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Vecchio 18-02-2007, 18.04.31   #1
antonio greco
L' Emigrato
 
Data registrazione: 26-05-2004
Messaggi: 637
Sacrifici Al Nuovo Dio

La società italica ha sacrificato per alcuni decenni al suo nuovo dio, Ircoralge (il dio della Irresponsabiltà, della Confusione, della Rassegnazione, dell' Allegra Gestione). Un dio a quattro facce (o più). Un dio che ha chiesto costantemente sacrifici.

Fra le tante vittime, purtoppo sacrificate al dio Ilcoralge, vanno ricordate:

i Valori che, vent' anni fa, anche se male applicati, esistevano pero' nel patto sociale italico [ad es. coerenza, serietà, verità, impegno, approfondimento, chiarezza, onestà, merito, dignità, coscienza individuale (quella sociale, mai esistita nello Stivale)];
- il vecchio obiettivo di costruire un Paese a livello europeo;
- la promessa di applicare la costituzione e le leggi, in maniera eguale per tutti;
- l' organizzazione (quel poco che ne conoscevamo) e i metodi strutturati, programmati, in modo da far girare tutte le ruote dello Stivale; l' istruzione e le virtù civiche.

I sacerdoti che hanno organizzato i sacrifici ? i Padrini (quelli che fanno i mazzi) di estrazione politicante, in cerca di potere. Hanno capito che, distruggendo il Paese, potevano conquistare poteri.

I politicanti non riuscirono pero' a mettersi d' accordo (il senso del sociale non é stato mai venduto nei mercati italici dell' assurdo) sul modo di dividersi i poteri da conquistare. Ci fu, é vero, una vaga promessa di darne un pezzetto ad ognuno dei congiurati, inventando la prima vera lottizzazione italica. Ma, al momento di strutturare i nuovi poteri conquistati, non fu facile dividerli pacificamente.

Iniziarono le lotte fra fra politicanti e Padrini. Accanite, continue, senza quartiere. Dentro il parlamento e fuori, fra gli accoliti. Come armi per lottare, furono assoldati: quotidiani, televisioni, quinte colonne incaricate di diffondere verità deformate o controverità, demagogie. Per ogni nuova verità diffusa, c' era dentro la parola "democrazia" (a tanti cittadini gli basta la parola).

Il povero popolo italico, assediato da tante verità, da proposte di adesione, da pantani diffusi fra i servizi e pei diritti, da ruote grippate, ando' in tilt. Anche a causa del doppio (o triplo) linguaggio, ormai diffuso ovunque.

Con tante verità circolanti nel tessuto sociale, con tanta confusione, pochi furono in grado di resistere e di conservare, nella propria testa, la vera Verità. La confusione aumento', l' incertezza anche, le difficoltà sociali pure. Il povero Italiano Comune (quello che si fa mettere nei mazzi), incerto, perse la testa. Divento' socialmente incapace, confuso nella gestione dei grandi sistemi, non più in grado di sceverare i politici venditori di chiacchiere ad arte, dai professionisti capaci di essere utili al Paese.

L' Italiano Comune si rassegno' e abbandono'...... la speranza di vivere, un giorno, in un Paese normale. Andando oggi in Italia, lo si incontra, l' Italiano Comune. Grigio, pigro, rassegnato, un po' confuso, senza luce negli occhi. Diverso dall' Italiano attivo del 1960 (quello che costruiva, che si fece anche conoscere in Europa).

Alcuni di essi si sono assicurata la "protezione" di un padrino o referente. Altri la stanno cercando. Non si sa mai, potrebbe servire.....

Verrà qualcuno che cercherà di svegliarli ? E cercherà di europeizzare un Paese quasi latino-americano ? E capirà che ,per europeizzare il Paese, ci sarebbe da introdurre qualche Valore e da estromettere qualche padrino ?

Speriamo di si. Ma se non venisse.... bisognerà stringersi la cintura.....

L' Emigrato
Antonio Greco
ANGREMA@wanadoo.fr
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