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Vecchio 14-09-2007, 13.33.22   #1
np2k
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Nietzsche e l'amore del REMOTO

Nietzsche nello Zarathustra (nel capitoletto dell'amore per il prossimo) afferma:

"Amici, non l'amore del prossimo vi consiglio:io vi consiglio l’amore del remoto."

Che cosa s'intende per AMORE DEL REMOTO, e sopratutto perchè è in opposizione all'AMORE PER IL PROSSIMO.

Grazie!
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Vecchio 16-09-2007, 11.40.24   #2
Bige
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Lightbulb Riferimento: Nietzsche e l'amore del REMOTO

Con <amore del remoto> Nietzsche per remoto non intende il passato, ma il "lontano". E' un gioco di parole: <Amici, non l'amore del prossimo (cioè di colui che è vicino) vi consiglio:io vi consiglio l’amore del remoto (cioè di colui che è lontano)>. A questo punto si spiega da sè anche la contrapposizione tra le due proposizioni.
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Vecchio 04-10-2007, 10.27.43   #3
np2k
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Riferimento: Nietzsche e l'amore del REMOTO

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Originalmente inviato da Bige
Con <amore del remoto> Nietzsche per remoto non intende il passato, ma il "lontano". E' un gioco di parole: <Amici, non l'amore del prossimo (cioè di colui che è vicino) vi consiglio:io vi consiglio l’amore del remoto (cioè di colui che è lontano)>. A questo punto si spiega da sè anche la contrapposizione tra le due proposizioni.

L'amore per il "lontano", ovvero? inteso ->solo<- come contrario dell'amore del prossimo, quindi deve essere inteso un "non chiedere aiuto" agli altri ma a fare tutto da se?
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Vecchio 04-10-2007, 16.12.41   #4
jam
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Riferimento: Nietzsche e l'amore del REMOTO

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L'amore per il "lontano", ovvero? inteso ->solo<- come contrario dell'amore del prossimo, quindi deve essere inteso un "non chiedere aiuto" agli altri ma a fare tutto da se?

"non esiste nessuna legge, nessun dovere di questo tipo; noi dobbiamo diventare traditori, commettere infedeltà, sacrificare di continuo i nostri ideali"), e rinunciare senza rammarico e senza risentimento, a quasi tutto quello che ha importanza agli occhi degli altri per un sollevarsi libero e senza paura al di sopra di uomini, costumi, leggi e tradizionali valutazioni delle cose che consenta di superare i limiti dell'individualità comprendendo e vivendo in sé l'intera coscienza dell'umani"

Anche questo è amore per il remoto...
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Vecchio 10-10-2007, 18.52.53   #5
Bige
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Riferimento: Nietzsche e l'amore del REMOTO

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L'amore per il "lontano", ovvero? inteso ->solo<- come contrario dell'amore del prossimo, quindi deve essere inteso un "non chiedere aiuto" agli altri ma a fare tutto da se?
Beh l' interpretazione può essere abbastanza libera, tuttavia con ogni probabilità Nietzsche intendeva di non badare soltanto a quello che ci è vicino, cioè alla vita di tutti i giorni, ma anche (e soprattutto) alle cose lontane, cioè ai propri desideri, alle proprie ispirazioni, ai propri "ideali"...
L' amore per il prossimo secondo Nietzsche non è altro che una mascheratura del proprio non amare e non accettare se stessi: le persone mediocri amano stare con i più deboli ed aiutarli perchè stando in mezzo a loro sono in una posizione predominante, in una posizione di forza, e sentirsi indispensabile per essi le gratifica. L' uomo forte invece può decidere di aiutare il debole se vuole, ma lo fa "perchè gli va", perchè è consapevole della propria superiorità e vuole aiutare chi è meno fortunato, e non per un comandamento o per auto-gratificarsi.

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Vecchio 10-10-2007, 19.57.13   #6
koan
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Riferimento: Nietzsche e l'amore del REMOTO

Personalmente ritengo che Nietzsche - per me, l'anti-filosofo per eccellenza - sia stata una persona colpita/affetta da diversi disturbi esistenziali nel contesto del proprio vissuto, sviluppando una sorta di mancanza di accettazione/avversione verso la realtà; il che potrebbe essere un'apparente contraddizione con quanto invece lui stesso si sforzava a tutti i costi di dimostrare, ovvero un'estrema pragmatica di vita.
La realtà però non è l'arte dell'auto-convincimento di qualcosa, ma il mettersi nella verità, soprattutto quella personale, in quanto nessuno può farlo se non operandola da se stessi. Questa è solo una constatazione personale sulla storia della sua vita, ma naturalmente essa non implica necessariamente quanto da me interpretato.

Dopo questo breve preambolo che, lo evidenzio, rievoca in qualche modo la fine della sua stessa esistenza qui sulla terra, oltre la sue profonde mancanze affettive, ed essendo al contempo indegno esperto della Parola di Cristo, vorrei provare a spiegare le parole di Gesù riguardo il 'prossimo':

"Ama il prossimo tuo come te stesso" ..

Chi è questo 'prossimo' ?

Il Signore parla della parabola del "buon samaritano".
Questi è il vero 'prossimo' del poveretto che viene denudato, rapinato e maltrattato lungo la strada.
Il 'prossimo' è rispetto alla persona a cui ci si riferisce, quindi: dal punto di vista del samaritano è il poveretto; mentre da quello del poveretto è il samaritano.
Il 'prossimo' è chi ti è stato messo accanto, chi incontri lungo la strada del tuo cammino, il poverello che non può esserti indifferente...

Ciò significa che se rifiuto il mio 'prossimo', non sono più a mia volta il 'prossimo' di nessuno ..

L'amore al "remoto" può significare, a mio giudizio, l'amore che non incontra in prima persona, ma che va in cerca di chi ha bisogno...
Già Gesù parlava del pastore che lascia le 99 pecorelle per andare alla ricerca dell'unica perduta, poiché le altre sono al sicuro...

Nietzsche, aveva solo bisogno di un grande amore .. e questo spero possa essere compreso come chiave di lettura da me formulata a riguardo.
koan is offline  
Vecchio 11-10-2007, 14.53.39   #7
Bige
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Riferimento: Nietzsche e l'amore del REMOTO

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Personalmente ritengo che Nietzsche - per me, l'anti-filosofo per eccellenza - sia stata una persona colpita/affetta da diversi disturbi esistenziali nel contesto del proprio vissuto, sviluppando una sorta di mancanza di accettazione/avversione verso la realtà; il che potrebbe essere un'apparente contraddizione con quanto invece lui stesso si sforzava a tutti i costi di dimostrare, ovvero un'estrema pragmatica di vita.
La realtà però non è l'arte dell'auto-convincimento di qualcosa, ma il mettersi nella verità, soprattutto quella personale, in quanto nessuno può farlo se non operandola da se stessi. Questa è solo una constatazione personale sulla storia della sua vita, ma naturalmente essa non implica necessariamente quanto da me interpretato.
Se anche Nietzsche fosse stato come tu dici, questo non implica che le sue riflessioni ed i suoi ragionamenti abbiano meno valore.
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Vecchio 11-10-2007, 17.22.51   #8
koan
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Riferimento: Nietzsche e l'amore del REMOTO

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Originalmente inviato da Bige
Se anche Nietzsche fosse stato come tu dici, questo non implica che le sue riflessioni ed i suoi ragionamenti abbiano meno valore.

Certamente, infatti in quel "quanto da me interpretato", intendo che pur avendo trovato tale 'chiave di lettura', ciò non toglie nulla alla verità che si può approfondire attraverso le sue stesse riflessioni... forse persino meglio di altre, dato che tutto credo abbia un senso e niente è per niente.

Resto dell'idea che sia cmq importante ricercare possibilmente anche una 'chiave di lettura' sulla vita di ogni personaggio, per poter comprendere meglio le sue personali riflessioni sull'esistenza stessa.
koan is offline  
Vecchio 12-10-2007, 15.40.04   #9
emmeci
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Riferimento: Nietzsche e l'amore del REMOTO

Credo che il termine “remoto” debba essere inteso nel suo significato più forte, e insieme il più contrario a ciò che crediamo passato: cioè come ciò che porta tanto avanti il pensare che avremo abbandonato nomi e verbi terrestri quando avremo compiuto il passo fatale. Naturalmente, però, non un al di là metafisico, mentre sarà come un portarsi su un’alta montagna o come saltare sulla corda del giocoliere e non fermarsi più. Forse la volontà di potenza? Ma senza nessun appiglio alle potenze che hanno retto la storia, essendo una volontà completamente inattuale. Forse una trasvalutazione di tutti i valori e non soltanto una discesa all’inferno per risalire con le anime liberate? Oppure la mutazione della specie-uomo? E che specie di mutazione, reale o poetica e metaforica come sembra indicare il linguaggio di Zarathustra? Ma è qui la tremenda ironia di questa metafora, che Nietzsche realizzerà questa mutazione nel momento della pazzia, cioè là dove non potrà più paragonarsi a ciò che era prima e quindi sapere che ha vinto e ha abbandonato l’umano - dando ragione, ma solo in questo senso terribile e postumo, a quanto afferma koan sull’incapacità filosofica del genio nietzschiano.
emmeci is offline  
Vecchio 12-10-2007, 17.48.16   #10
Bige
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Riferimento: Nietzsche e l'amore del REMOTO

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Originalmente inviato da koan
Certamente, infatti in quel "quanto da me interpretato", intendo che pur avendo trovato tale 'chiave di lettura', ciò non toglie nulla alla verità che si può approfondire attraverso le sue stesse riflessioni... forse persino meglio di altre, dato che tutto credo abbia un senso e niente è per niente.

Resto dell'idea che sia cmq importante ricercare possibilmente anche una 'chiave di lettura' sulla vita di ogni personaggio, per poter comprendere meglio le sue personali riflessioni sull'esistenza stessa.
Permettimi di farti i complimenti! Da quello che hai detto prima si capisce che tu non condividi le parole di Nietzsche, eppure non sminuisci il suo pensiero usando le solite armi ormai banalissime della malattia ecc ecc.
Al giorno d' oggi sono gran pochi gli uomini che, pur non condividendo una certa opinione, non la "cestinano" sistematicamente; oppure non riuscendo a confutarla, la sminuiscono con argomenti che non ne hanno nulla a che fare.
Bige is offline  

 



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