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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 03-10-2007, 16.53.25   #11
Zero
Ospite
 
Data registrazione: 22-09-2007
Messaggi: 40
Riferimento: La cosa più importante del mondo

Citazione:
Originalmente inviato da Rolando
Secondo Martinus l'universo fisico, e spirituale, costituisce "l'organismo" di Dio, e tutti gli esseri viventi sono "microesseri" in questo "organismo". [...] Dio ci "parla" e "responde" quindi attraverso tutti gli esseri che incontriamo nella vita quotidiana, e la vita consiste pertanto in un perpetuo dialogo con Dio. In realtà non è che Dio non ci parla, ma siamo noi che ancora non abbiamo imparato a conoscere la "lingua" con cui parla Dio.
Un pensiero profondo e interessante, avevo letto idee simili, però quell'immagine nel link è particolarmente significativa, è un simbolo capace di evocare una certa fiducia nella perfezione e senso di comunicabilità tra tutti gli esseri viventi.

Citazione:
Originalmente inviato da veraluce
Non so se potrà essere utile al tuo cammino "spirituale" personale quello che ti sto scrivendo io, comunque sono una di quelle persone che ha "sentito" Dio ( se mi è permessa questa espressione.. ) prima di "ritrovarlo" in innumerevoli libri...
Il tuo positivo anelito alla perfezione è cosa bellissima,
è una caratteristica di cui non ci si libererà mai finché non saremo "essenza" anche noi... Comunque, per mia esperienza diretta, devo dire che ho potuto raggiungere i momenti più elevati della spiritualità e ne ho "toccato" l'essenza attraverso il "dolore"... il profondo dolore, dinanzi al quale la corporalità scompare e resta solo quello che sei dentro ( e che non sapevi di essere )... [...]
Le letture sono molto importanti, come la meditazione, o altro...
ma quello che conta sei tu, è il tuo cuore... sei già "perfetto" in te stesso, vedrai che la tua "ricerca" ti riporterà proprio da dove sei partito... dentro di te.
Grazie per le tue parole di conforto, e per i tuoi consigli. Apprezzo molto l'esperienza che cerchi di condividere in queste semplici frasi. Un abbraccio.
Zero is offline  
Vecchio 04-10-2007, 16.46.42   #12
Zero
Ospite
 
Data registrazione: 22-09-2007
Messaggi: 40
Riferimento: La cosa più importante del mondo

Qual è la cosa più importante del mondo? La domanda da cui sono partito, forse fondamentalmente potrei dargli una risposta, non si tratta di un "fare" anche se spesso lo cerco desiderando un compito o un obbiettivo..., ma è qualcosa di esistente e vivo. Vorrei dare un po' di "sinonimi" che potrebbero apparire come varie "cose" diverse, ma per come la vedo io sono una sola cosa: vita-amore-bellezza-sapienza-luce. Diciamo che è l'impressione dell'infinito sulle cose finite. A volte Lo vedo nell'espressione di alcune persone (anche se è una grande rarità), c'è sempre una grandissima semplicità che rende lo sguardo bellissimo, amore e bellezza li vedo quasi come fossero una cosa sola, forse però non lascio intendere facilmente cosa ho nella mente quando uso certi termini... a volte anche un albero, un bosco, il cielo azzurro, e tantissime musiche e canzoni... insomma c'è del "bello" direi "meraviglioso" in questo mondo, e tutti nel cercare la felicità, il piacere siamo attratti dal bello-amore-luce-sapienza. Insomma credo di poter dire di essere innamorato di questa "bellezza", la desidero per me e per tutti.

Ma vi è un problema che mi affligge: il mondo è come "incrostato" di tante cose che soffocano o deformano questa (originaria o potenziale) "bellezza". Per come sono fatto vorrei tutto e subito, lo so che sembra sciocco ma è la verità, e il fatto che c'è separazione per me, ma l'avverto (e questo mi deprime) anche per gli altri e per il mondo, da questa... non so, avete presente l'espressione "allo stato dell'arte"... ecco una separazione da una Creazione "allo stato dell'arte".

So già che (forse) interverrano alcuni dicendo che già è tutto perfetto, che basta aprire gli occhi, etc. Ma come si fa ad aprire gli occhi dunque? Meditazione? Svuotare la mente? Liberarsi dell'ego? Fosse anche questo ci sarebbe comunque da "fare" qualcosa, ci sarebbe per lo meno imperfezione in me! E' abbastanza condiviso da varie "fonti" differenti (cabala e yoga in particolare) che ci sono come dei centri in noi attraverso i quali fluisce direttamente la luce-amore dell'infinito Creatore, il più importante è quello centrale, il cuore, che corrisponde nella Cabala alla sephitor Tiferet (cioè la bellezza) quando sappiamo amare con amore-incondizionato siamo come illuminati, o meglio spesso non vediamo la nostra luce, ma illuminiamo gli altri come un "faro" e possiamo vederci riflessi nello sguardo di chi riceve la luce del nostro amore. Inoltre gli altri centri (legati per esempio alla creatività, al potere, etc.) si "apriranno" di conseguenza tramite l'amore del chakra del cuore (Tiferet).

Insomma questo fa sì che nel processo di liberazione-illuminazione-santità è coinvolto l'essere intero, mi rendo conto che non può esserci una strada uguale per tutti, c'è chi per "liberare" certi blocchi (così li chiamano: blocchi dei chakra) ha bisogno di particolari esperienze individuali. Questo per dire che non mi aspetto di trovare la soluzione in questa discussione, naturalmente... però vorrei lamentarmi (per sfogarmi...) del fatto che avrei voluto un Maestro al mio fianco e vorrei anche vederlo al fianco di tutte quelle creature che desiderano aiuto, o che ne hanno bisogno e non se ne rendono conto, per guidare le creature verso la loro completa realizzazione.

A dire il vero so anche (e lo credo) che tutta l'umanità (e non solo) che lo voglia o no (può variare solo il tempo necessario) verrà portata ad una consapevolezza sempre maggiore fintantoché non si realizzerà quel famoso Regno dei Cieli sulla Terra, però c'è comunque l'attesa(=agonia) che mi separa da questo, quanto tempo dovrà passare ancora? Altri mille anni? Considerando la reincarnazione, quante vite e vite dovranno passare ancora? Mio Dio! Sento il peso schiacciante di un tempo che mi separa dalla perfezione e mi deprime. Inoltre nel famoso "qui-e-ora" mi sento abbandonato, ignorante, abbastanza depresso, senza sapere dove mettere le mani per agevolare le cose né per me, né per il mondo.

Non mi aspetto particolari risposte, tutto questo è più uno sfogo che altro...
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Vecchio 05-10-2007, 10.56.39   #13
emmeci
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Riferimento: La cosa più importante del mondo

Forse il tuo sfogo era più adatto al settore “psicologia” che a quello della filosofia, che rappresenta già una scelta di campo o l’assunzione di un compito, come doveva essere per quei giovani greci che frequentavano Socrate perché vedevano in lui un maestro d’idee e di civili virtù ….E, sull’esempio di Socrate, mi parrebbe di dover risponderti con un accenno ai pregi della filosofia piuttosto che della cabala o dello yoga. E se questo è davvero l’orizzonte in cui ti senti di vivere, potrei dirti, con un discorso forse non così scintillante come quelli di Socrate, ma anche più alieno dall’arrivare a conclusioni definitive, che la filosofia non è, come si suol dire, amore della sapienza (troppo onore visti i nostri aggrovigliati patetici tentativi) ma solo ricerca di qualche goccia di verità. Una ricerca che, dopo tutto, potrebbe essere al centro dei tuoi stessi tormenti e dell’aggrovigliarsi di espressioni di cui cerchi il bandolo. Purtroppo però la verità è una dea difficile da accontentare, anzi sono tre dee, pronte a farsi esaminare perché tu dica qual è la più bella: religione, scienza o filosofia? E se tu hai il coraggio di scegliere, forse puoi trovare qualcuno, in questo nostro forum, disposto a darti un aiuto, visto che sono questi tre i motivi ricorrenti del forum. Forse perfino un Socrate “allo stato dell’arte”, cioè in grado di dimostrare la sua superiore saggezza ma anche la sua comprensione per gli ardori dei giovani, educandoti ad apprezzare non solo l’uomo greco kalòs kagathòs ma la dea più bella fra le tre che si contendono il pomo della tua intelligenza.
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Vecchio 06-10-2007, 15.04.01   #14
Zero
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Riferimento: La cosa più importante del mondo

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Forse il tuo sfogo era più adatto al settore “psicologia” che a quello della filosofia
Mi scuso, effettivamente sono andato un po' fuori tema... in particolare ho dato una piega poco filosofica alla discussione... per riparare all'inconveniente provo a riprendere un ultimo punto sulla questione da un punto di vista più filosofico.

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Una ricerca che, dopo tutto, potrebbe essere al centro dei tuoi stessi tormenti e dell’aggrovigliarsi di espressioni di cui cerchi il bandolo. Purtroppo però la verità è una dea difficile da accontentare, anzi sono tre dee, pronte a farsi esaminare perché tu dica qual è la più bella: religione, scienza o filosofia?
Interessante questa osservazione, più che 3 categorie sotto le quali racchiudere un certo tipo di conoscenze, metodi e credenze, credo che siano 3 principali condotte, che come fine hanno un obbiettivo comune, come precedentemente avevi già evidenziato:
Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
“Scienza, religione, o filosofia?” potresti vedere che altre via di salvezza sono possibili, almeno in questo ventunesimo secolo della nostra era. E che l’unico fulcro intorno a cui si affollano le ansie di verità è proprio e solo la verità, cioè l’assoluta verità
"La cosa più importante del mondo" che sia la ricerca della verità? Ma perché cerchiamo la verità? Ci vediamo "dentro" inconsciamente qualcosa che ci attrae o ci da sicurezza? Oppure questo "bisogno" è legato a un forte irrinunciabile istinto del nostro essere al quale non sappiamo sottrarci?

In una discussione che avevo letto, era emerso unanimamente condiviso che tutti cerchiamo il piacere, "Dio è l'ultimo più grande piacere", anche il masochista trova il piacere nel dolore... è anche la verità una forma di piacere? Pensandoci mi sembra che non solo cerchiamo il piacere ma anche un piacere sempre più grande, se esiste una felicità maggiore perché devo "fermarmi" a un livello più basso? Forse la "verità" è il desiderio di capirci e vederci chiaro per trovare la "condotta" in questo mondo in "assoluto" più piacevole.

Vorrei anche vedere alla "base" in cosa consiste ciascuna condotta prima nominata:
- Religione: significa credere alla possibilità di una assoluta beatitudine seguendo la condotta creduta in fiducia per la parola di un altro (santo, mistico, maestro) o di Dio (rivelazione tramandata o scritta)
- Scienza: tende a migliorare la condizione dell'uomo sia materialmente (tecniche, comunicazioni, costruzioni...) che (non dico spiritualmente ma...) psicologicamente (psicologia, sociologia, pedagogia...), insomma anche qui l'obbiettivo è la ricerca psico-fisica del benessere dell'uomo, e crede per conoscere alla sperimentazione, la ragione è inevitabilmente utilizzata ma il dato "vero" è il dato provato empiricamente.
- Filosofia: è fortemente centrata sulla ragione, alla quale da una grande importanza (o no?), però è così vasta al suo interno che credo vi siano obbiettivi spesso divergenti nello stesso panorama filosofico (più metafisici, o più pratici, più platonici o più scettici...) comunque al di la di quello che è la filosofia (a mala pena si riesce a definire...) è certo che cerca la verità (a volte morale, a volte politica, a volte metafisica...) tramite la ragione.

Religione, scienza o filosofia? Si potrebbe anche dire: fede nella parola di chi dice di portare la verità, fede nella sperimentazione, o fede nella ragione? Però in fondo in fondo, alla base è la ragione a dire l'ultima (o meglio la prima) parola, perché con che criterio diamo fiducia a qualcosa-qualcuno, se non tramite la ragionevolezza, possiamo credere in qualcosa di irragionevole o sconclusionato? possiamo credere in dati scientifici contradditori? possiamo crede a teorie illogiche? Ci sono 3 scelte di "fede" possiamo dire, ma è inevitabile cercare la coerenza in esse, e chi ci dice cosa è coerente se non la ragione?

Vorrei concludere è corretto supporre che la ragione sia lo strumento più adatto per cercare la "cosa più importante del mondo", che in altre parole forse è il più grande piacere, o la beatitudine? Giusto, stavo tralascindo una cosa che davo per scontato: con questo non intendo dire che solo la ragione si deve utilizzare, penso che essendo un semplice strumento non perverremmo a nulla... manca il materiale, il materiale su cui lavorare sarebbero i dati empirici, le esperienze, l'osservazione sul mondo e sugli uomini, anche le emozioni sono "dati" da contare. Però la ragione ha il ruolo primario di coordinazione delle credenze tra i tanti dati e le tante ipotesi.
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Vecchio 10-10-2007, 14.51.56   #15
robian
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Riferimento: La cosa più importante del mondo

Zero... sarò di poche parole, perchè da tempo ho abbandonato la chiaccherologia in ambito religioso... sai forse meglio di me che parlare di Dio equivale a.... meglio tacere!cmq nella mia lunga ricerca credo di aver trovato un ottimo metodo,ti consiglio così di leggere "Autobiografia di uno Yogi"... ti potrebbe fornire il metodo adeguato.... saluti
robian is offline  
Vecchio 10-10-2007, 20.29.47   #16
aurora
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Riferimento: La cosa più importante del mondo

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Originalmente inviato da katerpillar
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katerpillar

PASSAGGI

Da adulto. pur essendo diventato agnostico, sono arrivato ad affermare che i concetti religiosi sono modernissimi, .

scommetto qualsiasi cosa che non hai mai letto, neppure una volta , il vangelo.
si parla sempre di cio' che non si conosce, per presunzione.
Io ti consiglio di leggere questo libricino che , al contrario di tutti i libri, la prima volta sembra quasi un libro fesso, semplicissimo. poi lo rileggi, lo rileggi, lo rileggi e ti accorgi come sia profondo e come racchiuda tutte le risposte e tutti gli esempi della nostra natura umana.
ciao
aurora is offline  
Vecchio 11-10-2007, 14.44.21   #17
Re Sole
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Riferimento: La cosa più importante del mondo

E' proprio cosi!
Aurora ha centrato il punto. Partiamo dal presupposto che alla società odierna manca un punto di riferimento. Ed è vero...perchè abbiamo perso
il contatto con la nostra cultura (tradizioni). Successivamente se il vangelo
non dovesse più bastarmi allora si che andrò ad incontrare le altre filosofie
(yogi e cose varie) ma questo lavoro va fatto solo dopo aver conosciuto
bene gli scritti della mia cultura. Insomma conosciuta bene la mia casa...
sarò preparato a conoscere e a rispettare...anche la casa altrui!!!
Re Sole is offline  
Vecchio 11-10-2007, 19.03.33   #18
koan
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Riferimento: La cosa più importante del mondo

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Originalmente inviato da Zero
sono alla ricerca di ciò che (tra me e me) chiamo l'essenziale, insomma la cosa più importante: per esempio la vita è momentanea, se dopo la vita vi è un tempo eterno in cui conoscere e godere tutto, allora l'essenziale potrebbe essere il fare qualcosa o imparare qualcosa che si può fare o imparare solo qui...

Sì, anche io credo ci sia o bebba esserci qualcosa da poter imparare solo qui...

Desidero lasciare un pensiero, insieme ai vostri.

Il mondo è come se fosse un enorme 'utero' ( che significa anche 'misericordia' ); chi sa che cosa ci fosse mai oltre?
L'universo è una spirale che racchiude tutto, ma che cosa sarà mai il tutto?
Tutto ci spinge ad interrogarci continuamente, quasi dovessimo sciogliere un enigma... quello dell'esistenza!
Se siamo il frutto o risultato dell'universo, in quanto esseri 'coscienti', allora mi chiedo: perché l'universo .. ?
Quando nasco nel mondo la prima cosa che si realizza appena si aprono gli occhi all'esistenza è la 'conoscenza' ..
Conoscere il tutto significa conoscere l'infinito, l'Uomo/Donna non si accontentano di conoscere il tutto meno uno, perché tutto è in realtà come se fosse uno... se manca anche solo un pezzetto piccolo piccolo, non si può comprendere null'altro. Allo stesso modo è Scritto che chi anche osservasse tutta la Legge, ma ne trasgredisse anche un solo iota, trasgredirebbe tutta la Legge stessa.

Chi è Dio?
Per noi Dio è tutto...
Chi è l'Uomo/Donna?
Siamo Figli di Dio, quindi Figli del tutto...
Niente ci basterà mai che non sia finalmente proprio tutto ..

Cosa sarà, allora, veramente l'essenziale ?

Credo sia l'equivalente al "concetto" o, meglio, alla realtà di Dio, per l'Uomo/Donna.
Non esiste, però, per l'essere cosciente, Dio senza Sapienza e non c'è Sapienza senza Conoscenza; non c'è conoscenza senza tutto e non c'è niente senza conoscenza di sé; non c'è conoscenza di sé senza l'altro e non esiste nessuno se non esiste la vita, che è relazione perfetta e amore infinito; non esiste altresì Vita senza un'Origine e non c'è Origine senza l'Eternità ..

Forse l'essenziale è imparare realmente ad amare fino a compiere l'amore, che è Vita ed è Risveglio .. dell'Origine... ( la Seconda Nascita ) ..... anche se non è facile !
koan is offline  
Vecchio 12-10-2007, 13.30.23   #19
Zero
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Riferimento: La cosa più importante del mondo

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Originalmente inviato da aurora
scommetto qualsiasi cosa che non hai mai letto, neppure una volta , il vangelo.
si parla sempre di cio' che non si conosce, per presunzione.
Io ti consiglio di leggere questo libricino [...] e ti accorgi come sia profondo e come racchiuda tutte le risposte e tutti gli esempi della nostra natura umana.
Attenta aurora a scommettere così impulsivamente! Avresti perso di tutto, sappi che ho letto tutti e 4 i Vangeli almeno 2 volte ciascuno, il mio Vangelo preferito è quello di Giovanni, più teologico che storico ma molto profondo, naturalmente non l'ho letto tutto d'un colpo, ma in momenti diversi nell'arco di 1 anno, inoltre spesso aprivo a caso il Vangelo con una domanda nella mente e cercavo simbologicamente una risposta in quel che leggevo...

Riguardo al fatto del "presumtuoso" sì, hai ragione, sono piuttosto orgoglioso ma in particolare presuntuoso, i miei obbiettivi sono forse troppo esagerati, insomma troppe cose vorrei capire... ma la semplice rassegnazione difficilmente mi persuade, non sono povero di spirito come il mansueto S. Francesco, anche se amo la semplicità (ma davvero tanto!) solo che la amo perché è l'opposto di ciò che sono: complicato.

Nei Vangeli la prima volta che li ho letti provavo commozione e conforto specialmente per quelle frasi che tuttora mi piace ripetere tra me e me: "io vi lascio la mia pace, non come il mondo la da, io la do a voi." "tu sei il figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto." "venite a me voi che siete afflitti e sarete consolati", "chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto", "voi che siete cattivi e sapete dare cose buone ai vostri figli, tanto più il padre vostro che è nei Cieli darà cose buone a coloro che gli le chiede"... solo che all'inizio provavo conforto perché credevo senza aspettarmi nulla, insomma erano belle parole e mi sentivo anche di dover fare qualcosa, ho pregato molto del tipo: un rosario al giorno per quasi un anno, e nei primi tempi anche più di uno al giorno, ed ero felice mentre pregavo, poi il dubbio tentatore si è insinuato in me piano piano, con le settimane... domande del tipo:

- ma sto pregando bene? è una quetione di sentimenti o di pensiero? e mai possibile che devo avvisare Dio ripetendo e ripetendo e stesse cose?

- ma perché devo pregare chiedendo che il mondo sia liberato? Non lo vede Dio in che condizioni è? Perché non agisce da solo?

- come è potuto accadere la caduta dal paradiso, era o no perfetto il mondo alle origini? Come può esistere una creatura tanto pazza (lucifero) da scegliere il male e basta, nessuno sceglierebbe il male per il male...

- anche il libero arbitrio, credo che in qualche modo ci sia, ma non vedo come possa esistere la "colpa" secondo me è ignoranza, o meglio cecità.

- e poi domanda prima: come può esistere l'inferno? immaginavo di essere ipoteticamente in paradiso e mi immedesimavo in una ipotetica creatura all'inferno, ma vi rendete conto? torture terribili, dolore atroce, per l'eternità!! questa parola è così usata che non fa effetto, diciamo per 10 anni, 1000 anni, milioni di anni, ere ed ere senza mai finire? E' pazzesco, nemmeno il peggiore degli uomini sarebbe così crudele con qualsiasi peccatore possiate immaginare! O per lo meno non Dio di infinita misericordia!

- poi ho avvertito come le persone se fossero guidate fin dalla nascita potrebbero crescere meglio, invece ci sono genitori deleteri in molte famiglie, una società sviata, le scuole sono spesso terribili, come si può crescere sani in un mondo malato, è ingiusto, per me peccato e malattia si equivalgono, e mi sono arrabbiato con Dio, l'ho odiato per aver abbandonato l'umanità in questo modo...

Questo principalmente (e anche altro) mi ha portato a leggere la vita dei santi, magari loro ne sanno di più, in realtà già la leggevo però l'ho approfondita: le rivelazione di angeli a suore o semplici persone, la vita e le opere di S. Pio, i pensieri e la vita di S. Francesco, alcuni pensieri di Madre Teresa di Calcutta, ho letto anche le lettere degli apostoli, e l'apocalisse (molto enigmatico, è decisamente un testo alchemico mi sono interessato anche di alchimia perché prevede la trasformazione dell'anima, oltre la famosa pietra filosofale) e anche il Vangelo raccontato dalla Madonna a una santa (mi sfugge il nome...) e molto altro: insomma ho ammirato la vita dei santi ma non ho trovato risposta a quel che cercavo, anzi è cresciuta in me indignazione, sconforto, senso di ingiustizia e insensatezza di Dio, tant'è che ho abbandonato ogni preghiera, in modo progressivo...

Ho avuto una svolta e devo dire che mi sono sentito guidato (non metto i particolari) e ho letto sempre di più messaggi di angeli, fino a trovare che in questi tempi ci sono numerosi casi di "canalizzazione" e ho letto tantissimo materiale interessate, in cui si dice che non esiste inferno, purgatorio, paradiso, come intende la nostra mitologia ma c'è una diversa interpretazione da fare, esiste la reincarnazione, c'è vita su altri pianeti, esistono più universi ma tutto è uno, ci sono diversi piani di esistenza, tutto ha coscienza anche le pietre, l'obbiettivo è imparare l'amore incondizionato, o tornare a casa dal Tao (così definiscono la Sorgente da cui tutta la vita è scaturita, e ho ricollegato al fatto che S. Francesco usava mettere una T con la sua firma ed era molto affezionato a questo simbolo) inoltre a Medjugorje la Madonna, credo sia lo spirito della Madre Terra che usa quell'avatar per preparare molte persone a qualcosa di grande che dovrà avvenire per tutto il pianeta, l'obbiettivo è quello di imparare ad amare liberamente, dice "aprite il vostro cuore a Dio" "riconciliatevi tra di voi" "lo Spirito Santo opera in tutte le religioni" "pregate finché la preghiera non diventi per voi gioia" "state in mezzo alla natura vi aiuterà a comprendere l'amore di Dio" (ho letto anche tutti i messaggi di Medjugorje) sembrano di mediazione ma l'obbiettivo è sempre lo stesso, anche nelle canalizzazioni: l'amore incondizionato (anche lo yoga prevede l'apertura dei chackra, in particolare quello del cuore che è centrale), insomma c'è un filo logico che lega tutto (fonti così diverse, tradizioni apparentemente lontane).

A questo punto vi direte: ma allora cosa cerchi?? non è tutto chiaro se credi a queste cose? Ecco, è che ancora non mi va giù che manca quella perfezione che vorrei vedere in questo mondo da sempre, a dire il vero proprio in questi giorni ho letto altro materiale del "Cerchio di Firenze 77" e ho trovato ulteriori risposte, sono molto filosofiche quasi tecniche, ma spesso è questo quello che cerco (non sempre) ora non le metto qui a meno che qualcuno non me le chieda... insomma mi sono iscritto in questo forum dallo sconforto e cercavo risposte, ma le sto trovando altrove, anche se queste ed altre discussioni mi sono servite in qualche modo, non voglio dire che ho risolto i miei problemi ma ho fatto ulteriori passi (è una difficile ricerca tra studi e vita quotidiana...)

Citazione:
Originalmente inviato da koan
Forse l'essenziale è imparare realmente ad amare fino a compiere l'amore, che è Vita ed è Risveglio .. dell'Origine... ( la Seconda Nascita ) ..... anche se non è facile !
Esatto questo è il nodo centrale della meta ambita da tutti i santi, da ogni uomo che cerca la felicità anche se non gli è chiaro a volte l'obbiettivo, il messaggio primo del Vangelo e di Medjugorje, quello che mi manca è realizzare quella che ho capito essere la meta.

Nel prossimo post elenco i motivi che mi bloccano verso l'amore incondizionato, e le problematiche, che riguardano "la cosa più importante" secondo me.
Zero is offline  
Vecchio 12-10-2007, 15.04.53   #20
Zero
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Riferimento: La cosa più importante del mondo

"La cosa più importante", sarebbe ciò che è utile, ciò che serve, lo scopo, il motivo, l'obbiettivo, la finalità, sono tutti sinonimi, però fanno capire cosa intendo, ebbene ci sono 2 tipi di utilità ultime:

- ciò che è necessario, è utile-indispensabile mangiare ma perché altrimenti si muore non perché sia davvero la cosa più importante per me

- ciò che è gioioso, diciamo meglio con un po' di sinonimi: ciò che rende felice, che appaga, soddisfa, che è bello, amabile, che diverte. Le varie differenze credo siano vari gradi dell'amore, o amore rivolto verso questa o quell'altra cosa o persona.

Naturalmente per un Dio onnipotente ci si aspetta che NULLA sia necessario e TUTTO sia possibile (questa è già un'ombra che mi mette sconforto, il motivo per cui mi aspetto una totale perfezione nel mondo e in ogni creatura, l'unica cosa che mi viene in mente è che Dio abbia le "mani legate" ma è comunque una tristezza...)

Cmq volendo credere che nulla è veramente necessario, allora che cosa è utile? Perché lavorare? per vivere. Perché vivere? qui non c'è sempre una risposta razionale, e per chi ha una vita travagliata a volte si desidera la morte anche se non si arriva al suicidio... che cosa è importante? cosa serve fare? Ebbene un passo avanti l'ho fatto: la felicità è l'unica vera necessità, cosa è importante essere felici e amare, non è forse vero che tanta gente vede il lavoro come un peso un ostacolo di cui se ne farebbe a meno per avere il tempo di viaggiare, divertirsi, dedicarsi alle proprie passioni? C'è anche chi si appassiona al proprio lavoro naturalmente. O i ragazzi non farebbero volentieri a meno della scuola, per poter giocare sempre, divertirsi sempre? L'uomo cerca questo: felicità e amore.

Inoltre qui la razionalità si ferma: se dovessi dire perché mi piace una cosa o una persona che cosa potrei mai rispondere? Potrei descriverla in ciò che mi piace, o dire ciò che suscita in me, ma non darei il motivo, parlerei di ciò che "vedo" e degli effetti per me, ma non riuscirei mai a motivare perché il "sentire" comporti questi "effetti" posso solo constatarlo in me e prendere atto che dipende dalla mia natura (da chi mi ha fatto).

E' anche vero che la felicità è possibile a volte anche con la sola immaginazione, e di certo non è qualcosa da avere ma uno stato dell'essere, teoricamente potrei essere felice semplicemente perché posso essere in questo stato, cose e persone spesso sono un mezzo per raggiungere questo obbiettivo (egoisticamente parlando), insomma perché non riesco ad essere felice a prescindere da tutto? teoricamente è possibile. Solo che già quando sono felice non capisco il perché, a maggior ragione come posso tentare di capire come essere felice?

L'amore incondizionato prevede che si ami tutto in cambio di nulla, che si ami senza obbiettivi, ma si ami per amare, perché l'amore è un mistero. Si è felici perché si ama, non tanto perché si è amati (anche, ma è imperfezione) perché amare ci rende simili al Creatore, ma io non ho la forza né sento o vedo motivo per amare realmente tutto e tutti, razionalmente desidero un mondo perfetto per tutti, se mi immedesimo in chi soffre provo pietà, ma c'è anche tanta gente a cui resto indifferente (emotivamente) poi magari posso anche aiutarla ma... c'è come una formalità dietro, più che altro... c'è anche chi dice che il vero amore "non si sente" rallegra gli altri, ma allora non è felicità e gioia, almeno per me... si può pensare che dopo ci sia un "premio" per la condotta di "ora", ma questo è egoismo!

Liberarsi dall'egoismo, dall'ego sembra un passo immancabile a volte ho letto l'unico ma difficilissimo passo, io ho riflettuto molte volte ma mi sembra che sia impossibile non essere egoisti, perché agiamo sempre per un motivo, fosse anche per il desiderio di non essere più egoisti ma altruisti anche questo è egoismo perché desidero una "bella qualità" tutta per me. Solo che mi viene in mente un agire apatico, senza aspettative, senza desideri, senza ricerche, ma dovrebbe esserci qualcuno a dirmi cosa fare, invece devo prendere tante iniziative nella vita, ma con che criterio? Seguo quel che mi piace quel che è più o meno bene, a volte si prende anche ciò che capita...

Insomma è un groviglio problematico che vede egoismo-altruismo, volontà di Dio e amore incondizioanto, perfezione e dolore, libero arbitrio e colpa, fare ed essere, studiare e vivere, che mi lascia inquieto a volte il troppo carico mi deprime, poi mi riprendo e vado avanti, è così da anni... ma c'è sempre un miglioramente una nuova presa di coscienza questo mi lascia sperare.

Citazione:
Originalmente inviato da robian
ti consiglio così di leggere "Autobiografia di uno Yogi"... ti potrebbe fornire il metodo adeguato...
Non l'ho letto e di yoga me ne intendo poco, ora sto leggendo alcune cose... ma può darsi che lo leggerò. Grazie del consiglio!
Zero is offline  

 



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