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Vecchio 05-04-2007, 16.52.15   #1
benedetto
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Data registrazione: 27-03-2007
Messaggi: 173
Ettore Majorana, ovvero quanto può essere importante il problema dell'origine?

Paragrafo finale del saggio "Il valore delle leggi statistiche nella fisica e nelle scienze sociali" di Ettore Majorana:
"La disintegrazione di un atomo radioattivo può obbligare un contatore automatico a registrarlo con effetto meccanico, reso possibile da adatta amplificazione. Bastano quindi comuni artificii di laboratorio per preparare una catena comunque complessa e vistosa di fenomeni che sia comandata dalla disintegrazione accidentale di un solo atomo radioattivo. Non vi è nulla, dal punto di vista strettamente scientifico, che impedisca di considerare come plausibile che all'origine di avvenimenti umani possa trovarsi un fatto vitale egualmente semplice, invisibile e imprevedibile. Se è così, come noi riteniamo, le leggi statistiche delle scienze sociali vedono accresciuto il loro ufficio, che non è soltanto quello di stabilire empiricamente la risultante di un gran numero di cause sconosciute, ma sopratutto di dare della realtà una testimonianza immediata e concreta. La cui interpretazione richiede un'arte speciale, non ultimo sussidio dell'arte di governo".
benedetto is offline  
Vecchio 07-04-2007, 13.47.39   #2
odos
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L'avatar di odos
 
Data registrazione: 26-06-2004
Messaggi: 367
Riferimento: Ettore Majorana, ovvero quanto può essere importante il problema dell'or

Citazione:
Originalmente inviato da benedetto
Paragrafo finale del saggio "Il valore delle leggi statistiche nella fisica e nelle scienze sociali" di Ettore Majorana:
"La disintegrazione di un atomo radioattivo può obbligare un contatore automatico a registrarlo con effetto meccanico, reso possibile da adatta amplificazione. Bastano quindi comuni artificii di laboratorio per preparare una catena comunque complessa e vistosa di fenomeni che sia comandata dalla disintegrazione accidentale di un solo atomo radioattivo. Non vi è nulla, dal punto di vista strettamente scientifico, che impedisca di considerare come plausibile che all'origine di avvenimenti umani possa trovarsi un fatto vitale egualmente semplice, invisibile e imprevedibile. Se è così, come noi riteniamo, le leggi statistiche delle scienze sociali vedono accresciuto il loro ufficio, che non è soltanto quello di stabilire empiricamente la risultante di un gran numero di cause sconosciute, ma sopratutto di dare della realtà una testimonianza immediata e concreta. La cui interpretazione richiede un'arte speciale, non ultimo sussidio dell'arte di governo".


Ciao Benedetto.....beh....la prendi molto larga

Interpreto questo tuo topic sulla base di ciò che avevi già detto in precedenza.

Ben venga se esistono legittimazioni da parte del mondo scientifico, anche se non credo che l'esempio in questione possa essere di qualche aiuto. E' un "nulla osta" di cui sinceramente le scienze umane non avevano bisogno. E questo perchè quello che si dice è: siccome può accadere nel mondo della materia, allora a maggior ragione può accadere nel mondo degli avvenimenti non biologici umani.
Ma questo lo sapevamo già. Con il raggiungimento della nozione di "pratica" da cui tu stesso attingi, parliamo già da tempo di eventi invisibili e imprevedibili, e questo a parità di materia. Eventi lunghi, come dici tu, pratiche consolidate e nuove che trasformano il mondo umano. Ma c'è di più: queste pratiche influiscono addirittura sulla materia, così mi ricollego alla tua genealogia.


Le scienze evolutive ci parlano da tempo di un evento che si sottovaluta spesso parecchio. Questo evento è il passaggio dall'australopiteco all'homo sapiens.
L'australopiteco, ci dicono queste scienze, non era un uomo come lo intendiamo noi, era un ominide. Ritrovato originariamente in Sud Africa e successivamente in molti altri luoghi, i fossili dell'australopiteco risalgono al Pliocene superiore e al Pleistocene inferiore, circa tre o quattro milioni di anni fa. Fatto strano, questo ominide era divenuto bipede da poco, più o meno eretto, fabbricava arnesi, e probabilemente cacciava piccoli animali. Allo stesso tempo è improbabile che con circa 500 cc di cervello potessere avere avuto una cultura sviluppata paragonabile alla nostra, ma tuttavia fabbricava arnesi, cacciava, e forse aveva qualche sistema di comunicazione più progredito di quello delle scimmie, ma meno progredito del vero linguaggio. Il cervello dell'homo sapiens invece è grande circa tre volte quello degli australopitechi.
Da ciò si deduce una cosa: la maggior parte dell'espansione corticale umana ha seguito e non preceduto l'inizio della cultura. Ciò che diviene quindi evidente che l'accumulazione culturale era già avviata prima che cessasse lo sviluppo organico, ma sopratutto che questa accumulazione ebbe un ruolo attivo nel modellare le fasi dello sviluppo finale. Poichè la fabbricazione di arnesi valorizza l'abilità manuale e la capacità di progettare, la sua comparsa deve avere influenzato lo spostamento delle pressioni selettive così da favorire la rapida crescita del proencefalo, come fecero con tutta probabilità i progressi nell'organizzazione sociale, nella comunicazione e nella regolamentazione morale che pure avvennero durante questo periodo.

Da un lato questo fenomeno mostra, ora sì, l'importanza delle scienze umane, nel loro individuare le pratiche. In più mostra come le varizioni biologiche dipendano in parte da variazioni (lente, invisibili) culturali, e non per forza il contrario.

Se dobbiamo tenere conto di ciò che ci dicono le scienze evolutive, non possiamo immaginare, come fai tu nella tua genealogia, un uomo già formato, ma ancora animale, che scoprendo il fuoco, scopre l'intenzione. Forse l'elemento realmente discriminante è il suo erigersi su due piedi, e la relativa disponibilità manuale, cosa che permise tramite lunghissimi processi, l'accumularsi di una cultura (costruzione di attrezzi, e caccia). La cultura si configura sempre più come un lento emanciparsi dalle risposte comportamentali universali per la specie, guidate dal bagaglio genetico, verso una neonata dipendenza umana totale dalle risorse culturali, senza le quali non si darebbe nessuna cosa che possiamo chiamare uomo.


Quindi io ti chiedo: è perchè l'evento imprevedibile non potrebbe essere stato il gioco dell'erigersi in piedi, invece del fuoco?

Ma la critica principale che ti faccio, oltre a quella del linguaggio, è: che senso ha trovare un evento originante e poi parlare di tempi lunghissimi?
E poi: è veramente così pregnante una genealogia filogentica di questo tipo?
odos is offline  
Vecchio 09-04-2007, 13.45.58   #3
benedetto
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Messaggi: 173
Riferimento: Ettore Majorana, ovvero quanto può essere importante il problema dell'origine?

Odos,
il cammino è lungo….
Ettore Majorana nel suo breve saggio, cerca di trovare un ponte tra fisica e scienze sociali. Il suo pensiero finale esprime probabilmente la tensione massima alla quale giunge il suo pensiero; il tentativo di ricerca di un fattore di conversione tra le leggi che regolano la materia (attrazione, repulsione, indifferenza) e i ben visibili sentimenti dell’ uomo che si muove nel mondo (attrazione, repulsione, indifferenza). Cito ancora una frase del testo..”…dobbiamo invece rilevare che il principio pragmatista di giudicare le dottrine scientifiche in base alla loro reale utilità, non giustifica in alcun modo la pretesa di condannare l idea dell’unità della scienza che si è rivelata più volte un efficace stimolo al progresso delle idee”
Allontaniamoci dalla mia idea della derivazione della razionalità umana dalle dinamiche della pratica del fuoco; se fuoco o stazione eretta o qualsiasi altra cosa possa essere sarà stata, potrebbe essere che nel corso di un dialogo emerga la necessità di un azzardo verso tali cause; si vedrà; il punto dunque in questione è quanto possa essere importante il problema dell’origine della razionalità umana. Il mio sentimento mi dice che questa ricerca è l’ unica avventura intellettuale che possa svelare il famoso velo che ci copre gli occhi di cui parlano esplicitamente sia Gesù che Buddha.
Conoscere lo sviluppo di un processo, aiuta a comprenderlo. Il mio interessamento infine tende a capire se la maggior forza che determinò l’emersione della razionalità umana sia stata dovuta dal corpo o dalla mente, poiché le cose potrebbero ribaltare le nostre più diffuse opinioni sui fatti della vita. Alla prossima Odos.....
benedetto is offline  
Vecchio 10-04-2007, 15.42.44   #4
Draconian
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Messaggi: 4
Riferimento: Ettore Majorana, ovvero quanto può essere importante il problema dell'or

"Non puoi scegliere la tua storia, ma puoi cambiare il tuo destino."
Draconian is offline  
Vecchio 10-04-2007, 17.40.08   #5
benedetto
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-03-2007
Messaggi: 173
Riferimento: Ettore Majorana, ovvero quanto può essere importante il problema dell'or

Citazione:
Originalmente inviato da Draconian
"Non puoi scegliere la tua storia, ma puoi cambiare il tuo destino."

Io posso farlo, così come ogni individuo può farlo, se conosce sè stesso, ma la società come può fare per conoscere se stessa?
benedetto is offline  

 



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