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Cultura e Società - Problematiche sociali, culture diverse.
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Vecchio 05-07-2006, 22.13.21   #1
antonio greco
L' Emigrato
 
Data registrazione: 26-05-2004
Messaggi: 637
Il Sistema Italia Affidabile ? ?

Nei Paesi ove esiste la “società della fiducia” (gran parte della U.E.) gli imprenditori, l’economia hanno il sostegno della prevedibilità delle azioni di ogni interlocutore. Il sospetto, l’intoppo, è merce rara. Lo sviluppo dell’economia è possibile.

Lo Stivale é un Paese speciale: dove la vita sociale è infarcita di difficoltà impreviste, sorprese, intoppi, inciampi, rotture, interventi di referenti o padrini; talvolta ricatti o somme da pagare in nero, per avere quello che secondo le leggi ci spetta di diritto. Può succedere questo: la classe dirigente è scelta per comparaggio, in base a trattative private. Il dirigente pubblico, normalmente intronizzato da un VIP della politica, puo’ essere molto attivo. Soprattutto nelle lotte di potere. Trascura talvolta la gestione affidatagli. O si occupa della gestione, ma senza impegno né motivazione.

E bene però riflettere un istante alle prospettive del sistema Italia. Queste saranno sicuramente molto magre, per via della sua competitività evanescente. Quando i nodi del tessuto sociale diverranno troppi, si avrà nello stesso tempo confusione e rischio di bloccaggio del sistema.

Cosa esattamente é successo ?

- La Pubblica (d)Istruzione ha fatto, per decenni, un cattivo lavoro. Non ci ha insegnato metodi di lavoro e forme di pensiero adatti al secolo XXI. E cioé metodi basati su coerenza, logica, struttura, realismo,responsabilità, efficacia dei risultati. Ci é stata data, é vero, un’ottima formazione umanistica, ma troppo vicina, credo, alla Humanitas di qualche secolo fa. Basterà, nel Villagio Globale ? Sembra di no, a guardare ai risultati.

- Un secondo errore del sistema Italia di inizio secolo: pessimo metodo di selezione della classe dirigente, basato sul valore ... delle chiacchiere, anziché della professionalità. Non poco, per affossare le prospettive di una società... E’ lecito anche porsi il quesito: “Sono i politici che vogliono vendere chiacchiere, o sono gli elettori che le vogliono sentire ?”.

- Un terzo errore, anch’esso della Pubblica (d)Istruzione, quello di non educare il cittadino, di non insegnargli i suoi diritti ed obblighi, la struttura della società, i suoi meccanismi di funzionamento. I quali dovrebbero percio’ essere gestiti, se va bene, da angeli invisibili. Se va male, da padrini nascosti.

Ma non sono gli unici fattori.......

UNA PROPOSTA SENSATA

Suppongo per un momento che il leader vincitore delle prossime elezioni mi chiedesse: “Tu emigrato, come vedi la ricostruzione ? Possibile ?

In tal caso suggerirei alcuni punti di base, visti cogli occhiali di un emigrato (più oggettivi perché meno di parte).


MANIFESTO

Nell' interesse del cittadino qualunque, dovremmo porci questi obiettivi, che ci porterebbero di divenire europei a pieno titolo:

1. Europeizzare il Paese nei fatti, non a parole. Soprattutto eliminando il divario fra intenzioni dichiarate e miseri fatti poi attuati. (con nuovi metodi di lavoro e gestione del personale).
2. Far funzionare le ruote della società (nei fatti, non per scherzo), in modo uniforme per tutti gli Italiani;
3. Rifondare la società italiana, sviluppando un Patto Sociale, basato su:
a) vera applicazione, di qualità, di precisione, affidabile, continua, della Costituzione e delle leggi, egualmente per tutti; b) applicazione degli strumenti e metodi necessari a dare risultati sociali a livello europeo (aumentando al massimo le efficienze e combattendo gli sprechi nelle gestioni pubbliche). c) applicazione nella vita pubblica di tutti valori positivi che permettono a molti Paesi U.E. di gestire la società.
4. Mettere in funzione, con un programma impegnato e di qualità, con la diffusione di adeguati metodi di lavoro, i meccanismi sociali con risultati simili alla Francia, al Belgio, alla Finlandia, etc. La cosa é possibile solo se si gestirà il Paese con chiarezza e trasparenza. E con una buona strategia.
5. Sotterrare la politica delle chiacchiere e dell' inazione. Inizio della politica dei fatti e della serietà. L' obiettivo da raggiungere: instaurazione di una democrazia reale, col bando della Commedia dell' Arte Politica. Cosa raggiungibile colla gestione responsabile ed efficace del personale in ogni attività economica ed amministrativa.
6. Cambiare tutte le facce é l' unico modo per arrivare ad uno stato che serva tutti i cittadini e non favorisca solo certuni o certi clans.
7. Parole d' ordine per un tale programma sono: la verità, basta coll' apparenza; responsabilità e serietà, basta colle chiacchiere.

C’ é, per arrivare a tanto, una condizione necessaria: cambiare qualche abitudine di molti Italiani. Vorranno farlo sapendo che, cosi, potrebbero avere ricchezza e lavoro ?

SOLTANTO UN PROGRAMMA SERIO, DEL TIPO CHE PROPONGO, SARA' IN GRADO DI FAR FUNZIONARE LA SOCIETA’, DI RISOLLEVARE L' ECONOMIA

Antonio Greco
(analista delle cause del degrado)
angrema@wanadoo.fr

(disponibile a una presentazione delle cause del degrado, dei GAPs italiani)

P.S. Se poi la nostra pigrizia ci suggerisse di restare dove siamo, ebbene, allora ... stringiamoci la cinta...... oppure cerchiamoci un lavoro in un Paese serio.

Per avere un’ idea: fra le cause di inefficienze c’ é anche, soprattutto nel sociale:

- insufficiente riflessione, basta l’ intuito;
- inadeguata programmazione e strutturazione delle attività (preferiamo reagire alle emergenze ....); il testo “Metodi e risultati” va in dettaglio.
- handicaps sostanziali nella discussione/costruzione del consenso e nella gestione di programmi complessi, di macrosistemi, causa la mancanza di metodi adeguati;
- accettazione della confusione come quadro di attività.

E da questi “fattori di sottosviluppo” che derivano due cose: a) lo sforamento del tetto da parte dei conti pubblici; b) il calo di competitività.

Davanti a voi due strade:

- vi fidate dei politici; la destinazione finale del sistema Italia sarà il terzo mondo;
- aprite gli occhi; in tal caso fatevi aiutare da valutazioni realistiche, che troverete su:

- WWW.INIZIATIVAEUROPEA.ORG ; dentro la sezione ECONOMIA le valutazioni fatte da emigrati esperti;
- oppure su www.repubblica.it - home page - a sinistra cerca: ‘Blog di Rep.it”, poi “altri blog”. Indi nell’ elenco alfabet., apri “progressoangrema”.


Ci sono anche le Lettere dall’ Europa di Antonio Greco. Il quale ha lavorato in giro per l’ Europa per trenta anni e vive in Francia da venti anni.


Antonio Greco
angrema@wanadoo.fr
(disponibile per una presentazione delle cause del degrado italiano)


---------------------








P.S. Un invito. Provate a copiare ai vs amici questo testo ? Ho raggiunto la convinzione, sulla base dei contatti numerosi e frequenti in Italia, che:

- gli Italiani non hanno la capacità di uscire dai loro guai; infatti non
sanno quali ne sono le cause primarie (i loro costumi, un tantino deviati);

- le nuove abitudini fan si che gli Italiani abbiano spesso VISIONI DISTORTE SU UNA GRAN PARTE DEI PROBLEMI SOCIALI. NON hanno cioé la VISIONE LUCIDA....; si
limitano alle verità di parte, che sono cangianti a seconda del clan...

- tali condizioni sono perfette per un viaggio sicuro e rapido verso il
terzo mondo.

- una via di uscita esisterebbe: farsi aiutare dagli emigrati in Paesi
avanzati.....
antonio greco is offline  
Vecchio 06-07-2006, 12.39.05   #2
Ish459
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Messaggi: 403
Salve, Antonio Greco L’emigrato… leggo (quasi)sempre i tuoi post, qualche volta sono pure intervenuta (devi ammettere anche te che sono pochissimi quelli che lo fanno… perché? Arriveranno alla fine al meno di ogni tuo intervento? Forse lo fanno privatamente? –a questo punto, lo scopo di trovare una reazione collettiva ad una situazione obiettivamente negativa fallisce… ma tutto sommato il popolo italiano dimostra sempre un notevole “individualismo” che poi si riflette nella scarsa reattività all’ora di difendere i diritti del collettivo- oppure pensano che si tratti di pura demagogia da parte tua? Effervescente retorica?) e vorrei farlo anche adesso prendendo spunto da qualche commento dal tuo intervento:
Ometto l’argomento “società di fiducia” , che non mi è tanto chiaro come nemmeno mi è tanto chiaro che effettivamente prevalga nella maggior parte della UE e che metti in confronto a questo paese speciale che è l’Italia.
Vorrei soffermarmi, se me lo permetti, in uno dei punti che stabilisci per argomentare il “fallimento” del sistema:

“- Un terzo errore, anch’esso della Pubblica (d)Istruzione, quello di non educare il cittadino, di non insegnargli i suoi diritti ed obblighi, la struttura della società, i suoi meccanismi di funzionamento. I quali dovrebbero percio’ essere gestiti, se va bene, da angeli invisibili. Se va male, da padrini nascosti.”

No, non saranno gli unici fattori quelli che esponi, ma questo, particolarmente mi interessa, mi rende sensibile e ritengo che sia una delle differenze fondamentali che contraddistinguono i diversi cittadini dell’UE.. è vero che c’è una scarsa motivazione da parte delle istituzioni pubbliche a smuovere e motivare i cittadini a capire che non soltanto ci sono degli obblighi (che non vuol dire affatto che qualcosa li è dovuta!) anche che ci sono dei diritti che renderebbero gli obblighi non un fatto dovuto bensì necessario e spontaneo. Qual è la radice del problema? Le istituzioni non stimolano abbastanza al cittadino per “cercare”, “alzare la voce”, “sapere”? non mettono nelle loro mani gli strumenti necessari per poter affrontare qualsiasi situazione nella maniera più rapida e adeguata? Questo “abbandono” lo subisce il cittadino che come reazione abbassa la testa e subisce? Oppure questo “intorpidimento” delle istituzioni deriva dall’intorpidimento degli stessi cittadini? Si il collettivo si “svegliasse” forse non cambierebbe qualcosa?

Scrivi: “- aprite gli occhi; in tal caso fatevi aiutare da valutazioni realistiche,”

E poi:

“- gli Italiani non hanno la capacità di uscire dai loro guai; infatti non
sanno quali ne sono le cause primarie (i loro costumi, un tantino deviati);

- le nuove abitudini fan si che gli Italiani abbiano spesso VISIONI DISTORTE SU UNA GRAN PARTE DEI PROBLEMI SOCIALI. NON hanno cioé la VISIONE LUCIDA....; si
limitano alle verità di parte, che sono cangianti a seconda del clan...

- tali condizioni sono perfette per un viaggio sicuro e rapido verso il
terzo mondo.

- una via di uscita esisterebbe: farsi aiutare dagli emigrati in Paesi
avanzati.....”

Sono con te sulla scarsa capacità degli italiano di uscire dai propri guai… e quel tuo suggerimento di “farsi aiutare dagli emigrati in Paesi avanzati” mi genera dei sospetti e delle perplessità, perché mi sembra piuttosto un incentivo all’individualità quando quello che conta e la voce del collettivo.
E poi, è vero che “paese che vai, paese che trovi” in quanto non si può adoperare la stessa tattica sociale o economica in paesi di diversità sociale e culturale opposte (credo che faccia esempio palese l’introduzione del metodo americano (riguardo il lavoro) in società come le nostre –potrei quasi estenderlo a quasi tutta l’europa- dove la flessibilità nel lavoro non esiste, dove la mentalità del posto per tutta la vita è quasi un fattore genetico). Mi stanno benissimo i suggerimenti, le idee costruttive, la voglia di fare, di imparare…. Ma come si trasmette tutto ciò al collettivo? Non si può aprire gli occhi guardando “fuori” bensì guardando “dentro”..
Vorrei trovare cittadini con iniziativa, stimolanti, reattivi… ma qua!
Vorrei saper come e dove muovermi, ma “da dentro”.. si possono prendere degli spunti preziosi da altre esperienze per poi adoperarle ma riadattandoli all’esigenza e alla versatilità della società che li prende… ma e poi? Chi o/e come innescare il meccanismo di corretto e normale sviluppo verso una "società di fiducia"?
Ish459 is offline  
Vecchio 08-07-2006, 16.53.20   #3
Patri15
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L'avatar di Patri15
 
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. E' questo il "punctum dolens". E' questo RUOLO, miserevolmente SUBALTERNO, con radici politiche ed escrescenze e retroazioni economiche,commerciali,finanzi arie, al quale il nostro paese è condannato a causa della sua sudditanza e vassallaggio alla politica degli STATI UNITI d'AMERICA .

Non ho letto solo questo, ma ancora non ho finito.

Trovo estremamente interessante quanto Antonio Greco ci ha proposto con il suo link.

Per quanto mi riguarda, farò il possibile per divulgarlo.

Grazie!
Patri15 is offline  
Vecchio 08-07-2006, 17.36.41   #4
antonio greco
L' Emigrato
 
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Messaggi: 637
BANALIZZARE IL SOTTOSVILUPPO

Rispondo a Ish e a Patri.

Se vi fidate di chi ha studiato le evoluzioni italiane degli ultimi 30 anni, sappiate:

- quando io dico "colpevole la Pubbl. Distruzione", é certo vero, ma é anche un eufemismo per dire "tutti gli Ital. son colpevoli.
- siamo arrivati, per via di evoluzioni rapide e negative, ad una situazio ingestibile (Prodi non sa ancora che i conti sono ingestibili, per aumento vertiginoso delle inefficienze; lo scoprirà);
- quale la situazione: la mentalità sociale non é zero, ma negativa, perché distrugge invece di costruire (V. miei testi "Pubbl. Distruzio" e "Metodi e Risultati"; anche "girare a vuoto").

Il circolo é vizioso: a) cittadini rassegnati, seza coscienza sociale; b) per manacanza di coscienza sociale, le istituzioni non possono funzionare; c) né il cittadino né il VIP sembrano capire che state andando verso la povertà del sottosviluppo. IN conclusione nessuno si muove, che é poi il modo migliore per accettare il sottosviluppo. Questo Paese non sa che non é in grado di creare occupazione......

Questo Paese non sa che in U.E. , in generale c' é l' intenzione di capire le evoluzioni, in Italia no. Non sa che le efficienze sociali e gestionali in Italia sono al livello America Latina, in U.E. é diverso.

NOn sa che in Europa si lavora seriamente, mentre in Italia si fa finta di farlo troppo spesso. E chi suda 4 camice e lavora serio, non fa che compensare una piccola parte delle inefficienze sociali.

Tutti quelli che accettano la mancanza di organizzazione (anche mentale) contribuiscono, col loro accettare (non far niente contro) a confermare che il sottosviluppo lo accettate... Scusate se esagero, ma cerco di farmi capire, perché mio nonno mi spiego che chi tace, acconsente.

Concludo dicendo che la piccola speranza é : che associazioni di categoria , come Confindustria e Confedercenti o un sindacato serio, invitino, per vs interessamento, tre emigrati che vengano in Italia a mostrare che..... la società italiana ha sbagliato tutto..


L' argomento io e tre amici di Bruxelles lo conosciamo bene. Se vogliamo aiutarvi, non é perché vorremmo qualcosa (noi non siamo politici, ma pêrsone serie che hanno raggiunto facilmente i propri obiett personali all' estero).

Io personalmente, pensionato, sono disposto a venire in Italia dieci volte, per fare dieci presentazioni. Certo, se un sindacato mi
rimborsa il viaggio, lo accetto, ma non di più, non ho bisogno di far carriera. Sono conosciuto in tutta Europa per il mio lavoro, ho fatto il consulente fino ad un anno fa.

In conclusione, se volete che io faccia qualcosa per il Paese, spiegate alle associazioni che conoscete che la situazione peggiorerà, per manacata conoscenza del problema.

Dite anche che bisogna fare la catarsi necessaria immediatamente... Perché il Paese potrebbe sorpassare il punto di non ritorno (dal sottosviluppo)...

E intanto cosa fanno i VIPs ? Parlano di aria fritta, perché gli Italiani, assolutamente mancanti di realismo, sono abituati a non approfondire, a guardare solo le apparenze....


Le apparenze ? In un Paese ove l' ipocrisia e il doppio linguaggio son divenute pane quotidiano, le apparenze sono... demagogia o menzogna; di chi non ha capîto o di chi vuol fingere...

La società italiana di oggi:

- accetta di vivere nella confusione, senza regole (che siano accettate da tutti);
- considera l’ incertezza del diritto nella vita civile come routine;
- é rassegnata alle sopraffazioni, alla superficialità, alle improvvisazioni, alle leggerezze, in particolare da chi riveste responsabilità pubbliche;
- finge di credere che la diffusione del degrado possa arrestarsi da sola. Infatti non si discutono seriamente contromisure efficienti.

E’ illusorio pensare di conservare il Paese nel gruppo dei Paesi industriali, se restano inalterate le attuali fondamenta della società.

E’ necessaria un’ attenta riflessione, per individuare le cause scatenanti del degrado e per definire gli strumenti necessari per poter gestire un Paese a livello europeo.

Qualche elemento di base del degrado.

- Democrazia italiana: i cittadini italiani credono che basti votare ed avere una costituzione, per poter affermare di essere in democrazia. La realtà: leggi e costituzione sono raramente e occasionalmente applicate. Nella confusione e....secondo il caso particolare.Comunque esse stanno nelle biblioteche, come raccomandazione....... Ne risulta talvolta una lotta di tutti contro tutti. All’ italiana.
- La plutocrazia al potere é composta di grandi padrini, piccoli ras, affaristi , loschi figuri. Gente che fa e disfa i mazzi. Decidono sulle risorse pubbliche in base ai rispettivi interessi particolari. E gli altri cittadini ? Tanti fra essi, rassegnati, sperano e aspettano di essere messi nel buon mazzo. Magre speranze......

Perché le speranze di sistemare l’ Alitalia, di salvare la FIAT, di diminuire le tasse (ma anche mantenere gli impegni presi con tanta baldanza), di far funzionare le gestioni e i servizi nazionali, sono speranze che si possono proporre, in Europa, solo agli Italiani ?

Altri popoli europei, dotati di un po’ di realismo, di capacità di riflessione, di analisi critica, di un po’ di buon senso, di molta serietà (tutte cose che non si trovano sulle bancarelle dell’ assurdo italiano), non si farebbero abbagliare da speranze inutili, da specchi per le allodole cosi’ diffusi. Ma verificherebbero se ci sono gli strumenti, per realizzare gli obiettivi sbandierati.

Perché i su elencati obiettivi sono speranze inutili ? Per tentare di rispondere a cosi’ difficile domanda, occorre munirsi di una forma mentis europea (cioé obiettiva) e fare un passo indietro dicendo a voce alta: “Verità, realismo, buon senso, saltami addosso”.

Le speranze inutili possono portare disillusione, perdite di tempo, peggioramento delle situazioni, cancrena delle malattie sociali. Sgombriamo il campo della situazione sociale degradante dalle speranze inutili. Se confrontiamo, per il recente passato, gli obiettivi pubblici dichiarati con baldanza con i risultati ottenuti, avremo una buona lista di speranze inutilmente proposte e puntualmente disattese.

Cerchiamo allora la verità, soprattutto sulle cause del degrado sociale italiano. Il quale continua senza sosta né pietà, da alcuni lustri. Seminando confusione, insuccessi, delusioni frequenti.

Le evoluzioni sociali, la degradazione e il peggioramento dei comportamenti italiani, in tante regioni, in tanti settori, hanno già determinato:

- perdite di efficienze diffuse in tanti settori;
- calo di competitività e affidabilità del prodotto italiano;
- calo della qualità di alcuni servizi offerti al cittadino italiano, i quali hanno, anch’ essi, un impatto sulla competitività del “made in Italy”.

E’ vitale individuare le cause primarie della deriva. Le prime analisi a largo raggio in tal senso sono pubblicate in:

http://angrema.blogspot.com
http://angrema.blogspot.com.blog.kat...gressoangrema/

In tali analisi viene discusso il cocktail 'Indifferrenza", che gli italiani sono abituati ad assaporare un giorno si ed uno no. Esso é stato perfezionato negli ultimi decenni, ma i suoi componenti erano già visibili nel dopoguerra.

I componenti del micidiale cocktail”Indifferenza” determinano la rarefazione delle azioni costruttive ( soprattutto nel settore pubblico) e, in secondo luogo, innescano talvolta il gioco dello scarica-barile, il quale viene iniziato ogni volta che una situazione difficile richiede una decisione urgente. Esse inoltre fanno fuori ogni speranza di aggiornamento delle strutture pubbliche obsolete.

Un’ insalata di fattori e comportamenti da paese arretrato sono offerti dal sistema pubblico ai cittadini, come piatto quotidiano. Che viene digerito con noncuranza, faciloneria, assuefazione e diabolica tolleranza. E con sorpresa degli emigrati.

Diabolica é la tolleranza quando essa impedisce di aprire gli occhi, di esaminare realisticamente i problemi e di individuare le misure correttive necessarie per invertire la tendenza al degrado strisciante.

Lo Stivale visto dall’ Europa

Abbiamo banalizzato l’ imbroglio. Scambiato l’ inosservanza della legge con una marachella. Abbiamo escluso dal Paese le stesse virtù civiche che, diffuse in altri Paesi, ne permettono la gestione corretta.

Abbiamo per decenni ignorato la necessità dell’ organizzazione, che é una qualità necessaria ad una vita civile efficiente. Risultato: la qualità della vita sociale italiana. Abbiamo ritenuto, nel settore pubblico, non necessaria la responsabilità del proprio operato. Abbiamo considerato lecito l’ interesse privato in atti d’ ufficio. Risultato: abbiamo scelto di imboccare la strada del terzo mondo.

Antonio Greco ANGREMA@wanadoo.fr

(disponibile per una presentazione delle cause del degrado italico)
antonio greco is offline  
Vecchio 11-07-2006, 16.53.03   #5
Mr. Bean
eternità incarnata
 
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Antonio, tu affermi nell'ultimo intervento che..."tutti gli italiani sono colpevoli". E allora ti chiedo: anche quelli che se ne sono andati dall'Italia? Io credo di sì, perché andandosene hanno dimostrato di non saper/voler/poter affrontare una realtà più grande di loro. Sbaglio?
Mr. Bean is offline  
Vecchio 11-07-2006, 17.20.40   #6
antonio greco
L' Emigrato
 
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DISCUSSIONE DOMANI

Caro Amico,

mi sono espresso male. "tutti gli Italiani colpevoli" per me significa:

in 30 anni di evoluzioni italiane, ogni volta che un balordo commetteva un delitto anche piccolo, gli altri zitti (per me colpevoli). Negli anni la soglia del delitto é salita molto: oggi il delitto più condannabile in U.E., é considerato in Italia "una leggerezza".


Tutti colpevoli significa, per me, che nel peggiorare la società (é avvenuto per trent'anni) neanche i giornalisti ci facevano caso. Nessuno obiettava al degrado. Io lo chiamo immobilismo o complicità.

Chi se ne é andat, come me, ha fatto benissimo. Perché in una terra di padrini non avrebbe cambiato proprio niente. Quando io, tre anni fa, nel partito di Di pIetro, offrii una mia presentazione del problema sociale, mi fu risposto " chi ha il coraggio di dire la verit à?"

L' Emigrato
antonio greco is offline  
Vecchio 11-07-2006, 17.53.02   #7
Ish459
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Re: DISCUSSIONE DOMANI

Citazione:
Messaggio originale inviato da antonio greco

Chi se ne é andat, come me, ha fatto benissimo.

L' Emigrato


Cioè, chi è venuto, come me, è un emerito c......e (parola da ex-premier)
Ish459 is offline  
Vecchio 19-07-2006, 22.08.05   #8
antonio greco
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SUBALTERNI ...

Caro Patri,

hai detto "E' questo RUOLO, miserevolmente SUBALTERNO, con radici politiche ed escrescenze e retroazioni economiche,commerciali,finanzi arie, al quale il nostro paese.."


Verissimo. E non solo ruolo subalterno verso gli USA imperiali, ma c' é altra subalternità:

al contrario di tanti Paesi U.E. , in Italia ci sono due catego. di cittadini. Quelli che fanno i mazzi, e quelli che si fanno mettere nel mazzo. Siamo l' eccezione dell' Europa, non sappiamo applicare leggi e costituzio in MODO EGUALE PER TUTTI.

Il ruolo subalterno é quello dell' uomo comune verso il padrino, che gli fa un favore e glie ne chiede un' altro...


L' Emigrato
antonio greco is offline  

 



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