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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 23-01-2007, 23.52.21   #1
Alessandro D'Angelo
dnamercurio
 
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Data registrazione: 14-11-2004
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Sanità italiana e del IV mondo

Gentili amici,

Dopo i terribili fatti della "Malasanità", è interessante domandarsi: "nei lontani paesi afroasiatici dove i valorosi soldati italiani sono andati a costruire Ospedali e organizzazioni sanitarie, potranno accadere le stesse disgustose situazioni, difficili da raccontare, scoperte in Italia?"

Saluti a Tutti
Alessandro D'Angelo is offline  
Vecchio 24-01-2007, 23.10.44   #2
Spaceboy
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Riferimento: Sanità italiana e del IV mondo

Negligenza, imperizia, imprudenza.

Possono capitare ad ogni latitudine.

Certo che il caso della ragazzina calabrese è davvero vergognoso...

...bastava ventilarla manualmente con un semplice Ambu (un sorta di palloncino va e vieni) e non serviva nemmeno lo facesse un'anestesista, che sicuramente nel caso specifico era assente, ma un qualsiasi operatore con un pò di buon senso...

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Vecchio 25-01-2007, 12.00.52   #3
Weyl
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Messaggi: 728
Riferimento: Sanità italiana e del IV mondo

Citazione:
Originalmente inviato da Spaceboy
Negligenza, imperizia, imprudenza.

Possono capitare ad ogni latitudine.

Certo che il caso della ragazzina calabrese è davvero vergognoso...

...bastava ventilarla manualmente con un semplice Ambu (un sorta di palloncino va e vieni) e non serviva nemmeno lo facesse un'anestesista, che sicuramente nel caso specifico era assente, ma un qualsiasi operatore con un pò di buon senso...


Proprio il fatto che bastasse tanto poco, caro Space, mi fa dubitare della cronaca.
Il problema, purtroppo, sta anche nella pessima qualità del giornalismo italiano e nella generale incompetenza scientifica dei curatori di servizi televisivi e dei tecnici dell'informazione.
La massima parte dei casi di malasanità è costituita di episodi che balzano agli onori delle cronache per il semplice potenziale di "impatto" che la notizia, opportunamente presentata, può avere.
Mai, è il caso di dirlo, per la reale malpractice di colleghi o strutture: gli episodi più disastrosi, da questo punto di vista, rimangono aneddotici e circoscritti al tam tam dei colleghi.
Quasi mai il paziente si accorge dei veri errori tecnici in ambito medico, poichè questi di rado causano la morte o gravi lesioni, bensì una peggiore qualità della vita del malato.

Eppure sta proprio nella cattiva gestione delle terapie, nelle scelte anacronistiche dei farmaci, nella frequente ignoranza delle interazioni farmacologiche, la criteriologia più corretta per giudicare del livello qualitativo dei professionisti della salute.
E che la nostra sanità pubblica sia al degrado non è certificato dai casi di cosiddetta "malasanità" che, il più delle volte, tali non sono, ma da dati statistici che sono sotto gli occhi di tutti i tecnici del nostro settore.
Lo sai che in Italia quasi il 70% degli schizofrenici sono ancora trattati con neurolettici tradizionali?
Nel resto del mondo avanzato tale percentuale si pone all'incirca al 25%...
Dovunque gli psicotici vengono curati prevalentemente con i nuovi antipsicotici, che poi "nuovi" non sono dal momento che la clozapina è in commercio dal 1992.
Riesci ad immaginare cosa ciò significhi in termini di qualità della vita dei soggetti malati, delle famiglie che se ne fanno carico, delle aspettative di futuro dei pazienti e di tutta la patologia che si prepara loro nel tempo?
Questo, giusto per fare uno dei tanti esempi possibili, è un vero "caso" di malasanità: riguarda centinaia di migliaia di persone, nessuno pare accorgersene, nessun media ne parla, nessun giudice apre od aprirà mai inchieste al riguardo.
L'analfabetismo scientifico delle classi colte del nostro Paese ne è il vero responsabile, il nostro provincialismo culturale, la rassegnata povertà di aspettative della gente in termini di alta qualità delle cure e l'assenza di organi preposti alla valutazione ed al controllo dell'efficienza e della competenza reale della nostra classe medica.

Una gomma può scoppiare sia che si viaggi su di una mercedes del 2006, come su di una topolino del 1938 e, in entrambi i casi, si rischia di finire fuori strada.
Il fatto è che dalla mercedes ho buone probabilità di uscire vivo, dalla topolino molte meno.
Ma ciò che più conta è il fatto che, se debbo percorrere duecento chilometri al giorno, vivrò assai meglio viaggiando con l'una piuttosto che con l'altra.
Weyl is offline  
Vecchio 25-01-2007, 14.21.00   #4
Spaceboy
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Riferimento: Sanità italiana e del IV mondo

Weyl concordo sulla stampa che spesso pone alla berlina dei casi di malasanità che poi così non sono, ma nel caso specifico, una ragazzina entra in sala operatoria per un intervento di routine e ne esce con il cervello spento...non può accadere, è un fatto.
La sanità italiana ha molte ombre e poche luci e queste luci sono quasi tutte al centro-nord.
Io vivo e lavoro in Veneto e qui la sanità funziona, certo potrebbero migliorare, ma comunque funziona.
Non conosco bene la situazione della psichiatria, ma so che l'assistenza sul territorio è ben distribuita sia a domicilio che con i CSM.
Al sud?
Stendiamo un velo pietoso, ma i pazienti che arrivano dal meridione sono molti e raccontano una realtà agghiacciante.
Di chi è la colpa?
Pressapochismo, superficialità, poca preparazione, ognuno può dire la sua, restano i fatti di una sanità pubblica campana, calabrese, siciliana, allo sfascio..
...però mi chiedo come mai, in queste stesse regioni, la sanità privata sia così florida...
...mmm...
...a pensare male si fa peccato, però spesso ci si azzecca, diceva qualcuno...

Spaceboy is offline  
Vecchio 27-01-2007, 01.03.10   #5
aurora
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Messaggi: 250
Riferimento: Sanità italiana e del IV mondo

Citazione:
Originalmente inviato da Spaceboy
Pressapochismo, superficialità, poca preparazione, ognuno può dire la sua, restano i fatti di una sanità pubblica campana, calabrese, siciliana, allo sfascio..
...però mi chiedo come mai, in queste stesse regioni, la sanità privata sia così florida...
...mmm...
...a pensare male si fa peccato, però spesso ci si azzecca, diceva qualcuno...


mi permetto di intervenire perche' sono del sud.
E' vero, la sanita' qui funziona male, sia pubblica che privata. La privata presenta solo, forse, le stanze piu' carine ed ospitali ma non migliori macchinari o medici degli ospedali pubblici.
I medici sono bravi, forse anche molto bravi vista la scarsita' ed i tipi di macchinari di cui dispongono.Purtroppo la sanita' attualmente dipende dai soldi che hanno le regioni e le regioni piu' ricche sono al nord...per cui le strutture ne risentono.
Purtroppo siamo costretti a fare gli emigranti anche della salute e vi assicuro che e' molto doloroso dover partire da malato, curarsi lontani da qualsiasi affetto e considerarsi lo stesso fortunati se si riesce a farlo.
aurora is offline  

 



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