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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 16-04-2008, 07.30.08   #1
emmeci
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Proprio dell'uomo è l'estremismo

Come vedrete, non parlo di estremismo politico o religioso…..per quanto, chi sa? potrebbe trattarsi anche di quello. Parlo comunque di quella tendenza – che mi pare propria dell’uomo più che di altre specie animali – a non obbedire al posto che la natura può avergli assegnato, ma ad aprirsi a scelte inattese se non temerarie. Cioè di una refrattarietà a rimanere in quei limiti che Noor direbbe stabiliti dal tao o dall’ordine delle cose e altri potrebbero pensare determinati dal suo DNA. No, l’uomo vuol andare fuori dei limiti anche a costo di arrivare agli estremi e veder arrivare l’arbitro col fatidico cartellino.
“Voluttà fu data al verme e il cherubino sta dinnanzi a Dio” – dice Schiller nell' Inno alla gioia, e certo è incommensurabile la vastità dell’amore, che in un amplesso apparentemente uguale e perfino monotono, può far passare dall’animalità alla pazzia. Ma qui interverrebbe Socrate a dirci che, come lui ebbe modo di accorgersi il giorno stesso della sua morte, la spiegazione è che tutto è soggetto ai contrari, e come lui, massaggiandosi il piede, disse che sentiva alla pena dell’intorpidimento sostituirsi il piacere, così tutto è forse soggetto ai contrari, nell’umanità e nell’universo, rendendosi conto che, come avveniva al suo piede, così sarebbe avvenuto all'intero suo essere, che sarebbe presto passato dalla vita alla morte, e dalla morte a una vita più bella.
Allora, poniamo che abbia ragione Eraclito, cioè che questa alternanza di un contrario nell’altro sia esatta, che cosa dedurne per tranquillizzare la nostra anima e farle attendere senza trepidazione se ciò che viene consegnato dal carceriere è cicuta o l’insalata di Ornella? Come conservare quel saggio equilibrio che Aristotele si è affrettato a sostituire agli slanci verso la verità e la giustizia che Platone aveva esaltato col pericolo di finire nel libro nero di qualche tiranno? E se ti capita, come è capitato all’asino di Buridano, di avere a destra e a sinistra un cardo gustoso o – tanto per rimanere nell’ambito del nostro forum – un’idea filosofica nuova e bellissima, verso quale delle due parti ti dirigeresti intanto che il tuo computer attende il tocco della tua mano? Quell’idea che sa di religione o quella che è figlia di scienza?
Sì, perché se uno guarda gli argomenti che più si dibattono in questo forum, dovrebbe concludere che gli aspiranti filosofi si dividono in due categorie: quelli che credono in una religione (intesa in senso largo) e quelli che credono nella scienza. In fondo, non è una larghissima gamma di scelte, soltanto che sono spinte a fondo e non mi pare che nessuno, dopo qualche ora passata al computer in connessione col forum, si sia convertito dall’una all’altra parte……. Sì, quando entriamo nel cerchio magico della filosofia, gli estremismi sono sempre presenti, oscillando fra il verme della scienza e il cherubino della fede, quasi che un filosofo si sentirebbe umiliato se dovesse riconoscere che il suo concorrente può avere ragione.
E allora? Allora, chi ci salverà dall’estremismo delle nostre idee, da quell’Eureka cui anch’io non so rinunciare, anche se dico, ogni volta che quella parola mi tenta, che la verità assoluta è tale perché nessuno la conosce e non la conoscerà mai?
emmeci is offline  
Vecchio 16-04-2008, 11.19.36   #2
Noor
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la Rinuncia

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
E allora? Allora, chi ci salverà dall’estremismo delle nostre idee, da quell’Eureka cui anch’io non so rinunciare, anche se dico, ogni volta che quella parola mi tenta, che la verità assoluta è tale perché nessuno la conosce e non la conoscerà mai?
Ci salverà il non aver più idee...
Bisogna saperci rinunciare prima o poi..
è quello l'Eureka..
(Il cherubino non è mosso da nessun idea,figuriamoci sua..)
Noor is offline  
Vecchio 17-04-2008, 09.29.39   #3
emmeci
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Riferimento: Proprio dell'uomo è l'estremismo

Già, quel cherubino che si limita a contemplare Dio dovrebbe essere un po’ il tuo ideale, Noor, almeno se dai al tao questa sfumatura sublime, mentre il verme è sempre in cerca di cose basse e viziose …..Fuori dalla metafora, mi sembra che tutti noi siamo estremisti, cioè fissi nella nostra idea – tu nella tua e io nella mia - mentre dovremmo renderci conto che non l’estremismo ma la larghezza e la varietà delle idee ci dà qualcosa di paragonabile all’infinito e quindi alla verità che sembra sfuggirci. Così, però, torniamo al problema del relativismo che sembra inquietare pontefici e anime pie, cioè all’incapacità dell’uomo di credere nell’assoluto…..senza renderci conto che è proprio la grande varietà delle idee (e, starei per aggiungere, la varietà delle chiese) che offre qualcosa che assomiglia a ciò che chiamiamo assoluto. E’ questo alla fine l’estremismo a cui alludevo iniziando questo argomento, un estremismo che è contrario a tutti i fondamentalismi, a tutte le idee immobili e fisse, cioè alla pretesa di imporre alla filosofia o alla fede il marchio dell’assoluto mentre solo nella libertà di credere, giudicare ed esprimersi, cioè nella capacità di aprirsi e, vorrei dire, di amare, si può sfiorare qualcosa che assomiglia alla verità. Così, teniamoci, Noor, tu il tuo tao e io la mia smania di cercare qual è la verità e il senso della vita, anche se so che non li troverò mai, né in alto né in basso, nell’empireo dei cherubini o nel fangoso ambiente dei vermi, perché solo questa larghezza di idee si approssima a quell’infinito che è la sola immagine d’assoluto che a noi è consentito di avere.
emmeci is offline  
Vecchio 17-04-2008, 11.40.18   #4
Noor
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Riferimento: Proprio dell'uomo è l'estremismo

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Originalmente inviato da emmeci
solo nella libertà di credere, giudicare ed esprimersi, cioè nella capacità di aprirsi e, vorrei dire, di amare, si può sfiorare qualcosa che assomiglia alla verità. Così, teniamoci, Noor, tu il tuo tao e io la mia smania di cercare qual è la verità e il senso della vita, anche se so che non li troverò mai, né in alto né in basso, nell’empireo dei cherubini o nel fangoso ambiente dei vermi, perché solo questa larghezza di idee si approssima a quell’infinito che è la sola immagine d’assoluto che a noi è consentito di avere.
Sostanzialmente concordo emmeci:libertà di esprimersi e capacità di aprirsi e amare:questo innanzitutto.
Non sono legato a nessun Tao comunque,l'ho utilizzato "come concetto" (ma non lo è)perchè mi ha fatto comodo
nel contesto, finora.
Ma nessuna verità può essere trattenuta da un concetto o da una idea..questo è ciò che volevo dire..
Il tuo "approssimarsi" rimane comunque solo un'idea:secondo me può essere utile in quell' "aprirsi"
(che io chiamo Fiducia) e che consente nuove comprensioni..ma in ultimo va lasciata..si Viaggia senza Idee,ma in Fiducia di farlo..
ed allora ogni Volo (Nutrimento) accade..
diventa possibile nell'Ignoto che E'.
Grazie della tua pazienza..ciao
Noor is offline  

 



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