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Vecchio 01-04-2011, 13.07.19   #1
Giancarlo Petrella
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Data registrazione: 31-03-2011
Messaggi: 10
Il tempo in Kant ed in Schopenhauer?

Che differenza sussiste fra la concezione del tempo in Kant ed in Schopenhauer?

Come si può parlare in quest'ultimo di eternità? (se negli scritti di lui si evince l'esistenza dell'eternalità, dell'infinita durata del tempo)

Il problema del tempo in Kant è così 'problematico'; qualcuno ha letto, a riguardo, l'Opus Postumum? (ove il filosofo non solo si chiede che cosa sia il tempo, in maniera formale, ma i suoi contenuti, cosa sono? soggettivi? empirici? la forma è 'certamente' a priori, i contenuti?)

grazie per l'attenzione
Giancarlo Petrella is offline  
Vecchio 01-04-2011, 21.10.18   #2
Soren
Ospite abituale
 
Data registrazione: 08-05-2009
Messaggi: 164
Riferimento: Il tempo in Kant ed in Schopenhauer?

Tralasciando Kant di cui so poco, posso però dire qualcosa su Schopenhauer: mi ricordo che più di parlare di "eternità" parlava di "infinità" del tempo. ciò che cambia è che se nel primo caso s'ìntede un "per sempre" nel secondo s'intende un "non so quando comincia, ne quando finisce" che è appunto il punto di vista di Schopenhauer. infatti quando parla della legge di causalità e del fatto che ogni modificazione nel tempo sia effetto di una causa ( la "successione" ) questo significa che ogni stato è causato da uno precedente, e questa catena si può seguire, usando il suo modo di dirlo, in infinitum. allo stesso modo quando discute delle forme a priori della conoscenza, asserisce che caratteristica comune del tempo e dello spazio è quella di essere sia estendibili che divisibili all'infinito. dunque il suo pensiero a riguardo è che il tempo non abbia nè inizio nè fine; commentando l'idealismo tedesco, ha infatti scritto che trova il concetto di causa prima ( sempre riportando le sue parole ) contradictio in adjecto, ovvero una causa che non abbia a sua volta una causa è impensabile. spero di esserti stato d'aiuto...
Soren is offline  
Vecchio 01-04-2011, 22.21.37   #3
Giancarlo Petrella
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Data registrazione: 31-03-2011
Messaggi: 10
Riferimento: Il tempo in Kant ed in Schopenhauer?

Citazione:
Originalmente inviato da Soren
Tralasciando Kant di cui so poco, posso però dire qualcosa su Schopenhauer: mi ricordo che più di parlare di "eternità" parlava di "infinità" del tempo. ciò che cambia è che se nel primo caso s'ìntede un "per sempre" nel secondo s'intende un "non so quando comincia, ne quando finisce" che è appunto il punto di vista di Schopenhauer. infatti quando parla della legge di causalità e del fatto che ogni modificazione nel tempo sia effetto di una causa ( la "successione" ) questo significa che ogni stato è causato da uno precedente, e questa catena si può seguire, usando il suo modo di dirlo, in infinitum. allo stesso modo quando discute delle forme a priori della conoscenza, asserisce che caratteristica comune del tempo e dello spazio è quella di essere sia estendibili che divisibili all'infinito. dunque il suo pensiero a riguardo è che il tempo non abbia nè inizio nè fine; commentando l'idealismo tedesco, ha infatti scritto che trova il concetto di causa prima ( sempre riportando le sue parole ) contradictio in adjecto, ovvero una causa che non abbia a sua volta una causa è impensabile. spero di esserti stato d'aiuto...


Grazie per la risposta, ma non mi è stata per nulla di aiuto...

in primis Schopenhauer parla di eternità "La Mente è eterna in quanto concepisce le cose sotto la specie dell'eternità [sub aeternitatis specie]" (Il mondo, §34, p. 216).

inoltre, forse la colpa di una mancanza di risposta adeguata è stata la mia (il problema dell'espressione...), non capisco come in un contesto kantiano (o almeno 'molto' kantiano), si possa parlare di 'visione' 'concezione' eterna, senza non eliminare quello che Kant sul pensiero intende... cioè se il tempo è una forma e non si può pensare nulla se non-entro-il-tempo, come 'entra in scena' l'eternità? o Schopenhauer stravolge Kant, oppure 'non so'... c'è anche da dire che l'incondizionato sfocia nella prassi, nell'agire etico, ma per NULLA inerisce al non-senza-tempo (al massimo, come il non con-cause, il non contigente)...

saluti,
Giancarlo Petrella is offline  

 



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