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Vecchio 09-08-2006, 09.47.34   #1
antonio greco
L' Emigrato
 
Data registrazione: 26-05-2004
Messaggi: 637
Equivoci Italiani

Cerco di listare alcuni aspetti più rilevanti delle recenti evoluzioni sociali italiane. Evoluzioni iniziate forse 40 anni fa, divenute rapide negli ultimi anni; e che continueranno in modo negativo, con tutto il loro impatto, su: occupazione, conti pubblici e impossibilità di recuperare competitività,.... se niente si fa....

Fra i tarli del DNA italiano, recentemente diffusisi, ci sono anche quelli che legati ad alcuni grossi equivoci sul sistema Italia:

1° GRANDE EQUIVOCO:

- che una società possa mantenersi in piedi e funzionare, se per essa non sono mai stati creati pilastri solidi (ad es.obblighi e doveri per i cittadini, diritti; un patto sociale chiaro). Si, é vero, ci sono delle leggi...e nel passato si era anche parlato (all' italiana) di qualche diritto. Ma spesso leggi o diritti sono scritti alla "pressappoco", cioé poco chiari (non é strano che la giustizia non funzioni). Altre volte le leggi sono teoriche perché non sono stati creati adeguati strumenti di applicazione, chiarezza nei ruoli delle persone coinvolte; insomma casino, non organizzazione... (V. testi "DNA", "Favola"; "Metodi e Risultati");
- siccome la società italiana é teorica, non funziona (e non puo' funzionare), allora nascono tribù, cordate, correnti, POTERI NASCOSTI. Tutti che troneggiano, combattono fra loro, perché la società nazionale é fatiscente, debole, scassata, talvolta a lungo assente. Ognun per sé. Esiste in Italia la coscienza civica ? Dove sta ? PREVAGONO QUINDI GLI INTERESSI DI PARTE, ai danni della collettività... Normale, cio', in mancanza dei pilastri. (Una descrizione dei maggiori pilastri mancanti é nel testo "Colli di Bottiglia", v. nota)

IL 2° GRANDE EQUIVOCO

Il 2° grande equivoco é che gli uomini che operano nelle istituzioni, spesso non formati, talvolta amici di referenti potenti, talora capaci e messi in un angolo perché chi lavora dà fastidio a chi non lavora,...LAVORINO PER IL PAESE... ! NON E' VERO ... !

Essi lavorano nel clima delle irresponsabilità totale, da trenta anni....Hanno sprecato, esaurito, rovinato le risorse che aveva il Paese. Siamo alla frutta; e non c' é dessert..!

GLI SPRECHI DI RISORSE PUBBLICHE CHE ABBIAMO, NON CREDO CHE ESISTANO IN NESSUN PAESE DELLA U.E. Dunque il limite 3 % per deficit/PIL, non si puo’ facilmente tenere, visto che le evoluzioni negative (che aumentano gli sprechi) non si sono arrestate.., i controlli si sono allentati, le capacità professionali dileguate, i valori sono spariti nel sociale. Non sorprendono gli avvenimenti nel mondo calcistico. Quale settore della società é immune da corruzione ? Nel Paese ove non esite una strategia di lotta alla corruzione.....

3° EQUIVOCO

Pensare che, nell' epoca del mercato mondializzato (in rapida evoluzione) una società, rassegnata all' immobilismo, per tradizione , per incapacità della classe dirigente scelta con criteri di selezione negativi (ci si adatta a tutto, chissene..), .....
..... possa funzionare e veder la propria economia migliorare, é una CONTRADICTIO IN TERMINIS.

4°EQUIVOCO

Supporre che l’ accettazione della corruzione diffusa, dell’ incertezza sociale sia compatibile collo sviluppo economico.

5° EQUIVOCO

Credere che la lottizzazione in aumento e la deriva diffusa della mentalità non determineranno la “frana” del sistema Italia a medio termine.

6° EQUIVOCO

Ipotizzare che la demagogia dei politici e la loro diminuita riflessione (e professionalità ?) non abbiano conseguenze sulla loro diminuita capacità di risolvere i problemi enormi del sistema Italia e di colmare i notevoli GAPs rispetto all’ Europa.

7° EQUIVOCO

Supporre che la rarità (o assenza ?) di metodi di lavoro efficienti, di organizzazione, in ambito sociale, sia compatibile con un buon livello dell’ economia italiana.

COMMENTO 1

Il successo che acquisiscono facilmente gli emigrati, in tanti Paesi U.E., (sono spesso i più brillanti in Europa); il fatto che gli stessi avevano fatto un buco nell' acqua in Italia, induce a due commenti:
a) la stessa formazione alla vita civile ed al lavoro ben programmato e di qualità, che molti emigrati acquisiscono in altri Paesi, potrebbe essere distribuita nel proprio Paese (emigrati aiutando); b) se il sistema Italia potesse trarre beneficio da una vita sociale del livello comune in molti Paesi U.E. (F, D, S, B, IRL), l' economia italiana riceverebbe un tale slancio nel giro di qualche anno, da essere seconda solo alla Germania (attualmente la ns creatività, ineguagliata in U.E., non serve a molto, visti i diffusi handicaps sociali).

COMMENTO 2

Un programma di europeizzazione del Paese (che é necessario, per evitare il sottosviluppo) porterebbe al livello europeo non solo il funzionamento di attività sociali, ma anche i comportamenti e la forma del pensiero....Attualmente la forma del pensiero, nel sistema Italia é di livello europeo solo quando si tratta di persone che hanno una formazione scentifica. Chi é di formazione non scentifica, in Italia, ha in generale una limitata capacità di risolvere problemi, di costruire. Che é poi uno dei motivi per cui la società italiana oggi é capace più di ditruggere che di costruire, in campo sociale.

COMMENTO 3

L' economia italiana non potrà acquisire competitività senza riportare in auge il LAVORO DI QUALITA'. Cosa che non puo' succedere senza reale meritocrazia. Le lettere, sorprese e infastidite, di molti emigrati alla rubrica "Italians" (sito del CdS) indicano che i GAPS dei fattori chiave dell' economia vanno aumentando.


Conclusione
Un Paese non puo' creare occupazione, se i rapporti sociali, ma anche la gestione del personale, la modernizzazione delle strutture (talvolta fatta male per incapacità) sono spesso inefficienti. Senno', perché avremmo tanti primati negativi nella U.E. ?
Ho avuto almeno due occasioni pratiche di notare che, in U.E. chi ci conosce ci ritiene ormai inaffidabili. Colle conseguenze già visibili sulle prospettive economiche. L' immobilismo in uno scenario simile é solo colpevole.

Mi riferisco per dettagli al testo "Problema sociale" (v. sul Blog).

L'Emigrato
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