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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 20-11-2007, 13.54.31   #1
Socrate78
Ospite abituale
 
Data registrazione: 06-05-2007
Messaggi: 107
Al di là del bene e del male

Nella filosofia di Nietzsche ricorre spesso il concetto che l'uomo debba vivere "al di là del bene e del male", quasi al di fuori di ogni etica precostituita. Detto questo, non mi sembra affatto chiaro che cosa esattamente Nietzsche intendesse con l'espressione "vivere al di là del bene e del male". Infatti sono possibili varie ipotesi, considerando che il filosofo spesso considera la figura del "fanciullino" come un esempio di individuo al di fuori dell'etica, forse per una specie di innocenza naturale e spontanea, dovuta all'ignoranza delle regole morali.
Di conseguenza l'essere al di là del bene e del male potrebbe significare sia una ribellione ad una morale imposta dall'alto, sia il ritorno ad una condizione di incoscienza infantile, che comunque libererebbe l'individuo dalle costrizioni esterne.
Da parte vostra, come interpretate l'espressione nietzscheana di "essere al di là del bene e del male"? Tra l'altro Nietzsche è un autore enigmatico, forse il più complesso dei pensatori. Intervenite numerosi su questo affascinante tema filosofico
Ciao
Socrate78 is offline  
Vecchio 20-11-2007, 18.50.53   #2
kore
Ospite abituale
 
Data registrazione: 31-07-2007
Messaggi: 343
Riferimento: Al di là del bene e del male

Citazione:
Originalmente inviato da Socrate78
Nella filosofia di Nietzsche ricorre spesso il concetto che l'uomo debba vivere "al di là del bene e del male", quasi al di fuori di ogni etica precostituita. Detto questo, non mi sembra affatto chiaro che cosa esattamente Nietzsche intendesse con l'espressione "vivere al di là del bene e del male". Infatti sono possibili varie ipotesi, considerando che il filosofo spesso considera la figura del "fanciullino" come un esempio di individuo al di fuori dell'etica, forse per una specie di innocenza naturale e spontanea, dovuta all'ignoranza delle regole morali.
Di conseguenza l'essere al di là del bene e del male potrebbe significare sia una ribellione ad una morale imposta dall'alto, sia il ritorno ad una condizione di incoscienza infantile, che comunque libererebbe l'individuo dalle costrizioni esterne.
Da parte vostra, come interpretate l'espressione nietzscheana di "essere al di là del bene e del male"? Tra l'altro Nietzsche è un autore enigmatico, forse il più complesso dei pensatori. Intervenite numerosi su questo affascinante tema filosofico
Ciao

Per come l'ho capita io le regole morali vanno relativizzate, guardate in prospettiva e non come valori assoluti universalmente validi in ogni epoca e in ogni civilizzazione.
Ma aspetto anche io ulteriori delucidazioni, infatti non sono sicura che volesse dire soltanto questo...
kore is offline  
Vecchio 20-11-2007, 21.48.44   #3
Max6thetop
Ospite
 
Data registrazione: 27-04-2007
Messaggi: 10
Riferimento: Al di là del bene e del male

Significa che la vita prescinde dal concetto di bene e male in quanto l'unico discrimine è la volontà di potenza, e la volontà di potenza è la vita stessa e non vi è vita senza volontà di potenza.
al di là del bene e del male vuol essere una critica al cristianesimo e alle ideologie politiche -senza distinzioni - in quanto dispensatrici di valori che in realtà inibiscono la volontà di potenza e quindi la vita: l'uomo deve in realtà accettare tutto ciò che la vita comporta, dolore e sofferenza poichè il superuomo non prescinde dal sacrificio e solo attraverso questo l'uomo può elevarsi a tale rango comprendendo il reale significato della vita, ossia il suo non senso e il suo stare in equilibrio nel nulla, una comprensione che è però esssenziale per vivere davvero.
In particolare il sacrificio per Nietszche, perlomeno il suo senso è stato completamente travisato dal cristianesimo che nel sacrificio di Cristo ha visto la debolezza, in realtà il sacrificio comporta l'incremento della potenza della volontà ed è necessario al superuomo quando invece la chiesa lo ha usato per evidenziarne la caducità e sottomettere i popoli
Max6thetop is offline  
Vecchio 21-11-2007, 09.23.38   #4
emmeci
Ospite abituale
 
L'avatar di emmeci
 
Data registrazione: 10-06-2007
Messaggi: 1,272
Riferimento: Al di là del bene e del male

Vedo, Socrate78, che ti riferisci al senso che questa formula può avere in quanto posta da Nietzsche a titolo di una delle sue opere - formula divenuta emblematica per quanto di demonico e suggestivo sembrano contenere quelle parole. Come del resto capita per ogni opera che Nietzsche pubblica, almeno dopo la Nascita della Tragedia, si tratta di un seguito di aforismi che sono un profluvio di attacchi contro la storia dell’occidente, cioè contro la tradizione e la cultura greco-cristiana, se non contro l'uomo in sé, che sembra, almeno nell’opera che porta il titolo da te riportato, potersi salvare solo per quanto serba d’istinti volontaristici e di una forza capace di superare vincoli conoscitivi e morali. Ma è tale la potenza dello stile e del gusto personale di Nietzsche che l’aforisma sembra diventare un suo sfogo, una sua sfida all’ultimo sangue contro avversari da cui si sente offeso e umiliato piuttosto che uno sforzo per giungere, costi quello che costi, a una verità che quelli non osano ricercare. Così, egli va con piacere se non con sadismo contro tutto ciò che si crede saggio e virtuoso, mentre è timore e incapacità di tenere le redini della vita con quella volontà di potenza che diverrà il leitmotiv delle opere successive di Nietzsche, fino a prospettare il superamento di tutti i valori, simboleggiato nella proclamata “morte di dio” e in quell’annuncio del superuomo che, più che un ideale, è una patetica e quasi fisica aspirazione a mutare la specie-uomo (cui del resto tentavano di arrivare gli spiriti più avanzati del tempo, gli artisti d’avanguardia e i profeti delle rivoluzioni). Quel titolo che tu evochi non è quindi da intendersi soltanto come una rivolta contro l’ideale etico che da Platone in poi ha caratterizzato la cultura dell’uomo ma è, per Nietzsche, il simbolo di una rivolta contro tutto ciò che ha guidato la storia: un preludio del nichilismo totale che spingerà il genio nietzschiano fino allo Zarathustra e al terribile infrangersi nella pazzia.
C’è però qualcosa che può assomigliare a un contrappasso proprio in quel titolo che ci affascina, poiché si potrebbe osservare che lo slancio di portarsi al di là del bene e del male non è un’invenzione di Nietzsche, ma nasce entro la stessa tradizione cristiana, quando esso viene applicato a Dio stesso, che nella sua onnipotenza è da filosofi radicali posto al di là di ogni limite, tanto da far pensare che egli avrebbe potuto – nel suo assoluto potere – fare sì che le leggi dell’universo fossero altre da quelle che sono. E non c’è bisogno di ricorrere a filosofi notoriamente eretici. Cartesio, per esempio, sostiene che Dio crea “ad arbitrio” le verità matematiche e i valori morali, tanto che il suo contemporaneo Malebranche è spinto a ribattere che, se è vero che la creazione dipende da come l’ha di sua iniziativa progettata Dio, questi ha però mirato al migliore dei mondi: e se non al migliore dei mondi possibili come sostiene Leibniz, al migliore dei mondi compatibili con la semplicità delle leggi che devono regolarlo restando uniformi, costanti, armoniose e in numero limitato. E altri teologi, più radicali, insinuano che Dio, se avesse voluto, avrebbe potuto far sì che 2+2 non faccia 4 e, naturalmente, che il decalogo fosse diverso da quello che conosciamo - il che, detto senza critica o ironia - sembra quasi trapelare nella stessa Bibbia, là dove si racconta dell’ordine dato ad Abramo di uccidere il proprio figlio, del trattamento riservato a Giobbe e in generale delle guerre spietate imposte – contro il decalogo - al popolo eletto per affermarsi.
Però è vero che questo slancio o questa tentazione di oltrepassare le leggi morali sembra sbocciare in tutti i momenti rivoluzionari della storia come la conseguenza di un sovvertimento che non ha paura di sognare il diverso, cioè un’altra moralità o un eroismo che abbia il coraggio di trasformare il male nel bene, la crudeltà in una virtù. E c’è perfino la possibilità di vedere il seme di questa mutazione genetica nei movimenti mistici più appassionati, che possono arrivare a questa visione di una morale superiore alla morale comune, cioè una morale al di là del bene e del male proclamando verità che sembrano bestemmie e compiendo atti criminali, a costo di essere considerati infami dagli ortodossi ed essere condannati al martirio.
Perché c’è qualcosa nella fede dell’uomo che sembra oltrepassare i catechismi di tutte le religioni e innalzarsi oltre di esse, fino a un Dio che non abbia più nulla di umano, che sia spoglio delle qualifiche che gli attribuiamo e che solo così, privo di maschere e perfino di nomi, è un Dio veramente assoluto: un Dio non bisognoso di lodi o di biasimi, immune da ogni critica e teodicea. Ebbene, solo questo Dio – quello che non è più a portata degli strali di Nietzsche - potrebbe dirsi veramente “al di là del bene e del male”.
emmeci is offline  

 



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