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Vecchio 01-09-2007, 22.37.07   #1
Enrico
Ospite
 
Data registrazione: 10-08-2007
Messaggi: 16
La lingua italiana

Imparando l'italiano scopro talvolta qualche parola e espressioni che non esistono nella mia madrelingua, il neerlandese (o fiammingo, parliamo un po diverso). Ci sono anche qualche parola con la possibilità di tradurle in neerlandese, ma la forza della parola sembra un po diverso...

- 'ti voglio bene': dicendo 'ti voglio bene' a un amico, si puo indicare che l'amico si piace in un modo amichevole. Se io traduco questa espressione in neerlandese per dirla a un amico, lui puo pensare che io sia un'omosessuale con la volontà di fare l'amore. In neerlandese non c'è un'espressione per dire qualcosa del genere (peccato, ovviamente...).

- fidanzarsi, fidanzato: talvolta ragazzi (o ragazze) quindicenni dicono che sianno fidanzati. La prima volta mi sembrava un po strano, perchè da noi il fidanzamento è più ufficiale. A meno che la ragazza non sia gravida, da noi non è possibile di fidanzarsi all'età di quindici anni.

- 'me ne frego': tradotto in neerlandese significa niente, non è possibile di tradurre questa espressione, ma ora conosco l'espressione.

Conoscete anche qualche parola in italiano che non esistono in un'altra lingua? Espressioni tipiche senza la possibilità di tradurle? Le parole con un'altra forza? Mi sembra molto interessante!
Enrico is offline  
Vecchio 03-09-2007, 00.51.31   #2
Elijah
Utente assente
 
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Data registrazione: 21-07-2004
Messaggi: 1,541
Riferimento: La lingua italiana

Citazione:
Originalmente inviato da Enrico
Conoscete anche qualche parola in italiano che non esiste in un'altra lingua? Espressioni tipiche senza la possibilità di tradurle? Le parole con un'altra forza? Mi sembra molto interessante!

Il termine "ecco" - "voilà" in francese -, non esiste in tedesco.
Si traduce con "siehe!"* (soprattutto a livello biblico, per il termine greco Ἰδοὺ ὁ ἄνθρωπος [Pilato in Giovanni 19:5], in latino "ecce homo", in italiano "ecco l'uomo", in tedesco "siehe, der Mensch" [Rev. Elberfelder]), oppure con "da", "hier", o anche con "genau", "eben" in altre circostanze.

* "Siehe" è l'imperativo del verbo "sehen", che significa "vedere".

Al contrario invece, ora mi viene in mente la congiunzione tedesca "indem", la quale si fa prima a tradurre in italiano con un gerundio, che provando a tradurre letteralmente (con una congiunzione in italiano, come "mentre"). Esempio:

Jesus antwortete, indem er sagte: Ich bin der Weg.

-> Gesù rispose, dicendo: Io sono la via.

Il mondo delle traduzioni è molto più difficile e complicato di quanto uno possa immaginare. Ogni lingua ha caratteristiche uniche e particolari, che la rendono differente dalle altre. Alcune sono più povere (o ricche) di altre, avendo più vocaboli o modi di espressione a disposizione. Se si osservano i "modi di dire", i proverbi, ad esempio, troviamo un numero considerevole di espressioni intraducibili letteralmente, perché incomprensibili se letteralmente tradotte. Esempio:

Chi dorme non piglia pesci.
(Il senso che ci sta dietro è che se uno vuole ottenere qualcosa, allora deve darsi da fare).

In tedesco però esiste un altro modo di dire, cioè:

Ein schlafender Fuchs fängt kein Huhn.

-> Una volpe addormentata non piglia galline.

Ma chi capisce l'espressione, se la si traduce letteralmente? Pochi.

Infine, ultima curiosità, nel greco koiné (quello del Nuovo Testamento), oltre ad esserci una forma attiva e passiva nei verbi, esiste anche la forma "media", che spiazzia di primo acchito chi si approccia alla lingua, in quanto in italiano, come anche in tedesco, non esiste alcuna forma "media" dei verbi, e quindi bisogna abituarsi a questo nuovo modo di vedere le cose.
Ma il greco antico è in sé una lingua ambigua, come anche però l'ebraico (una lingua che si basa sulla consonanti e non sulle vocali [sui giornali scritti in ebraico troviamo presenti - cioè scritte - solo le consonanti, mentre le vocali sono da sottointendere, ma non precisate], insomma un modo completamente differente di intendere il linguaggio, che lascia un po' sorpreso chi parla una lingua indoeuropea e non semitica).

Elijah is offline  
Vecchio 05-09-2007, 10.46.30   #3
Enrico
Ospite
 
Data registrazione: 10-08-2007
Messaggi: 16
Riferimento: La lingua italiana

Secondo me l'uso delle mani nella lingua mi sembra anche tipico. Quantunque l'uso del corpo (sia un'espressione del viso che altri abitudini) sia un metodo universale di accentuare qualche parola o emozione.

L'uso delle mani nelle Fiandre mi sembra un po spastico. Non ci sono tante regole per l'uso delle mani, ma tante persono volteggiano le mani come un mulino per accentuare qualcosa. L'uso di qualche simbolo come fare un pugno, il simbolo con il dito medio, alzare la mano per salutare, fare le corna... conosciamo anche noi, ma questi simboli mi sembrano universali.

L'espressione per dire 'me ne frego' non conosciamo. Se qualcuno fa così, un fiammingo pensa a un'altra espressione fiammingo, cioè 'avere un collo grosso' (pensare che sia più importante).

La lingua italiana è ricca dei simboli e tanti simboli significano qualcosa anziché tante altre lingue.
Enrico is offline  
Vecchio 06-09-2007, 09.17.58   #4
Mary
Ospite abituale
 
Data registrazione: 02-04-2002
Messaggi: 2,624
Riferimento: La lingua italiana

per mia esclusiva curiosità, ma se non esiste un termine per tradurre "ti voglio bene" non esiste neppure questo tipo di comunicazione?

Voglio dire non avete un altro modo per dire che c'è un sentimento positivo verso una persona senza alcuna implicazione sessuale?

Spero non voglia dire che mancando le parole manchi anche la comunicazione.

Dalle mie parti ci sono termini dialettali non traducibili in italiano, di una profonda e chiara comunicazione.

Allora mi domando se nella lingua vi sia anche nascosta l'anima di un popolo.

Vorrebbe dire che coloro che hanno strutturato il dialetto avevano sentimenti in comune, e quindi traducibili in suoni riconosciuti da tutti, mentre la lingua ufficiale, attuale, italiana ne è priva semplicemente perchè si è distaccata da tali capacità di sentire?

Se io e te decidiamo di chiamare rosa, quel particolare tipo di fiore, potremmo comunicare benissimo a distanza e anche in mancanza del fiore perchè sappiamo entrambi di cosa stiamo parlando.

Ma due individui che parlano di rose senza mai averne vista una personalmente, toccata, odorata col tempo non sapranno che farsene di quella parola e la abbandoneranno.

In un mondo in cui la comunicazione è al massimo non siamo più in grado di comunicare. C'è una inflazione di parole ed un impoverimento di sentimenti e conoscenza.

Quello che ho scritto forse non ha molta attinenza con quello che hai chiesto, ma questo argomento mi fa riflettere parecchio.

Grazie, comunque dell'opportunità che mi hai offerto per soffermarmi su questo argomento.
Mary is offline  
Vecchio 06-09-2007, 11.28.52   #5
Enrico
Ospite
 
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Messaggi: 16
Riferimento: La lingua italiana

Citazione:
Originalmente inviato da Mary
per mia esclusiva curiosità, ma se non esiste un termine per tradurre "ti voglio bene" non esiste neppure questo tipo di comunicazione?

Hai ragione al 100%, questo tipo di comunicazione non esiste da noi...

Il popolo fiammingo è un popolo freddissimo, non abbiamo le parole per dire che qualcuno si piace bene, magari un colloquio d'affari nell'Italia mi sembra più amichevole di una serata tra gli amici nelle Fiandre.

Nelle Fiandre c'è la famiglia a casa. La casa è come una fortezza e chi non appartiene alla famiglia, non può entrare senza fissare un'appuntamento qualche giorno prima. Quando i fanciulli nell'infanzia vogliono andare a giocare con gli amici, anche i genitori fissano un'appuntamento telefonico qualche giorno prima per concordare le ore per comminciare e le ore per chiudere. Se possibile, il giorno dell'appuntamento, si può allungare il gioco dei bambini in un modo telefonico...
Non si conosce i vicini neanche: se un fiammingo ha vicini, ha anche la volontà di piantare una siepe per non vedere i vicini. Però, tanti fiamminghi lamentano dell'individualismo nella società moderna...
Normalmente, quando si incontra gli amici nei pub, si dice 'hey' (ciao) senza stringere le mani. Solo gli amici migliori stringono le mani (uomini d'ffari anche, ma lo fanno per cortesia). Dare un bacio agli amici non si fa mai.

Penso che sia possibile che non si può dire qualcosa come 'ti voglio bene' per questi argomenti.
Enrico is offline  
Vecchio 07-09-2007, 09.51.50   #6
Mary
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Riferimento: La lingua italiana

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Originalmente inviato da Enrico
Hai ragione al 100%, questo tipo di comunicazione non esiste da noi...

Il popolo fiammingo è un popolo freddissimo, non abbiamo le parole per dire che qualcuno si piace bene, magari un colloquio d'affari nell'Italia mi sembra più amichevole di una serata tra gli amici nelle Fiandre.

Nelle Fiandre c'è la famiglia a casa. La casa è come una fortezza e chi non appartiene alla famiglia, non può entrare senza fissare un'appuntamento qualche giorno prima. Quando i fanciulli nell'infanzia vogliono andare a giocare con gli amici, anche i genitori fissano un'appuntamento telefonico qualche giorno prima per concordare le ore per comminciare e le ore per chiudere. Se possibile, il giorno dell'appuntamento, si può allungare il gioco dei bambini in un modo telefonico...
Non si conosce i vicini neanche: se un fiammingo ha vicini, ha anche la volontà di piantare una siepe per non vedere i vicini. Però, tanti fiamminghi lamentano dell'individualismo nella società moderna...
Normalmente, quando si incontra gli amici nei pub, si dice 'hey' (ciao) senza stringere le mani. Solo gli amici migliori stringono le mani (uomini d'ffari anche, ma lo fanno per cortesia). Dare un bacio agli amici non si fa mai.

Penso che sia possibile che non si può dire qualcosa come 'ti voglio bene' per questi argomenti.


Non lo avrei mai immaginato

Questo conferma il legame tra le parole e quel che un individuo o una società è. Ora mi sembra una cosa talmente evidente! ma un istante fa non lo era.

Questo, purtroppo, vuol dire che il linguaggio che ci viene dato dalla tv non solo rispecchia l'impoverimento della lingua ma anche l'impoverimento emotivo degli individui.

Spero tanto che un giorno anche nelle Fiandre possa esserci un termine per dire "ti voglio bene", perchè la gente si vorrà veramente bene.

Trovo che questo termine sia tra i più belli della mia lingua. Ed io lo uso (da un po' di tempo a questa parte) con facilità. Il voler bene non implica niente se non il comunicare all'altro che vi è un rapporto di pace di fiducia, rispetto, attenzione.

Grazie per aver apportato nuova conoscenza al mio cammino.
Mary is offline  

 



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