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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 30-03-2008, 18.27.50   #1
emmeci
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Data registrazione: 10-06-2007
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Lo scandalo

Lo scienziato dice: per quanto io esplori l’universo con strumenti sempre più raffinati e potenti, io non vedo Dio. Ma un ragionamento come questo non ha mai convinto chi ha veramente fede: egli può guardare il cielo e stupirsi della sua infinità e della sua misteriosa bellezza. Ma c’è qualcosa che forse ha, almeno per un istante, reso dubbioso anche il fedele: no, non il sibilo di un demone tentatore - forse la percezione di un’ingiustizia o la morte straziante di un essere caro, o perfino qualcosa di più vasto se non gigantesco, come la scoperta che non solo il nostro mondo, ma l’universo è cattivo, che come nello spazio infinito le galassie divorano le galassie e le stelle le stelle, così in ogni pianeta dove una vita fiorisce non c’è vero amore e non c’è pietà.
La prima reazione a questo scandalo dell’universo può essere il dubbio sul nostro senso morale: ma che ragione ho io per dubitare del creatore? Non è stato detto l’onnipotente, ma anche il giusto e il misericordioso? Eppure il ricordo di quelle scene di violenza e di morte che sembrano estendersi fino ai limiti dell’universo, il ricordo di ciò che una creatura ha dovuto, senza colpa, subire, mi fanno ulteriormente riflettere: può un mondo come quello che vedo, con tutti gli orrori che esso presenta, essere stato creato da un Dio? Non è questa la macchia dell’universo? E allora, che cosa è Dio? Un essere moralmente perfetto o un drago assetato di sangue? Un essere al di sopra di ogni paragone possibile con quello che noi crediamo essere il bene, o un essere che è egli stesso il bene, ricco di virtù che non smentiscono quelle che noi riteniamo tali, ma anzi le esaltano fino al sublime? La teologia è una scienza difficile, studiare Dio è difficile, quando non sappiamo abbandonare le nostre imperfette o forse folli pretese morali…..Ma poniamo pure che Dio sia l’essere al di sopra di tutto – allora che vale parlarne o anche solo pensarlo?
Cari amici filosofi, una volta mi pare d’aver letto fra gli argomenti del forum, qualcuno che domandava: “perché non si può concepire un Dio cattivo?” Ebbene, vedete che questo è possibile e non ci vuole molto coraggio o forza d’animo a concepirlo: mentre, per liberare Dio da ogni accusa devo portarlo al di sopra di tutto, librarlo nell’assoluto, in modo che tutta la mia filosofia può essere interpretata come una ricerca di quell’assoluto: mentre ogni volta che l’assoluto – quasi per un riflesso condizionato - mi pare assumere il nome e le sembianze di un Dio, c’è qualcosa (forse la logica di un demonio) a togliermi ogni illusione e a squarciare il velo che copre quest’universo per mostrare l’incancellabile scandalo. E allora che cosa resta se non portare Dio al di sopra del bene e del male e renderlo - non per soddisfare il demonio ma per salvare Dio stesso - l’inesistente?
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Vecchio 30-03-2008, 19.43.45   #2
Anakreon
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Dei e beni.

Caro Emme Ci,

mi pare che quella, che proponi, sia in sostanza la soluzione d'Aristotele:
dio è in sé e per sé ed è bene piuttosto per l'universo, il quale quindi per ciò a lui tende, che bene per sé stesso.

E veramente, se il bene è ciò, cui ogni cosa tende, senz'altro per tutte le altre cose è lecito affermare dio sia bene, ma per lui stesso non si può propriamente dire sia un bene, perché non tende a nulla:
è un atto puro, una forma pura, un motore immobile e pensa sé stesso pensante.

D'altronde, affinché si possa dire che dio sia bene per sé, parrebbe necessario dire che alcunché altro, equivalente o simile, sia male, da cui egli possa distinguersi:
così fa Platone, quando pone l'uno quale principio del bene e la diade grande e piccolo quale principio del male.

Ma forse la dificoltà vera è in ciò, che noi rappresentiamo il dio a nostra immagine e similitudine e quindi non possiamo non attribuirgli qualche nostra virtù o qualche nostro vizio.

Anakreon.
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Vecchio 30-03-2008, 21.20.11   #3
Noor
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Riferimento: Lo scandalo

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
studiare Dio è difficile, quando non sappiamo abbandonare le nostre imperfette o forse folli pretese morali…..Ma poniamo pure che Dio sia l’essere al di sopra di tutto – allora che vale parlarne o anche solo pensarlo?
Saggia considerazione..
Il Silenzio s'impone.
(Difficile compito da assolvere per un filosofo comunque..
Dio non è mai nel pensiero (che circoscrivendolo lo nega)e nemmeno in Cielo o fuori di noi ,ma sempre nell'Esperienza.
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Vecchio 31-03-2008, 09.35.20   #4
emmeci
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Riferimento: Lo scandalo

Sì, è proprio così Anakreon, e tante volte anch'io ll’ho detto: “noi rappresentiamo Dio a nostra immagine e similitudine e quindi non possiamo non attribuirgli qualche nostra virtù o nostro vizio”.
Eppure, per una volta voglio accettare il pensiero comune dei religiosi e riconoscere la bontà di Dio: in fondo, qualunque cosa uno pensa o compie, Egli non sembra giudicare e certo non interviene: forse però questo non significa che sia buono, ma semplicemente che è al di sopra di tutto. (Così vedi bene, Noor, dicendo che di fronte a Dio un filosofo può arrivare al silenzio).
emmeci is offline  
Vecchio 31-03-2008, 14.32.11   #5
Anakreon
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Beni, mali e silenzii.

Senza dubbio, caro Emme Ci, può darsi che dio sia buono, ma sopporti il male perché concede libertà piena all'uomo ed a tutto l'universo, secondo certe leggi imposte in principio di tutto.

Può darsi poi ch'egli sia oltre tutto ciò, ch'è mortale o pensato dai mortali, e quindi sia anche oltre il bene ed il male, perfino oltre l'essere, Grecamente "epékeina tês ousías", come stabiliva Platone per il suo uno.

Tuttavia, può pure darsi che un dio neppur sia:
congettura, questa, che risolverebbe alla radice la questione perché sia il male.

Circa il silenzio, dissento:
un filosofo lice che affermi, neghi, dimostri, confuti, dubiti; ma che taccia, non lice:
che filosofo sarebbe ?.

Anakreon.
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Vecchio 31-03-2008, 15.16.23   #6
Noor
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Riferimento: Beni, mali e silenzii.

Citazione:
Originalmente inviato da Anakreon
un filosofo lice che affermi, neghi, dimostri, confuti, dubiti; ma che taccia, non lice:
che filosofo sarebbe ?.
Un filosofo non ha più licenze di qualsiasi altro essere umano:
L'onestà ed il vero coraggio gli impongono il silenzio quando necessario, come Wittgenstein docet.
Ci vuole più coraggio a saper tacere che ad affermare (anche la negazione e il dubitare sono comunque un'affermare un pensiero, altra cosa è sospendere il giudizio quando necessario..)
Noor is offline  
Vecchio 31-03-2008, 16.17.53   #7
visechi
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Riferimento: Beni, mali e silenzii.

Citazione:
Originalmente inviato da Anakreon
Senza dubbio, caro Emme Ci, può darsi che dio sia buono, ma sopporti il male perché concede libertà piena all'uomo ed a tutto l'universo, secondo certe leggi imposte in principio di tutto.

Può darsi poi ch'egli sia oltre tutto ciò, ch'è mortale o pensato dai mortali, e quindi sia anche oltre il bene ed il male, perfino oltre l'essere, Grecamente "epékeina tês ousías", come stabiliva Platone per il suo uno.

Tuttavia, può pure darsi che un dio neppur sia:
congettura, questa, che risolverebbe alla radice la questione perché sia il male.

Circa il silenzio, dissento:
un filosofo lice che affermi, neghi, dimostri, confuti, dubiti; ma che taccia, non lice:
che filosofo sarebbe ?.

Anakreon.

Già! Proprio vero. Solo il non essere di Dio, assolve Dio dalla responsabilità del male, soprattutto di quello gratuito, privo di un perché, di una ragione: del male innocente. Quel male che confuta il senso alla teologia, qualsiasi teologia, negandoglielo. Dio (il dio 'persona' e creatore del cristianesimo) o non è, oppure deve essere anch’egli impregnato di male, poiché è impossibile negare al male una sua essenza e una sua esistenza. SE il male è – e il male è, senza possibilità di errore -, dio non è, oppure è male. Il male innocente inscrive nell’orizzonte della teologia del cristianesimo un dramma speculativo non facilmente risolvibile, se non attraverso la negazione di dio stesso, negando così anche la sostanza stessa della teologia cristiana.
Postulare un Dio al di sopra di tutto equivale a ipotizzare un dio assente, oppure morto, come insegnava Voltaire; in ultima analisi, un dio che non è.

Ciao
visechi is offline  
Vecchio 31-03-2008, 16.49.27   #8
espert37
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Giustissimo caro emmeci, l'errore grossolano che è stato fatto e quello di figurarci il Dio a nostra immagine e somiglianza,ed inoltre pensare che il male ed il bene come lo concepiamo noi sia paregonabile a quello che concepisce Lui.Lui che ha l'immane compito di governare un intero universo. Per Lui può essere bene far morire 100 bambini perchè con questa azione ne salva 10.000,per noi questo è senz'altro di una crudeltà inaudita perchè non ci è concesso di conoscere tutto ciò che conosce Lui.Anche noi a volte uccidiamo 100 pecore sapendo che potrebbero dannaggiare le altre 1.000 che compongono l'intiero gregge. Ho letto da qualche parte che i grandi studiosi dell'umanità stanno cercando una soluzione per ridurre la popolazione mondiale al fine di allungare l'esistenza alla rimanente. Dio è un pò più in alto dei nostri grandi pensatori,perciò cerchiamo di rendercene conto.

Comunque leggimi pure con diritto di inventario,dal momento che come tu dici io appartengo al pensiero debole.Ho desiderato solo esternare una mia opinione.
Un Ciao amichevole espert37
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Vecchio 31-03-2008, 17.21.19   #9
fealoro
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Ma ritenere che il bene e il male di Dio siano diversi dalle nostre concezioni etiche sposta solo il problema a chiederci come mai l'etica di Dio sia così differente dalla nostra. E soprattutto a cosa serve avere un'etica se poi quella di Dio è inconoscibile?

Spostare Dio al di sopra del bene e del male umani è un modo di eludere il problema, ma non lo risolve.
fealoro is offline  
Vecchio 31-03-2008, 18.13.57   #10
Noor
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Originalmente inviato da visechi
Solo il non essere di Dio, assolve Dio dalla responsabilità del male, soprattutto di quello gratuito, privo di un perché, di una ragione: del male innocente. Quel male che confuta il senso alla teologia, qualsiasi teologia, negandoglielo. Dio (il dio 'persona' e creatore del cristianesimo) o non è, oppure deve essere anch’egli impregnato di male, poiché è impossibile negare al male una sua essenza e una sua esistenza. Se il male è – e il male è, senza possibilità di errore -, dio non è, oppure è male. Il male innocente inscrive nell’orizzonte della teologia del cristianesimo un dramma speculativo non facilmente risolvibile, se non attraverso la negazione di dio stesso, negando così anche la sostanza stessa della teologia cristiana.
Postulare un Dio al di sopra di tutto equivale a ipotizzare un dio assente, oppure morto, come insegnava Voltaire; in ultima analisi, un dio che non è.
E' l'uomo che ha da ampliare il proprio orizzonte ,la propria visione,non Dio abbassare a nostro piacimento e comodità quell'orizzonte..
PS perchè vi rifate sempre al dio-persona? Perchè non riuscite ad uscire da questa schema obsoleto e falso che vanifica in partenza ogni "discorso"?
Uscendo dallo schema dualistico ,è possibile fare un ragionamento valido come quello dell'amico donqixote nel thread sul male,ad esempio..
Noor is offline  

 



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