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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 26-01-2005, 16.54.56   #1
Mr. Bean
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telelavoro: cosa ne pensate?

Ciao, sono un telelavoratore, felice d'esserlo. Mi piacerebbe scambiare sull'argomento quattro chiacchiere coin voi. Può essere una valida risposta, per esempio, all'inquinamento o all'inserimento lavorativo delle persone con disabilità. Questa almeno è la mia esperienza personale. Voi cosa ne pensate?
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Vecchio 26-01-2005, 17.07.29   #2
bluemax
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a me invece piacerebbe sapere come fai...

è da un po che cerco di entrare inquesto fantastico giro...
mi occupo di informatica e le cose che faccio in ufficio (40km da casa) le potrei fare da casa senza muovermi...

non capisco come non decolli tale modo di lavorare...
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Vecchio 26-01-2005, 17.49.55   #3
Mr. Bean
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ok bluemax, faccio un "riassunto delle puntate precedenti". Ho lavorato per oltre 23 anni per la stessa azienda. Dal 1996 al 2001 ho fatto parte del suo call center. Poi, un bel giorno, ci dissero che, a causa di una ristrutturazione le 10 filiali sarebbero state accorpate in 4 aree. E così fu. Quindi, occorreva portare le 4 aree tutte negli stessi uffici, nell'hinterland milanese. Per me ciò sarebbe stata una sorta di tortura, viste le mie difficoltà di movimento (ho anche la situazione di gravità dell'handicap che mi riconosce, almeno sulla carta il diritto di lavorare nella sede più vicina a casa). Feci notare la cosa ma fui quasi ignorato! Allorquando il giudice dispose il mio ritrasferimento in via cautelativa nella vecchia sede, provai anche l'ebrezza del mobbing. 6 ore al giorno per 5 giorni la settimana, praticamente a farmi gli affari miei... Ebbi a malapena una scrivania e una sedia. Niente pc, e negli ultimi tempi mi tolsero anche la linea telefonica. Così, dopo 8 mesi di mobbing, dinnanzi al giudice, ci accordammo per la mia buona uscita. Nonostante io sostenessi che fosse possibile svolgere il lavoro di servizio clienti da casa mia, mi dissero che sarebbe stata una spesa insostenibile . Incredibile ma vero: mi dissero che non avevano alcun interesse che io me ne andassi perché a loro andavo più che bene. Questo piccolo particolare mi fece sorgere un dubbio: vuoi vedere che i rompiscatole li pagano a peso d'oro pur di toglierseli di torno e chi invece compie il proprio dovere lo bastonano?
Dopo questi mesi di inferno ci fu una sorta di purgatorio: un periodo di disoccupazione, un altro di 4 mesi di centralino in un'azienda, altro periodo di disoccupazione. Quindi il grande salto di qualità: il telelavoro.
Dal febbraio del 2003 ho iniziato un periodo di borsalavoro con un Comune, finalizzata ad un'occupazione in telelavoro. Così, dal giugno del 2003,, lavoro da casa per un call center. Prendo le telefonate dei clienti, riguardanti: disponibiltà articoli, costo, apertura e dislocazione punti vendita, reclami, ecc... Se non sono in grado di dare una risposta al cliente, passo la telefonata oppure chiedo semplicemente le informazioni che poi riferisco al cliente stesso. Il tutto con pc, box telefonico e cuffia, E' come se fossi in ufficio, però con indubbi vantaggi. Non debbo farmi la strada in mezzo al traffico. Risparmio tempo e denaro, considerato che mi danno un rimborso forfettario mensile. Inoltre, in casa mi posso vestire come voglio ed ho in sottofondo la musica, anziché il brusio di altre 20 o 30 persone. Ciò significa una maggior tranquillità sia da parte mia che del cliente, con tutti gli indubbi vantaggi.
Una volta al mese vado in sede a consegnare il foglio presenze. A volte capitano riunioni e corsi oltre alla normale giornata di visita. L'orario è part-time (5 ore su 5 giorni la settimana, un sabato sì, con riposo il mercoledì, ed uno no).
Poi, mangio a casa con mia moglie.
Unico neo, per ora, è la lentezza dei programmi perché dispongo solamente di linea isdn. Infine su uno switch ho collegato, oltre al pc di lavoro anche il mio, così, quando non arrivano telefonate, schiaccio il pulsante e visualizzo il mio pc...
Se ci sono altre domande....
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Vecchio 26-01-2005, 19.05.33   #4
Fragola
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Messaggio originale inviato da bluemax
a me invece piacerebbe sapere come fai...

è da un po che cerco di entrare inquesto fantastico giro...
mi occupo di informatica e le cose che faccio in ufficio (40km da casa) le potrei fare da casa senza muovermi...

non capisco come non decolli tale modo di lavorare...

Ma, anche io mi occupo di informatica e non riesco proprio ad immaginare come potrei fare le stesse cose a casa. Forse dipende dai lavori. Non tutti si prestano.

Ma parlando in generale, il telelavoro hai i suoi lati positivi e i suoi lati negativi. E' vero che a casa uno può gestire il suo tempo come vuole, soprattutto in un lavoro che non prevede il contatto con i clienti. E' vero che non bisogna spostarsi, vestirsi adeguatamente ecc. ecc. Ma è anche vero che in una società dove uno dei più grandi problemi è la solitudine, il telelavoro rischia di essere addirittura più alienante.
Sinceramente, non so.
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Vecchio 26-01-2005, 21.51.12   #5
Mr. Bean
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Fragola, sarà che io lavoro meglio da solo, perché riesco a concentrarmi meglio, sarà la tipologia del lavoro, perché far parte di un call center presuppone la compagnia di altri 10, 15, 20 colleghi che rispondono al telefono contemporaneamente. Sarà che io non identifico l'ambito lavorativo come un luogo di socializzazione.... sarà per tutte queste motivazioni, ma io non mi sento isolato. Considera che vado in palestra due sere la settimana, e che faccio parte di un coro e spesso sono fuori una terza sera. Credo che socializzazione e lavoro siano indipendenti. A volte possono coincidere, altre invece no. Il problema è dentro noi stessi. Se riusciamo a stare bene da soli, possiamo stare in compagnia. Se sentiamo invece la necessità di stare in un gruppo, forse abbiamo qualche problema da risolvere.....
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Vecchio 27-01-2005, 00.19.49   #6
Fragola
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Parlavo in generale Fabrizio. Anche per me il lavoro non è un luogo di socializzazione.
Personalmente non ho mai pensato di fare il lavoro che faccio oggi a casa perchè il mio lavoro implica per forza notevoli e continui scambi. Per telefono sarebbero meno efficaci. Ma questo è contingente. Ci sono lavori che si possono fare beinissimo da casa. Ma guardando la cosa in generale, non nel mio e nel tuo caso, davvero per la maggior parte della gente sarebbe meglio? Non dico di no, dico che non ne sono sicura.

Coro? Mi interessa! che genere di musica fate? Ho cantato per tanti anni!
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Vecchio 27-01-2005, 11.19.40   #7
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Fragola, si tratta del coro della mia parrocchia, un piccolo coro anche perché la parrocchia annovera 3000 persone. Poi c'è anche il lato "affettivo" della questione. La prima pietra di quella chiesa è stata posta da mio padre, quasi 40 anni fa.

Rispetto alle professioni che si possono svolgere o meno in telelavoro, comincerei a togliere quelle dove occorre la presenza fisica di almeno una persona (negozi, supermercati e affini, stabilimenti, ecc....) mentre per molte professioni impiegatizie sarebbe non solo possibile, bensì addirittura auspicabile. Penso, per esempio a tutti i call center nazionali che si trovano nell'hinterland milanese, i cui addetti provengono da varie parti d'Italia. Nel periodo in cui mi facevo 40 km al giorno, tra andata e ritorno, nel traffico caotico, c'erano colleghi provenienti da Bari, Napoli, Venezia,, Torino, ecc.... Per molti di loro ciò significava lasciare la casa e la famiglia per tutta la settimana (arrivavano la domenica sera e ripartivano il venerdì sera) con tutte le implicazioni affettive e psicologiche, conseguenti. Per la metropoli lombarda ciò rappresntava ulteriori pendolari (traffico, smog, ecc...). Naturalmente, lavorare in un call center, a contatto quindi con i clienti, avendo in testa la famiglia con i suoi problemi, e in corpo la rabbia per essere costretti a fare di tutto pur di lavorare, non giova a nessuno: dipendenti, clienti e datore di lavoro. Purtroppo il telelavoro non decolla perché molti "capetti" non saprebbero come fare per controllare i propri collaboratori. Principalmente per questo, io credo. Se invece lo Stato desse degli incentivi alle aziende che promuovono il telelavoro e penalizasse quelle che invece fanno muovere decine di dipendenti da un capo all'altro della penisola, forse cominceremmo a risolvere alcuni problemi. Io ho anche proposto a suo tempo, che le assicurazioni facessero pagare un sovrapprezzo alle aziende i cui dipendenti sono costretti a lunghe trasferte. Più chilometri = a maggiore possibilità teorica di causare o essere coinvolti in incidenti stradali. Con i soldi delle aziende dai call center nazionali, si potrebbe creare un fondo per sovvenzionare le aziende che utilizzano il telelavoro e si potrebbero incentivare anche i telelavoratori. Non dimentichiamo nemmeno il discorso sanitario: meno stress = più salute con tutto ciò che ne consegue.
Altre occupazioni in telelavoro potrebbero essere tutte quelle che richiedono l'utilizzo del pc, anche di carattere amministrativo. E' possibile inserire i dati di una fattura a Palermo e stamparla a Bolzano, senza troppi problemi. Così come si possono svolgere diverse operazioni contabili. Ormai io effettuo bonifici ed operazioni di acquisto e vendita titoli tramite pc.
Grazie per l'attenzione.
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Vecchio 27-01-2005, 16.55.03   #8
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Mi pare che il problema sia un altro. Perchè in un call center dell'interland milanese lavorano persone di bari, napoli, venezia, torino? Perchè queste persone già lavoravano per l'azienda nelle filiali di bari, napoli, venezia eccetera e sono state trasferite!!! (l'ho visto succedere in ben due ditte in cui ho lavorato) E perchè è difficile per loro trovare lavoro vicino a casa.

Quindi il vero problema è che è difficile trovare lavoro!!

Ma, se uno lavora nella sua città o comunque ad una distanza accettabile, che cosa è meglio per davvero? Non per l'efficenza lavorativa ma per la persona!!!!
Fragola is offline  
Vecchio 27-01-2005, 17.40.55   #9
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E' tutto relativo. Io, per 22 anni ho lavorato vicino a casa. A volte, soprattutto quando c'era la neve, il ghiaccio, la nebbia, così come il solleone, avrei tanto voluto lavorare da casa. Tuttavia, è vero, può essere utile lavorare con altre persone, scambiare 4 chiacchiere, ma non sempre i colleghi di lavoro sono ben disposti. Spesso infatti si incrociano e si sommano i problemi che ogni collega si porta dentro e, credendo che vi sia qualcuno sensibile a tal punto da ascoltarlo e eventualmente consigliarlo, inizia a confidarsi. Stare in società a qualsiasi livello e in qualsiasi situazione presuppone anche una buona capacità di risolvere i propri problemi senza farli pesare sugli altri. Poiché per me (ho già scritto delle mie difficoltà motorie) ciò rappresentava a volte anche uno sconvolgimento dei piani aziendali (esempio in una palazzina senza ascensore, con le tazze da wc al primo piano e le turche al piano terra dove avrei potuto lavorare?).
Diciamo che il telelavoro è ad un capo e i call center nazionali con personale proveniente da ogni dove, sono all'altro. In mezzo ci sono tante altre sfumature da non sottovalutare, esattamente come la miriade di tonalità grigie presente tra il bianco e il nero.
Mr. Bean is offline  

 



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