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Vecchio 19-11-2008, 14.00.38   #1
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
semantica nel discorso filosofico

In un contesto culturale l'obiettivo degli eloqui rimane sempre l'esprimere al meglio ciò che intendiamo dire e valutare ciò che si ascolta. Mentre in un setting dove la parola ha la funzione di farmaco, soprattutto non deve recare danno.
I termini astratti spesso non sono condivisi nel loro significato nemmeno da due sole persone. Ma nemmeno chi parla in un ambito discorsivo intende sempre dire ciò che dice. Senso comune, buon senso, e non senso hanno la supremazia in ogni argomento anche con ambizioni di oggettiva e referente scientificità. Ad esempio a certe domande non si può dare una risposta in modo operativo, e così si gira a vuoto solo per parlare.
In tutti i casi di difficile comunicazione può soccorrere la semantica, come studio sistematico del significato. Perchè è una disciplina che non ha fortuna?
Si legge sempre con un preconcetto ideologico e decontestualizzato, estrapolando anche una sola parola per addomesticare un ragionamento pur corretto, per proprio tornaconto o secondo una propria fede, le proprie parzialità ,schieramenti politici o dottrinali che siano. E' impossibile negarlo e se qualcuno propone il “dialogo” nello stesso tempo lo disconferma. Si tratta sempre della contrapposizione di due monologhi. A costo di non selezionare tra processi storici, fatti, deduzioni, giudizi di valore, avviluppando le parole per creare un caos che torma a vantaggio di chi vuole affermarsi celando l'essenza di un problema o avendo pudore della propria povertà di idee..
Non si mai tiene conto che ci sono più risposte ad una domanda né degli usi diversificati del linguaggio, dell'uso lessicale, ecc. Ad esempio ,l'addentrarsi in un argomento filosofico è pure una questione di linguaggio, perchè anche se alcune parole sono le stesse, è diversa l'interpretazione,ad esempio paragonandolo alla trama di una novella, in quanto si tratta di significati storici e settoriali. La cultura , di cui considero la semantica un “sottoinsieme”, condiziona ,con l'uso e l'atteggiamento delle parole la vita sociale e intellettuale. Perchè il linguaggio deve corrispondere a una “realtà” il cui senso sia verificabile o dichiarato inverificabile,senza forzature. Ciò che vediamo e valutiamo è influenzato dal linguaggio. Ad esempio, oggi, quali varie valenze, senza distorsioni, posso dare all'aggettivo, o sostantivo, “comunista”?
I generi di significato sono la “connotazione”, per un senso interno, soggettivo, personale, e la “denotazione”, per un senso esterno,oggettivo, sociale. La connotazione, in un altro campo estremo, è altamente degradata, come quella tipica di di un malato mentale. La denotazione è quella a cui tende la scienza. Che verifica i referenti esterni. Le “malattie della parola andranno ricondotte in un contesto di normalità ,nel senso di una condivisione sociale con il maggior numero di persone. Tralasciando per ora il valore interpretativo sintomatico e simbolico di un uso strettamente personale.
Pure il pregiudizio è una mancanza di coscienza semantica o di uno sfocamento di giudizio. Come attribuire una causa singola a un problema complesso e probabilmente plurideterminato, con semplificazioni e senza verificare.
Questo è “dolce”,si sa,sta solo nella mia lingua, eppure tale filosofia elementare viene istintivamente disattesa.
Si tratta di lessicografia, ma pure di semantica generale,su referenti, connotazioni, denotazioni e significati emotivi .Anche secondo i linguisti Ogden e Richard le parole influenzano le esperienze vitali.
Molte discussioni filosofiche derivano dal non aver capito la logica del nostro linguaggio:occorre rendere i parlanti consci di quanto il corrisponda o non corrisponda a qualcosa di cui è possibile verificare il senso; linguaggio “sano” deve corrispondere con una realtà razionalmente di scambio dialogico.
Ciò che noi “vediamo” è influenzato e determinato dal linguaggio usato e gli scienziati sono consci della sua funzione nelle loro ricerche scientifiche. Che la parola non sia la cosa è un caposaldo pure delle ricerche sul pensiero infantile di Piaget, ma nel 3° millennio si confondono ancora i simboli con quello che rappresentano senza verificarne i referenti.
I sistemi chiusi di pensiero si oppongono alla semantica perchè la considerano, e con ragione, un sistema contro i loro sistemi con l'obiettivo dell'analisi degli assoluti immutabili. E' come Humpty Dumpty, il coniglio di Alice, per cui una parola significa sempre e solo quello che lui stesso decide.
Qual'è l'influenza della semantica? Appoggia lo sviluppo di un pensiero critico e l'analisi di certe convenzioni linguistiche, perciò mette in pericolo le opinioni tradizionali. Per cui la persona “colta” non è mai completamente integrata nelle astrazioni della comunità dove è nato. Disposto ad andar controcorrente anche se è sovversione scoprire che il linguaggio dei capi del mondo non ha senso oppure è unilaterale: cosa sta dietro epiteti e slogan?Quindi si sviluppino abitudini linguistiche e loro effetti per modificare il comportamento in senso etico, intelligente, colto che viene concesso da un parlare in modo più linguisticamente educato.
Cosa intende l'altro con la mia stessa parola? Perchè e dopo quale suo soggettivo percorso semantico? Perchè cade nello sfocamento, confusione dei livelli di astrazione nel rapporto tra parole e cose? Perchè avversa il vero senso di alcune parole?
Nella letteratura molti malintesi fatali sono dovuti all'uso travisato delle parole: Giulio Cesare, Machbet, Otello,Re Lear. Ed è sempre ardua la ricerca tra le teorie del linguaggio ed il linguaggio comune. I dizionari sono testi di storia e non di leggi. Perchè prima si valuta e poi si registra. La lessicografia affianca la semantica : cataloga l'uso dei vocaboli in vari contesti scritti e parlati. Nessuna parola ha mai l'identico significato in contesti differenti; gli esatti sinonimi in due testi diversi sono rari. La lettura e l'ascolto è far corrispondere il discorso con i simboli usati,con un'analisi, ragionamento e valutazione del linguaggio. Non si tratta solo di grammatica,ma anche di referenti, di dare senso ad una frase. Talora anche i docenti sono in difficoltà.
Chiediamoci tutti : come leggo, perchè attribuisco tali significati? E negli scambi interattivi entra in gioco la metalinguistica,o ci s'infossa in circoli viziosi di un verbalismo senza fine.
Il linguaggio è psicologia umana. Rivela ideologie, il tipo di cultura, la flessibilità o la rigidità mentale. Un'adesione dottrinale impedisce di dare a un passo un significato che contrasti con le proprie ideologie .Ci si rifiuta così di entrare nella realtà di un altro uomo perchè questa realtà è rifiutata dal proprio personale punto di vista.
Come si pensa e cosa si pensa, quali sono i rapporti tra linguaggio e pensiero? E' comportamento, ma tra stimolo e risposta si frappone l'”organismo”.E noi agiamo in base al come le cose ci sembrano. Se si deve comprendere il comportamento di qualcuno,allora si faccia attenzione a come gli appaiono le cose.
In conclusione il linguaggio che usiamo influisce su ciò che vediamo e come lo vediamo,e stabilisce se il nostro modo di comunicare è vitale e adatto allo scambio.
arsenio is offline  

 



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