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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 29-02-2012, 10.20.23   #21
mioara_elena62
Ospite
 
Data registrazione: 25-02-2012
Messaggi: 22
Riferimento: Codice morale

Citazione:
Originalmente inviato da ulysse
Ma credo che il male ed il bene non esistano di per sè. Esistono nelle nostra testa cioè nelle nostra cultura...cultura che abbiamo acquisito dall'ambiente famigliare, sociale ed esperienziale in cui siamo vissuti.

Entro certo range la cultura è analoga per popolazioni analoghe...si puo' anche chiamare una "particolare civiltà": la civiltà Assiro-Babilonese, la civiltà degli Inca, ecc...

Anche il senso morale fa parte di tale cultura e divergere per altra cultura, da cui però, per tensioni , stimoli e pulsioni personali possiamo scostarci e tragredire.
Trasgrediamo per soddisfare un nostro immediato desiderio/egoismo o per raggiungere uno scopo per il quale siamo disposti a rischiare anche il pubblico ludibrio.

Possiamo poi sentire angoscia o rimorso per ciò che nelle cultura corrente è chiamato delitto...ma non è detto ...possiamo anche eserne felici: se abbiamo ragiunto lo scopo ce lo godiamo...purchè non si sappia!
Ciao! Prorpio così! Il bene ed il male non esistono matterialmete. Credo che nel momento in qualle si compia un'azione, essa venga compiuta con una convenzione di bene. Cioè, il bene ed il male (vita e morte, amore e paura), o detto diversamente, il conflitto è dentro di noi. L'unica cosa che ci serve è conoscenza di sè stessi...COSCIENZA. Allora la convinzione del bene è un prodotto mentale della CONSCIENZA(anche l'incoscienza è parte di coscienza, è un punto di rifferimento, come ogni forma di vita si rapporta inevitabilmente alla vita).
mioara_elena62 is offline  
Vecchio 01-04-2012, 11.16.59   #22
grazina
Ospite
 
Data registrazione: 10-12-2011
Messaggi: 6
Riferimento: Codice morale

Citazione:
Originalmente inviato da Giorgiosan
Benvenuto nel club, andre.

L’ argomento che hai proposto è capitale nella vita degli esseri umani.
La scienza morale ha come oggetto la prassi umana esaminata nel suo atto fondamentale di vaglio tra bene e male.
Si presenta subito una questione senza risolvere la quale le opinioni si incalzerebbero, inevitabilmente senza costrutto.
La premessa indispensabile da cui bisogna partire è l’antropologia (filosofica), vale a dire sapere chi è l’essere umano, quale è la concezione che si ha dell’essere umano
Se non si sa “cosa” sia neppure si può dire cosa debba fare, o quale sia il suo bene.
Faccio un esempio banalotto per spiegare quello che intendo: se non sai come è costituito un determinato attrezzo neppure puoi dire che cosa si può fare o non fare con quell’attrezzo … l’esempio è inadeguato ma non me ne viene in mente un altro.
L’antropologia definisce l’essere umano e la morale ne è conseguente.
Per questo ci sono tanti sistemi morali e tanti codici morali:
per Epicuro il piacere è principio e fine del vivere, per lui l’essenza dell’essere umano è materiale. Essere felici o essere realizzati, come si dice oggi, consiste nell’assenza di ogni preoccupazione, perciò consiglia di liberarsi da tre preoccupazioni: gli dei, la morte e la politica.
Capisci, quindi, che non tutti hanno lo stesso codice morale.

Oppure si potrebbe anche cominciare dai concetti fondamentali della morale : legge o codice morale, coscienza. Va da sé che se si parla di morale è sottinteso che si assume che l'essere umano sia libero di compire delle scelte, anche se diversi sono i gradi di libertà.

Credo che il codice morale debba essere e sia uno solo, se la norma è l'amore ... ma questo è troppo astratto e inoltre ognuno declina l'amore a modo suo.

I diritti universali concernono la morale o la legge?
I diritti sono tali quando possono essere riconosciuti in senso giuridico ed è per questo che possono essere usati anche per fare la guerra.


L'argomento è complesso....ma ora vado a dormire. Ciao
estrapolo dalla tua citazione queste parole, che, a mio avviso, colgono il punto centrale:
sapere chi è l’essere umano, quale è la concezione che si ha dell’essere umano
Se non si sa “cosa” sia neppure si può dire cosa debba fare, o quale sia il suo bene.
è forse maturo il momento di superare questo modo di impostazione dei problemi..? si parla di codice morale ma si è persa l'essenza dell'uomo che, solo, parla e si interroga su queste tematiche. Qual'è l'essenza dell'umano?
L'uomo è l'unico abitante del mondo che lo abita con il senso. La significatività e la comprensione fanno dell'uomo il 'formatore di mondo', come Heidegger dichiara ne 'I concetti fondamentali della filosofia'. Ma l'inautentico rapporto con tale specifica essenza ha fatto che si che l'uomo si sia 'insignorito' con la sua soggettività fino a diventare il padrone incontrastato di questo mondo, e ne pretenda anche, per le stesse ragioni, la padronanza sul suo simile. Come si potrebbe, in questo stato di cose, indagare, mettere a tema il problema di un codice morale quando esso corrisponde a un modo di vita immerso nella dimenticanza della nostra stessa essenza?
grazina is offline  
Vecchio 01-04-2012, 20.41.04   #23
ulysse
Ospite abituale
 
L'avatar di ulysse
 
Data registrazione: 21-02-2008
Messaggi: 1,363
Riferimento: Codice morale

Citazione:
Originalmente inviato da grazina
estrapolo dalla tua citazione queste parole, che, a mio avviso, colgono il punto centrale:
sapere chi è l’essere umano, quale è la concezione che si ha dell’essere umano
Se non si sa “cosa” sia neppure si può dire cosa debba fare, o quale sia il suo bene.
Io non so bene cosa sia questo PC con cui scrivo, eppure in qualche modo me ne servo e cerco di farlo nel migliore dei modi preservandolo da ogni infortunio...magari si può chiedere ad un elettronico/informatico che certo puo' dire meglio.
Così è per noi umani!
A parte il fatto che a forza di dire che non sappiamo cosa sia l'essere umano, finiamo per crederci. E invece qualcosa sappiamo: è un amasso ci cellule in qualche modo aggregate e funzionali al nostro vivere cosciente. Certo un biologo o un neuroscinziato, ecc...possono dire di più...per quanto un prete non si accontenterebbe e direbbe che la spiegazione scientifica è ininfluente...però, se si ammala, si ricovera in ospedale...così come il PC rotto lo porterei al riparatore...ove però lo spirito non viene riparato...sia esso del PC o dell'uomo.
Ma forse il punto è prorio che lì non aggiustano lo spirito...ammesso lo trovassero!
Citazione:
è forse maturo il momento di superare questo modo di impostazione dei problemi..? si parla di codice morale ma si è persa l'essenza dell'uomo che, solo, parla e si interroga su queste tematiche. Qual'è l'essenza dell'umano?
Ma c'è una essenza? Forse non si è persa...come sarebbe possibile!?
...Forse non c'è mai stata!
Prima di chiedersi "quale è", bisognerebbe chiedersi "se c'è", una essenza dell'umano...e potrei chiedermi anche della essenza della mia gatta!
Per un cristiano non c'è, ma per un buddista o per un induista forse c'è!
Citazione:
L'uomo è l'unico abitante del mondo che lo abita con il senso. La significatività e la comprensione fanno dell'uomo il 'formatore di mondo', come Heidegger dichiara ne 'I concetti fondamentali della filosofia'.
Ma forse Heidegger esagerava: era un assolutista e poco sapeva in proposito. Il mondo si è formato assai prima dell'uomo...se mai l'uomo, come tutti gli animali, si è strutturato, anche psichicamente, a confronto col mondo...solo che l'uomo sotto certi aspetti, è arrivato piu' in là e riesce in qualche modo a dominarlo questo mondo! Per quanto...forse ancora per poco, tuttavia. Ma non è che le altre specie di viventi non volessero dominare...semplicemete non ci sono riuscite o ci sono riuscite solo per certe nicchie.
Del resto le altre specie, quando dominano, dominano anche i loro simili...soprattutto i loro simili...vedi il caso degli individui alfa nei vari branchi e tribù di animali.
Citazione:
Ma l'inautentico rapporto con tale specifica essenza ha fatto che si che l'uomo si sia 'insignorito' con la sua soggettività fino a diventare il padrone incontrastato di questo mondo, e ne pretenda anche, per le stesse ragioni, la padronanza sul suo simile.
"Insignorito" è una parola grossa ed anche "inautentico" non è provato...piuttosto siamo sul solito: "io speriamo che me la cavo!"
Ora sembra che prevalgano gli umani, 70 milioni di anni fà prevalevano i dinosauri!
Sotto diversi aspetti, in verità, oggi, forse, prevalgono i batteri...che pure, non si chiedono il "senso" loro...a quanto ne sappiamo.
Citazione:
Come si potrebbe, in questo stato di cose, indagare, mettere a tema il problema di un codice morale quando esso corrisponde a un modo di vita immerso nella dimenticanza della nostra stessa essenza?
Ma il problema del codice morale è a tema ...lo è da sempre...forse fin da quando siamo scesi dagli alberi...o anche da prima...pur in continua evoluzione o involuzione: forse che le tribù di scimmie non hanno un comportamento codificato?...Lo hanno persino i branchi di lupi: c'è sempre un capobranco che guida e domina!
Non è questione di eserci o non esserci in assoluto, ma di qualità relativa: noi supponiamo ed aspiramio ad un codice morale superiore a quello delle scimmie...e forse è così. Ma se fossimo nelle condizioni delle scimmie sarebbe superiore il loro!
L'essenza o l'inessenza è ininfluente...parlare poi di "dimenticanza di essenza" mi pare assurdo: io suppongo che il trend del "codice morale", per tribù, etnie, stato, federazione, ecc.. sia stato "mediamente" crescente nel tempo... sia esso culturalmente acquisito o geneticamente tramandato...
Per quanto propenderei per l'acquisizione culturale su base genetica.
Il divino, comunque l'extrabiologico...l'essenza.. ..lo escluderei


PS.: per Giorgiosan:
Non ho dimenticato...ti devo una risposta!
ulysse is offline  
Vecchio 02-04-2012, 08.19.28   #24
grazina
Ospite
 
Data registrazione: 10-12-2011
Messaggi: 6
Riferimento: Codice morale

caro ulysse, intanto mi correggo subito sulla citazione dell'opera di heidegger che è "i concetti fondamentali della metafisica" e non quello che ho scritto.
per il resto, grazie della risposta, ma ho da ribattere qualcosa..
Mi sembra un po' riduttivo affermare che heidegger esagerava, ne sapeva poco ed era un assolutista. L'impegno di questo filosofo è sempre stato preciso e profondo riguardo al rimettere in discussione la metafisica e l'ontologia tradizionali, nonchè l'atteggiamento speculativo dell'uomo stesso.
Il tuo punto di vista lo rispetto pienamente, ti affidi al biologismo, alle cellule..e fai una critica dissacrante verso un pensiero che cerchi di andare alle essenze. Gatto compreso. Beh, il discorso non è così misero, secondo me.
Certo che noi siamo anche un ammasso di cellule, siamo sangue, carne, mente, siamo tutto. Principalmente siamo degli individui che hanno questa specifica facoltà di pensiero, di senso e di significazione. E, a differenza del gatto, che è povero di mondo, in quanto vive la sua vita seguendo un unico binario, quello istintuale, noi possiamo esistere progettando la nostra esistenza. Ma soprattutto la nostra essenza sta nel rapporto con questa significazione, col senso, che ci rende unici e privilegiati.
E, sempre coerentemente al pensiero di heidegger, questa concezione dell'essenza è proprio quella che deve smarcarsi dalla concezione teologica dell'uomo o da quella strettamente biologica.
Tutte queste infatti risultano ontiche, cioè precostituite dalla tradizione, da un pensiero che si adegua al contingente. Ma questi concetti sono posteriori al fatto che primariamente l'essere umano è ontologico nella sua essenza, cioè può dire "è", cioè può affermare, pensare, dire, dare, fare senso.
Questo è un pensiero più originario. E l'indicazione di heidegger sta proprio qui.
Quando tu dici che usi il pc ma ne sai poco sulla sua essenza, beh, qui starebbe la critica heideggeriana: prova invece a domandarti qual'è la sua essenza, qual'è l'essenza del fare di uomini che sono arrivati a costruire una tale macchina. Prova a ragionare come questa macchina ha cambiato il nostro modo di esistere in positivo e in negativo, pensa all'uso proprio o improprio che ne puoi fare tu o gli altri..... questo è andare alle essenze..
grazina is offline  

 



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