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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 16-10-2005, 17.57.07   #1
odissea
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Data registrazione: 30-08-2005
Messaggi: 899
prostituzione: schiavitù o emancipazione?

Qualche anno fa ho lavorato in un centro di accoglienza di immigrate extracomunitarie. Alcune di esse erano, o erano state in passato, delle prostitute.

Dai racconti di queste ragazze si evince che i motivi che le hanno spinte alla prostituzione variano a seconda dei paesi di origine, della cultura, dei livelli di miseria in cui vivono. L'impressione è che alcune di loro sono entrate nel mercato del sesso in seguito ad una scelta consapevole, magari per affermare il loro diritto di liberazione sessuale, o per motivi economici, o per mancanza di valide alternative: nella maggior parte dei casi queste donne sono partite dal loro paese di origine col preciso intento di fare soldi e farli in fretta.
Per quanto possa sembrare strano, per molte di loro l'aver utilizzato il prorpio corpo per guadagnare rapidamente denaro, non pare essere un elemento perturbatore o così rilevante.
E' possibile?
Dobbiamo accettare e credere che la strategia della prostituzione, che a noi risulta denigrante(per usare un eufemismo), possa essere utilizzata da altre persone con esiti soddisfacenti?

(ps. non parlo volutamente di tratta, ma state certi che è una realtà purtroppo concreta e che porta alle ragazze traomi gravissimi.)
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Vecchio 16-10-2005, 18.06.05   #2
Mistico
Utente bannato
 
Data registrazione: 05-11-2002
Messaggi: 1,879
La prostituzione è la cosa più naturale che ci sia.

Quel che non è naturale è pagare per avere sesso: è un'aperta dichiarazione di fallimento e di vigliaccheria.

Chi vale, viene spesso tentato con offerte che può anche accogliere, se vuole; ma offrire doni pur di essere accolti significa dichiarare la propria inadeguatezza ed ammettere di essere quello di minor valore, tra i due.
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Vecchio 16-10-2005, 18.10.27   #3
odissea
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Data registrazione: 30-08-2005
Messaggi: 899
ciao...fa impressione parlare con un utente risorto....comunque grazie della risposta.

approfondisci? io mi riferisco in questo caso a prostitute extracomunitarie. mi è sempre risultato DIFFICILISSIMO(sono un pochetto emotiva) accettarlo come una cosa "naturale", preferisco pensare (egoisticamente) che siano state costrette da miseria e povertà culturale....che sia così? forse hanno preso questa strada perchè non ce ne erano altre....questa è forzatura?


se prostituirsi è naturale, perchè pagare per avere sesso non lo è?
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Vecchio 16-10-2005, 18.15.07   #4
odissea
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Data registrazione: 30-08-2005
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Citazione:
[i]
Chi vale, viene spesso tentato con offerte che può anche accogliere, se vuole; ma offrire doni pur di essere accolti significa dichiarare la propria inadeguatezza ed ammettere di essere quello di minor valore, tra i due. [/b]

ok, non avevo letto non so perchè.
ma spesso chi compra pensa di comprare merce...e chi si vende si pone come tale, è innegabile. quale dei due ne risulti più frustrato, è difficle per me da dire.
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Vecchio 16-10-2005, 19.04.08   #5
Mr. Bean
eternità incarnata
 
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Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,566
Fa tanto scalpore la prostituzione del corpo. Abbiamo mai pensato, per esempio, a chi lavora per lo stipendio e non per il gusto? Non è anche questa prostituzione? Anche nel lavoro, in qualsiasi lavoro ci può essere lo sfruttamento, non vi pare? Secondo me si può parlare di prostituzione a 360° ogni volta che si subordina un'attività al guadagno che se ne può trarre. In tal senso, se io come lavoratore compio sempre gli stessi gesti, col minimo sforzo per ottenere il massimo risultato, sto prostituendo il mio lavoro. Se io come studente, pago l'insegnante o un altro studente per prendere una votazione sufficiente a farmi progredire verso la laurea, sto prostituendo la scuola e lo studio. Così anche nello sport e in tutte le altre attività umane.
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Vecchio 16-10-2005, 19.25.10   #6
Ygramul
Anima Antica
 
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Data registrazione: 22-07-2002
Messaggi: 423
Non credo che ci sia una strada unica che porti alla prostituzione. Se ci sono casi in cui è una costrizione, una necessità, ce ne sono altri in cui è una scelta.

Inoltre devo dire che non vedo in modo molto diverso le donne che si prostituiscono in modo palese da quelle che, per esempio, cercano di fare "un buon matrimonio", sposando una persona facoltosa solo perchè è ricca e la può mantenere. L'unica differenza vera è che una prostituta "tradizionale" viene vista malissimo, mentre la prostituta "matrimoniale" viene gioiosamente e calorosamente accolta dalla buona società.
Ygramul is offline  
Vecchio 16-10-2005, 19.25.50   #7
odissea
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Data registrazione: 30-08-2005
Messaggi: 899
[quote]Messaggio originale inviato da Mr. Bean
[b]Fa tanto scalpore la prostituzione del corpo.

Secondo me si può parlare di prostituzione a 360° ogni volta che si subordina un'attività al guadagno che se ne può trarre.

si, è vero, a me suscita un certo stupore e incredulità. mi sono sforzata di accettare questa come una soluzione che per alcune persone dà esiti positivi, ma non mi ha mai convinta.

sono certa che la prostituzione del corpo abbia una valenza psicologica ed emotiva diversa da quella di qualsiasi altro tipo,se non altro perchè in genere comporta un declassamento ai margini della società e....scusate se è poco.

è veramente uno strumento efficace di emancipazione?
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Vecchio 17-10-2005, 23.39.11   #8
cannella
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 21-09-2003
Messaggi: 611
Credo che la differenza stia nella parola scelta.
Un lavoratore che per vivere cede a compromessi con i propri sogni e desideri sceglie comunque fra una cosa e un'altra, e in questa scala esistono diverse gradazioni.

Per scelta intendo realismo: consapevolezza di quanto ci si possa chiedere, delle proprie capacità, del momento contingente, del non escludere a priori che il tal lavoro si possa a breve cambiare per qualcosa di meglio o più vicino alle personali aspirazioni.

Credo che questa sia la normalità per la maggior parte delle persone.

La prostituzione non offre sbocchi professionali migliori, non dà quella che si dice "possibilità di crescita" e non credo che possa rappresentare un compromesso.

Cosa porta una donna a dare via il suo corpo in cambio di denaro?
Fame? Paura? Sostentamento per altri famigliari?

Una donna vive molto intensamente il rapporto con la propria intimità e paragonare la prostituzione con il dover cedere a compromessi professionali (che non deteriorano la dignità personale) mi sembra molto azzardato.
cannella is offline  
Vecchio 18-10-2005, 07.40.10   #9
Mr. Bean
eternità incarnata
 
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Data registrazione: 23-01-2005
Messaggi: 2,566
Citazione:
Messaggio originale inviato da cannella
Una donna vive molto intensamente il rapporto con la propria intimità e paragonare la prostituzione con il dover cedere a compromessi professionali (che non deteriorano la dignità personale) mi sembra molto azzardato.

Lo dici tu che non deteriorano.... hai mai provato il mobbing? io sì...e comunque nel lavoro se hai un capo che non ti vuole far fare carriera, cìè poco da fare. Le alternative? Sarei curioso di conoscerle. Comunque, secondo me prostituire vuol propriio dire vendere una parte di sè per ottenere qualcos'altro (ricchezza, notorietà, ecc....). I mecanismo è lo stesso a 360 gradi.
Mr. Bean is offline  
Vecchio 18-10-2005, 10.36.41   #10
odissea
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Data registrazione: 30-08-2005
Messaggi: 899
sono in perfetta sintonia con cannella....meno male che ho trovato qualcuno!




Mr. Bean, fortunatamente non ho mai provato il mobbing, ma per quanto sia un'esperienza orribile non credo proprio sia ai livelli della prostituzione.

il mobbing non l'ho mai provato, ma tu ne hai mai conosciute di prostitute?
odissea is offline  

 



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