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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 09-12-2012, 20.47.51   #11
leibnicht
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Data registrazione: 06-09-2003
Messaggi: 486
Riferimento: filosofia dell'amore

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
Temo che in tempi di Velina-crazia, la donna si sia adeguata al considerarsi utile solo per le funzioni meccaniche del coito, visto come connubio di due genitali.

L'unica modalità di scelta permessa (qualche volta) è solo se tale atto debba avere un fine legato alla procreazione o solo per il Piacere genitale maschile.

Non vedo perchè la Filosofia si debba occupare di questo; molto più utile occuparsi di dolore o angoscia, sentimenti molto più predominanti che non l'"amore",che dura mediamente qualche coito, per sommo godimento maschile.

L'atto sessuale non è che l'esercizio di una funzione fisiologica, al pari del consumare un pasto, defecare, sviluppare la febbre, produrre secrezioni ghiandolari, etc... La possibilità, concessa ad ogni essere umano, di implementare alcune di queste di psichismo, rende possibile anche al coito di farsi atto d'amore. Non "in sè", ma hegelianamente "per sè". L'"in sè" della sessualità non è e non può essere amore, ma semplice riproduzione o ricerca di sensazioni corporee: esattamente come scegliere di mangiare cioccolato è ricerca di un gusto, di un sapore, al di là dell'esigenza di nutrirsi.
La degenerazione del linguaggio ci porta ad ammettere locuzioni come "amare il cioccolato", per quanto bislacche.
leibnicht is offline  
Vecchio 10-12-2012, 08.23.17   #12
lunatika
Utente bannato
 
 
Data registrazione: 27-09-2012
Messaggi: 40
Riferimento: filosofia dell'amore

Citazione:
Originalmente inviato da leibnicht
L'atto sessuale non è che l'esercizio di una funzione fisiologica, al pari del consumare un pasto, defecare, sviluppare la febbre, produrre secrezioni ghiandolari, etc... La possibilità, concessa ad ogni essere umano, di implementare alcune di queste di psichismo, rende possibile anche al coito di farsi atto d'amore. Non "in sè", ma hegelianamente "per sè". L'"in sè" della sessualità non è e non può essere amore, ma semplice riproduzione o ricerca di sensazioni corporee: esattamente come scegliere di mangiare cioccolato è ricerca di un gusto, di un sapore, al di là dell'esigenza di nutrirsi.
La degenerazione del linguaggio ci porta ad ammettere locuzioni come "amare il cioccolato", per quanto bislacche.
Ma no:sarò sognatrice ma non mi va di sentire che "fare l'amore" è un puro esercizio fisico atto solo a riprodurre ed è paragonato al defecare!!!...no....!!!!
Certo se a tutti i costi si vuol analizzare in modo scientifico tutto allora certo ci stà...è un impulso...un fatto ormonale etc....ma...noi siamo UOMINI ..essere umani e x fortuna proviamo grandi emozioni e il far l'amore è un atto di grande emozione ,intensità,e un donare se stessi all'altro e viceversa,è l'amore in una delle sue forme più belle!!!!
Io non smetterò mai di sognare ..anzi non è sognare questo...e solamente non voler ridurre un così magico momento in mero atto fisico fine a se stesso.
lunatika is offline  
Vecchio 10-12-2012, 08.51.47   #13
arsenio
Ospite abituale
 
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Messaggi: 1,006
Re: Riferimento: filosofia dell'amore

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
Temo che in tempi di Velina-crazia, la donna si sia adeguata al considerarsi utile solo per le funzioni meccaniche del coito, visto come connubio di due genitali.

L'unica modalità di scelta permessa (qualche volta) è solo se tale atto debba avere un fine legato alla procreazione o solo per il Piacere genitale maschile.

Non vedo perchè la Filosofia si debba occupare di questo; molto più utile occuparsi di dolore o angoscia, sentimenti molto più predominanti che non l'"amore",che dura mediamente qualche coito, per sommo godimento maschile.



In filosofia l'amore non si limita all'attrazione che possono provare due esseri umani l'uno verso l'altro. È una nozione più astratta e più vasta: amore quale comprensione, intuizione, simpatia verso gli esseri e le cose.
Platone nel Convivio distingue livelli e gradi dell'amore. Verso un essere carnale, un'idea, un valore morale, oppure alla ricerca della verità, alla scoperta dell'essenza degli esseri e del mondo.
Platone vede nell'amore la sublimazione dell'essere, la brama di assoluto e la ricerca dell'ideale. Attraverso una sola donna si scopre l'essenza stessa della donna intesa come il “femminile” sublimato e mitizzato.
Amore come intuizione e comprensione del mondo e del prossimo.

È vero che l'amore maschilista ha origine fallocratiche e di possesso: per natura e cultura. Questo spiega l'origine ancestrale biologica e ambientale di certi comportamenti maschilisti, dove c'è solo concupiscenza e appropriazione incondizionata, assenza di benevolenza e di autentica dedizione.
Nel tempo anche la Chiesa ha assecondato la famiglia patriarcale, rafforzando la misoginia, a favore della donna angelo del focolare adibito alla procreazione, che deve sottostare all'uomo,accettandone pure soprusi in silenzio, perché la priorità assoluta è la coesione familiare come da volontà divina.
Oggi la donna si è emancipata e grazie a conquiste sociali la sua condizione malgrado antichi retaggi, è ben diversa di appena qualche decennio fa.

arsenio
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Vecchio 10-12-2012, 11.06.43   #14
CVC
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 747
Riferimento: filosofia dell'amore

Citazione:
Originalmente inviato da leibnicht
"Amore" ed "egoismo" sono concetti interindipendenti. L'amore non può cioè escludere l'ego, in quanto senza un ego esso non avrebbe modo di materializzarsi,ossia di prendere la forma del pensiero e dell'azione. Ugualmente l'egoismo (inteso come disposizione dell'animo che riconduce ogni pensiero ed azione al bene ed al vantaggio del soggetto) non può prescindere dall'amor proprio. Ma l'amor proprio, da cui scaturiscono dignità e orgoglio personale, senza la percezione chiara e limpida dell'alterità dell'Altro e di come il proprio "esserci" si subordini all'essere oggetto di giudizio e di considerazione da parte dell'Altro, è condizione necessaria, ma non sufficiente, dell'egoismo.
Attenzione, dunque, a non confondere l'amore con il "desiderio" e con la "brama di possesso".
Fin dal pensiero di Empedocle, l'amore in quanto astrazione concettuale non è che la "forza naturale che tende ad unire": sintesi, di contro ad analisi, in quanto istanza dell'odio.
Questo è l'amore, come energia psichica (dell'anima) universale.
Come sentimento, l'amore si riferisce alla psicologia: ed è, necessariamente, una particolare applicazione dell' "amore in sè" alla prassi umana e di conseguenza anche a quella sociale.
"Amor che move 'l Sole e l'altre stelle" è, secondo il dettame aristotelico, quell'energia psichica che rende possibile il moto planetario e che dà origine a tutte le forze fisiche, coniugandole ed armonizzandole in un Disegno che supera le possibilità di comprensione dell'Uomo.
L'amore applicato all'"esserci" umano è necessariamente un pallido riflesso di Quello, la cui matrice è divina.
Una idea, pur imperfetta, dell' "amore in sè" possiamo farcela solo attraverso uno sforzo sintetico che ci consenta di intuire l'idea che fa da sfondo a tutte le diverse tipologie dell'amore come sentimento: quello fraterno, quello filiale, quello genitoriale, quello amicale, quello della coppia, quello per il sapere, quello per il bello in quanto è bello, quello per un ideale, in quanto ci pare trascendere la nostra mediocrità.
Penso che l'amore nasca dall'irrazionalità. Io credo, come dice Seneca, che l'amore rende schiavi: se è corrisposto infiamma con la sua benevolenza, se non è corrisposto infiamma con la sua superbia, o ci rende avvinti o ci fa combattere.
Concordo che l'amore sia anche energia psichica, e che un animo senza amore è ben poca cosa.
Ma credo, come detto, che sia di vitale importanza la direzione che l'amore deve prendere.
Credo che l'amore vada in un certo senso domato, in quanto in principio è irrazionale, ma va reso poi razionale, dirigendolo verso le cose che siano realmente meritevoli del proprio amore.
CVC is offline  
Vecchio 11-12-2012, 18.27.33   #15
femmefatale
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Riferimento: filosofia dell'amore

Citazione:
Originalmente inviato da lunatika
Ma no:sarò sognatrice ma non mi va di sentire che "fare l'amore" è un puro esercizio fisico atto solo a riprodurre ed è paragonato al defecare!!!...no....!!!!
Certo se a tutti i costi si vuol analizzare in modo scientifico tutto allora certo ci stà...è un impulso...un fatto ormonale etc....ma...noi siamo UOMINI ..essere umani e x fortuna proviamo grandi emozioni e il far l'amore è un atto di grande emozione ,intensità,e un donare se stessi all'altro e viceversa,è l'amore in una delle sue forme più belle!!!!
Io non smetterò mai di sognare ..anzi non è sognare questo...e solamente non voler ridurre un così magico momento in mero atto fisico fine a se stesso.


Mi verrebbe voglia di far leggere le tue parole a certi Uomini della mia esistenza...
Io ho imparato da Loro a ridurre il tutto a temporaneo connubio genitale, niente di più di questo.
Non vedo cos'altro una donna dovrebbe aspettarsi ("pretendere"? mi suona un verbo così inaudito, in bocca a una donna...!) da un Uomo.
femmefatale is offline  
Vecchio 11-12-2012, 18.32.53   #16
femmefatale
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Riferimento: Re: Riferimento: filosofia dell'amore

Citazione:
Originalmente inviato da arsenio
In filosofia l'amore non si limita all'attrazione che possono provare due esseri umani l'uno verso l'altro. È una nozione più astratta e più vasta: amore quale comprensione, intuizione, simpatia verso gli esseri e le cose.
Platone nel Convivio distingue livelli e gradi dell'amore. Verso un essere carnale, un'idea, un valore morale, oppure alla ricerca della verità, alla scoperta dell'essenza degli esseri e del mondo.
Platone vede nell'amore la sublimazione dell'essere, la brama di assoluto e la ricerca dell'ideale. Attraverso una sola donna si scopre l'essenza stessa della donna intesa come il “femminile” sublimato e mitizzato.
Amore come intuizione e comprensione del mondo e del prossimo.

È vero che l'amore maschilista ha origine fallocratiche e di possesso: per natura e cultura. Questo spiega l'origine ancestrale biologica e ambientale di certi comportamenti maschilisti, dove c'è solo concupiscenza e appropriazione incondizionata, assenza di benevolenza e di autentica dedizione.
Nel tempo anche la Chiesa ha assecondato la famiglia patriarcale, rafforzando la misoginia, a favore della donna angelo del focolare adibito alla procreazione, che deve sottostare all'uomo,accettandone pure soprusi in silenzio, perché la priorità assoluta è la coesione familiare come da volontà divina.
Oggi la donna si è emancipata e grazie a conquiste sociali la sua condizione malgrado antichi retaggi, è ben diversa di appena qualche decennio fa.

arsenio

Grazie per la precisazione; in effetti io difetto totalmente di Filosofia Greca, è già tanto che io sappia si e no due cose.. è una mia lacuna, del resto, temo, incolmabile.
Riguardo al tuo secondo concetto, mi trovi totalmente concorde, ma al giorno d'oggi, alla "dittatura dell'angelo del focolare" è subentrata la Velina Crazia, con esiti ancora più nefasti che vanno ad intaccare l'autostima femminile, finendo nel baratro della Dismorfofobia e del Giudizio dello Specchio.
Probabilmente, essere "angelo del focolare" era meno nefasto che essere "donna velina": si riusciva ad avere un minimo di rispetto, fosse stato anche solo perchè si diventava "adatte a sfornare marmocchi, per Le Esigenze del Patriarca"; ma le "donne-veline", non hanno neppure questo briciolo di rispetto, da parte Maschile.
femmefatale is offline  
Vecchio 12-12-2012, 05.50.37   #17
arsenio
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Re: Riferimento: Re: Riferimento: filosofia dell'amore

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
Grazie per la precisazione; in effetti io difetto totalmente di Filosofia Greca, è già tanto che io sappia si e no due cose.. è una mia lacuna, del resto, temo, incolmabile.
Riguardo al tuo secondo concetto, mi trovi totalmente concorde, ma al giorno d'oggi, alla "dittatura dell'angelo del focolare" è subentrata la Velina Crazia, con esiti ancora più nefasti che vanno ad intaccare l'autostima femminile, finendo nel baratro della Dismorfofobia e del Giudizio dello Specchio.
Probabilmente, essere "angelo del focolare" era meno nefasto che essere "donna velina": si riusciva ad avere un minimo di rispetto, fosse stato anche solo perchè si diventava "adatte a sfornare marmocchi, per Le Esigenze del Patriarca"; ma le "donne-veline", non hanno neppure questo briciolo di rispetto, da parte Maschile.





Mi piace rendere attuali alcuni miti del passato: basta conoscerne i più significativi. Ad esempio è nota la leggenda dell'androgino scisso da Giove in due metà che non s'incontreranno mai per una perfetta unione,unico rimedio alla nostra condanna di essere incompiuti senza l'altra parte che esiste ma è impossibile trovare.

L'angelo del focolare, adibita alla sola produzione di bambini,appartenne alla società del padre patriarcale borghese, autoritario e normativo.

Oggi è stato sostituito dal “padre assente” a cui corrispondono le veline, escort, olgettine griffate e carrieriste disposte a ogni compromesso.
Spesso, come da recenti cronache, incoraggiate, accompagnate da padri a madri verso quella via di facili guadagni e successi, con sempre meno distinzioni etiche specie in Italia.

Si equivoca, a parer mio,dicendo che non c'è alternativa e che comunque queste donne ultra disinvolte siano preferibili al riproporre la donna convenzionale.
Una responsabilità va assegnata ai padri che non hanno mai saputo valorizzare la donna e le sue doti di genere, affinché si affermi in pari dignità nel mondo sociale,e anche alle tendenze del post-femminismo.
Conseguenze ne sono la sua bassa autostima, la sua passività disarmata di fronte al partner violento,anche perché “assomiglia tanto a mio padre”, e così di generazione in generazione. Oltre a una impossibile competizione, finora, con l'universo maschile, e scelte ridotte come ruoli.

arsenio
arsenio is offline  
Vecchio 12-12-2012, 07.48.56   #18
lunatika
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Riferimento: filosofia dell'amore

Citazione:
Originalmente inviato da femmefatale
Mi verrebbe voglia di far leggere le tue parole a certi Uomini della mia esistenza...
Io ho imparato da Loro a ridurre il tutto a temporaneo connubio genitale, niente di più di questo.
Non vedo cos'altro una donna dovrebbe aspettarsi ("pretendere"? mi suona un verbo così inaudito, in bocca a una donna...!) da un Uomo.
......e così triste x me leggere le tue parole sai.....pretendere forse non è il verbo giusto .....ma aspettarsi da un Uomo parole sincere e amore vero si!!!..cosa non facile sono la prima ad ammetterlo..però non mi voglio limitare la mia esistenza solo perchè incontro uomini superficiali nel loro modo di vedere l'amore,e piuttosto aspetto...e se non arriva uno che merita bè...passo la vita sola...che sarà mai!!!!!!meglio soli...che accontentarsi...perche non dirmi femmefatale che alla fine sei contenta ,o soddisfatta ,di questo tuo modo di vedere le cose...e di questa mancanza di sperare ancora in qualche cosa in più......
lunatika is offline  

 



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