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Vecchio 03-11-2003, 16.18.02   #1
Gordon81
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chissà.......

Ciao a tutti, sono sempre io....Francesco. Scrivo questo post per cercare di riflettere insieme a voi su una cosa che mi è accaduta riguardo la mia richiesta di pubblicazione, fatta ad una casa editrice che dispone di un comitato di lettura esaminatore, di una mia raccolta di poesie. Ecco.....la richiesta di pubblicazione da me fatta, è stata respinta. L'analisi dei miei testi presso la commissione esaminatrice dell'editore mi è costata 95 EURO. Bene, mi hanno contestato una strofa di una mia poesia che secondo loro era tecnicamente stancante ed inciampante nel NON-SENSE.

La strofa della mia poesia è la seguente:

Lasciami qui dove non voglio restare,
perchè si asciughi questa stranezza
fatta di vaga e falsa tenerezza
che piange ancora troppe lacrime amare.


La commissione mi ha scritto dicendomi che il primo verso ha già una contraddizione che al lettore può dare fastidio.....ma non è finita qui.....mi hanno anche detto che non ha alcun senso scrivere "perchè si asciughi questa stranezza" perchè la stranezza non è bagnata, non è umida e quindi non può essere asciugata........Io continuo a vedere un senso a queste mie parole, ed alla metafora, al linguaggio che ho usato. Ho chiesto pareri in giro anche e non mi sono state segnalate incomprensioni riguardanti "perchè si asciughi questa stranezza". Al libro che ho proposto alla casa editrice in questione, ho dedicato circa 2 anni. Desidero un vostro parere per favore.....mi piace mettermi in discussione, ma non mi piace che qualcuno con 95 euro, definendosi esperto, mi possa magari liquidare dicendo che c'è NON-SENSE e che la stranezza non è bagnata! Aspetto i vostri commenti obiettivi. Un caro saluto.

Francesco
Gordon81 is offline  
Vecchio 03-11-2003, 16.34.10   #2
Marco_532
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Re: chissà.......

Citazione:
Messaggio originale inviato da Gordon81
Lasciami qui dove non voglio restare,
perchè si asciughi questa stranezza
fatta di vaga e falsa tenerezza
che piange ancora troppe lacrime amare.

Ciao Francesco. Da una prima lettura della tua poesia e secondo la mia interpretazione (da lettore), ho sentito un tono pessimistico accentuato.

"Lasciami qui dove non voglio stare", sembra che nonostante tu non voglia rimanere in quella situazione, sei costretto a restarci per un rifiuto che hai di vivere quella determinata situazione come tu vedi che è, in altro modo! La costrizione quindi indica che non vedi soluzioni possibili (pessimismo)..

Forse il problema è che hai espresso tutto il concetto nella prima frase....le altre in effetti, se quello che volevi dire coincide con quelo che ho interpretato, spiegano solo lostato di sofferenza della tua scelata, che era ben comprensibile dalla prima frase.
Oltre a questo, credo che "perchè si asciughi questa stanchezza", sia un controsenso rispetto al lato pessimistico che non vede soluzioni e preferisce stare in un posto che non vuole stare, preferisce una condizione di meno male, ma che resta tale. Qundi il fatto di asciugare la stranezza, indica l'esatto contrario : l'annullamento del male, che in realtà non è.

Ciao, forse ho fatasticato troppo, ma volevo comunque darti la mia opinione...

Ultima modifica di Marco_532 : 03-11-2003 alle ore 16.36.37.
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Vecchio 04-11-2003, 13.51.13   #3
Gordon81
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Ciao Marco, provo a dirti cosa volevo intendere io. Spesso si pensa che ciò che ti rinforza, che determina crescita interiore, siano le situazioni che meno vorremmo affrontare, le situazioni che in un qualche modo ti costringono a fare i conti con te stesso. Ecco perchè il mio "Lasciami qui dove non voglio restare" e poi appunto, "perchè si asciughi questa stranezza" a cui segue "fatta di vaga e falsa tenerezza che piange ancora troppe lacrime amare". Quindi il rimanere in una certa situazione, un certo posto immaginario o reale che possa essere, dovrebbe portare ad un cambiamento interiore, che si spera abbia il sapore di un miglioramento, una crescita. Certo, il tutto esprime un momento magari di stagnazione, una sofferenza da cui però bisogna uscire e se ne esce proprio restando lì dove non si vuole, lì dove troverai le tue risposte e le tue nascite nascoste.

Ciò che mi ha infastidito è stato il giudizio espresso dall'editore dicendomi che la stranezza non può asciugarsi......come ti pare?

A questo punto mettiamo in discussione dicendo ad un celebre compositore di cui ora non ricordo il nome che scriveva:

Fine delle trasmissioni
e andavo a letto
ed un panno umido sul petto
di tristezza in me.

Un panno umido di tristezza???? A 'sto punto questa bravissima(??????) casa editrice avrebbe detto che la tristezza non può essere umida!

Ti ringrazio per la tua interpretazione, Marco. Come penso tu sappia, la poesia nasce per entrare in ciascun cuore, perchè sboccino interpretazioni e magari immedesimazioni ed identificazioni di vita vissuta di ciascuno di noi.
Gordon81 is offline  
Vecchio 04-11-2003, 13.53.23   #4
Gordon81
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Comunque Marco, "si sciughi questa STRANEZZA", non stanchezza.
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Vecchio 04-11-2003, 14.22.43   #5
Fragola
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Re: chissà.......

Citazione:
Messaggio originale inviato da Gordon81
Ciao a tutti, sono sempre io....Francesco. Scrivo questo post per cercare di riflettere insieme a voi su una cosa che mi è accaduta riguardo la mia richiesta di pubblicazione, fatta ad una casa editrice che dispone di un comitato di lettura esaminatore, di una mia raccolta di poesie. Ecco.....la richiesta di pubblicazione da me fatta, è stata respinta. L'analisi dei miei testi presso la commissione esaminatrice dell'editore mi è costata 95 EURO. Bene, mi hanno contestato una strofa di una mia poesia che secondo loro era tecnicamente stancante ed inciampante nel NON-SENSE.

La strofa della mia poesia è la seguente:

Lasciami qui dove non voglio restare,
perchè si asciughi questa stranezza
fatta di vaga e falsa tenerezza
che piange ancora troppe lacrime amare.


La commissione mi ha scritto dicendomi che il primo verso ha già una contraddizione che al lettore può dare fastidio.....ma non è finita qui.....mi hanno anche detto che non ha alcun senso scrivere "perchè si asciughi questa stranezza" perchè la stranezza non è bagnata, non è umida e quindi non può essere asciugata........Io continuo a vedere un senso a queste mie parole, ed alla metafora, al linguaggio che ho usato. Ho chiesto pareri in giro anche e non mi sono state segnalate incomprensioni riguardanti "perchè si asciughi questa stranezza". Al libro che ho proposto alla casa editrice in questione, ho dedicato circa 2 anni. Desidero un vostro parere per favore.....mi piace mettermi in discussione, ma non mi piace che qualcuno con 95 euro, definendosi esperto, mi possa magari liquidare dicendo che c'è NON-SENSE e che la stranezza non è bagnata! Aspetto i vostri commenti obiettivi. Un caro saluto.

Francesco

Scusa se quoto tutto ma potrebbe essere necessario. Immmagino che tu non voglia dirlo ma sarebbe interessante conoscere il nome di questa casa editrice. Se tu volessi comunicarmelo in un messaggio privato te ne sarei grata. Ne conosco molte.
Non tutte le case editrici sono serie. Ci sono quelle affermate che pubblicano solo testi di scrittori affermati e che raramente lanciano qualche giovane talento. Con queste è quasi impossibile riuscire a pubblicare.
Ci sono alcune piccole case editrici che pubblicano, però distribuiscono poco, anche alcuni sconosciuti. In questo caso, se accettano di pubblicarti, ne vale la pena. Se vuoi posso darti dei nominativi.
In entrabe i casi però, se accettano di leggere e valutare i tuoi scritti, lo fanno gratuitamente. Può essere, anzi è praticamente certo, che ad un esordiente sia chiesto di rinunciare ai diritti d'atore. Ma pagare no!
Diffida sempre di chi ti chiede soldi per valutare o pubblicare la tua opera. Le publicazioni a pagamento di solito poi non sono distribuite. Se è per la soddisfazione di vedere i tuoi testi rilegati, puoi fare da te in tipografia. Spendi meno.

Per venire alle osservazioni che ti sono state fatte...
non entro in merito del valore dei versi, bisognerebbe leggere la poesia intera e poi non sono una critica letteraria. Il massimo che potrei dirti è se mi piace o no. Quello che è certo è che si tratta di critiche senza senso.
La poesia certamente non richiede di utilizzare il linguaggio come lo si usa ordinando il prosciutto! Usi metafore, non-sense che hanno un senso. Poi si può discutere sull'effetto. Sul fatto che le tue metafore siano o meno efficaci. Non lo faccio, non è la sede e non sono la persona adatta.
Una bella poesia senza metafore... sinceramente non l'ho mai letta. La contraddizione a volte è necessaria.

ciao
Fragola is offline  
Vecchio 04-11-2003, 15.37.22   #6
Marco_532
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Messaggio originale inviato da Gordon81
...l'editore dicendomi che la stranezza non può asciugarsi......come ti pare?...

Come ho detto in precedenza credo che il tuo editore abbia interpretato questa frase nel contesto come : l'annullamento del male, il suo superamento in quello stato di tormento, che non può essere in quanto scrivi :"fatta di vaga e falsa tenerezza (situazione angosiosa), che piange anora troppe lacrime (ancora = nonostante tu sia in quello stato di sofferenza, non trovi soluzione, quindi non può essere che in quello stato contemporaneamente superi il tormento, il male (perchè si asciughi questa stranezza)....è come avere le prove che in quella situazione non si possono cambiare le cose e nonostante questo si tiene una speranza infondata, che crolla davanti alle prova del tuo "ancora".
Se non è così, se non è quello che ho capito il messaggio che vuoi dare, ti consiglio di seguire i consigli di Fragola, considerando però che un tuo lettore (io), non ha saputo cogliere quello che volevi esprimere.

...credo solo che ti sei espresso male, ma il concetto che vuoi esprimere è buono.
Ciao, questa vuole essere soltanto una critica costruttiva, di quel poco che ho letto....e di quel poco che ho capito....

Per quanto riguarda "un panno umido sul petto, di tristezza..."
credo sia una bella metafora, in quanto spiega la quantità(panno = una coperta = tutto il corpo), e la qualità (coperta umida che invece di tenere caldo, fa l'esatto opposto) di tristezza del poeta.


Ciao.

Ultima modifica di Marco_532 : 04-11-2003 alle ore 15.43.41.
Marco_532 is offline  
Vecchio 04-11-2003, 16.30.11   #7
dawoR(k)
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Smile Io ho il vago sospetto

che la casa editrice in questione
abbia inteso sopratutto
fregarti i 95 euro
e come a te
chissà quanti altri ancora ;
ho avuto a che farci anch'io
e sono giunto alla conclusione
che oggiogiorno
nessuno pubblicherà mai
un giovane poeta sconosciuto
poichè nessuno mai
comprerà il suo libro
semplice no ?
quindi ti consiglio
se davvero credi in te stesso
di autopubblicarti
che non è poi così difficile
al giorno d'oggi

wahankh .
dawoR(k) is offline  
Vecchio 04-11-2003, 21.20.31   #8
VanLag
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Non entro nel merito della strofa, perché credo che per apprezzarla bisognerebbe vederla nel contesto e comunque è ritengo difficile fare una valutazione logica della poesia, perché secondo mè la poesia esprime un “moto dell’animo” che può piacere o meno ma non si può razionalizzare.

Comunque io ho chiesto una valutazione a pagamento su una piccola opera di narrativa…. Quando mi è arrivato l’esito sono stato per più di un anno senza scrivere, talmente era stroncante il giudizio.

Ho poi pubblicato, (ero molto giovane ), delle poesie presso un editore a pagamento e se mi avessero rapinato ci sari stato meno male.

Curacch……
VanLag is offline  
Vecchio 05-11-2003, 13.38.06   #9
Gordon81
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Ciao e grazie prima di tutto per le risposte che mi avete postato. Grazie Fragola, ti scriverò in privato. Certo, la poesia per intero.....quanto prima la riporterò all'interno di questa discussione e mi piace che ogni scritto...poesia.....prosa, narrativa, possa avere tantissime interpretazioni, oltre quelle dell'autore, che certe volte preso dall'urgenza di esprimere le proprie emozioni, non è in grado di spiegare la poesia che ha concepito. Come un mio caro amico che scrive canzoni dice: "Le canzoni è già difficile scriverle....spiegarle è direi impossibile". La casa editrice in questione ha anche una rivista distribuita soprattutto nelle librerie Feltrinelli....e la rivista costa...costa. Tant'è che quando accettano di pubblicare una tua poesia in una loro raccolta di autori vari, ti chiedono di acquistare la rivista per prendere da essa il modulo di autorizzazione alla pubblicazione......questo penso dica tutto. E poi, diciamolo chiaramente.....secondo me stampano le copie di queste raccolte di autori vari, contando sia gli autori che le compreranno per sè stessi e qualche copia in più perchè magari gli autori vorranno ragalare una copia del libro a qualche amico, parente, o quello che sia. Un'operazione di marketing....un'operazione commerciale che niente ha a che vedere con l'arte.
VanLang, se dovessi davvero credere nelle critiche che questa mezza commissione mi ha fatto, starei in chissà quale luogo magari a cercare di suicidarmi....:-) C'è una casa editrice....I miei colori.....che ti spara per un numero limitato di copie del tuo libro che deve essere di un massimo di 14 poesie, cifre del tipo....1250 Euro.....veramente seri, come serio è il Costanzo degli ultimi tempi.....per favore!
E' da tempo che penso all'autoproduzione o magari ad una bella tipografia che mi faccia qualche copia. Sarebbe una bella soddisfazione.
Gordon81 is offline  
Vecchio 05-11-2003, 19.34.32   #10
Rolando
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Ciao Gordon,
A me pare che sia un tipo d´imbroglio. Sai se hanno veramente pubblicato qualcosa?
Rolando is offline  

 



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