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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 14-06-2008, 17.38.30   #1
emmeci
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Non filosofi, ma consulenti esistenziali

Prima di tutto, togliamoci dal capo l’aureola ormai stantia di filosofi pensierosi e saggi , magari laureati e destinati a cattedre universitarie. C’è qualcosa di molto più promettente nel nostro avvenire, e soprattutto di più remunerativo. Sì perché oggi gli obiettivi a cui tutti puntano, cioè il successo, il denaro, la bellezza, come pure la vita frenetica che divora uomini e donne, ha creato un tale disagio da sgretolare ogni tradizionale valore e impedire di riconoscere un senso della vita, facendoci anzi vivere la nostra vita come un progressivo inarrestabile declino. Ed ecco si è fatta largo questa nuova professione del consulente esistenziale, pronto a offrire la sua competenza come fa, dal 1981, quello che l’ha inventata, cioè il filosofo tedesco Gerd B.Achenbach, “molto charmant e molto spiritoso” – dice Luciana Sica di Repubblica che l’ha intervistato precisando che dopo l’insegnamento nelle università di Klagenfurt e Berlino, oggi egli si occupa esclusivamente di consulenza filosofica, cioè di terapia delle idee, esperto nel raddrizzare quelle degli altri e dare a chi lo consulta un’illuminazione sui mali che rendono la vita non vita, e su come può essere recuperato il senso della vita, e lo interpellano non solo singoli individui ma aziende che aspirano ad essere illuminate prima di formulare le loro strategie.
Ma i suoi clienti, chiede l’intervistatrice, hanno una qualche patologia? Il professor Achenbach risponde un po’ alla larga che forse non hanno una patologia in senso stretto ma comunque “stanno male”. E quanto deve durare una consulenza filosofica? “La mia consulenza più bella – dice – dura da 26 anni e credo che finirà quando uno dei due andrà a trovare l’altro al cimitero”. “Ma non la disturba la concorrenza con la psicanalisi?” “Io non intendo come filosofo muovermi in quello che considero il vicolo cieco della psicanalisi, fra quell’esercito di piccoli Freud che non mi danno neppure fastidio”.
Ho voluto riportarvi queste informazioni senza commento perché specialmente i giovani del forum (io sono fuori gara ormai) possano valutare l’orizzonte che loro si spalanca attraverso la comparsa di questa nuova figura del consulente esistenziale, e poi perché una cosa ho trovato alla fine spiritosa nelle dichiarazioni rilasciate dal professor Achenbach, e cioè che nel suo lavoro “l’ironia è importantissima, ed è l’unica arma per evitare gli ingarbugliamenti del pensiero”. Un’osservazione che forse può servire anche a noi quando ci ingarbugliamo nei nostri dibattiti, anche se per adesso siamo solo apprendisti filosofi e non ancora consulenti aziendali.
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Vecchio 14-06-2008, 18.13.45   #2
albert
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Riferimento: Non filosofi, ma consulenti esistenziali

Ho letto anch'io l'intervista in oggetto, caro emmeci, e già mi ero interessato del fenomeno anni fa. Avevo anche comprato il libro "platone è megio del prozac" di Lou Marnoff che mi pare fosse uno dei primi dedicati al cosiddetto "counseling filosofico". Beh ... il libro, molto new age, è finito sulla lista nera, per desolante superficialità.

Achenbach è sicuramente più serio, ma secondo me la filosofia non può essere ridotta a terapia. Quindi ... affari scarsi in prospettiva.

albert is offline  
Vecchio 14-06-2008, 18.24.45   #3
Koli
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Riferimento: Non filosofi, ma consulenti esistenziali

Ciao Emmeci.

Anche a me risulta che sia aumentato il numero di persone che fanno ricorso al classico divano (si usa ancora?) dello psicologo per le più disparate ragioni.
Ti dico in confidenza che anche io che studio filosofia punto a diventare un consulente esistenziale però di me stesso.

In un certo senso attribuisco impropriamente al sapere anche una funzione fine a se stessa che potrebbe benissimo non tradursi in un beneficio economico ma che (mi) servirebbe a gestire meglio la mia vita.
Credo non sia irrilevante.
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Vecchio 15-06-2008, 00.03.33   #4
odos
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Riferimento: Non filosofi, ma consulenti esistenziali

Prima o poi volevo aprire un thread sulla NLP e sull'ipnosi. Non storcete il naso. Che c'entra questo col topic?

Beh, trovo incredibile come la filosofia non si sia accorta di quanto l'essere umano sia malleabile. Da decenni esiste una cosa che si chiama NLP, che fa cose incredibili, e tutto sfruttando quello che l'essere umano già è. Ha capito che con pochi gesti si possono modificare i nostri abiti di risposta nelle più disparate situazioni. E' una tecnica che rivoluziona il nostro approccio alle cose; non cambia il mondo, cambia il sè. E non è un arte, è una "banalissima" tecnica.

Mi dispiace che i filosofi non conoscano questi fenomeni. Mi spiace che il filosofo che decide di fare consulenza non sappia che in mezz'ora di tempo si possono risolvere problemi che 15 anni di terapia non riescono a risolvere.

Quella dell'ironia per altro, è una tecnica usatissima nella NLP.

Io credo che questa della consulenza, sia l'ennesimo duro colpo che la filosofia ha incassato negli ultimi tempi. A rischio di apparire banale, ma credo che la filosofia dovrebbe tornare a fare quello che ha sempre fatto: ricercare le verità che le altre discipline non sono in grado di ricercare.
odos is offline  
Vecchio 15-06-2008, 08.48.11   #5
emmeci
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Riferimento: Non filosofi, ma consulenti esistenziali

Cari Albert, Koli, Odos: scarsi affari senz’altro per noi, che non facciamo consulenza esistenziale mentre, quando sentiamo parlare di esistenzialismo, ci vengono in mente Jaspers, Heidegger o Sartre e non il professor Achenbach; e se sentiamo parlare di terapia filosofica pensiamo magari ai filosofi greci e a quella loro ricerca di una felicità intellettuale che dovrebbe essere assicurata dalla contemplazione del vero. Però un po’ di ingenuo spirito d’affarismo ha dimostrato anche Platone nell’immaginare che la sua filosofia potesse diventare per qualche tirannello un valido mezzo per mantenere il potere…..In fondo non era anche questo una specie di counseling filosofico, mentre il metodo socratico non si traduceva in una serie di esercitazioni neuro-linguistiche, magari con un pizzico d’ironia un poco più raffinata di quella che si coltiva nella NLP?
emmeci is offline  
Vecchio 15-06-2008, 08.51.03   #6
albert
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Riferimento: Non filosofi, ma consulenti esistenziali

Citazione:
Originalmente inviato da odos
Da decenni esiste una cosa che si chiama NLP, che fa cose incredibili, e tutto sfruttando quello che l'essere umano già è. Ha capito che con pochi gesti si possono modificare i nostri abiti di risposta nelle più disparate situazioni. E' una tecnica che rivoluziona il nostro approccio alle cose; non cambia il mondo, cambia il sè. E non è un arte, è una "banalissima" tecnica.

Mi dispiace che i filosofi non conoscano questi fenomeni. Mi spiace che il filosofo che decide di fare consulenza non sappia che in mezz'ora di tempo si possono risolvere problemi che 15 anni di terapia non riescono a risolvere.

Caro odos, immagino che intendi la programmazione neurolinguistica. Ci sono cascato anch'io (molto blandamente), ho comprato il libro di Richard Bandler "usare il cervello per cambiare". In pratica non fa altro che ripetere che lui risolve in pochi minuti problemi per cui gli psicologi/psichiatri succhiano decine (o centinaia) di migliaia di dollari. Sul fatto che gli psicologi/psichiatri siano una brutta schiatta, d'accordo . Sul fatto che lui risolva tutti i problemi facilmente, mi sembra la pubblicità di mirabolanti pillole dimagranti.

Secondo me è una cosa molto americana (gli americani sono particolarmente adatti a cascarci), un po' come la dianetica di Ron Hubbard

albert is offline  
Vecchio 15-06-2008, 11.07.41   #7
odos
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Riferimento: Non filosofi, ma consulenti esistenziali

Ok forse aprirò un thread. Per il momento cerco di non uscire dal topic.
Hubbard è un semplicemente un imbroglione, Bandler è qualcuno che ha contribuito a mio parere allo studio dell'uomo.

Perchè l'ipnosi ha degli aspetti filsofici, e il consulente filosofico è una figura già morta in principio?
Bè perchè dietro la prima si nasconde in realtà un approfondito studio dell'uomo che purtroppo manca al secondo. Infatti le varie tecniche di nlp o ipnosi nascono dall'attenta osservazione di casi di guarigione spontanea (il più famoso quello da una paralisi dovuta a lesioni della spina dorsale), o molto più semplicemente dalla comprensione delle prospettive assunte dalle personi già normalmente felici.

Ritengo queste tecniche in diretta concorrenza con un supposto consulente filosofico, per un semplice motivo, e cioè proprio perchè il "metodo" è molto simile: l'induzione di una prospettiva differente sul problema. Solo che la consulenza filosofica si propone di farlo agendo sulla coscienza, l'ipnosi molto più efficacemente lavora a livello subliminare ancorando al corpo le prospettive utili.

Per questo mi viene da ridere quando sento consulenza filosofica. Mi delude la filosofia quando crede ancora di avere in mano le redini del sapere. E ripeto dovrebbe ritornare a fare quello che sa fare bene, senza compromessi con nessuno.

ps: albert, non so quanto tu abbia provato queste tecniche in generale, però ti assicuro che è tutto tranne che aria fritta. Lo dico per esperienza personale. Forse è il caso aprire un thread sugli apsetti filosofici dell'ipnosi
odos is offline  
Vecchio 15-06-2008, 16.47.30   #8
emmeci
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Beh, prima che Odos apra il suo thread, lasciatemi dire la mia. A me pare che con queste scorribande nel mondo della NLP e discipline affini dobbiamo lasciare la qualifica di filosofi assumere piuttosto a quella di psicoterapeuti – degnissime persone, forse meglio pagate, anche se meno pronte a riconoscere che il loro dovere sia quello di cercare la verità. E se io dico, come ho detto, che la verità assoluta c’è anche se non la conosco e anche se dovesse identificarsi con la certezza che verità assoluta non c’è, credete che questo darebbe qualche tormento intellettuale a uno psicoterapeuta? In fondo la differenza è questa: che il filosofo dovrebbe essere disposto a sacrificare la pace dell’anima per il problema della verità, anzi l’ha già da sempre sacrificata, perché è consapevole, dentro di sé, che non la troverà o che verranno altri a cancellare la sua teoria e presentarne un'altra, mentre la pace dell’anima è ciò che lo psicoterapeuta promette ai clienti. E’ un po’ – non so se lo sentite anche voi - ciò che nel suo fondo distingue anche la religione dalla filosofia, perché la religione è pronta a insegnare che la sua verità può darti oggi la pace e aprirti domani le porte del paradiso, mentre la filosofia può essere ispirata dal diavolo…E, quanto ai filosofi greci, se anch’essi dopo tutto si attribuivano un po’ di questo potere terapeutico, penso che fosse un semplice equivoco e che essi si sono guadagnata l’immortalità solo per aver cercato indefessamente la verità, senza condizionamenti religiosi o politici, e (con l’eccezione degli scriteriati sofisti) senza inviare parcelle a chi li ascoltava.
emmeci is offline  

 



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