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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 29-11-2005, 21.07.50   #1
VanLag
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I cattolici – l’aborto – il cesaro-papismo – l’illuminismo e l’amore.

C’è un gran darsi da fare delle gerarchie vaticane in favore della vita e contro l’aborto e mi chiedo perché l’aborto e perché non si è sentita analoga insistenza e prediche prima dello scoppio della guerra in Iraq, che pur è costata più di 100.000 vittime di civili innocenti. (Solo il papa Carol Wojtyla si è peritato di esprimere un messaggio chiaro contro essa che per altro non ha avuto seguito all’interno del clero).

Ma perché l’aborto è tanto importante? Forse perché dietro ad esso c’è l’immagine della famiglia ideale e felice?
E perché la famiglia è tanto importante? Forse perché richiama la famiglia patriarcale di concezione ebraica. Una famiglia cioè rigidamente gerarchica con a capo il maschio e che rispecchia la concezione che il clero ha del potere?
Una concezione che prevede un sovrano, dotato di un potere illimitato in quanto espressione del “volere divino” di cui il pontefice è il supervisore e garante. Quella concezione così ben espresso nel cesaro-papsimo di vecchia memoria.

Siamo stufi di questa continua ingerenza della fede cattolica nella gestione delle società che non sono fatte solo da credenti, ma da uomini, di cui una parte sono credenti ed altri non lo sono.
E’ ora che si attui veramente la distribuzione dei poteri di Montesquieu che sostenne che: - all’interno di uno Stato esistono tre diversi poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario e che per evitare arbitri e soprusi essi devono restare divisi (principio della separazione dei poteri) – E’ ora che riprenda fiato la tolleranza di Voltaire. E’ ora che si attui veramente il contratto sociale di Rousseau che affermò che tutti gli uomini hanno uguali diritti e doveri di fronte alla legge. E’ tempo che a guidarci torni ad essere la luce della ragione, com’è stato, per un breve momento, nel secolo meraviglioso dell’illuminismo.

Siamo stufi…… vogliamo la civiltà che, a parole, ci sbandierano a mani piene, ma da cui continuano a tenerci ben lontani e separati. Non possono continuare impunemente a parlare di amore e poi tutto l’amore che sanno riversare nel mondo, tutto l’interessamento che danno al mondo è quello di volerci imporre attraverso, le leggi i loro valori. Mi chiedo se è quella la concezione dei cattolici sull’amore?

Cari cattolici, lo stato è una cosa, la comunità dei fedeli è un’altra cosa. Per carità, fatevi i vostri valori nelle vostre vite, all’interno delle vostre coscienze, nel vostro cammino. Se saprete farlo davvero magari diventerete “un faro” anche per altre persone, ma fintanto che pensate di imporre i vostri valori, condizionando la legge, non farete altro che contribuire a costruire un mondo violento, nel quale la pressione dall’esterno sulle coscienze, (di chi crede e di chi non crede), toglierà a tutti la gioia di vivere e produrrà solo divisione ed ostilità all’interno del tessuto sociale.

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Vecchio 29-11-2005, 21.25.41   #2
VanLag
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Versione musicale di Claudio Baglioni di una poesia di Trilussa - LA NINNA NANNA DE LA GUERRA –
(Appena ho finito di scrivere, Proietti stava recitando l’originale in Tv.)


Ninna nanna nanna ninna, er pupetto vo' la zinna
fa la ninna, dormi, pija sonno
che si dormi nun vedrai, tante infamie e tanti guai.
Ninna nanna tu non senti, li sospiri e li lamenti
de la pora gente che se scanna
che se scanna e che s'ammazza, a vantaggio de la razza
De la gente che se scanna per un matto che comanna
e a vantaggio pure d'una fede, per un Dio che nun se vede
ma che serve da riparo, al re macellaro
che sa bene che la guera è un gran giro de quatrini
che prepara le risorse per i ladri delle borse.

ninna nanna ninna nanna, ninna nanna ninna nanna.

Fa la ninna fa la nanna, fa la ninna che domani, rivedremo ancora li sovrani
che se scambiano la stima, boni amici come prima
so' cugini e fra parenti nun se fanno i comprimenti
torneranno ancora più cordiali li rapporti personali, . . .
senza l'ombra di un rimorso, . . .
sai che bel discorso ci faranno tutti insieme sulla pace e sul lavoro,
per quel popolo frescone, risparmiato dal cannone…....
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Vecchio 29-11-2005, 22.21.14   #3
cannella
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Siete stufi? Ma chi? Ah, i non cattolici...
Ecco io pure non sono cattolica, ma sono stufa di molte altre cose.

L'incursione della Chiesa nella vita laica è cosa risolvibile, basta cambiare trasmissione, i problemi sono ben altri: mancando una vera cultura laica si lascia il campo fatalmente a chi ha qualcosa da dire, giusto o sbagliato che sia.

Occorre semplicemente serietà e autorevolezza per contrastare l'ingerenza di intromissioni che nulla hanno a che fare con le materie delle diverse dispute.

La civiltà che menzioni a parole deve diventare fatto, ma seriamente però.
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Vecchio 29-11-2005, 22.47.07   #4
VanLag
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Siete stufi? Ma chi? Ah, i non cattolici...
Ecco io pure non sono cattolica, ma sono stufa di molte altre cose.

L'incursione della Chiesa nella vita laica è cosa risolvibile, basta cambiare trasmissione, i problemi sono ben altri: mancando una vera cultura laica si lascia il campo fatalmente a chi ha qualcosa da dire, giusto o sbagliato che sia.

Occorre semplicemente serietà e autorevolezza per contrastare l'ingerenza di intromissioni che nulla hanno a che fare con le materie delle diverse dispute.

La civiltà che menzioni a parole deve diventare fatto, ma seriamente però.
Siamo stufi era plurale majestatis….. A volte ho manie di grandezza, ma non devi farci caso, pare che non sono contagioso........... ne pericoloso.............

Può essere vero che le idee laiche siano poche e ben confuse, oltre che varie ed eventuali, ma d’altro canto se non si rilancia la ragione, sarà ben difficile che queste idee si sviluppino.
Ho citato l’illuminismo perché ben rappresenta, nelle sue espressioni, l’emancipazione della ragione, che, ad un certo punto della nostra storia, sembrò risvegliarsi. Riporto due stralci presi da un libro di storia.

Soffiava il vento dello spirito di Voltaire. Lo svedese Minneo, il francese Buffon, fecero l’inventario della storia naturale. Le scoperte gli esperimenti di fisica, di chimica, l’astronomia, erano seguiti appassionatamente. Questa curiosità non conobbe frontiere: ci si interessava agli indigeni dei paesi esotici, ci si innamorava della Cina, ci si rendeva conto dell’esistenza di altre civiltà fuori del cristianesimo. IL XVIII nonostante quel tanto di cinismo che lo caratterizzò fu tutto preso dal grande sogno di unificare l’umanità, e questo cosmopolitismo si integrò di pacifismo. L’abate di Saint_pierre, fondatore del club “De l’Entresol” nel quale dal 1726 al 1731 si riunirono gli spiriti più originali di Europa, pubblicò un progetto di pace perpetua che è la prefigurazione della società delle nazioni. ("Storia Universale” ediz. Rizzoli Larousse").


Nel 1750 apparve il “Discorso sulle scienze e le Arti” di Jean-Jacques Rousseau”(2); primo manifesto contro la società corruttrice. Seguendo il ginevrino si penserà alla natura come guida morale; reagendo ad un’arida ironia si esalterà la sensibilità del cuore. Condillac che pubblicò nel 1754 “Il trattato delle sensazioni” riportava alle sensazioni le facoltà dello spirito apostolo di un empirismo scientifico che andava incontro nello stesso tempo alla corrente spiritualista ed a quella razionalista.
I costumi si trasformarono, si ammorbidirono: per filantropia ci si dedicò alle cause umanitarie. Il Contratto sociale di Rousseau più che lo spirito delle leggi fu il vero breviario delle idee rivoluzionarie, democratiche, ed ugualitarie; esso conteneva il germe dei movimenti nazionali. ("Storia Universale” ediz. Rizzoli Larousse").


Si parla di tolleranza, di filantropia, di passione per l’esotismo, (il diverso), l’esaltazione della sensibilità del cuore, l’empirismo scientifico che conciliava la corrente spiritualista e quella razionalista. Si parla di curiosità, entusiasmo, voglia di vivere e di crescere….. Tutto il contrario di questa società che prospetta alla maggior parte di noi, 40 anni chiusi in un ufficio ad eseguire qualche cosa che qualcun altro ha pensato, in processo di massificazione che sembra irreversibile. Se ne parli con le persone ti dicono: - è così…. Cosa vuoi farci? –
Io fare posso fare poco, ma almeno da qui posso urlarlo ai 4 venti……



P.S. sicura che cambiando canale, il film che vedi sia migliore?
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Vecchio 30-11-2005, 00.15.51   #5
cannella
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Si parla di tolleranza, di filantropia, di passione per l’esotismo, (il diverso), l’esaltazione della sensibilità del cuore, l’empirismo scientifico che conciliava la corrente spiritualista e quella razionalista. Si parla di curiosità, entusiasmo, voglia di vivere e di crescere….. Tutto il contrario di questa società che prospetta alla maggior parte di noi, 40 anni chiusi in un ufficio ad eseguire qualche cosa che qualcun altro ha pensato, in processo di massificazione che sembra irreversibile. Se ne parli con le persone ti dicono: - è così…. Cosa vuoi farci? –
Io fare posso fare poco, ma almeno da qui posso urlarlo ai 4 venti……



P.S. sicura che cambiando canale, il film che vedi sia migliore?

Piu' che cambiare canale non guarderei nessun film.

Sono d'accordo con te in linea generale, anche se non riesco a immaginare leggi giuste a garanzia degli individui, imprescindibili dai valori.

Quelli rimasti sono di tipo morale/cattolico e francamente molti li condivido.

Probabilmente è un caso, o forse a contrastarli c'è il vuoto di idee e di ideali.

Ma se anche ci fossero argomenti, evidentemente non esiste un interesse comune abbastanza forte per portarli avanti, o ci si è venduti a poco.
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Vecchio 30-11-2005, 00.34.20   #6
VanLag
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Piu' che cambiare canale non guarderei nessun film.

Sono d'accordo con te in linea generale, anche se non riesco a immaginare leggi giuste a garanzia degli individui, imprescindibili dai valori.

Quelli rimasti sono di tipo morale/cattolico e francamente molti li condivido.

Probabilmente è un caso, o forse a contrastarli c'è il vuoto di idee e di ideali.

Ma se anche ci fossero argomenti, evidentemente non esiste un interesse comune abbastanza forte per portarli avanti, o ci si è venduti a poco.
Io dico sempre che i valori sono dinamici e contestuali e che è sbagliato arroccarsi, (o attaccarsi o affezionarsi) in maniera rigida ad un valore.
Contestuali significa che una cosa ha valore in dipendenza dal contesto e l’esempio stupido che faccio è che se un gommone ha avuto un grande valore nel salvarmi la vita in un naufragio, se lo porto in un’ascensione in montagna non solo non ha valore ma diventa un peso.

L’ottica nuova, potrebbe banalmente essere, una nuova concezione del valore, una sfida nella quale il valore non sia definito una volta e per sempre, ma che sia determinato di momento in momento attraverso la capacità discriminante della ragione. Questo scioglierebbe e darebbe colore alle nostre vite.

Per altro buona parte dei valori di cui si sono appropriati i cattolici non sono loro personali. Io sono molto ripetitivo ma “repetita juvant”, tant’è che ripropongo questo stralcio:

- La filosofia pagana abbondava, di esortazioni all’amore del prossimo e all’altruismo, basate probabilmente su una ricerca di “eccellenza” personale e senza bisogno di ricorrere all’aleatoria prospettiva di premi e castighi. Il mondo antico è pieno di esempi di abnegazione, di purezza di costumi, di onestà e di modestia, (da Oreste a Pilade, da Catone, a Lucrezia, da Virginia, a Cincinnato, ecc.) senza complessi psicologici, timori di peccato o terrori di pene infernali. Tali concetti erano sostenuti dalla filosofia pagana in nome dell’universalità della ragione, facendo appello all’intelligenza, al sentimento ed alla dignità dell’uomo.

Le persone sono buone è una cultura perversa che le ha rese cattive. Liberale da quella cultura e vedrai che il sole tornerà a splendere, anche se, in piena notte, sembra difficile da credere.

Vabbeh…. Questa sera ho parlato…(scritto), troppo, sarà meglio che mi spengo un attimino….

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Vecchio 30-11-2005, 08.44.50   #7
Mr. Bean
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Il vero problema, come affermava Osho, è di carattera intrapersonale e non interpersonale. Non è tanto il rapporto dell'individuo con i suoi simili, quanto quello con se stesso ad essere in crisi. Un po' tutti abbiamo bisogno di qualcuno che ci prepari la pappa e vediamo le uguaglianze dei diritti da un trono, ritenendoci un po super partes. La legge è uguale per tutti e poi si scopre che i giudici non sono così imparziali, giusto per fare un esempio. Concordo sul fatto che non ci debbano essere interferenze tra stato e chiesa. Questa può stabilire chi ammettere nei propri edifici, ma non cosa debba si debba fare al di fuori del suo ambito.
Altrimenti, invece di stato laico, l'Italia dovrebbe essere uno stato cattolico. O sbaglio?
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Vecchio 30-11-2005, 10.04.44   #8
VanLag
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Altrimenti, invece di stato laico, l'Italia dovrebbe essere uno stato cattolico. O sbaglio?
Senza voler pensare all’utopia che dipinge un mondo ideale, fatto di bene e di armonia, possiamo ragionare in termini di pura funzionalità?
Qualcuno mi spiega perché in Inghilterra, (che pur non è uno stato esente da difetti…. anzi), mi dicono che se uno cambia casa, con una telefonata gli sistemano – acqua, telefono, luce e gas – ed io non riesco a fare chiudere l’abbonamento alla telecom, di una persona deceduta, perché pare che ormai gli abbonamenti telefonici non siano solo a vita, ma addirittura ab-eterno?
Mi si dirà cosa c’entrano i cattolici ed il cesaro-papismo con tutto questo?

Ed io rispondo che il mal-funzionamento è tipico delle concezioni teocratiche e degli imperi, perché un sovrano che si sente investito da “dio” è esente, non solo da critica, ma anche da auto-critica e non ha altro interesse di fare funzionare le cose che servono a lui.

Non a caso, Francia, Germania ed Inghilterra, cioè i tre giganti europei, sono quelli che più hanno sposato le concezioni illuministiche dello stato, questo per non parlare di Svezia, Scandinavia, Norvegia e tutto il nord Europa dove su un piano funzionale le cose vanno certamente meglio.
Mentre la nostra concezione dello stato e del potere, ben rappresentata dall’attuale governo di destra, sciorina leggi ad personam o comunque clientelari e tutelative di una parte di cittadini, (vedi le leggi volute dalla lega) e non ha quelle concezioni di diritto, di legalità e di uguaglianza, che ci si aspetta da uno stato moderno.

Un'altra esempio di funzionalità, può essere considerare le metropolitane di Parigi e Londra paragonandole a quelle di Milano e Roma. La potenza della rete metropolitana e la struttura stessa, sia delle rete, che delle vetture, testimoniano un’altra concezione delle opere fatte dall’uomo.

Cosa manca a noi italiani per eguagliare quelle cose che loro hanno in più di noi?
Chi ci tiene in questo eterno provincialismo borghese fatto di piccolezze e di paure?

VanLag is offline  
Vecchio 30-11-2005, 20.44.44   #9
Kim
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Un'altra esempio di funzionalità, può essere considerare le metropolitane di Parigi e Londra paragonandole a quelle di Milano e Roma.


Si se poi vedi quelle di Atene, pensi subito che a Milano siamo nel terzo mondo!!!


Kim is offline  
Vecchio 30-11-2005, 21.06.06   #10
VanLag
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[Si se poi vedi quelle di Atene, pensi subito che a Milano siamo nel terzo mondo!!!
E pensa che, porelli, non appena infilavano un badile nel sottosuolo trovavano una tomba, un’urna, un vaso o comunque qualcosa di antico e prezioso.

VanLag is offline  

 



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