l'intrattenimento e non solo il miglioramento delle qualità intellettuali, le case editrici (che non fanno certo beneficenza, è normale) saranno propense a dare più spazio a libri o pubblicazioni appunto di intrattenimento. C'è però anche un pubblico più esigente, sicuramente più elitario, che cerca altro, qualcosa di più profondo e stimolante, e le case editrici sanno anche questo e si comportano di conseguenza. Dunque, non vedo dove sia il problema. Non c'è niente di male a leggere solo per passare il tempo. E non si può certo costringere certe persone ad impegnarsi con letture più profonde o impegnative, se non lo desiderano. Anche io personalmente sono a dir poco disgustata quando vedo che zelig e company vendono più di Milan Kundera, ma finisce lì. Concludo scusandomi per la lunghezza di questo messaggio, e ringraziando chi mi ha prestato attenzione. Scusate tanto se vi ho annoiato,ma ci tenevo a rispondere!Grazie ancora e a presto.
moka is offline  
Vecchio 06-12-2003, 07.18.13   #7
Vi@nne
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Data registrazione: 14-09-2003
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Non ci hai annoiato moka anzi...
Ma vedi, io provo sempre un po' di rabbia nel vedere che anche "cincello" scrive! Ben venga Totti e le sue barzellette, il fine è di beneficenza e allora mi va bene, ma escono libri che sono davvero penosi. Comprai due anni fa un libro scritto da un nuovo autore fiorentino, ne parlavano molto bene...che delusione, ma come si fa a censire dei libri così brutti facendoli passare per "scoperta di un autore eccelso che si affaccia nell'editoria"?
Certo che non si deve leggere solo roba impegnata, sarebbe assurdo, ma anche quelli leggeri dovrebbero essere scritti decentemente, proprio perchè vanno ad un pubblico che non vuole pensare troppo...Secondo me c'è troppo di tutto...

Ciao
Vi@nne is offline  
Vecchio 06-12-2003, 17.02.31   #8
moka
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Messaggi: 97
Ciao, ti ringrazio molto per avermi risposto. Sono assolutamente d'accordo con te nell'affermare che anche i libri più leggeri dovrebbero essere scritti perlomeno decentemente. Però purtroppo non tutti coloro che attualmente pubblicano libri sono scrittori di professione, e secondo me la differenza rispetto al passato sta proprio qui. Spesso oggi ci si improvvisa scrittori, senza peraltro avere alcuna preparazione tecnica o conoscenza dei classici (che non fa mai male) . In passato una cosa del genere sarebbe stata impensabile. Grazie al cielo, questo fenomeno non impedisce, almeno per ora, che anche gli scrittori di professione, quelli che dedicano la loro vita esclusivamente alla letterarura, possano pubblicare e ritagliarsi un loro pubblico di affezionati.
Sono d'accordo con te anche quando affermi che c'è troppo di tutto; comunque secondo me questa osservazione non calza soltanto con il discorso sulla letteratura, ma può essere allargata a praticamente tutto: pensa all'infinità di generi alimentari che c'è oggi in qualsiasi supermercato (alla faccia di chi muore di fame...) , o all'infinità di corsi universitari che sono stati inaugurati recentemente(mia sorella sono due anni che pensa a quale facoltà scegliere...! ) ecc. . Ah, la vita moderna!Secondo te si stava meglio prima? La letteratura ha più facoltà di sviluppo e di divulgazione oggi oppure era meglio in passato, quando le case editrici non erano così potenti e le opere d'arte venivano commissionate da sovrani o governatori? Cosa ne pensi? Ora concludo, grazie ancora e a presto.
moka is offline  
Vecchio 06-12-2003, 19.51.42   #9
Vi@nne
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Data registrazione: 14-09-2003
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Mah! Si stava meglio prima?
Sicuramente i valori della vita erano più sentiti, adesso come hai detto, anche nel cibo, c'è di tutto e di troppo. Vedi il prosperarsi degli alimenti biologici, è come tornare indietro. Mi ricordo quando la Nutella veniva venduta sciolta...Sicuramente il progresso ha portato anche dei cambiamenti buoni, ma secondo me manca la "misura".
Per quanto riguarda libri e scrittori, anni fa c'era più voglia di leggere i classici, adesso è un obbligo nelle scuole medie e superiori, ma se chiedi a un ragazzo se "Il partigiano Jhonny" lo avrebbe letto di sua scelta...credo proprio che direbbe di no...Senza voler generalizzare naturalmente.
Un'altra cosa che mi rammarica è il poco parlare della poesia in Italia, sì, ci sono gli appassionati, ma quando vado a cercare un libro di Tagore, mi dicono che è in ristampa...forse...da due anni!
Ciao a presto
Vi@nne is offline  
Vecchio 06-12-2003, 22.10.21   #10
dana
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Messaggi: 0
"Secondo te si stava meglio prima? La letteratura ha più facoltà di sviluppo e di divulgazione oggi oppure era meglio in passato.."

Si stava meglio prima, penso.
In una società tecnologica e commerciale c'è meno spazio (e sempre meno ce ne sarà) per la letteratura, la poesia, la filosofia, la psicologia.
Oggi conta solo il guadagno veloce e immediato.

E poi, meno l'uomo pensa, più è manovrabile e controllabile.

...sono un po' pessimista, vero?



dana is offline  

 



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