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Vecchio 09-02-2007, 15.01.03   #1
acquario69
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a proposito di multinazionali, globalizazione e sistema attuale

http://www.disinformazione.it/capitalismo.htm

..questo articolo l'ho trovato troppo interessante,non potevo non riportalo qui e farvelo leggere.

se avete qualche commento e riflessioni da fare in merito fatevi avanti.

acquario69 is offline  
Vecchio 10-02-2007, 10.06.35   #2
Monica 3
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Riferimento: a proposito di multinazionali, globalizazione e sistema attuale

Ciao acquario '69. Credo che da qualche parti tutti sappiano che le cose sono come tu le descrivi nel tuo articolo, ma i media ogni sera ci propinano dosi massicce di sentimenti di impotenza per farci addormentare magari senza neanche quell'altro e molto più potente abbraccio soporifero del nostro partner che è forse rimasto davanti allo schermo a farsi zombificare uteriormente.

Ma voglio dirti tre cose, probabilmente insignificanti, che ho fatto ieri e che pure mi hanno aiutato a reagire.

Al mattino ho letto quel bellissimo articolo su José Bové che ho cominciato a tradurre per la dscussione sulla soddisfazione per il governo.

Al pomeriggio sono andata a trovare un'amica algerina, scappata dai fondamentalisti, che ha messo su un bellissimo progetto che lei ha chiamato Oasi. E' molto semplice : sono due stanze dove i bambini di ogni classe sociale e origine etnica vanno a fare i compiti e a stare insieme. Le donne ci fanno ginnastica e fanno cucito mentre i più piccolini razzolano intorno. Molto silenziosamente questa donna ha intorno a se ormai un centinaio di persone.

La sera sono andata a vedere un documentario degli studenti di lingue straniere di Granada che fanno traduzione e interpretariato volontari per il Forum Sociale di Porto Alegre.

Nella discussione che è seguita si diceva che i governi di sinistra dei vari paesi non possono fare altro che cercare di sopravvivere nel sistema descritto dall'articolo (legato perarltro alla militarizzazione del pianeta) e che le varie ONG hanno perso di mordente, perché molte persone che le animavano sono al governo.

Qualcuno ha posto la domanda: come chiamare questa nuova e sana opposizione che si sta creando nel mondo?

Diamole un bel nome e creiamo una vera alternativa. Inanto che aspetto un nome, io cerco di non lasciar passare nessun giorno senza essermi regalata una piccola cosa che mi fa stare meglio.

Un abbraccio

Monica
Monica 3 is offline  
Vecchio 10-02-2007, 11.34.21   #3
Mary
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Riferimento: a proposito di multinazionali, globalizazione e sistema attuale

Sì, sarebbe bello trovare un nome.

Si dice che il nome che ciascuno di noi porta è una parte del nostro Destino, ha in sé una briciola della nostra storia. Credo sia vero.

Penso a "Rosa del Deserto"

Il deserto è quello in cui noi ci ritroviamo e sarebbe bello poter far fiorire una rosa.

Io sono certa che non sono le multinazionali a fare la differenza ma siamo noi tutti.

E' l'individuo che fa la differenza, l'ha sempre fatta da che mondo è mondo, sia che si lasci guidare come pecora al macello, sia che salti il recinto antistante il macello.

Una fabbrica non va avanti senza operai e senza gente che compri i manufatti.

Una assicurazione non fa soldi senza gente che si assicura.

Un politico non va al potere senza gente che lo voti.

Una trasmissione televisiva non viene riproposta se nessuno la vede.

Se non esci da una discoteca assordante non puoi ascoltare la voce del tuo vicino e la tua.

Se non ascolti i falsi profeti non rischi di ritrovarti al loro seguito.

Oggi c'è una inflazione di falsi profeti che suonano i loro pifferi magici e ci portano verso la morte, religioni comprese.

C'è un grande bisogno di spiritualità che le chiese non offrono prese come sono dal difendere il loro potere.

Non ci resta che cercare nel nostro cuore e nella nostra mente la strada giusta.

Ricordando che la spiaggia è formata da milioni di granelli di sabbia. Ed ogni granello può fare la differenza.

Le multinazionali sono colossi dai piedi d'argilla non dimentichiamolo. E' il singolo individuo che le sostiene.

Gesù ha detto "... attenti ai falsi profeti...." ; "... siate prudenti come colombe e astuti come serpenti..." e poi ".... l'albero buono produce frutti buoni..." è sempre attualissimo e dovremmo mettere in pratica le Sue parole.

La Terra può contare solo su chi si risveglia dal torpore e dal sonnifero che gli è stato somministrato, e che esiste un contagio sia nel male che nel bene.

Se riusciremo a contagiare e lasciarci contagiare dal bene, dall'amore per la vita, dalla ricerca dell'ospite rispettoso di questo Pianeta allora la Speranza è ancora viva.
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Vecchio 10-02-2007, 11.55.30   #4
acquario69
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Originalmente inviato da Monica 3
Ciao acquario '69. Credo che da qualche parti tutti sappiano che le cose sono come tu le descrivi nel tuo articolo, ma i media ogni sera ci propinano dosi massicce di sentimenti di impotenza per farci addormentare magari senza neanche quell'altro e molto più potente abbraccio soporifero del nostro partner che è forse rimasto davanti allo schermo a farsi zombificare uteriormente.

Ma voglio dirti tre cose, probabilmente insignificanti, che ho fatto ieri e che pure mi hanno aiutato a reagire.

Al mattino ho letto quel bellissimo articolo su José Bové che ho cominciato a tradurre per la dscussione sulla soddisfazione per il governo.

Al pomeriggio sono andata a trovare un'amica algerina, scappata dai fondamentalisti, che ha messo su un bellissimo progetto che lei ha chiamato Oasi. E' molto semplice : sono due stanze dove i bambini di ogni classe sociale e origine etnica vanno a fare i compiti e a stare insieme. Le donne ci fanno ginnastica e fanno cucito mentre i più piccolini razzolano intorno. Molto silenziosamente questa donna ha intorno a se ormai un centinaio di persone.

La sera sono andata a vedere un documentario degli studenti di lingue straniere di Granada che fanno traduzione e interpretariato volontari per il Forum Sociale di Porto Alegre.

Nella discussione che è seguita si diceva che i governi di sinistra dei vari paesi non possono fare altro che cercare di sopravvivere nel sistema descritto dall'articolo (legato perarltro alla militarizzazione del pianeta) e che le varie ONG hanno perso di mordente, perché molte persone che le animavano sono al governo.

Qualcuno ha posto la domanda: come chiamare questa nuova e sana opposizione che si sta creando nel mondo?

Diamole un bel nome e creiamo una vera alternativa. Inanto che aspetto un nome, io cerco di non lasciar passare nessun giorno senza essermi regalata una piccola cosa che mi fa stare meglio.

Un abbraccio

Monica

..nient'affatto insignificanti le cose che dici e che fai,capisco il tuo messaggio,una nuova coscenza a partire proprio dalle cose piu semplici,da quel quotidiano smarrito che dovremmo riprenderci,ognuno la sua piccola goccia,il suo piccolo ma fondamentale contributo..tutti all'unisono da formare un mare e poi un oceano travolgente!
non vorrei usare un paragone inappropriato pero mi viene in mente ghandi che una trasformazione simile era pure riuscito a realizzarla,ma queste sono persone speciali,dalla fede incrollabile...sinceramente,on estamente,alla fine di questo discorso non saprei cosa pensare o meglio,si proviamo pure a dare il nostro piccolo contributo,sperando che il recinto sia stato chiuso in tempo senza che i buoi siano gia scappati...

grazie per il tuo intervento!
acquario69 is offline  
Vecchio 11-02-2007, 11.06.48   #5
Patri15
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Originalmente inviato da acquario69
..nient'affatto insignificanti le cose che dici e che fai,capisco il tuo messaggio,una nuova coscenza a partire proprio dalle cose piu semplici,da quel quotidiano smarrito che dovremmo riprenderci,ognuno la sua piccola goccia,il suo piccolo ma fondamentale contributo..tutti all'unisono da formare un mare e poi un oceano travolgente!
non vorrei usare un paragone inappropriato pero mi viene in mente ghandi che una trasformazione simile era pure riuscito a realizzarla,ma queste sono persone speciali,dalla fede incrollabile...sinceramente,on estamente,alla fine di questo discorso non saprei cosa pensare o meglio,si proviamo pure a dare il nostro piccolo contributo,sperando che il recinto sia stato chiuso in tempo senza che i buoi siano gia scappati...

grazie per il tuo intervento!

Verissimo: gutta cavat lapidem, Acquario69.

Poco fa leggevo il blog di Beppe Grillo sui POP CORN.

Lo riporto per chi non lo avesse letto, perché è piuttosto inerente al tuo thread.


"La pentola a pressione che chiamiamo Italia si sta surriscaldando. Il vapore non può uscire. Lo impediscono i giornalisti. Lo impediscono i politici. Personaggi autoreferenziali e privi di alcun contatto con la realtà.

Il cittadino sa, comincia a capire, che la legge non lo tutela.
Senza legge deve fare da sé, o rassegnarsi fino a quando è possibile. Sa che la legge è di classe. Non è per tutti.

In mancanza di protezione gli italiani si arrangiano. Bruciano campi nomadi. Paralizzano la città con cortei spontanei contro la base di Vicenza, contro la criminalità tutelata a norma di legge. Interi condomini scendono in strada a picchiare gli spacciatori.

Pop corn che esplodono qui e là. Prima di farlo tutti insieme. E quando, quelle rarissime volte, i diritti vengono riconosciuti è solo una beffa. Uno scherzo.

Come per le ricariche telefoniche prima abolite e ora forse. Come per i contributi agli inceneritori prima aboliti ed ora col c...o. Come per le promesse di eliminazione delle leggi ad personam e del conflitto di interessi in campagna elettorale.
Lo Stato si è fatto impunità. E’ Previti in Parlamento. Sono Vito e Pomicino in commissione Antimafia. E stipendi e bonus pazzeschi ai parlamentari. E sindaci e assessori che non consultano neppure i cittadini.

I pop corn ora sono un po’ straniti, confusi, disorientati. Ancora pochi. Se la prendono con gli effetti e non con le cause. Con i più poveri. Con gli ultimi della scala sociale. Quando capiranno che non serve a nulla. Che è tempo perso. Che sbagliano bersaglio. Allora la pentola salterà e molti dovranno diventare latitanti dal mattino alla sera."
Patri15 is offline  
Vecchio 11-02-2007, 14.04.34   #6
acquario69
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Originalmente inviato da Patri15
Verissimo: gutta cavat lapidem, Acquario69.

Poco fa leggevo il blog di Beppe Grillo sui POP CORN.

Lo riporto per chi non lo avesse letto, perché è piuttosto inerente al tuo thread.


"La pentola a pressione che chiamiamo Italia si sta surriscaldando. Il vapore non può uscire. Lo impediscono i giornalisti. Lo impediscono i politici. Personaggi autoreferenziali e privi di alcun contatto con la realtà.

Il cittadino sa, comincia a capire, che la legge non lo tutela.
Senza legge deve fare da sé, o rassegnarsi fino a quando è possibile. Sa che la legge è di classe. Non è per tutti.

In mancanza di protezione gli italiani si arrangiano. Bruciano campi nomadi. Paralizzano la città con cortei spontanei contro la base di Vicenza, contro la criminalità tutelata a norma di legge. Interi condomini scendono in strada a picchiare gli spacciatori.

Pop corn che esplodono qui e là. Prima di farlo tutti insieme. E quando, quelle rarissime volte, i diritti vengono riconosciuti è solo una beffa. Uno scherzo.

Come per le ricariche telefoniche prima abolite e ora forse. Come per i contributi agli inceneritori prima aboliti ed ora col c...o. Come per le promesse di eliminazione delle leggi ad personam e del conflitto di interessi in campagna elettorale.
Lo Stato si è fatto impunità. E’ Previti in Parlamento. Sono Vito e Pomicino in commissione Antimafia. E stipendi e bonus pazzeschi ai parlamentari. E sindaci e assessori che non consultano neppure i cittadini.

I pop corn ora sono un po’ straniti, confusi, disorientati. Ancora pochi. Se la prendono con gli effetti e non con le cause. Con i più poveri. Con gli ultimi della scala sociale. Quando capiranno che non serve a nulla. Che è tempo perso. Che sbagliano bersaglio. Allora la pentola salterà e molti dovranno diventare latitanti dal mattino alla sera."

si avevo gia letto...ma voi che siete in italia(io manco da 4 anni,a parte due brevi visite) si avverte a "pelle" tutta questa situazione che non saprei manco io come definire?!..insomma che aria tira,che sensazioni possono venire fuori?
io potrei fare dei paragoni con quello che significa vivere qui e la prima impressione che ho ricevuto da subito poi consolidata in seguito e' che non sento piu quella"pressione" che comunque a fine giornata avvertivo anche a livello fisico;non so se sei d'accordo ma io credo che vivere in una comunita fatta di persone e situazioni porta con se varie conseguenze che si ripercuotono poi a livello di ogni singolo individuo,insomma uno scambio di certe "energie" invisibili che volendo o no ti entrano dentro e che riescono in qualche modo a influenzare la tua stessa vita...o e' solo una mia strana e illusoria considerazione?

acquario69 is offline  
Vecchio 11-02-2007, 17.54.58   #7
Patri15
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Originalmente inviato da acquario69
si avevo gia letto...ma voi che siete in italia(io manco da 4 anni,a parte due brevi visite) si avverte a "pelle" tutta questa situazione che non saprei manco io come definire?!..insomma che aria tira,che sensazioni possono venire fuori?
io potrei fare dei paragoni con quello che significa vivere qui e la prima impressione che ho ricevuto da subito poi consolidata in seguito e' che non sento piu quella"pressione" che comunque a fine giornata avvertivo anche a livello fisico;non so se sei d'accordo ma io credo che vivere in una comunita fatta di persone e situazioni porta con se varie conseguenze che si ripercuotono poi a livello di ogni singolo individuo,insomma uno scambio di certe "energie" invisibili che volendo o no ti entrano dentro e che riescono in qualche modo a influenzare la tua stessa vita...o e' solo una mia strana e illusoria considerazione?

Chiaro e verissimo quello che scrivi.

Forse io non faccio testo, dal momento che mi sono allontanata dalla città, ed è lì, dove la comunità è più grande, più variegata, più folta che si può captare bene quanto tu dici.

La mia verità, nel senso di quello che vedo, che capto, è che la gente si fa i fatti propri, molto più protesa verso il suo privato che non verso un interesse pubblico.
Una sensazione di "violenza" esiste, ma proviene purtroppo da gruppuscoli di giovani che si auto dichiarano fascisti, tipo Forza nuova, ecc...

Continuo a vedere gente che compra, ipermercati stracolmi e niente altro.

E' probabile che in altre città italiane, la realtà sia diversa, ma non la conosco.
Io ti parlo di Bologna, città che un tempo, era molto sensibile alla politica e che ora sonnecchia di uno strano sonno.

Ti saluto caramente
Patri15 is offline  
Vecchio 12-02-2007, 09.31.21   #8
Monica 3
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Originalmente inviato da Mary
Sì, sarebbe bello trovare un nome.

Si dice che il nome che ciascuno di noi porta è una parte del nostro Destino, ha in sé una briciola della nostra storia. Credo sia vero.

Penso a "Rosa del Deserto"

Il deserto è quello in cui noi ci ritroviamo e sarebbe bello poter far fiorire una rosa.



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Pop corn che esplodono qui e là. Prima di farlo tutti insieme. E quando, quelle rarissime volte, i diritti vengono riconosciuti è solo una beffa. Uno scherzo.


"Rosa del deserto"? Bellissimo Mary

Dopo essere andata al funerale di un'amica e averne visitata un'altra all'ospedale, entrambe intorno ai 50, in un'età in cui si può cominciare a vivere e a dare moltissimo alla società, ho un pop corn, grosso grosso che vuole scoppiare, Patrizia (e non siamo in Italia). Queste donne si sono consumate nel far crescere figli e contemporaneamente lavorare per servire questo sistema disumano.

Mary, perché non cominci un thread intitolato proprio "Rosa del deserto"?

La tua rabbia per il consumo d'acqua si è già trasformato in una politica, quella di Rudello è quasi sfociata in una politica per la famiglia e la mia ha voglia di sfociare in un una politica che tratti la donna da dea.

Vi abbraccio

Monica
Monica 3 is offline  
Vecchio 12-02-2007, 14.45.57   #9
metodico
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ciao a tutti
L'argomento è di interesse e noi lo abbiamo trattato pubblicando una sintesi
di un riflessivo libro di Bernard Harris, consulente scientifico dell'Associazione
francese Attac, che una sede operativa anche in Italia.
La globalizzazione in se credo che sia una cosa positiva, fa avvicinare i popoli, culturwe diverse, tradizioni, religioni, attitutidini molteplici. Il problema è semmai come l'aspetto economico organizza tale globalizzazione. Dati attuali dicono che le differenze economiche tra stati ricchi e stati poveri sono aumentate !!. Anche il rapporto tra ricchi e poveri in uno stesso Stato si sono accentuate (pochi grandi ricchi e la stragrande naggioranza povera). Quindi sono i "parametri economici" che dovrebbero essere modificati: La distribuzione della ricchezza" deve essere il punto di partenza: meno differenze tra retribuzioni dei manager dell'economia globale, degli imprenditori rispetto ai lavoratori dipendenti !!. se questo rapporto era di 40 a 1 negli anni 1070-1980 ora siamo arrivati a rapporti di 400 a 1 !! Non tollerabili quindi !!.
Per questo i parametri economici dovrebbero prendere in considerazione altri valori: numero di occupati, applicazioni di tecnologie ecocompatibili, salari più equi, commercio etico e sociale, interventi di sostegno e industrializzazione in loco dei Paesi poveri. Solo cambiando i parametri economici che determinano anche i criteri del "valore in borsa" delle società" si arriverà a una globalizzazione equa e sociale. Il rischio se no è quello dell'aumento del terrorismo, dell'emigrazione selvaggia, dell'escalation delle tensioni sociali.
ciao,
http://www.alagoas.it
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Vecchio 12-02-2007, 23.44.03   #10
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Originalmente inviato da metodico
ciao a tutti
L'argomento è di interesse e noi lo abbiamo trattato pubblicando una sintesi
di un riflessivo libro di Bernard Harris, consulente scientifico dell'Associazione
francese Attac, che una sede operativa anche in Italia.
La globalizzazione in se credo che sia una cosa positiva, fa avvicinare i popoli, culturwe diverse, tradizioni, religioni, attitutidini molteplici. Il problema è semmai come l'aspetto economico organizza tale globalizzazione. Dati attuali dicono che le differenze economiche tra stati ricchi e stati poveri sono aumentate !!. Anche il rapporto tra ricchi e poveri in uno stesso Stato si sono accentuate (pochi grandi ricchi e la stragrande naggioranza povera). Quindi sono i "parametri economici" che dovrebbero essere modificati: La distribuzione della ricchezza" deve essere il punto di partenza: meno differenze tra retribuzioni dei manager dell'economia globale, degli imprenditori rispetto ai lavoratori dipendenti !!. se questo rapporto era di 40 a 1 negli anni 1070-1980 ora siamo arrivati a rapporti di 400 a 1 !! Non tollerabili quindi !!.
Per questo i parametri economici dovrebbero prendere in considerazione altri valori: numero di occupati, applicazioni di tecnologie ecocompatibili, salari più equi, commercio etico e sociale, interventi di sostegno e industrializzazione in loco dei Paesi poveri. Solo cambiando i parametri economici che determinano anche i criteri del "valore in borsa" delle società" si arriverà a una globalizzazione equa e sociale. Il rischio se no è quello dell'aumento del terrorismo, dell'emigrazione selvaggia, dell'escalation delle tensioni sociali.
ciao,
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parli di meno differenze,retribuzioni piu eque in generale e nel particolare fra manager e lavoratori...be' ma l'avete sentito parlare di un certo CIMOLI,e' roba fresca fresca..lui EX dirigente ALITALIA,vuole come buonauscita 5 milioni di euro,quando l'intera ditta ne perde 1 al giorno!(che poi pure questo meccanismo di queste ditte che vanno a tracollo,facile da capire che e' solo un gioco speculativo a grandi livelli e a grandi interessi-togliere un bene alla comunita per la privatizzazione?)...alla fine questi signori li metteno a capo di una certa ditta "interessata" proseguono nel suo tracollo,dopodiche fatto il suo bravo dovere tempo uno o due anni se ne ritornano a casa con tanti di quei soldi che un lavoratore medio ci impiegherebbe una vita intera,se basta...
acquario69 is offline  

 



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