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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 13-11-2008, 11.02.22   #1
arsenio
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per una riflessione filosofica

Per evitare di cadere in un fuorviante senso comune o buon senso,nelle incoerenze improvvisate o d'impulso.
La filosofia richiede una riflessione centrata sul linguaggio per non addentrarsi nella parodia di un dibattito infinito senza capo né coda e privo di una conclusiva sintesi dialettica. Lo scopo della filosofia sono i costrutti di idee per problemi vitali attraverso un'analitica chiarezza e “verità” Ma quali verità? La credenza in una Verità rivelata, la verità insita nello stato delle cose o quella delle convinzioni dell'uomo che a volte acquistano la solidità di certezze? Oppure è il disvelamento dell' alétheia? Quanto è possibile attenersi a un linguaggio che corrisponda al proprio pensiero, non lo travesta, ed eviti tranelli? Il fondamento rimane lo scetticismo di non fidarsi mai di ciò che si vede,di distinguere tra apparenze e verità, chiedendosi “come pervengo alle mie conoscenze e relativi giudizi? Certi quesiti non sono risolvibili ed è inutile tentare di logicizzarli con capziosità. Ogni cosa si può interpretare in più modi, ma il significato di un enunciato è costituito dalle esperienze possibili che lo confermerebbero. E' d'obbligo dubitare anche dei giudizi scientifici,se il sapere filosofico deve ritornare a vantaggio dell'uomo.
Il sapere non ha fondamenti assoluti: è l'uomo la misura di tutte le esperienze di un mondo da ognuno percepito a suo modo. Ma pensiero e linguaggio non possono rendere conto di come sta la realtà delle cose. Quando s'inizia un dibattito si deve stabilire se le comuni premesse implicite o da esplicitare sono “vere”,cioè con basi logico-formali o probabili e adatte a un discorso logico-argomentativo, per poterle discutere con un giusto orientamento.
La metafisica non distingue tra mondo apparente e mondo “vero”. Precisiamo quindi se si considera l'ente nel significato esistenziale e “reale” in quanto esiste in natura. Oppure se è un ens rationis che esiste nella fallacia del pensiero. “Buono” e “cattivo” stanno solo nelle considerazioni di ognuno. La natura si può spiegare perchè ne è possibile la conoscenza sensibile ed empirica; la vita psichica si può solo comprendere-interpretare. Si fa differenza tra “essere” (logico-copulativo, essenziale,esistente) ed ente? Secondo Severino per contrastare il nichilismo della nullificazione occidentale si deve tornare a Parmenide: “L'essere è, il non essere non è”, senza mediazioni.
Il filosofo dei filosofi,in un certo senso precursore del fallibilismo del '900 è Gorgia: “Nulla esiste; se alcunché esiste non è comprensibile all'uomo, se pure è comprensibile è certo incomunicabile e inspiegabile agli altri.
arsenio is offline  
Vecchio 13-11-2008, 15.12.28   #2
Noor
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Originalmente inviato da arsenio
La metafisica non distingue tra mondo apparente e mondo “vero”. Precisiamo quindi se si considera l'ente nel significato esistenziale e “reale” in quanto esiste in natura.
Secondo Severino per contrastare il nichilismo della nullificazione occidentale si deve tornare a Parmenide: “L'essere è, il non essere non è”, senza mediazioni.
Il filosofo dei filosofi,in un certo senso precursore del fallibilismo del '900 è Gorgia: “Nulla esiste; se alcunché esiste non è comprensibile all'uomo, se pure è comprensibile è certo incomunicabile e inspiegabile agli altri.
Il mondo vero è quello dell'Essere,quello apparente invece, quello delle costruzione mentali..
eccome se non c'è la differenza...e che la metafisica dovrebbe rilevare..
Gorgia,pur se nell'apparenza sembri che confuti Parmenide,in effetti dice la stessa cosa di Parmenide.
Ricordiamoci, che spesso in metafisica ci si ritrovi in piano assoluto non duale..per cui un'affermazione non necessariamente confuta l'altra..
"Nulla esiste" è lo stesso che dire "l'Essere è" perchè indicano la stessa cosa da due diversi punti di visione:Gorgia in fondo dice solo che l'Essere è incomunicabile dal piano meramente umano,dunque una certa indagine porta all'unica affermazione possibile che "Nulla esiste".
Ma ciò non confuta Parmenide,come anche Eraclito..

Ultima modifica di Noor : 13-11-2008 alle ore 16.11.45.
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Vecchio 14-11-2008, 14.53.25   #3
arsenio
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Originalmente inviato da Noor
Il mondo vero è quello dell'Essere,quello apparente invece, quello delle costruzione mentali..
eccome se non c'è la differenza...e che la metafisica dovrebbe rilevare..
Gorgia,pur se nell'apparenza sembri che confuti Parmenide,in effetti dice la stessa cosa di Parmenide.
Ricordiamoci, che spesso in metafisica ci si ritrovi in piano assoluto non duale..per cui un'affermazione non necessariamente confuta l'altra..
"Nulla esiste" è lo stesso che dire "l'Essere è" perchè indicano la stessa cosa da due diversi punti di visione:Gorgia in fondo dice solo che l'Essere è incomunicabile dal piano meramente umano,dunque una certa indagine porta all'unica affermazione possibile che "Nulla esiste".
Ma ciò non confuta Parmenide,come anche Eraclito..

Qual' è il mondo “vero”? Mondo fenomenologico della percezione? Mondo sperimentale della scienza? Mondo della “cosa in sé? L'Assoluto delle psicologie transpersonali? Mondo della fantascienza? Matrix?

Gorgia, Parmenide, Eraclito, tutti sakerati per un cocktail filosofico, ti va?

Qui a filosofia sto tentando di fare ... “filosofia”, anche se non ci crederai. Ma potrei discutere di altro, tenendo ben separati i vari ambiti disciplinari, i vari contesti settoriali. Altrimenti si corre il rischio di creare confusione.

arsenio is offline  
Vecchio 14-11-2008, 18.53.12   #4
Noor
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Originalmente inviato da arsenio
Qual' è il mondo “vero”? Mondo fenomenologico della percezione? Mondo sperimentale della scienza? Mondo della “cosa in sé? L'Assoluto delle psicologie transpersonali? Mondo della fantascienza? Matrix?

Gorgia, Parmenide, Eraclito, tutti sakerati per un cocktail filosofico, ti va?

Qui a filosofia sto tentando di fare ... “filosofia”, anche se non ci crederai. Ma potrei discutere di altro, tenendo ben separati i vari ambiti disciplinari, i vari contesti settoriali. Altrimenti si corre il rischio di creare confusione.

E' il mondo della cosa in sè:questo è il mondo "vero" dell'Essere,a cui dovrebbe attenersi la metafisica.
Ma li hai anche nominati:Parmenide e gli altri tutti ,anche ben shakerati se non ti dispiace..
Fa' quello che ritieni giusto comunque: settorizza,dividi,classifica,s toricizza..
tanto la confusione è sempre nella testa, mai nella Realtà,
tanto credimi..l'Essere sempre lì è..in qualsiasi modo lo si indichi.
Ciao

Ultima modifica di Noor : 14-11-2008 alle ore 22.41.55.
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Vecchio 14-11-2008, 20.44.01   #5
stefano24
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Anche le rappresentazioni mentali esistono, quindi anch'esse fanno parte del mondo vero? L'essere esiste in quanto noi lo percepiamo, e può essere esteriore cioè ciò che percepiscono i sensi (conscio), e la nostra natura interiore (incoscio).
stefano24 is offline  
Vecchio 14-11-2008, 22.54.02   #6
Noor
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Originalmente inviato da stefano24
Anche le rappresentazioni mentali esistono, quindi anch'esse fanno parte del mondo vero? L'essere esiste in quanto noi lo percepiamo, e può essere esteriore cioè ciò che percepiscono i sensi (conscio), e la nostra natura interiore (incoscio).
Sei sicuro che esistano le rappresentazioni mentali o siano solo una proiezione illusoria della realtà?Altra cosa è la percezione e che è anteriore al pensiero stesso:è su ciò che indaga la metafisica,per questo il linguaggio non è mai sufficiente nel piano metafisico,visto che la Realtà non appartiene al linguaggio e al pensiero. Ciao
Noor is offline  

 



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