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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 27-02-2008, 11.26.11   #11
iulbrinner
Utente bannato
 
Data registrazione: 25-10-2007
Messaggi: 303
Riferimento: un nuovo modo di far politica: è possibile?

Citazione:
Originalmente inviato da Valerio2
Potete essere antiberlusconiani quanto volete, ma non potete negare che il suo avvento ha cambiato profondamente il quadro politico, e soprattutto il concetto di uomo politico. E lui è nato da un profondo cambiamento culturale.
Il cambiamento, di per sé, non è sempre un bene; si tratta di vedere in che direzioni porta.
A me, che sono tutt'altro che incline alle ideologie, non sembra proprio che il cambiamento introdotto da Berlusconi in politica sia un buon cambiamento, né che sia espressione di un "buon" cambiamento culturale; detto con tutto il rispetto dovuto a chi la pensa diversamente, a me sembra tutt'altro che così.
Citazione:
Originalmente inviato da Mr. Bean
Se io mi candidassi alla carica di Deputato o Senatore della Repubblica? Ve lo siete mai chiesto? Come vi comportereste?
Considerando questo interrogativo come un gioco, ovviamente, io lavorerei in queste direzioni.
1 - la prima e fondamentale riforma da approntare sarebbe una legge molto seria e cogente sul conflitto di interessi che, però, non riguarderebbe solo Berlusconi, il quale è solo l'esempio più evidente e manifesto del problema.
Riguarderebbe tutti i livelli di governo della cosa pubblica, dal nazionale al locale, allo scopo di restituire la vita politica ad un livello etico quantomeno accettabile.
2 - in secondo luogo lavorerei per una riforma profonda del potere giudiziario - sia penale, sia civile, sia amministrativo - allo scopo di fondare quella "certezza del diritto", che è il deficit più grande, a mio avviso, della nostra democrazia.
3 - lavorerei, infine, per introdurre criteri effettivi di meritocrazia nel pubblico impiego - scuole, università ed istituti sanitari compresi - allo scopo di restituire efficienza e credibilità alle istituzioni amministrative pubbliche.

Invece, da semplice cittadino, andrò al voto senza alcuna ombra di dubbio, ben sapendo a chi darò la mia preferenza e, soprattutto, che il non voto e l'antipolitica sono tarli che corrodono e minano alle basi strutture sociali anche più solide delle nostre.
iulbrinner is offline  
Vecchio 28-02-2008, 11.50.17   #12
Valerio2
Ospite abituale
 
L'avatar di Valerio2
 
Data registrazione: 05-09-2007
Messaggi: 113
Riferimento: un nuovo modo di far politica: è possibile?

Citazione:
Originalmente inviato da Valerio
Se per uno strano destino si realizzasse in Italia la democrazia diretta, ritenete forse che i cittadini saprebbero scegliere ciò che è bene per loro, senza sbagliare e senza scegliere le soluzioni più facili ed immediate, che fatalmente si rivelano essere quelle meno appropriate?
Supponiamo che qualcuno abbia risposto alla mia domanda in senso affermativo, anche se più per fede che per dati di fatto.

Come può essere realizzata oggi una forma di Democrazia Diretta?

Escluderei che, anche con i moderni strumenti tecnologici, si possa consultare il cittadino per ogni minima questione, data la mole di provvedimenti che vengono portati all'esame quotidianamente. Questo manterrebbe la necessità di avere alcuni delegati a questo impegno civile. Resterebbe quindi in vigore un Parlamento. E, naturalmente, un Governo.

Al popolo potrebbe essere affidata una superiore funzione di controllo. Ciò potrebbe essere realizzato con la possibilità, per ogni cittadino che volesse usufruirne, di bocciare entro un breve lasso di tempo il provvedimento o la legge.

Ma questo coinvolge comunque l'interesse che i cittadini possono avere ad usufruire di questa possibilità. E la stanchezza che deriverebbe loro da un abuso di questo ricorso alla consultazione popolare. Questo ragionamento è avvalorato dai dati sul calo di partecipazione alle consultazioni referendarie.
D'altronde chi di noi può dire di andare regolarmente alle riunioni di condominio?

Però molto spesso ci capita di desiderare di poter prendere parte alle decisioni che ci coinvolgono. Purtroppo, come si può notare anche in questo forum, difficilmente si riesce ad essere d'accordo persino in un ambito ristretto di persone, figuriamoci su scala nazionale!

Per questo nascono i partiti, per coagulare intorno ad un numero ristretto di principii le preferenze dei singoli. Ma anche all'interno dei partiti si formano correnti di opinione diverse fra loro. Chi riesce a controllare queste derive di pensiero emerge e diviene leader.

Che fine ha fatto, quindi, la Democrazia Diretta? Finora è stata sostituita dalla partitocrazia, una oligarchia che è quanto di più simile alla democrazia siamo riusciti a realizzare.

Ma i guasti della partitocrazia sono sotto gli occhi di tutti proprio in questi giorni di contesa elettorale.

I vantaggi economici estremamente consistenti muovono una larga quantità di pescecani ad incrociare nelle nostre acque per carpire il nostro consenso (e la nostra delega) per ottenere il Potere.

Il problema si è così capovolto. I nostri delegati non hanno più il pensiero di rappresentare i nostri interessi, le nostre aspirazioni, le nostre istanze. Il loro intento è diventato quello di convincere la maggior parte di persone che in realtà la pensano come i loro rappresentanti.

Eppure sono convinto che l'idea di Democrazia Diretta può ancora emergere: magari come forma di veto nei confronti di provvedimenti o di politici che non incontrano più il favore della maggioranza dei cittadini (non della maggioranza parlamentare). Oppure limitata alle amministrazioni locali, chissà?
Valerio2 is offline  

 



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