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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 26-09-2008, 08.28.16   #1
emmeci
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Lo vediamo giornalmente nel nostro forum: ci sono tre mezzi per arrivare a conoscere la verità: religione, filosofia e scienza. Ognuno separato dagli altri e spesso generatore di contrasti se non addirittura di violenze e di guerre. E’ possibile unire questi tre metodi in modo da ottenere una suprema probabilità di certezza?
Credo che la scienza, ultima arrivata, sia pervenuta a formulare un principio che assomma in sé questi metodi cioè questi tre modi di cercare l’assoluta verità: è quello che è stato definito principio antropico, mediante il quale la scienza stessa sembra diventare filosofia e religione o per lo meno invito o avvicinamento al divino: quasi che sia questo l’essenziale, e il resto ci sia dato in più.
"Principio antropico", che in estrema sintesi potrebbe essere descritto così: le leggi che governano l’universo hanno i valori che sono loro propri e non altri affinché nell’universo potesse nascere l’uomo cioè verificarsi il fenomeno dell’autocoscienza. Ed è un principio quindi che sembra racchiudere tutto, non soltanto la scienza, ma scienza, filosofia e religione.
La scienza ha distinto un principio antropico forte da uno debole: ma sono solo variazioni sul tema, che non sembrano uscire dall'ambito di un principio debole, cioè di un orizzonte teorico - mentre un principio antropico forte dovrebbe poter dominare un orizzonte etico, nel senso di riconoscere nell'universo fisico una legge comparabile alla legge morale che governa gli uomini e che può essere interpretata come un aprirsi agli altri o meglio un aprirsi al tutto: una legge della coscienza che nell’universo fisico rimane forse simile a quella radiazione di fondo che, nata insieme al big-bang, è rimasta come un fuoco debolissimo, quasi spento, che però arde e arderà sempre.
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Vecchio 26-09-2008, 10.45.15   #2
Noor
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Originalmente inviato da emmeci
le leggi che governano l’universo hanno i valori che sono loro propri e non altri affinché nell’universo potesse nascere l’uomo cioè verificarsi il fenomeno dell’autocoscienza. Ed è un principio quindi che sembra racchiudere tutto, non soltanto la scienza, ma scienza, filosofia e religione.
Concordo con questa visione.
Ma il Mondo non è che questa Autocoscienza.Il vero Bing Bang è il manifestarsi di ciò.
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Vecchio 26-09-2008, 15.02.19   #3
emmeci
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Certo, Noor, anche se può manifestarsi qui una prima divaricazione fra ciò che dice la religione e la scienza, perché questa, anche se è attratta dal principio antropico (tutti i libri che trattano di cosmologia sembrano arrivare ad ammettere o per lo meno prospettare con prudenza questo principio) però non rinunciano ad escludere il finalismo e a ribadire che la nostra specie non è l’ultima dell’universo e che nei miliardi di anni futuri sarà sostituita da altre, anzi il sistema solare non esisterà più e non esisterà più la via lattea e lo stesso universo potrà essere condotto alla fine. E noi filosofi che siamo in mezzo alle branche della scienza e della religione? Forse ci sarà possibile rispondere positivamente al tema di questo dibattito, cioè dimostrare o credere che tutto sia uno?
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Vecchio 26-09-2008, 15.27.01   #4
ornella
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Originalmente inviato da emmeci
Certo, Noor, anche se può manifestarsi qui una prima divaricazione fra ciò che dice la religione e la scienza, perché questa, anche se è attratta dal principio antropico (tutti i libri che trattano di cosmologia sembrano arrivare ad ammettere o per lo meno prospettare con prudenza questo principio) però non rinunciano ad escludere il finalismo e a ribadire che la nostra specie non è l’ultima dell’universo e che nei miliardi di anni futuri sarà sostituita da altre, anzi il sistema solare non esisterà più e non esisterà più la via lattea e lo stesso universo potrà essere condotto alla fine. E noi filosofi che siamo in mezzo alle branche della scienza e della religione? Forse ci sarà possibile rispondere positivamente al tema di questo dibattito, cioè dimostrare o credere che tutto sia uno?
Credo che la cosa straordinaria e che le divisioni in buona parte rappresentano la Nostra incomprensione, non totalmente in quanto fino ad un certo punto rappresentano la caratterizzazione necessaria dei tre elementi.
ornella is offline  
Vecchio 26-09-2008, 15.37.35   #5
Noor
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C'è anche la scienza olografica .
C'è un libro in proposito:"Tutto è Uno" di M.Talbot

Se ne può consultare qualche stralcio qui:


http://tecalibri.altervista.org/T/TALBOT-M_tutto.htm

Ultima modifica di Noor : 26-09-2008 alle ore 19.02.50.
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Vecchio 26-09-2008, 23.09.22   #6
Il_Dubbio
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Un'altra divisione da tenere presente è:

matematica-fisica-coscienza

poi abbiamo:

oggettivo-soggettivo

Da tenere presente anche che l'unione, il Tutto, è vista come semplicità, e la semplicità è spesso simbolo di verità (sottolineo "simbolo").

Il problema è che tale semplicità alla fine porta al "nulla".

Ma da tenere presente anche che la semplicità, come vedo spesso scrive nelle equazioni, è : 1

Uno non è nulla.

Ma è possibile che il nulla abbia dato vita all'1?
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 27-09-2008, 08.31.13   #7
Noor
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Da " Tutto è Uno" di M: Talbot:

"la vita e l'intelligenza sono presenti non solo in tutta la materia, ma nell'«energia», nello «spazio», nel «tempo», nella «struttura dell'intero universo» e anche in tutto ciò che sottraiamo all'olomovimento e consideriamo erroneamente come cosa separata.

L'idea che la coscienza e la vita (e invero tutte le cose) siano insiemi celati in ogni parte dell'universo ha un rovescio ugualmente strabiliante. Proprio come ciascuna porzione di un ologramma contiene l'immagine dell'intero, ogni porzione dell'universo cela l'intero. Questo significa che, se sapessimo come accedervi, potremmo trovare la galassia di Andromeda nell'unghia del pollice della nostra mano sinistra. Potremmo anche trovarvi il primo incontro di Cesare e Cleopatra, perché in linea di massima l'intero passato e le implicazioni per l'intero futuro sono anch'esse celate in ciascuna piccola parte di spazio e tempo. Ogni cellula nel nostro corpo cela l'intero cosmo. Così come ogni foglia, ogni goccia di pioggia e ogni granellino di polvere; il che porta un nuovo significato alla famosa poesia di William Blake:

Vedere un mondo in un granello di sabbia
E un paradiso in un fiore selvatico,
Tenere l'infinito nel palmo della tua mano
E l'eternità in un'ora.
Noor is offline  
Vecchio 27-09-2008, 09.26.12   #8
Marius
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Messaggi: 529
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Ritorna David Bohm.....Te lo ricordi Dubbio ?
Marius is offline  
Vecchio 27-09-2008, 10.06.59   #9
Giorgiosan
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Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
.....
una legge della coscienza che nell’universo fisico rimane forse simile a quella radiazione di fondo che, nata insieme al big-bang, è rimasta come un fuoco debolissimo, quasi spento, che però arde e arderà sempre.

Credo che la legge di coscienza, che possa dirsi originaria e universale, sia quella che prescrive la necessità di evolvere:

la materia verso forme sempre più complessificate che portino a quella che chiamiamo vita biologica e questa alla sua espressione umana,

il genere umano verso l'esito della divinizzazione.
Giorgiosan is offline  
Vecchio 27-09-2008, 10.55.58   #10
Noor
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Originalmente inviato da Giorgiosan
Credo che la legge di coscienza, che possa dirsi originaria e universale, sia quella che prescrive la necessità di evolvere:
Ecco allora che prende "posto" e valore l'Ostacolo ( ciò che nella nostra realtà duale,mentale,ci rappresentiamo come male..) senza il quale non v'è evoluzione

Ma in una visione "miope" egoica.. "troppo umana"..ciò non è comprensibile..
Noor is offline  

 



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