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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 20-12-2008, 12.34.27   #1
arsenio
Ospite abituale
 
Data registrazione: 01-04-2004
Messaggi: 1,006
l'intelligenza dell'intuito

Intendo tutte quelle forme di conoscenza oltre- intellettive, più ancora che l'accezione comune di un sesto senso che fa “vedere”, capire al volo, fa avvertire qualcosa di indefinibile che ci dice che ...... Vi rientrano presentimenti e bagliori privi di ragionamento logico; intelligenza istintiva ed elusiva,sfuggente e non imbrigliata nella gabbia del pensiero logico-razionale che domina l'epoca e che inaridisce pure quella fonte di creatività che è l'intuito, per un primato esclusivo della ragione e del dimostrabile che vengono adottati spesso con velleità, in contesti impropri che non lo richiedono affatto.
Oggi per sopravvivere si dovrebbe pure riscoprire e potenziare la parte più creativa, imprevedibile e saggia della nostra mente intuitiva.
Il malessere individuale, le profonde crisi sociali e ambientali sono pure dovute ad un uso troppo circoscritto dell'intelligenza umana, ma il QI è riduttivo. Non tutto è trasformabile in numeri, dati, risultati verificabili, quasi con ossessione. L'intuito oggi viene svalorizzato come qualità femminile in un mondo maschilizzato che pure teme l'emancipazione femminile, anche come maggior partecipazione sovente riuscita, in campi culturali che non sono sempre e soltanto le mediocrità di un tempo.
L'intelligenza divergente, istintiva, che sfugge ai parametri convenzionali della logica razionale potremmo chiamarla QC, come potenzialità creative e sviluppo dell'intuizione, accanto alle altre intelligenze oggi rivalutate: QE, emozionale , sociale, intrapsichica. Intelligenza che può essere pure voce dell'inconscio. Jung era affascinato dal mondo dell'irrazionale, per cui il sesto senso avrebbe una funzione psicologica fondamentale, insieme alla sensorialità, all'affettività, al pensiero razionale: tutti indispensabili per un armonioso sviluppo della personalità.
L'intuito è la capacità di percepire quei messaggi che ci vengono pure dall'inconscio e che ci sono di enorme aiuto nella vita quotidiana. Un'efficace bussola interiore, se tutte le funzioni psichiche sono utili per avvicinarsi all'ambiente esterno e agli altri. La coscienza arricchita da tutti gli elementi di conoscenza filtra i messaggi che arrivano alla mente, se si è attivi e vigili.
Anche l'empatia serve a percepire un pericolo ed è un istinto sepolto negli strati più profondi della mente ed è utile anche per una sopravvivenza affettiva. Stabilisce il bisogno dell'altro, il prevenire suoi comportamenti, per proficue identificazioni e scambi proiettivi, per una comprensione affettiva, sessuale,sociale, ma anche per identificarsi con qualcosa,un oggetto, una situazione, secondo il tipo di ruolo che si sta svolgendo. Come la sintesi di una visone globale per cogliere elementi determinati, per distinguere da “detective” di una ricerca conoscitiva. Anche tramite una metafora con cui si trasforma in un simbolo un linguaggio o un'arte.
Spesso l'isolamento, l'alienazione svuotano i rapporti di significato e autenticità; ciò è dovuto a mancate percezioni istintive ed immediate. L'intuizione è pure intelligenza dei sentimenti che rende più facile comunicare.
Leonardo, Einstein, ecc. usarono soprattutto una grande capacità d' intuizione visiva, ma non si sa da dove nasca tale qualità associata al genio.
In tutti noi ci sono elementi di fantasia, immaginazione, inventiva, purchè la mente non sia stata atrofizzata davanti piccoli schermi ma condotta per strade e percorsi mentali fuori da stereotipi ,sapendo usare le proprie personali inclinazioni senza altre forzature,facendo spaziare la mente oltre i confini rigidi della ragione. L'ideazione che illumina riguarda ogni arte ed ogni scienza, ma poi va applicato un corretto metodo per l'applicazione.
Ma per affrontare i tempi moderni non si deve riconoscere nulla come definitivo,altrimenti l'immaginazione viene bloccata. Necessita l'apertura a nuove possibilità, ad esempio per suggerirci cosa potrebbe renderci più felici, anche con aperture a nuove dottrine per evitare i mali del passato. Con esercizi di fantasiosità si allarga la nostra identità e si rende l'esistenza collettiva più soddisfacente.
Ma la fantasia qui intesa non è mai arbitrio, passatempo ozioso e inconcludente: è un vitale e creativo trascendimento dalla realtà per realtà possibili. La filosofia, la politica, ecc. non devono essere deformate da schemi ideologici o mentali.
Einstein affermò: “non si perviene alle leggi universali per via logica,ma per intuizione”, in un rapporto simpatetico con la realtà: la “verità” per intuizione. Senza un' intelligenza multipla per visoni sintetiche ed unificanti l'homo sapiens non sopravvivrà. Per riorganizzare termini, per scoprire nuove ideazioni, per discernere vero e falso, non temendo alterità e relativismo.
Ma le intuizioni creative sono il contrario dell'estrinsecare ciò che salta in testa come in un forsennato brainstormig ,senza una conseguente selezione, discussione, verifica, perchè così diventa un'improvvisare senza darsi alcune regole.
Oggi girare a vuoto è una frequente malattia spirituale che limita e disorganizza il pensiero e non è nè spiritualità, né sapere associativo. Si tratta sempre di distinguere regole, giudizi, supposizioni, generalizzazioni, per comprendere o valorizzare i propri e altrui processi cognitivi, intuizioni comprese.
arsenio is offline  
Vecchio 22-12-2008, 19.48.28   #2
Il_Dubbio
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Messaggi: 1,706
Riferimento: l'intelligenza dell'intuito

Non tutto è trasformabile in numeri, dati, risultati verificabili, quasi con ossessione.


Vero.

Faccio un esempio musicale:

Il suono è prodotto da onde fisiche,e la musica (da Pitagora fino ai nostri giorni) si è ritagliata uno spazio progredendo nella conoscenza fisica del suono oltre che a quella psicologica.
Gli antichi emettevano i suoni naturalmente senza per questo comprende l'oggetto "suono", i moderni (dal 600 in poi) hanno trovato il nesso causale tra natura del suono e armonia, tra bellezza e pratica musicale.
Esiste infatti un sistema sonoro naturale fondato sul fenomeno dei suoni armonici che produce cioè intervalli appunto naturali.
Oggi esiste però il sistema temperato che, per ovviare ai problemi di alcuni strumenti ad accordatura fissa, ha livellato tutti gli intervalli, i quali invece "naturalmente" hanno aperture diverse a seconda delle scale, dei semitoni ecc.
Oggi la musica moderna (dal novecento in poi) inoltre non segue piu la bellezza, basti pensare alla musica seriale dodecafonica e post-dodecafonica, che si ispira alla natura e a quelle leggi fisiche naturali; ha eliminato la melodia e l'armonia e come dice l'autore moderno creatore della tecnica dodecafonica che di nome fa "Schoenberg" :"Neppure io riesco a trovarvi un capo e una coda ; non so se a questo genere di cose si possa dare il nome di musica".
Debussy ma anche Bartok, in alcune loro composizioni, nascondono criteri matematici riconducibili alla sezione aurea e alla serie numerica di Fibonacci,nel tentativo forse di introdurre criteri diversi dalla tradizione musicale precedente.
La musica insomma si è allontanata sempre di piu dalla natura per entrare nella sperimentazione che io chiamerei intellettuale e per pochi "ascoltatori".

Chiaramente stesso processo è avvenuto per le arti figurative (cubismo, astrattismo, impressionismo, espressionismo .dadaismo ecc.ecc).
Quante volte ci è capitato di vedere per strada un monumento "strano" buttato li e presentato come "arte moderna"?

Ho l'impressione che l'arte preceda sempre l'immagine dell'umanità; rappresenta cioè, secondo me, "l'intuizione" del genere umano.
Oggi, sembra infatti,che l'umanità rigetti la natura delle cose preferendo cambiargli i connotati invece che viverci armoniosamente.
La musica seriale, l'astrattismo ecc. rappresentano, forse, quell'intuizione che va oltre la natura, oltre i canoni convenzionali... propende verso nuovi orizzonti e terre inesplorate. Questa è la magia dell'uomo... essere naturale e razionale si, ma a metà...l'altra è sicuramente intuitiva e creatrice!
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 24-12-2008, 10.27.03   #3
arsenio
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Messaggi: 1,006
Riferimento: l'intelligenza dell'intuito

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Non tutto è trasformabile in numeri, dati, risultati verificabili, quasi con ossessione.


Vero.

Faccio un esempio musicale:

Il suono è prodotto da onde fisiche,e la musica (da Pitagora fino ai nostri giorni) si è ritagliata uno spazio progredendo nella conoscenza fisica del suono oltre che a quella psicologica.
Gli antichi emettevano i suoni naturalmente senza per questo comprende l'oggetto "suono", i moderni (dal 600 in poi) hanno trovato il nesso causale tra natura del suono e armonia, tra bellezza e pratica musicale.
Esiste infatti un sistema sonoro naturale fondato sul fenomeno dei suoni armonici che produce cioè intervalli appunto naturali.
Oggi esiste però il sistema temperato che, per ovviare ai problemi di alcuni strumenti ad accordatura fissa, ha livellato tutti gli intervalli, i quali invece "naturalmente" hanno aperture diverse a seconda delle scale, dei semitoni ecc.
Oggi la musica moderna (dal novecento in poi) inoltre non segue piu la bellezza, basti pensare alla musica seriale dodecafonica e post-dodecafonica, che si ispira alla natura e a quelle leggi fisiche naturali; ha eliminato la melodia e l'armonia e come dice l'autore moderno creatore della tecnica dodecafonica che di nome fa "Schoenberg" :"Neppure io riesco a trovarvi un capo e una coda ; non so se a questo genere di cose si possa dare il nome di musica".
Debussy ma anche Bartok, in alcune loro composizioni, nascondono criteri matematici riconducibili alla sezione aurea e alla serie numerica di Fibonacci,nel tentativo forse di introdurre criteri diversi dalla tradizione musicale precedente.
La musica insomma si è allontanata sempre di piu dalla natura per entrare nella sperimentazione che io chiamerei intellettuale e per pochi "ascoltatori".

Chiaramente stesso processo è avvenuto per le arti figurative (cubismo, astrattismo, impressionismo, espressionismo .dadaismo ecc.ecc).
Quante volte ci è capitato di vedere per strada un monumento "strano" buttato li e presentato come "arte moderna"?

Ho l'impressione che l'arte preceda sempre l'immagine dell'umanità; rappresenta cioè, secondo me, "l'intuizione" del genere umano.
Oggi, sembra infatti,che l'umanità rigetti la natura delle cose preferendo cambiargli i connotati invece che viverci armoniosamente.
La musica seriale, l'astrattismo ecc. rappresentano, forse, quell'intuizione che va oltre la natura, oltre i canoni convenzionali... propende verso nuovi orizzonti e terre inesplorate. Questa è la magia dell'uomo... essere naturale e razionale si, ma a metà...l'altra è sicuramente intuitiva e creatrice!

L’intuizione è una funzione della mente accanto al pensiero, alla sensazione, al sentimento. La creatività connette cose remote per innovazioni a cui altri non hanno pensato,per innovazioni e cambiamenti, nuove ottiche di vita, ecc. Ma l’originalità è sottomessa a regole per non dissolversi nell’arbitrarietà.

In quanto all’estetica, capire quando una cosa è bella, chiedersi cos’è l’arte, è problema della filosofia e della filosofia dell’arte. Ma infine si conclude che l’arte non può essere definita, nemmeno se la si circoscrive ad un solo settore.
“Bello” in sé o bello perché classico, o viceversa proprio perché se ne discossta? O “bello è sempre soggettivo? La creazione artistica deve stupire,creare sorpresa, o non basta? Arte come storico accostarsi alla concezione artistica e alla cultura del proprio tempo? Con ciò che può essere definito ”bello” in un dato momento e in un determinato luogo? E’ la significatività che suscita emozioni o visioni della vita condivise? Per l’arte figurativa è solo l’esposizione in una galleria pregevole che rende qualsiasi cosa un “artefatto” definibile “oggetto artistico”? Ad esempio mucchi di mattoni, scatole di cartone, un sacco di rifiuti messo sotto bacheca in un una sala rinomata? E’ arte se ci si emoziona davanti alla riproduzione di una cartolina banale? E’ arte una riproduzione in tempi di migliaia di copie replicate? ( da rileggere il saggio di Benjamin)
Van Gogh per i contemporanei dipingeva croste,infatti vendette un solo quadro ora introvabile. Wagner fu all’inizio fischiato, ecc. Così tutti gli innovatori.
Ma dopo l’intuizione che illumina si richiedono regolarità, disciplina,duro lavoro per creare sensazioni gradevoli. Ad esempio l’armonia della sezione aurea, altrimenti l’occhio avverte qualcosa di stonato, oppure il rispetto delle leggi acustiche,altrimenti l’orecchio viene aggredito.
Si possono far dipingere quadri a un gorilla e le tele indecifrabili informeranno perché casuali, ma nulla più. Ma esposte in una galleria di gran notorietà e promosse da chi conta varranno automaticamente milioni e milioni ( è avvenuto). Oppure far zampettare su e giù un gatto sulla tastiera di un pianoforte e ricavarne un gran concerto,e ancora mescolare in un bussolotto parole d’effetto, estrarle e giustapporle ; con la complicità dei critici che contano e che ne decretano l’alta poeticità. Così l’industria culturale può creare perfino un grande romanziere,orientare i gusti per vendere bestseller propinati come scritture sperimentali, ecc. Null’altro che imitativi collage di frammenti altrui. Ma se primi in classifica dovranno per forza piacere a tutti.
E l’intuizione, quella giusta? In certi contesti artistici vale poco o nulla.
L’illuminazione intellettiva più che emozionale , e utile alla scienza, può avere maggiore fortuna, sempre che il contesto storico del tempo non sia contrario a innovazioni che mettono in pericolo la stabilità di un potere.
arsenio is offline  
Vecchio 02-01-2009, 14.46.50   #4
emmeci
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Riferimento: l'intelligenza dell'intuito

Dimenticate quello che scrivo se vi sembra troppo distante da un argomentare utile nella fattispecie. Ma comincerei dicendo che l’intuizione è il momento primo, il momento sorgivo del pensiero, il suo gettarsi avanti prima di qualunque metodo ed evidenza (basata su percezione concetto ragione oppure dogma di fede - tanto per restare ancorati alle opzioni millenarie dell’io pensante).
Solo il momento primo? C’è qualche filosofo o teologo che ha elevato l’intuizione a strumento primo e ultimo di conoscenza: però qui il Dubbio avrebbe buon gioco ad alzare il suo indice ammonitore, perché effettivamente l’intuizione può portare all’errore come alla verità – comunque è uno strumento per sé inaffidabile appunto perché, come ho detto, è alla base di ogni pensiero, che sia ritenuto poi razionale o irrazionale. Bisogna cioè che l’intuizione si dimostri logica, ma logica senza possibilità di ricorsi, cioè logica al di fuori di qualunque schema cosiddetto logico, ivi compresa la legge di non-contraddizione.
E allora, ecco, io torno al principio base della mia filosofia, quello che dice che una verità assoluta c’è e non può non esserci, almeno se non la si chiude in una formula ma può aprirsi a questo o quest’altro, può essere fisica o metafisica, essere o nulla, lucifero o dio; e perfino se dovesse risultare che una verità assoluta non c’è - perché sarebbe questa, allora, l’assoluta verità. Dunque è questa l’intuizione base del nostro pensiero, prima di qualunque forma che riesca ad assumere: un’intuizione che non è neppure costretta a scegliere tra fede o ragione, o meglio le racchiude entrambe.
Ma quello che è straordinario e in certo modo confortante, è che l’intuizione che una verità assoluta c’è diviene contemporaneamente intuizione che noi possiamo cercarla, e questo significa cercarla non solo qui e ora, ma dovunque e sempre, anche se questo può voler dire non trovarla mai. Così l’intera storia dell’uomo, anzi l’evoluzione del mondo (come nel nostro piccolo grande Forum) si estende da un’intuizione a un’altra intuizione: dall’intuizione dell’assoluto a quella dell’infinito – che forse sono una cosa sola o, come si augura arsenio, un musicale unico accordo.
emmeci is offline  
Vecchio 07-01-2009, 12.20.38   #5
arsenio
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Riferimento: l'intelligenza dell'intuito

Citazione:
Originalmente inviato da emmeci
Dimenticate quello che scrivo se vi sembra troppo distante da un argomentare utile nella fattispecie. Ma comincerei dicendo che l’intuizione è il momento primo, il momento sorgivo del pensiero, il suo gettarsi avanti prima di qualunque metodo ed evidenza (basata su percezione concetto ragione oppure dogma di fede - tanto per restare ancorati alle opzioni millenarie dell’io pensante).
Solo il momento primo? C’è qualche filosofo o teologo che ha elevato l’intuizione a strumento primo e ultimo di conoscenza: però qui il Dubbio avrebbe buon gioco ad alzare il suo indice ammonitore, perché effettivamente l’intuizione può portare all’errore come alla verità – comunque è uno strumento per sé inaffidabile appunto perché, come ho detto, è alla base di ogni pensiero, che sia ritenuto poi razionale o irrazionale. Bisogna cioè che l’intuizione si dimostri logica, ma logica senza possibilità di ricorsi, cioè logica al di fuori di qualunque schema cosiddetto logico, ivi compresa la legge di non-contraddizione.
E allora, ecco, io torno al principio base della mia filosofia, quello che dice che una verità assoluta c’è e non può non esserci, almeno se non la si chiude in una formula ma può aprirsi a questo o quest’altro, può essere fisica o metafisica, essere o nulla, lucifero o dio; e perfino se dovesse risultare che una verità assoluta non c’è - perché sarebbe questa, allora, l’assoluta verità. Dunque è questa l’intuizione base del nostro pensiero, prima di qualunque forma che riesca ad assumere: un’intuizione che non è neppure costretta a scegliere tra fede o ragione, o meglio le racchiude entrambe.
Ma quello che è straordinario e in certo modo confortante, è che l’intuizione che una verità assoluta c’è diviene contemporaneamente intuizione che noi possiamo cercarla, e questo significa cercarla non solo qui e ora, ma dovunque e sempre, anche se questo può voler dire non trovarla mai. Così l’intera storia dell’uomo, anzi l’evoluzione del mondo (come nel nostro piccolo grande Forum) si estende da un’intuizione a un’altra intuizione: dall’intuizione dell’assoluto a quella dell’infinito – che forse sono una cosa sola o, come si augura arsenio, un musicale unico accordo.

Il pensiero razionale attraverso un'inesorabile coerenza fornisce un filo conduttore anche al pensiero intuitivo. Che coglie una complessità superiore. Sopra un certo livello anche un intelletto razionale pensa intuitivamente, come ammise Einstein. In fondo è come il pensiero convergente che getta le basi per oltrepassarlo in pensiero divergente, metodo dei creativi.
La razionalità ha il limite che esistono altre strade intelligenti che conducono alla conoscenza.
Ma i sensi ingannano. Le intuizioni senza concetto sono cieche; la sensibilità da sola non ci mette in contatto col mondo, disse Kant.
L'intelligenza è una intuizione coerente che segue la logica delle cose.
Un giorno si scoprirà la teoria del Tutto, se già è confermato che l'universo segue un codice a barre della realtà fondamentale: ragione e intuito di qualche scienziato che avrà lavorato sodo. Ma credo che tu alluda a qualche illuminazione mistico-spirituale.
arsenio is offline  

 



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