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Cultura e SocietÓ - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 02-05-2007, 23.33.10   #1
nicola185
al di lÓ della Porta
 
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l'altra faccia della guarigione

Visto il mio passato conosco certi ambienti e tuttora li frequento come volontario. Non tutti i ragazzi che vanno in comunitÓ vengono recuperati. Anzi mi permetto di fare una stima. Su cento che cominciano un percorso una decina forse lo concludono e di quei 10 circa tre non ricadono pi¨. Un tre per cento insomma abilmente trasformato in trenta, visto che le stime vengono calcolate sul numero di coloro che finiscono l'intero percorso terapeutico. San Patrignano vanta un 60%. Premetto che non ce l'ho con loro e premetto anche che proprio ieri Ŕ morto un mio caro amico di overdose. Mi domando se certi sistemi lo avrebbero potuto aiutare. Quanto vi posto ora attraverso il link che vi incoller˛, v'assicuro, non Ŕ fantasia. Potrei portarvi diverse testimonanze come per˛ potrei portarvene obbiettivamente altre secondo le quali Muccioli Ŕ stato un vero Angelo dei ragazzi. Per quanto mi riguarda, io credo fosse solo un Uomo ossia un Angelo e un Demone allo stesso tempo. Lucifero si specchia e vede Dio e viceversa.
ChissÓ se Cristian si sarebbe salvato rinchiuso in una porcilaia.
La troppa comprensione per lui non Ŕ bastata. A me invece ha salvato la vita. Ma io ero un demone prima di tutto e non un Angelo come lui.
A voi

http://www.sims.it/vmuccioli.htm

Ultima modifica di nicola185 : 03-05-2007 alle ore 06.01.38.
nicola185 is offline  
Vecchio 03-05-2007, 07.12.56   #2
Patri15
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Riferimento: l'altra faccia della guarigione

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Originalmente inviato da nicola185
Visto il mio passato conosco certi ambienti e tuttora li frequento come volontario. Non tutti i ragazzi che vanno in comunitÓ vengono recuperati. Anzi mi permetto di fare una stima. Su cento che cominciano un percorso una decina forse lo concludono e di quei 10 circa tre non ricadono pi¨. Un tre per cento insomma abilmente trasformato in trenta, visto che le stime vengono calcolate sul numero di coloro che finiscono l'intero percorso terapeutico. San Patrignano vanta un 60%. Premetto che non ce l'ho con loro e premetto anche che proprio ieri Ŕ morto un mio caro amico di overdose. Mi domando se certi sistemi lo avrebbero potuto aiutare. Quanto vi posto ora attraverso il link che vi incoller˛, v'assicuro, non Ŕ fantasia. Potrei portarvi diverse testimonanze come per˛ potrei portarvene obbiettivamente altre secondo le quali Muccioli Ŕ stato un vero Angelo dei ragazzi. Per quanto mi riguarda, io credo fosse solo un Uomo ossia un Angelo e un Demone allo stesso tempo. Lucifero si specchia e vede Dio e viceversa.
ChissÓ se Cristian si sarebbe salvato rinchiuso in una porcilaia.
La troppa comprensione per lui non Ŕ bastata. A me invece ha salvato la vita. Ma io ero un demone prima di tutto e non un Angelo come lui.
A voi


Sono addolorata per la scomparsa del tuo amico, caro Nicola.

Del S. Patrignano non so pi¨ niente dopo la scomparsa di Muccioli.

Mi ricordo invece di esserci andata assieme a mio marito, che lavora come rappresentante nelle arti grafiche.

Vidi come un grande villaggio, con chalet, roulottes, bimbi che giocavano e correvano nei prati; laboratori di ogni genere, dalla stamperia, al restauro di mobili antichi, esecuzione di tappeti, lavori preziosissimi- il tutto eseguito da ex-drogati, giovani al massimo trentenni che avevano trovato una loro dimensione, una loro collocazione nella societÓ.

Certo una societÓ particolare, una comunitÓ dove tutti i partecipanti avevano conosciuto l'inferno, una specie insomma di societÓ ideale, nella quale esiste la comprensione ed il rispetto per l'altro.

Muccioli non si Ŕ mai arreso: davanti alle crisi di astinenza, di violenza del drogato che si ritrova senza droga, avrÓ di sicuro dovuto essere fermamente implacabile (un demone?) ma i risultati erano sotto gli occhi di tutti.

Di Muccioli si Ŕ detto tanto, di bene e di male ed io non sono proprio in grado di stabilire quale fosse LA VERIT└. Angelo, diavolo, chissÓ...

Presumo per˛ che il vero inferno sia ci˛ che prova il drogato assuefatto alla droga, la sua schiavit¨, il suo non vivere, il suo non essere riuscito in tempo ad accettare una societÓ difficile, intollerante, schifosamente altezzosa davanti a chi, pi¨ sensibile, Ŕ pertanto il pi¨ debole nellanostra rissa esistenziale.
Patri15 is offline  
Vecchio 04-05-2007, 22.59.22   #3
nicola185
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Originalmente inviato da Patri15
Presumo per˛ che il vero inferno sia ci˛ che prova il drogato assuefatto alla droga, la sua schiavit¨, il suo non vivere, il suo non essere riuscito in tempo ad accettare una societÓ difficile, intollerante, schifosamente altezzosa davanti a chi, pi¨ sensibile, Ŕ pertanto il pi¨ debole nellanostra rissa esistenziale.

Il vero inferno? Anch'io per molto ho creduto fosse privilegio concesso a pochi. GiÓ una siringa che aspira sangue lo rappresenta molto bene, come un cesso che puzza di piscio, come una casa diroccata o come le botte prese dal pusher creditore. L'Inferno, ci˛ da cui guarire, il luogo da evitare. Ma Lucifero o chi per lui non Ŕ monotono nel Suo manifestarsi. Oggi io dall'Inferno sono uscito, o meglio scelgo di rifugiarmici quando il paradiso mi spaventa. Non ho bisogno di aspirare sangue rinchiuso in un cesso puzzolente. L'Inferno Ŕ la negazione della propria InterioritÓ, un luogo di fuga, un nascondiglio nel quale celarsi per evitare la rabbia di Dio.(ossia l'altra faccia di noi stessi). E' lo nascondersi a sÚ stessi. Dio lo ha fatto attraverso Lucifero e Lucifero attraverso Dio. Intorno a me molte persone vivono l'Inferno, e non lo sanno perchŔ si raccontano di essere felici, accecate dallo scintillio delle loro menzogne interiori, dallo sfavillio dell'irraggiungibile "acerba uva della Volpe", dal loro bisogno di conferme sconfermando gli altri (quanti casi sul posto di lavoro), quanta devastazione a trentadue denti che ci circonda, quanta dannazione profumata di chanel e vestita Armani, non occorre una siringa piena di sangue per entrare all'Inferno, basta decisamente molto meno. Ma in certi casi non esiste guarigione, nessuna porcilaia che tenga, nessuna prigionia forzata per chý vive la folle illusione di essere sano, la turpe fantasia di essere libero.
nicola185 is offline  
Vecchio 05-05-2007, 12.58.06   #4
odissea
torna catalessi...
 
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Originalmente inviato da nicola185
Visto il mio passato conosco certi ambienti e tuttora li frequento come volontario. Non tutti i ragazzi che vanno in comunitÓ vengono recuperati. Anzi mi permetto di fare una stima. Su cento che cominciano un percorso una decina forse lo concludono e di quei 10 circa tre non ricadono pi¨. Un tre per cento insomma abilmente trasformato in trenta, visto che le stime vengono calcolate sul numero di coloro che finiscono l'intero percorso terapeutico. San Patrignano vanta un 60%. Premetto che non ce l'ho con loro e premetto anche che proprio ieri Ŕ morto un mio caro amico di overdose. Mi domando se certi sistemi lo avrebbero potuto aiutare. Quanto vi posto ora attraverso il link che vi incoller˛, v'assicuro, non Ŕ fantasia. Potrei portarvi diverse testimonanze come per˛ potrei portarvene obbiettivamente altre secondo le quali Muccioli Ŕ stato un vero Angelo dei ragazzi. Per quanto mi riguarda, io credo fosse solo un Uomo ossia un Angelo e un Demone allo stesso tempo. Lucifero si specchia e vede Dio e viceversa.
ChissÓ se Cristian si sarebbe salvato rinchiuso in una porcilaia.
La troppa comprensione per lui non Ŕ bastata. A me invece ha salvato la vita. Ma io ero un demone prima di tutto e non un Angelo come lui.
A voi

http://www.sims.it/vmuccioli.htm

ciao Nicola
Mi dispiace molto per il tuo amico.

Il tuo link mi ha sconvolta. So che San Patrignano Ŕ da sempre una realtÓ contestata; la conosco vagamente perchŔ nella mia cittÓ c'Ŕ una sede distaccata (molto pi¨ piccola) e anni fa ci portavo i ragazzi disabili a fare pet terapy. Se non mi sbaglio, motivo di dubbio spesso Ŕ il tempo di permanenza in comunitÓ, assai pi¨ lungo in media degli altri programmi.
Rispetto alle altre comunitÓ si nota che Ŕ una struttura pi¨ "ricca", con pi¨ animali e attrezzature e laboratori...ma altro non ho estrapolato, Ŕ una realtÓ chiusa, tra l'altro situata su una collina in mezzo al bosco.
Comunque a mio modesto parere la stima di guarigione del 60% dei ragazzi Ŕ troppo, troppo alta. E chiaramente lo dico a malincuore; purtroppo mi sento pi¨ in linea con la stima che hai fatto tu, di molto inferiore.

E' vero che ogni comunitÓ ha il suo metodo e alcuni sono piuttosto duri, quasi militareschi....ma quanto ho letto su quel link non pu˛ essere...mi rifiuto di crederci; sarebbe una cosa terribile e come operatore mi farebbe vergognare dell'intera categoria.
Neanche un cane lo si tratta cosý; non ci vedrei metodo o giustificazione di sorta.
odissea is offline  

 



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