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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 02-06-2009, 00.42.51   #1
and1972rea
Moderatore
 
Data registrazione: 12-09-2004
Messaggi: 781
l'IO, chi ti credi di essere?

Chi sono io?...la mia identita' emerge da una rete di relazioni dinamiche fra neuroni ? E' logicamente lecito legare l'identita' materiale a quella individuale?, cioe', e' davvero Razionale e non contraddittorio affermare che io sono io in quanto consisto unicamente nella forma delle relazioni che la materia assume in me?

Se così fosse , allora disintegratemi prima, fatemi non esistere piu' per 1000 anni, e poi ricostituite quelle relazioni materiali distrutte (reti di neuroni ,gangli, sinapsi, recettori, neuro trasmettitori , di piu'..ogni peptide..ogni radicale...ogni atomo ...etc etc) nello stesso identico ordine che costituiva la mia presunta identita' nell'attimo immediatamente antecedente alla mia disintegrazione, ebbene, posso davvero affermare di essere tornato IO nell'identita' di me stesso mille anni dopo?...logicamente no...per il semplice fatto che quella stessa relazione disintegrata 1000 anni prima puo' essere simultaneamente ricositutita in piu' individui diversi 1000 anni dopo...e la mia identita' verrebbe cosi' “splittata” , divisa e quindi non sarebbe piu' entita' in se' stessa (identita') ma assurdamente potrebbe potenzialmente divenire una sola entita' in piu' entita' ( eaentita' : chi delle mille entita' splittate potrei dire di essere?..nessuna..perche' ognuna sorgera' per se' stessa da una unica “informazione”, e non fatevi ingannare dall'eccezione di poter splittare l'informazione originaria in una sola entita'..non sarei IO comunque... ), e cio' e' inconcepibile. Con questo esempio vorrei dimostrare quanto sia illogico pensare a noi stessi come ad identita' fatte di sola informazione Reale conosciuta: infatti vale anche per un semplice atomo di elio: non esiste l'atomo di elio, potremmo semmai esperire “quell'atomo” di elio o “quell'altro”, ma mai l'atomo di elio in se' e per se', potremmo convenire che quei due atomi hanno 1000 proprieta' affini, ed altre 1000 magari rimarranno sconosciute e completamente diverse, lo spazio e il tempo per es..., non potremmo mai creare una identita' unica di quei due atomi, e a rigor di logica, chiamarli con lo stesso nome e' solo un vezzo di comodita' per ordinare un po' le nostre idee..., ma non dovremmo farlo...
Quindi, se a rigor di logica non possiamo dire che quell' atomo di Elio e' un atomo di Elio per come conosciamo l'Elio, cosa ci fa affermare che quell' uomo e' un insieme relazionato di costituenti materiali per come conosciamo quelle relazioni e quei costituenti ?...non vi sembra un'illazione troppo fantasiosa?...forse ...noi non dovremmo omologarci troppo all' idea che abbiamo di noi...voi che ne pensate?!
and1972rea is offline  
Vecchio 02-06-2009, 18.36.45   #2
Noor
Ospite di se stesso
 
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Data registrazione: 29-03-2007
Messaggi: 2,064
Riferimento: l'IO, chi ti credi di essere?

Beh…aprioristicamente dare per scontato che “io sono questo corpo” non vale molto più dell’ormai scaduto:”penso dunque sono” di Cartesio.
Se ci tagliassimo un braccio,saremmo ancora un io?
E tagliando tutti gli arti,riusciamo ancora a rappresentarci?
Sinquando il nostro corpo riesce a rappresentare ciò che siamo?
Ci riusciamo ancora nei brandelli di corpo?
Se siamo in essi, in quali?
..Tutto ciò sembra opinabile come qualsiasi rappresentazione-identificazione..
Il corpo è soltanto un’identificazione,creata dalla coscienza di essere.
Il corpo appare alla coscienza e lo trascende,non la coscienza al corpo.
Noor is offline  
Vecchio 02-06-2009, 22.51.38   #3
and1972rea
Moderatore
 
Data registrazione: 12-09-2004
Messaggi: 781
Riferimento: l'IO, chi ti credi di essere?

..condivido molto di cio' che scrivi Noor, eppure ...siamo in pochi a non credere che noi siamo cio' che conosciamo del nostro corpo; le neuroscienze scoprono sempre nuove relazioni tra cio' che possiamo vedere al microscopio e cio' che possiamo sentire con il cuore, tanto da indurre molti a pensare ad una sorta di identita' ,per cosi' dire, fra il guidatore cosciente e la macchina guidata coscientemente...
and1972rea is offline  
Vecchio 03-06-2009, 23.56.38   #4
Il_Dubbio
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Messaggi: 1,706
Riferimento: l'IO, chi ti credi di essere?

Citazione:
Originalmente inviato da and1972rea
Chi sono io?...la mia identita' emerge da una rete di relazioni dinamiche fra neuroni ? E' logicamente lecito legare l'identita' materiale a quella individuale?, cioe', e' davvero Razionale e non contraddittorio affermare che io sono io in quanto consisto unicamente nella forma delle relazioni che la materia assume in me?


Immaginiamo una macchina con degli occhi e un cervello mentre si specchia.
Sappiamo che riconoscersi nello specchio (quello sono io) è un atto di consapevolezza. Proviamo a comprendere cosa succede realmente? Io non ci credo in quello che sto pensando che tenterò di dire, ma lo espongo ugualmente per vedere dove può portare

Ammettiamo per ipotesi che la macchina, di cui tu parli, sia predisposta per darci l'illusione di essere noi stessi quando ci guardiamo nello specchio. Quale meccanismo potrebbe escogitare? Sarà sicuramente un meccanismo fisico, spiegabile e descrivibile. Quindi tento di descriverlo.
[Mi ricordo, al dire il vero, che fu CRONO80 a parlare di "gioco di specchi" in un altro argomento; ora lo riprendo io...]

Ora ammettiamo che io veda nello specchio il mio riflesso, ma non sono ancora "tanto sveglio" da riconoscermi. Prima di tutto devo aver memorizzato da qualche parte il mio volto anche se ora non so se è mio. Ma questo ricordo deve tentare di fare un gioco di prestigio e darmi la certezza che sono proprio io. Come farà? E' possibile ipotizzare che me lo faccia vedere infinite volte? Non so, pensiamo ad un meccanismo qualsiasi senza coscienza: il mio occhio vede un pedone e il mio corpo si attiva per non investirlo (con la solita macchina). L'istinto funziona perché non ha bisogno di più sovrapposizioni di immagini per reagire, mentre se io debbo riconoscere me stesso ho bisogno di riflettere, quindi debbo ricevere infiniti messaggi di me stesso mentre guardo il mio riflesso (il tempo non deve essere forse più lungo?). E' come se una pellicola venga impressa infinite volte, ed ogni volta con informazione del tipo: quello sei tu non ricordi che ti sei visto ieri? Guardati,sei più pallidino dell'altro ieri, vai al mare e prenditi un po di sole! Non ti preoccupare che non ti prendo in giro sei tu, sei tu, sei tu,sei tu... (infinito di volte ). Alla fine ti sei convinto! razionalmente poi ti accorgi che quello sei tu e non il tuo cane, e il gioco è fatto
Non funziona con il cane solo perché il suo cervello non "riflette" un'infinità di volte come il nostro, ma solo quel che basta per essere istintivo e tanto da non mordere il padrone.

Alla fine rimane un solo frammento ripetuto infinite volte, che si ripete circolarmente; questo moto ci darebbe l'illusione che, si... quello sono l'io.
La definizione, in questo contesto, di "infinito" e "circolare" sarebbe per me sinonimo di autoreferenziale.
Forse una qualche fisica non conosciuta, o come forse direbbero i fisicalisti, una emergenza dalla complessità.
Sarà per questo che abbiamo bisogno di dormire tanto? Il nostro cervello è bombardato ogni giorno da infinite immagini ripetute infinite volte. E' un lavoraccio che solo il cervello poteva prendersi l'onere di eseguire.
Il cervello ogni tanto infatti richiede svago, istinto, sufficienza. Cinema, teatro, sesso, droga, alcool e gioco; tutte rappresentano il momento di "relax" che ognuno sceglie autonomamente per far rallentare la macchina e farle riprendere fiato.
Questo è un forum dove si "riflette tanto", magari anche qui ci vuole, a turno, un po di svago!?!
Il_Dubbio is offline  
Vecchio 04-06-2009, 09.19.58   #5
Noor
Ospite di se stesso
 
L'avatar di Noor
 
Data registrazione: 29-03-2007
Messaggi: 2,064
Riferimento: l'IO, chi ti credi di essere?

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Sappiamo che riconoscersi nello specchio (quello sono io) è un atto di consapevolezza.

Questo è un forum dove si "riflette tanto
Questa non è consapevolezza..non ti farebbe dire: "quello sono io" e che è solo un’identificazione della mente..

Ogni tanto piuttosto che ri-flettere bisognerebbe esperimentarle certe cose..
ciao
Noor is offline  
Vecchio 30-07-2009, 16.31.25   #6
Giuppe
Ospite abituale
 
Data registrazione: 25-07-2009
Messaggi: 43
Riferimento: l'IO, chi ti credi di essere?

Citazione:
Originalmente inviato da Il_Dubbio
Immaginiamo una macchina con degli occhi e un cervello mentre si specchia.
Sappiamo che riconoscersi nello specchio (quello sono io) è un atto di consapevolezza. Proviamo a comprendere cosa succede realmente? Io non ci credo in quello che sto pensando che tenterò di dire, ma lo espongo ugualmente per vedere dove può portare

Ammettiamo per ipotesi che la macchina, di cui tu parli, sia predisposta per darci l'illusione di essere noi stessi quando ci guardiamo nello specchio. Quale meccanismo potrebbe escogitare? Sarà sicuramente un meccanismo fisico, spiegabile e descrivibile. Quindi tento di descriverlo.
[Mi ricordo, al dire il vero, che fu CRONO80 a parlare di "gioco di specchi" in un altro argomento; ora lo riprendo io...]

Ora ammettiamo che io veda nello specchio il mio riflesso, ma non sono ancora "tanto sveglio" da riconoscermi. Prima di tutto devo aver memorizzato da qualche parte il mio volto anche se ora non so se è mio. Ma questo ricordo deve tentare di fare un gioco di prestigio e darmi la certezza che sono proprio io. Come farà? E' possibile ipotizzare che me lo faccia vedere infinite volte? Non so, pensiamo ad un meccanismo qualsiasi senza coscienza: il mio occhio vede un pedone e il mio corpo si attiva per non investirlo (con la solita macchina). L'istinto funziona perché non ha bisogno di più sovrapposizioni di immagini per reagire, mentre se io debbo riconoscere me stesso ho bisogno di riflettere, quindi debbo ricevere infiniti messaggi di me stesso mentre guardo il mio riflesso (il tempo non deve essere forse più lungo?). E' come se una pellicola venga impressa infinite volte, ed ogni volta con informazione del tipo: quello sei tu non ricordi che ti sei visto ieri? Guardati,sei più pallidino dell'altro ieri, vai al mare e prenditi un po di sole! Non ti preoccupare che non ti prendo in giro sei tu, sei tu, sei tu,sei tu... (infinito di volte ). Alla fine ti sei convinto! razionalmente poi ti accorgi che quello sei tu e non il tuo cane, e il gioco è fatto
Non funziona con il cane solo perché il suo cervello non "riflette" un'infinità di volte come il nostro, ma solo quel che basta per essere istintivo e tanto da non mordere il padrone.

Alla fine rimane un solo frammento ripetuto infinite volte, che si ripete circolarmente; questo moto ci darebbe l'illusione che, si... quello sono l'io.
La definizione, in questo contesto, di "infinito" e "circolare" sarebbe per me sinonimo di autoreferenziale.
Forse una qualche fisica non conosciuta, o come forse direbbero i fisicalisti, una emergenza dalla complessità.
Sarà per questo che abbiamo bisogno di dormire tanto? Il nostro cervello è bombardato ogni giorno da infinite immagini ripetute infinite volte. E' un lavoraccio che solo il cervello poteva prendersi l'onere di eseguire.
Il cervello ogni tanto infatti richiede svago, istinto, sufficienza. Cinema, teatro, sesso, droga, alcool e gioco; tutte rappresentano il momento di "relax" che ognuno sceglie autonomamente per far rallentare la macchina e farle riprendere fiato.
Questo è un forum dove si "riflette tanto", magari anche qui ci vuole, a turno, un po di svago!?!



pensa che invece di una di queste macchine c'è ne siano due e che esse facciano lo stesso procedimento identico, programmate allo stesso modo, con lo stesso volto: a quel punto le due macchine (ammettendo che riuscissero a percepirsi come facciamo noi uomini cosa che secondo me non accadrebbe) dovrebbero sentirsi la stessa persona!
Qui c'è il fallimento del tuo ragionamento , perchè questo qui non accadrebbe! le due macchine vivrebbero la loro vita autonomamente!
Dobbiamo renderci conto che viviamo in un continuo temporale che è infinitamente distinto, sono queste infinite singolarità che danno vita ad una determinata cosa invece che ad un altra, è quello il centro più piccolo e quindi l'unica cosa veramente distinguibile, ogni altra cosa è un' approssimazione!
di 2,02 se non si specifica cosa c'è dopo c'è ne un infinità, ma di 2,0200.... (con .... intendo infiniti) c'è ne solo uno!
Secondo me esiste un centro unico nostro!
Tutta la materia ci appare come numeri approssimati in realtà sotto c'e ben altro.
Forse le anime risiedono in questa realtà non approssimata

Ultima modifica di Giuppe : 31-07-2009 alle ore 10.20.52.
Giuppe is offline  

 



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