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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 04-12-2008, 11.49.10   #1
arsenio
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un filosofo per i contemporanei: Nietzsche

“Nietzsche per i contemporanei”, scelta a cura di R. Safranski , 2007


E' una raccolta di “aforismi”. Per ragioni di spazio ne ho scelto solo alcuni, tra i più illuminanti; per chi li ritiene stimolanti e degni di riflessione. Su aspetti ancora attuali non, evasionali ma agganciati alla realtà della nostra vita.
Ciò che vi ho visto: le imitazioni pedisseque della massa gregaria; la necessità delle “fiabe” e del “gioco”; la casuale gratuità del mediocre; lo sminuire gli altri ingiustificatamente, soltanto per elevarsi ; le facili promesse dei propri sentimenti eterni; la nostra perduta istintualità animalesca; i turisti che non sanno viaggiare: quelli di oggi collezionano immagini inutili e si perdono la vita in diretta; gli amici che con il tempo diventano estranei; chi ostenta ed invita ad “amare”: in realtà ama solo se stesso e vuole essere amato; chi “ama tutti” non ama nessuno:


"Bisogna sbarazzarsi del cattivo gusti di voler concordare con molti. Il “bene” non è più tale, quando finisce in bocca del vicino. E come potrebbe esistere addirittura un “bene comune?” Il termine contraddice se stesso: ciò che può essere comune ha sempre e solo poco valore.

Pensiamo che la fiaba e il gioco appartengano all'infanzia: come siamo miopi! Come se potessimo vivere, in qualsiasi età della vita, senza fiabe e giochi! Ovviamente li chiamiamo e li consideriamo diversamente, ma proprio questo conferma che sono la stessa cosa: infatti, anche il bambino sente il gioco come il suo lavoro e la fiaba come la sua verità.

La maggior parte degli uomini è nel mondo per ragioni palesamente “casuali”: in loro non si manifesta alcuna necessità di tipo superiore. Si occupano di questo e di quello, ma il loro talento è mediocre.

L'importanza di sminuire. Non pochi uomini, forse la maggior parte, per conservare il rispetto di sé e una certa abilità nell'agire,hanno l'assoluta necessità di screditare e sminuire, nella propria immaginazione, tutti gli uomini che conoscono.

Cosa si può promettere. Si possono promettere azioni ma non sentimenti; questi infatti sono involontari. Chi promette a qualcuno di amarlo per sempre o di odiarlo per sempre o di essergli sempre fedele promette qualcosa che non è in suo potere.

Temo che le bestie considerino l'uomo come un essere loro pari, che però ha perduto in modo pericolosissimo il sano intelletto animale.

Turisti. Salgono il monte come bestie, stupidamente e sudando; ci si è dimenticati di dir loro che sul cammino ci sono delle belle vedute.

Eravamo amici e siano diventati estranei. Ma è giusto così e non vogliamo nasconderci e occultarci questo fatto, come se dovessimo vergognarcene. Siamo due navi, ciascuna delle quali ha la propria meta e la propria rotta; possiamo certo incrociare e celebrare una festa insieme, come abbiamo fatto ... allora le due brave navi se ne stavano tranquille in un solo porto e sotto lo stesso sole, tanto che sembravano aver già raggiunto la meta e averne avuta una sola. Ma poi l'onnipotente impeto della nostra missione ci ha nuovamente allontanati, in altri mari e ad altre latitudini, e forse non ci rivedremo mai ... o forse ci rivedremo, ma non ci riconosceremo più: gli altri mari e gli altri soli ci avranno cambiati!

L'amore tra i sessi tradisce nella maniera più chiara la propria natura di anelito alla proprietà: l'amante vuole il possesso incondizionato ed esclusivo della persona da lui desiderata, vuole un potere incondizionato tanto sulla sua anima quanto sul suo corpo, vuole unicamente essere amato, nonché risiedere nell'anima dell'altro e dominarla come il bene sommo e più desiderabile."



Sarà Nietzsche postmoderno un riferimento educativo, in contrasto con la “pesantezza”, e la “liquidità” dell'effimero? Pensatore relativista e antidogmatico, contro gli assolutismi, le rigide filosofie sistematiche, le sterili erudizioni.
Introduce al mondo della “lievità”, in antitesi sia con una superficialità ottimistica, sia con la “gravità” degli opportunismi, conformismi, volgarità e sottoculture, oggi ovunque in ascesa.
L'”oltre uomo” dionisiaco, vitale e gioioso, sempre in divenire,danza allegoricamente attraversando gl' insidiosi fossati e siepi. Ha superato gli altruismi ipocriti; se progetta di farsi dono agli altri deve oltrepassare la stessa sua mediocrità e infelicità. Nichilista attivo per una società alternativa, riflessiva, raziocinante con lungimiranza, indipendente da ogni suggestione.
Per il coraggio di un'avventura delle idee, e non per inconcludenti verbalismi. Quindi si può amarlo, ma anche detestarlo.
arsenio is offline  
Vecchio 04-12-2008, 15.38.36   #2
Noor
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Riferimento: un filosofo per i contemporanei: Nietzsche

Nietzsche è lontano dalle ipocrisie della mente ,fautore della vera onestà integrale,antillettuale,antide alista,acuto osservatore,senza pregiudizi formali legati alla cultura,analista impeccabile e caustico all'occorrenza,anima libera,poeta nell'animo,antistorico,leggero come solo chi non si lega all'esteriorità e alle maschere sa esserlo..potrei continuare all'infinito..
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Vecchio 06-12-2008, 12.25.49   #3
arsenio
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Riferimento: un filosofo per i contemporanei: Nietzsche

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Originalmente inviato da Noor
Nietzsche è lontano dalle ipocrisie della mente ,fautore della vera onestà integrale,antillettuale,antide alista,acuto osservatore,senza pregiudizi formali legati alla cultura,analista impeccabile e caustico all'occorrenza,anima libera,poeta nell'animo,antistorico,leggero come solo chi non si lega all'esteriorità e alle maschere sa esserlo..potrei continuare all'infinito..

Nietzsche continua ad avere un grande influsso sul pensiero filosofico. Fu oggetto di mode culturali, di entusiasmi come di anatemi e rifiuti categorici;specialmente quando non si tiene conto di letture personali e dirette, di aggiornamenti critici autorevoli e di pareri dei più noti pensatori dei tempi anche attuali. A volte si perpetuano appropriazioni ideologiche; oggi più spesso Nietzsche è in dissintonia con una mentalità acritica e retriva che non tollera nessun “maestro del sospetto”.
Quando una società è in crisi sarebbe opportuna una pur inquietante lungimiranza che denudi la vita come “favola” e menzogna agghindata da smascherare. Il “Dio morto” è simbolo dell'illusorietà di credere in una realtà trascendente e assoluta a cui obbedire ,screditando con la santità e la “bontà” gl' impulsi vitali di chi dice di sì alla vita vivendo l'eternità in ogni suo istante e dando libertà allo spirito creativo. Perchè Dio,verità, bene, sono autoinganni e infedeltà alla “terra” per un'illusoria sopravvivenza. Alla base dei sistemi metafisici,morali e religiosi stanno sempre motivazioni non nobili. La facciata dei valori ha celato sempre nefandezze e opportunismi. Il nichilismo attivo può far risorgere la civiltà decaduta, fluendo nel divenire. Non ci sono ordinamenti stabili , immutabili, definitivi e la verità eterna irrigidisce lo scorrere vitale. Dice Zarathustra. “Se esistesse un creatore non potrei più creare nulla. Ma io sono un creatore, dunque gli dei non esistono.”. Divenire è impossessarsi del passato a percorso circolare,volendo ciò che è destinato ad accadere.

La “lievità” nietzscheana è diventata un modello educativo dove docente e discente si arricchiscono reciprocamente. Non sembri un paradosso pedagogico: sono uniti contro la mediocrità e in antitesi al “grave” della società produttiva , competitiva,tecnologica e massificante. Avvinta alla retorica degli eterni valori e meschinamente opportunista,volgare e pseudointellettuale. “Lievità” è contemplazione,solitudine, lungimiranza, raziocinio, indipendenza da suggestioni. Come negare che sono antidoti per la società attuale? L'uomo del lieve soccorre per una non ipocrita volontà di donare. Sul nichilismo come demistificazione si può costruire una società alternativa senza integrazioni gregarie d'appartenenza,ma con una gioiosa individuale partecipazione alla vita.

Quale migliore ispirazione educativa nell'era tecnologica e massificante che la creatività , la fantasia, la riflessione critica, l'insegnare a pensare e a parla re bene? Oppure l'educazione deve sottostare ai poteri?
Ma come tutti i maestri del sospetto non può aprire nessuna breccia nelle menti conservatrici di ogni tempo. Alla pari di Freud oltrepassa l'orizzonte coscienzialistico cartesiano. Dopo la “cosa” si dubita sulla coscienza che non è mai come appare a se stessa.



grazie per avermi concesso di continuare ancora un po' questo tema filosofico.
arsenio is offline  
Vecchio 06-12-2008, 18.31.35   #4
Noor
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Riferimento: un filosofo per i contemporanei: Nietzsche

Vedi Arsenio..non credo che N. con le sue premesse sia un filosofo per tutti..è qui che sta il punto di tanti fraintendimenti e ideologizzazioni,
e capisco pure una tua certa la generosità socio-pedagogica che vorresti offrire ma credo che ciò lo trasformi in un’inutile rinnovato idealismo..
La demistificazione della razionalità e delle credenze della mente che N. ci propone,il raschiamento nichilistico come ovvia premessa per oltrepassare una cultura della menzogna,sono “lavori personali” da non poter comunque proporre su vasta scala o confrontare con una certa "attualità".
Nietzsche in fondo non è un filosofo…almeno come si definirebbe oggi tale figura .. quanto piuttosto un “Ricercatore del Vero”..
Non dunque uno speculatore di immagini figlie della “lettera intellettuale”e di concetti-credenze nascoste tra i ragionamenti…
e potrei affermare che superò pure lo stesso Freud nelle osservazioni delle pulsioni Inconsce,in quanto toccò il “Vuoto” oltre la coscienza..
anche se non era preparato a ciò..da qui anche certe conseguenze..

Grazie a te per avermi concesso di parlare ancora di questo "idolo" della mia giovinezza..del quale, se ne parlo ancora con tanto fervore dopo più di vent'anni che non lo leggo,sarà forse perchè posso ritenerlo uno dei miei "maestri"..
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Vecchio 09-12-2008, 12.16.51   #5
arsenio
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Riferimento: un filosofo per i contemporanei: Nietzsche

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Originalmente inviato da Noor
Vedi Arsenio..non credo che N. con le sue premesse sia un filosofo per tutti..è qui che sta il punto di tanti fraintendimenti e ideologizzazioni,
e capisco pure una tua certa la generosità socio-pedagogica che vorresti offrire ma credo che ciò lo trasformi in un’inutile rinnovato idealismo..
La demistificazione della razionalità e delle credenze della mente che N. ci propone,il raschiamento nichilistico come ovvia premessa per oltrepassare una cultura della menzogna,sono “lavori personali” da non poter comunque proporre su vasta scala o confrontare con una certa "attualità".
Nietzsche in fondo non è un filosofo…almeno come si definirebbe oggi tale figura .. quanto piuttosto un “Ricercatore del Vero”..
Non dunque uno speculatore di immagini figlie della “lettera intellettuale”e di concetti-credenze nascoste tra i ragionamenti…
e potrei affermare che superò pure lo stesso Freud nelle osservazioni delle pulsioni Inconsce,in quanto toccò il “Vuoto” oltre la coscienza..
anche se non era preparato a ciò..da qui anche certe conseguenze..

Grazie a te per avermi concesso di parlare ancora di questo "idolo" della mia giovinezza..del quale, se ne parlo ancora con tanto fervore dopo più di vent'anni che non lo leggo,sarà forse perchè posso ritenerlo uno dei miei "maestri"..


Sono d'accordo! Nietzsche non è un “filosofo". Inoltre da sempre è un riconosciuto educatore e in tempi relativamente recenti appare nei programmi di studio di Pedagogia, ora Scienze della Formazione. Un esame è stato “la lievità nietzscheana: paradosso pedagogico , con un testo di Bertin. Ma è un particolare non da tutti noto.
E' un ricercatore della verità e precursore dell'inconscio, che non è un “vuoto”oltrecoscienza ma un vitalissimo magma che ribolle sottosoglia di consapevolezza. Secondo Jung un “vuoto nirvanico” potrebbe essere opportuno proprio per essere riempito dall'inconscio per un dialogo proficuo con il conscio, obiettivo della psicoanalisi. L'inconscio non è provato: chissà? Ora le neuroscienze con cui la psicoanalisi deve collaborare riescono a visualizzare molti processi mentali.
Non avrei difficoltà a continuare il discorso, e cercherò di ampliare un po' alcuni punti che sollevi(alla luce di letture dirette!) e spero che la cosa ti riesca gradita. Strenna natalizia . Pure per me Nietzsche è un maestro, ed ho avuto la fortuna di avere insegnanti illuminati.

Nietzsche è un pensatore, uno spirito libero, non “cattedratico”, che soprattutto sa dialogare con se stesso. Oggi sta tra quelli trascurati, se non “emarginati” dagli orientamenti accademici, ma acquisiti dalla consulenza filosofica. Come Schopenhauer, Kirkegaard, Marx, Benjamin, Adorno, Simmel, Kracauer, Cioran, Montaigne, Lichtemberg,ecc.
Fanno parte di un cultura filosofica nemica delle convinzioni, delle norme, dell'universalità.
Secondo Nietzsche il filosofo deve interessarsi all'individuale per una vita conforme a se stesso. I “dotti vanitosi” poco inclini ai dolori umani sono come l'astronomo che guarda il cielo e cade nel fosso, deriso dalla serva trace (Talete).Ama l'essenza ma perde la testa sull'uomo in se stesso. Sono quelli che insistono sull'evidenza di Dio che esiste ed escludono l'interesse per gli esserei umani. Traggono la filosofia dal cielo per insediarla tra gli umani. Come afferma Kierkegaard “l'uomo può distrarsi in molti modi e non vi è narcotico migliore della speculazione astratta (Aut - aut ).
C'è una lunga tradizione su Nietzsche educatore e pedagogista,soprattutto per il suo concetto di “lievità”. Secondo Thomas Mann deve essere considerato agli antipodi del fascismo e un “grande educatore civile” (La filosofia di Nietzsche).e' poco probabile che un antiidealista sia considerato un educatore idealista. Viceversa so di idealisti che hanno dato ottimi apporti educativi, concreti e coerenti con i metodi didattici (es. le osservazioni di Giovanni Gentile sul tema di italiano,in “Scuola e filosofia”: “esercizio costante di vacuità e superficialità; amorale esercizio retorico” ; esprimere con enfasi ciò che non è sentito”,, ; “uccide lo spirito inventivo facendo cadere nelle schematismo,nella servile ripetizione dei cliches scolastici”. Scusa questa digressione, ma volevo intendere che io non ho preconcetti sull'origine del filosofi per quanto riguarda insegnamenti educativi: anche dagli idealisti è a volte sortito qualcosa di buono. Ma Nietzsche non lo fu affatto.
Egli critica le filosofie del tempo sistematiche e ideologiche. Strumenti di potere e singoli interessi di partiti, chiese, gruppi, ecc.
Compito del filosofo è risvegliare dal sonno dogmatico : “Ho indagato me stesso, giacchè a ogni uomo è concesso di conoscere se stesso ed essere saggio. Ebbe una volontà di verità al di sopra di condizionamenti , smascherando tutte le autoaffermazioni a fini di potere.
La più forte volontà di potenza è la filosofia e la ragione. Gli uomini spirituali che non hanno aspirazioni di dominio ma di distacco dal mondo sono i più forti, ma nel senso dell'avere un'esperienza e comprensione dello spirito come realtà profonda ed essenziale dell'uomo. Ma è anche vero che i valori alti, nobili, spirituali hanno nella società un'origine bassa ed egoistica.
In Nietzsche c'è l'essenza della psicoanalisi; precursore dell'inconscio freudiano assieme a Schopenhauer e a molti altri. Freud ha solo genialmente strutturato in teoria varie intuizioni già scoperte da altri.
La sua esigenza di verità vuole rendere tutto chiaro evitando le fughe in Dio , per far emergere l'io più vero, quello spirituale tra amore e distacco, oltre la “Circe dei filosofi” che è la morale cristiana.

Ma la sua concezione di spirito non rimanda a uno “spiritualismo” bensì alla massima pienezza e ricchezza della vita,alla profonda gioia dell'essere ed agire. La perfezione dell'uomo è diventare ciò che è.

Ha condannato la ricerca dell ' “al di là”, di un mondo che sta “dietro il mondo” e che è espressione di un disgusto per la vita, rappresentato dal cristianesimo. Ripetutamente nel Zarathustra invita alla “fedeltà alla terra”.

Fu antiidealista: “l'idealista, nè più né meno come il prete, ha tutti i grandi concetti in mano e li gioca con benevolo disprezzo contro l'intelligenza,i sensi, gli amori, il vivere bene, la scienza ... (...) “non vi sarà risposta alla domanda che cosa “è” la verità? Uno ha già capovolto la verità quando il consapevole avvocato del nulla e della negazione passa per rappresentante della “verità” (...).

Lo scetticismo nietzscheano è solo un punto di partenza: consente l'esercizio del sospetto,implica lo smascheramento delle imposture, (la sua “verità”), dei movimenti retrogradi ed oscurantisti, ma non deve fissarsi un una regola,in una legge, in un principio. Se ciò avviene,la ricaduta nella metafisica è inevitabile. In Italia la degenerazione metafisica dello scetticismo è il qualunquismo: rassegnazione e rinuncia ben distanti dalla volontà di potenza di Nietzsche: tensione verso il nuovo e più elevato

arsenio is offline  
Vecchio 18-12-2008, 11.45.49   #6
sandro teseo
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Nietzsche E L'eterno Pregiudizio

Non ho mai incontrato nella storia della filosofia un filosofo che più di F. Nietzsche sia stata vittima del pregiudizio.

Come Marx viene identificato il filosofo del comunismo così Nietzsche è il filosofo del Nazionalsocialismo, della Volontà di Potenza, il rappresentante di un pensiero che esalta il dominio del più forte e l'annientamento dei deboli.

Ma mentre il primo dichiara apertamente le finalità politiche esociali del suo pensiero nel secondo non c'è nulla di questo ma solo la volontà di fondare una etica libera dai falsi dogmi della società a lui contemporanea e per certi versi comuni alla nostra.

Il nazionalsocialismo è, è stato, sarà sempre la macchina propagandistica con cui un manipolo di criminali sociopatici ha convinto una intera nazione e buona parte del mondo a seguire un disegno direi io inumano poichè nulla ha a che fare con qualcosa di lontanamente uniforme al concetto di umano.

La filosofia è una delle espressioni più alte di ciò che è umano e quindi in nessuna forma può sostenere la bestialità del nazionalsocialismo a cui come potete vedere sono stato molto attento a non attribuire alcun agettivo che abbia a che fare con pensiero, idea, concetto e affini; categorie queste non riconducibili al nazismo.

Spesso mi viene alla mente l'immagine fantasiosa di quest'uomo costretto a letto e al buio dai sui fortissimi dolori di testa e che è costretto a dettare i suoi pensieri a un assistente (Paul Rèe).

In questa situazione Nietzsche impara a gioire dei pochi momenti di benessere che la malattia gli concede e vede come la maggior parte della gente viva seguendo una serie di credenze e pregiudizi e non riesce a scorgere la bellezza e grandiosità della vita normale a lui negata.

In questo contesto che nasce Zarathustra l'uomo che liberatosi dalle menzogne millenarie si riconcilia con la vita el aaccetta nella sua interezza.

Zarathustra non vuole dominare su nessuno anzi il suo viaggio è solitario "laddove nessunaltro uomo è mai stato", il suo messaggio non è per pochi ma anzi forse per lui solo e infatti ammette "vengo troppo presto" perchè qualcuno lo possa comprendere.

Ne viene fuori l'immagine di un filosofo e si un uomo che anticipa di molto tematiche moderne legate al relativismo e alla ricerca di un vivere libero da credenze e valori imposte dall'alto.
sandro teseo is offline  
Vecchio 20-12-2008, 13.02.35   #7
arsenio
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Riferimento: Nietzsche E L'eterno Pregiudizio

Citazione:
Originalmente inviato da sandro teseo
Non ho mai incontrato nella storia della filosofia un filosofo che più di F. Nietzsche sia stata vittima del pregiudizio.

Come Marx viene identificato il filosofo del comunismo così Nietzsche è il filosofo del Nazionalsocialismo, della Volontà di Potenza, il rappresentante di un pensiero che esalta il dominio del più forte e l'annientamento dei deboli.

Ma mentre il primo dichiara apertamente le finalità politiche esociali del suo pensiero nel secondo non c'è nulla di questo ma solo la volontà di fondare una etica libera dai falsi dogmi della società a lui contemporanea e per certi versi comuni alla nostra.

Il nazionalsocialismo è, è stato, sarà sempre la macchina propagandistica con cui un manipolo di criminali sociopatici ha convinto una intera nazione e buona parte del mondo a seguire un disegno direi io inumano poichè nulla ha a che fare con qualcosa di lontanamente uniforme al concetto di umano.

La filosofia è una delle espressioni più alte di ciò che è umano e quindi in nessuna forma può sostenere la bestialità del nazionalsocialismo a cui come potete vedere sono stato molto attento a non attribuire alcun agettivo che abbia a che fare con pensiero, idea, concetto e affini; categorie queste non riconducibili al nazismo.

Spesso mi viene alla mente l'immagine fantasiosa di quest'uomo costretto a letto e al buio dai sui fortissimi dolori di testa e che è costretto a dettare i suoi pensieri a un assistente (Paul Rèe).

In questa situazione Nietzsche impara a gioire dei pochi momenti di benessere che la malattia gli concede e vede come la maggior parte della gente viva seguendo una serie di credenze e pregiudizi e non riesce a scorgere la bellezza e grandiosità della vita normale a lui negata.

In questo contesto che nasce Zarathustra l'uomo che liberatosi dalle menzogne millenarie si riconcilia con la vita el aaccetta nella sua interezza.

Zarathustra non vuole dominare su nessuno anzi il suo viaggio è solitario "laddove nessunaltro uomo è mai stato", il suo messaggio non è per pochi ma anzi forse per lui solo e infatti ammette "vengo troppo presto" perchè qualcuno lo possa comprendere.

Ne viene fuori l'immagine di un filosofo e si un uomo che anticipa di molto tematiche moderne legate al relativismo e alla ricerca di un vivere libero da credenze e valori imposte dall'alto.


Benvenuto, sander. Nietzsche inviso come Freud e come Marx altrettanto travisati perchè “maestri del sospetto” e perchè svelarono la falsità della coscienza cartesiana. A tutt'oggi non stupisce la fortuna critica e l'attualizzazione di Nietzsche da parte di suoi parimenti “cattivi maestri”. Così giudicati secondo la mentalità delle persone colte che non hanno mai letto una sua opera. Tra l'altro Nietzsche rifiutò sempre i miti del sangue e della razza. L'oltre uomo è un abbozzo per il futuro in perpetuo divenire superando anche le sue stesse inadeguatezze,che ora non “sa vivere” ma che si proietta oltre quella civiltà dei “valori” che ha fallito. Mai ancorato alle certezze di chi, privo d'identità, non ne possiede di proprie.
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Vecchio 04-06-2011, 17.26.13   #8
Nikolaj Stavrogin
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Riferimento: un filosofo per i contemporanei: Nietzsche

Secondo me, invece, Nietzsche gode oggi di un'ottima reputazione. Soprattutto i filosofi francesi della nietzsche-reinassance - Deleuze e Foucault su tutti - hanno esteso e rivitalizzato il grande filosofo tedesco nel pensiero contemporaneo. Credo che nessuno oggi metta più in dubbio più l'importanza fondamentale di Nietzsche nella filosofia a lui successiva. Anche fra i giovani della mia generazione ('90) gode di un fascino e un'ammirazione uniche. Le opere che trattano di lui sono aumentate a dismisura e l'interesse collettivo per la filosofia del martello si è accresciuta sempre più. Se è davvero come dici tu (non ti dispiace il tono colloquiale-informale spero), arsenio, che è stigmatizzato nei dipartimenti di filosofia, stento a crederci, visto che qualunque filosofo, prima o poi, è costretto a confrontarsi con il gigante teutonico.
Nikolaj Stavrogin is offline  

 



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