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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 26-07-2007, 16.18.52   #1
aurora
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Data registrazione: 03-07-2006
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i comunisti e la bonta'

c'è il vezzo mentale dei comunisti di SENTIRSI BUONI. Miliardari, professionisti illustri, artisti superpagati etc... sono tutti comunisti a parole, compreso i nostri politici, ma poi fanno la gran vita giorno, notte e non ti dico l'estate!!
ma questo è il comunismo? : "fate come dico e non fate come faccio?"
la moglie di bertinotti al ricevimento di Valentino....di cosa parleranno secondo voi? di fare vestiti proletari per chi prende 800 euro al mese?


meditate gente, meditate (glu glu glu glu...)
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Vecchio 26-07-2007, 17.31.56   #2
Mr. Bean
eternità incarnata
 
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Messaggi: 2,566
Riferimento: i comunisti e la bonta'

Capisco il tuo discorso, perché anch'io a volte resto allibito dinnanzi agli stipendi dei parlamentari comunisti. Forse, prima di chiamarsi comunisti dovrebbero essere promotori di una legge che abbassi gli stipendi parlamentari, oppure potrebbero dare il superfluo ai poveri. Poi, però, ci sarebbe qualche malelingua pronta ad affermare che lo fanno per farsi notare. Rispetto alla moglie di Bertinotti, volente o nolente è la moglie della terza carica dello Stato. A volte si va ai ricevimenti per convenzione e non con convinzione.
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Vecchio 26-07-2007, 19.02.46   #3
S.B.
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Messaggi: 486
Riferimento: i comunisti e la bonta'

Il termine comunismo ha subito delle curiose variazioni di significato, alcuni partiti se lo sono incollati addosso e fanno coincidere, di conseguenza, il suo significato col loro programma che però di comunista ha poco ormai (per fortuna).

Per quanto riguarda la coerenza, non sono uno strenuo sostenitore di questa dote e solitamente diffido pregiudizialmente di chi ha intenti e parole troppo "buonisti" (orrendo termine), per cui se vedo Bertinotti con le Clarks o Grillo sullo yatch non mi scombino più di tanto.
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Vecchio 26-07-2007, 20.18.39   #4
VanLag
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Riferimento: i comunisti e la bonta'

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Originalmente inviato da aurora
c'è il vezzo mentale dei comunisti di SENTIRSI BUONI. Miliardari, professionisti illustri, artisti superpagati etc... sono tutti comunisti a parole, compreso i nostri politici, ma poi fanno la gran vita giorno, notte e non ti dico l'estate!!
ma questo è il comunismo? : "fate come dico e non fate come faccio?"
la moglie di bertinotti al ricevimento di Valentino....di cosa parleranno secondo voi? di fare vestiti proletari per chi prende 800 euro al mese?


meditate gente, meditate (glu glu glu glu...)
In effetti bisognerebbe vedere la valenza del termine comunismo oggi, comunque non penso che sostenere certe idee di eguaglianza e di giustizia sociale, preveda di vivere come i più poveri mettendo in atto un principio di amore e di eguaglianza che forse ci fu solo ai tempi di Gesù presente lui e, da lì in avanti, in poche altre realtà dove c’era una vero maestro.

Per me i comunisti rimangono il volto veramente nuovo della politica, non credo che siano più "buoni" degli altri, ne mi sembra giusto chiederglielo, quello che gli chiedo è di essere giusti, corretti e non corrotti.


Ultima modifica di VanLag : 26-07-2007 alle ore 21.41.37.
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Vecchio 27-07-2007, 14.43.55   #5
donella
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Riferimento: i comunisti e la bonta'

Qualche volta mio figlio bambino mi chiedeva perchè , visto che sono "di sinistra" , avevo a cuore i miei "beni materiali", la mia "immagine", il mio "ruolo sociale" (non essendo da sottoproletaria nessuno di questi elementi); perchè, quindi, non "dessi l'esempio" abdicando per prima a tutto questo in favore di qualsivoglia diseredato della vita.

Gli rispondevo - semplicemente - che essere "di sinistra" non equivale affatto ad essere San Francesco nell'ipotesi migliore, nè ad essere un semplice ottentotto decerebrato vittima di protagonismi individuali di stampo masochistico e portata da quartiere, nell'ipotesi deteriore.

Essere di sinistra significa vedere "il giusto" in un sistema in cui a tutti siano date pari opportunità, ma sapendo bene che ... O "sistema" cosiffatto... O eroismo individuale che NULLA cambia, se non spostare UN qualche privilegio... da UN individuo... ad UN altro o pochi altri (quelli capitati a tiro di vista del benefattore).

Non ho barche nè ville a Cortina. Qualunque cosa abbia, essendo convintamente "di sinistra", lo cederei senza rimpianti ad un "sistema" che sapesse convertirlo (insieme , beninteso, a ciò che è "degli altri") in vita più "giusta" per tutti. E sono certa che ne trarrei in cambio una vita sostanzialmente più felice tra persone sostanzialmente molto meno infelici rispetto a tante e tante e tante che ora vedo.

Abissale la differenza con San Francesco.
Abissale però, anche e soprattutto, la differenza rispetto a chi , all'estremo opposto, non si pone alcun problema di ordine socio/ideologico/esistenziale... se non quando necessitato a motivare ideologicamente la difesa atavica dei propri privilegi... e normalmente... non amando tale tipo di sforzo... ripiega molto facilmente ironizzando sull'assunto "buonismo" degli altri.

Mi vergogno un po' per l'ovvietà di questa sottolineatura finale... ma sarà pur giusto ricordare che per ogni Bertinottti o Rizzo o Diliberto.... c'è un intero popolo di Gente che il Cuore e il Cervello ce li ha veramente a Sinistra e, senza affatto aspirare a passar da San Francesco, sostiene un'idea... anche se sa benissimo che dovrebbe rimetterci qualcosa qualora trionfasse... e la sostiene perchè SA che ci guadagnerebbe, insieme A TUTTI, di BEN ALTRO E DI PIU'.

Molto OT: attendo da tanto, con ansia, il giorno in cui la Scienza riuscirà a dimostrare una di queste due cose (tra le quali soltanto oscilla il mio dubbio sul tema): che essere convintamente "di destra" oppure "di sinistra" corrisponda a due assetti mentali completamente distinti e diversi sul piano strettamente fisiologico, OPPURE (opzione per la quale propendo) che la stessa distinzione corrisponda a due distinti ed inconfondibili livelli evolutivi sul piano strettamente psicologico.

E' tanto che ci penso (con un interesse che si rinnova ad ogni alterco tra NON leader politici, tra semplici cittadini che rischiano l'ictus per fronteggiarsi sulle sponde opposte): obiettivamente.... ma come cappero si spiega - se non sul piano fisiologico ovvero psicologico - che anche persone colte, affatto carenti sul piano intellettivo, addirittura brillanti su quello speculativo, persino non coinvolte dall'esigenza di proteggere interessi personali degni di nota.... possano rendersi IMPERMEABILI alle ragioni (dimostrabili) dell'altro... producendo puro livore in nome... di NON SI SA cosa nè PERCHE'???????
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Vecchio 27-07-2007, 15.44.55   #6
and1972rea
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Originalmente inviato da VanLag
In effetti bisognerebbe vedere la valenza del termine comunismo oggi, comunque non penso che sostenere certe idee di eguaglianza e di giustizia sociale, preveda di vivere come i più poveri mettendo in atto un principio di amore e di eguaglianza che forse ci fu solo ai tempi di Gesù presente lui e, da lì in avanti, in poche altre realtà dove c’era una vero maestro.

Per me i comunisti rimangono il volto veramente nuovo della politica, non credo che siano più "buoni" degli altri, ne mi sembra giusto chiederglielo, quello che gli chiedo è di essere giusti, corretti e non corrotti.


Chi sostiene un principio senza provare a metterlo in atto , o e’ un ipocrita opportunista , o e’ un semplice pusillanime; dire che la storia conta pochi veri maestri non puo’ giustificare il restante dei cattivi. Il Comunismo e’ solamente uno dei tanti volti beceri che un “cattivo maestro” puo’ assumere.

Saluti
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Vecchio 27-07-2007, 20.18.29   #7
VanLag
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Chi sostiene un principio senza provare a metterlo in atto , o e’ un ipocrita opportunista , o e’ un semplice pusillanime; dire che la storia conta pochi veri maestri non puo’ giustificare il restante dei cattivi. Il Comunismo e’ solamente uno dei tanti volti beceri che un “cattivo maestro” puo’ assumere.
Di che principio parli?
Se è dell’eguaglianza sociale credo che i comunisti moderni, almeno quelli italiani, si siano resi conto che non è ne fattibile ne giusto livellare tutti gli uomini e che certe sperequazioni forse sono addirittura positive, questo non significa rinunciare a lottare contro un mondo che permette ad un solo uomo di avere innumerevoli ville, piroscafi, aerei e quant’altro mentre qualche altro milione di persone non ha un lavoro fisso e fanno fatica ad arrivare a fine mese.
In questa volontà non ci vedo nulla di becero. Vedo becero invece un liberismo senza regole dove il più forte è libero di fare quello che vuole in virtù del fatto che ha più muscoli degli altri.
E comunque ribadisco che, in accordo con quanto ha espresso S.B. bisognerebbe capire bene cosa si intende col termine comunismo oggi.
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Vecchio 27-07-2007, 23.46.20   #8
donella
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Chi sostiene un principio senza provare a metterlo in atto , o e’ un ipocrita opportunista , o e’ un semplice pusillanime; dire che la storia conta pochi veri maestri non puo’ giustificare il restante dei cattivi. Il Comunismo e’ solamente uno dei tanti volti beceri che un “cattivo maestro” puo’ assumere.

Saluti
Quando il principio ha un senso se totalizzante, e NON lo ha se NON totalizzante.... chi prova "a metterlo in atto" da solo (senza sistema) - forse - o è un Santo ... oppure un cretino in cerca di protagonismo INUTILE.

P.S.:
"Il Comunismo e’ solamente uno dei tanti volti beceri che un “cattivo maestro” puo’ assumere."

Bah!

Le profonde argomentazioni a supporto di questa conclusione sono davvero conturbanti.

Ok... l'ho detto anch'io che ci sono versanti assai poco inclini alla speculazione socio/psico/ideologica.... ma il regalo di una dimostrazione così eclatante.... giuro giuro giuro... non me l'aspettavo. Grazie di Cuore (di Sinistra).

Ultima modifica di donella : 28-07-2007 alle ore 01.22.02.
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Vecchio 28-07-2007, 11.04.19   #9
and1972rea
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Di che principio parli?
Se è dell’eguaglianza sociale credo che i comunisti moderni, almeno quelli italiani, si siano resi conto che non è ne fattibile ne giusto livellare tutti gli uomini e che certe sperequazioni forse sono addirittura positive, questo non significa rinunciare a lottare contro un mondo che permette ad un solo uomo di avere innumerevoli ville, piroscafi, aerei e quant’altro mentre qualche altro milione di persone non ha un lavoro fisso e fanno fatica ad arrivare a fine mese.
In questa volontà non ci vedo nulla di becero. Vedo becero invece un liberismo senza regole dove il più forte è libero di fare quello che vuole in virtù del fatto che ha più muscoli degli altri.
E comunque ribadisco che, in accordo con quanto ha espresso S.B. bisognerebbe capire bene cosa si intende col termine comunismo oggi.
Vediamo se ho inteso la tua singolare idea di giustizia sociale...: tu sostieni che la differenza che passa fra un uomo che ha 1000 piroscafi ed un disoccupato e' certamente molta ed intollerabile; ma quella che corre fra un parlamentare che difende crapulosamente gli umili sulla propria barca a vela ed una famiglia sull'orlo dell'indigenza e' piu' che eticamente giustificabile; ma questa e' un'argomentazione che riguarda l'uguaglianza e la comunanza fra i ricchi, non c'entra nulla con i bisogni e le necessita' dei piu' poveri. Certo che chi , poveraccio, puo' permettersi un solo misero motoscafo , ed un unico villino in Sardegna grida all'ingiustizia sociale, siamo d'accordo... ma quella e l'invidia fra ricchi, e non puo' riguardare la sofferenza dei poveri; quest'ultima non puo' essere oltraggiata e usata per colmare i divario fra chi sta' gia' bene; l'unica differenza vera fra capitalismo e comunismo e' che l'uno propone le proprie scelleratezze sfacciatamente per quello che sono, l'altro le maschera ipocritamente facendole digerire ai piu' sprovveduti nel modo piu' astuto per quello che non sono e non possono divenire, cioe' veri principi di uguaglianza e giustizia sociale.

saluti
and1972rea is offline  
Vecchio 28-07-2007, 11.56.13   #10
VanLag
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Originalmente inviato da and1972rea
Vediamo se ho inteso la tua singolare idea di giustizia sociale...: tu sostieni che la differenza che passa fra un uomo che ha 1000 piroscafi ed un disoccupato e' certamente molta ed intollerabile; ma quella che corre fra un parlamentare che difende crapulosamente gli umili sulla propria barca a vela ed una famiglia sull'orlo dell'indigenza e' piu' che eticamente giustificabile; ma questa e' un'argomentazione che riguarda l'uguaglianza e la comunanza fra i ricchi, non c'entra nulla con i bisogni e le necessita' dei piu' poveri. Certo che chi , poveraccio, puo' permettersi un solo misero motoscafo , ed un unico villino in Sardegna grida all'ingiustizia sociale, siamo d'accordo... ma quella e l'invidia fra ricchi, e non puo' riguardare la sofferenza dei poveri; quest'ultima non puo' essere oltraggiata e usata per colmare i divario fra chi sta' gia' bene; l'unica differenza vera fra capitalismo e comunismo e' che l'uno propone le proprie scelleratezze sfacciatamente per quello che sono, l'altro le maschera ipocritamente facendole digerire ai piu' sprovveduti nel modo piu' astuto per quello che non sono e non possono divenire, cioe' veri principi di uguaglianza e giustizia sociale.
Io sostengo che la sperequazione che permette che il 5% della popolazione mondiale detenga il 95%o delle ricchezze è sbagliata e che è compito delle filosofie politiche sanare questo errore e sostengo che l’ideologia comunista o socialista sicuramente è quella che politicamente ha più coscienza e più attenzione verso questo problema.

Non capisco invece tu, a parte tirare palate di fango contro il capitalismo scellerato e contro la sinistra ipocrita, cosa sostieni…..
Se sostieni l'inevitabilità del male, magari perché è quello il volere di "dio" mettiti il cuore in pace, c’è gente che non crede all’inevitabilità di ogni tipo e natura, che non crede in un “dio” (becero), che avrebbe creato un uomo intrinsecamente ingiusto, che crede che l’uomo sia l’artefice del suo destino e pertanto lotta e lotterà sempre per i propri principi e per le proprie idee.
VanLag is offline  

 



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