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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 02-04-2015, 09.06.51   #1
CVC
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 747
Dividi et impera

Questo era il motto degli antichi romani, ma anche uno dei punti del metodo di Descartes: dividere ogni problema in tanti piccoli e procedere dal più semplice al più complesso. Ed è anche ciò che secondo Adam Smith è l'artefice del progresso: la divisione del lavoro, non solo nell'industria ma persino in filosofia e nelle scienze. Suddivisione, organizzazione, specializzazione, efficienza paiono formare un tutt'uno, una ricetta infallibile o quasi che può permettere all'uomo di coronare il suo sogno di dominio sul mondo.
Ora però mi viene in mente che questo lavoro di suddivisione-organizzazione-specializzazione ha stretti legami con la matematica, con i numeri e la numerazione. E la nostra è la numerazione in base 10. Quindi, se prendiamo questo bel numero pieno, il 10, e lo dividiamo ad esempio per 3, otteniamo come risultato 3,3 periodico. Il fatto strano è che per quanto ci sforziamo di aumentare l'approssimazione aggiungendo sempre più zeri dopo la virgola, se rimoltiplichiamo il risultato della divisione per 3, non otteniamo più un bel 10 tondo tondo, ma un grigio 9,9 periodico.
Bella scoperta si dirà. Però ciò potrebbe essere un modo di dire che l'aspirazione dell'uomo di smontare e rimontare le cose a piacimento, come fossero pezzi del lego, ha delle implicazioni: ciò che viene diviso non tornerà più ad essere l'identica cosa di prima, quand'era intero. Perciò Marco Aurelio si raccomandava di suddividere tutte le cose, tranne la virtù. Ciò che si divide tende a scomparire, ciò che rimane intero a persistere.
CVC is offline  
Vecchio 02-04-2015, 12.18.04   #2
maral
Moderatore
 
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Data registrazione: 03-02-2013
Messaggi: 1,314
Riferimento: Dividi et impera

Il punto è infatti che l'intero non è mai la somma delle parti, ossia la somma delle parti che è sempre solo un parziale dell'intero, comunque veniamo a definire queste parti.
Ma poiché dell'intero non si può avere il controllo, mentre delle parti e delle loro somme parziali sì, viene irresistibile pretenderne l'equivalenza e quindi falsificare l'intero come somma delle sue parti, facendo finta di averlo perfettamente e univocamente definito come risultato del metodo di somma che ci siamo dati.
Ma questa pretesa è proprio ciò che consente a tutti gli imperi (politici e di pensiero) per fortuna di cadere.
maral is offline  
Vecchio 02-04-2015, 19.35.12   #3
paul11
Ospite abituale
 
Data registrazione: 17-12-2011
Messaggi: 899
Riferimento: Dividi et impera

Citazione:
Originalmente inviato da CVC
Questo era il motto degli antichi romani, ma anche uno dei punti del metodo di Descartes: dividere ogni problema in tanti piccoli e procedere dal più semplice al più complesso. Ed è anche ciò che secondo Adam Smith è l'artefice del progresso: la divisione del lavoro, non solo nell'industria ma persino in filosofia e nelle scienze. Suddivisione, organizzazione, specializzazione, efficienza paiono formare un tutt'uno, una ricetta infallibile o quasi che può permettere all'uomo di coronare il suo sogno di dominio sul mondo.
Ora però mi viene in mente che questo lavoro di suddivisione-organizzazione-specializzazione ha stretti legami con la matematica, con i numeri e la numerazione. E la nostra è la numerazione in base 10. Quindi, se prendiamo questo bel numero pieno, il 10, e lo dividiamo ad esempio per 3, otteniamo come risultato 3,3 periodico. Il fatto strano è che per quanto ci sforziamo di aumentare l'approssimazione aggiungendo sempre più zeri dopo la virgola, se rimoltiplichiamo il risultato della divisione per 3, non otteniamo più un bel 10 tondo tondo, ma un grigio 9,9 periodico.
Bella scoperta si dirà. Però ciò potrebbe essere un modo di dire che l'aspirazione dell'uomo di smontare e rimontare le cose a piacimento, come fossero pezzi del lego, ha delle implicazioni: ciò che viene diviso non tornerà più ad essere l'identica cosa di prima, quand'era intero. Perciò Marco Aurelio si raccomandava di suddividere tutte le cose, tranne la virtù. Ciò che si divide tende a scomparire, ciò che rimane intero a persistere.

Ciao CVC.
Mi trovo abbastanza concorde con quanto avete scritto tu e Maral.
Aggiungerei che questo è probabilmente il metodo del nostro cervello per conoscere tanto da averlo formalizzato nella logica.
Il movimento deduttivo nasce dall'universale e va verso il particolare, il metodo induttivo va dal particolare verso l'universale.
Probabilmente il tutto, è un mio parere, è qualcosa che ciò che viene chiamato coscienza ha già in sè, ma vi abita indefinito linguisticamente come una sensazione impossibile da decifrare. L'uomo ha trovato il procedimento logico come possibilità di smontare il meccanismo del tutto per riuscire a capirne le parti e relazionarle come in un puzzle.

Il motto mi ricorda soprattutto la politica, ma metaforicamente segue la stessa logica.
Se dividi socialmente le persone , rimane il loro individualismo che non relazionando più con il sociale(con quel tutto) rimane un mondo isolato e facilmente controllabile dal potere
Ma quando l'individuo comunica e relaziona le sue problematiche e trova solidarietà allora diventa un "corpus " sociale, diventa molto più forte della sommatoria delle singole individualità, perchè ognuno si identifica nell' altro. Storicamente accadde quando dalle campagne con l'urbanizzazione e soprattutto con l'industrializzazione l'arcipelago di diverse umanità sparse si accomunò comunicando agli altri i propri problemi e accorgendosi che tutti avevano gli stessi problemi fondamentali di sopravvivenza. Allora il problema diventa di tutti e se il potere colpisce il singolo risponde l'intero "corpus". Così nacque il socialismo e il sindacalismo, rispondendo con la solidarietà al dividi et impera.
paul11 is offline  
Vecchio 02-04-2015, 20.31.01   #4
jolly666
Nuovo ospite
 
Data registrazione: 23-11-2014
Messaggi: 168
Riferimento: Dividi et impera

Dire 10 o partire da qualsiasi numero è già una suddivisione di un qualcosa di scomposto in numero finito, il punto non è che le parti non fanno l'insieme e che ciò che noi di base chiamiamo insieme non è un insieme, il vero insieme è uno, 1×1=1..1÷1=1, se noi in quest'uno, ci vediamo un 10 non è reale, ecco perché la somma delle parti non compone l'insieme, perché ciò che noi definiamo insieme anche in matematica è solo una parte dell'insieme, quindi è già scomposto in partenza il numero 10 in fattore 1, 10×1=1. ..10÷1=1, per quanto riguarda il cominciare dal facile per arrivare al difficile non esiste..cio che per noi ora è facile allora era difficile e in futuro il nostro difficile sarà facile, quindi facile e difficile è opinabile in quanto intervengono troppi fattori, i mezzi, le possibilità e le capacità. .quindi dire che partiamo dal facile per arrivare al difficile è una stronzata. .la complessità di una qualsiasi cosa è relazionato all'ambiente e soprattutto i mezzi di cui disponiamo, noi ci rivolgiamo all'incomprensibile per farlo diventare comprensibile, non esistono cose di facili comprensione o cose di difficile comprensione, infatti la maggior parte delle volte le cose difficili hanno la risposta facile, quindi se è vero che partissimo dal facile capiremo subito il difficile, l'uomo è partito sempre dal difficile per arrivare al facile..se non esiste il difficile non esiste il facile è assurdo pensare che l'uomo nel suo ragionamento parta dal facile..si parte dal difficile per creare il facile...
jolly666 is offline  
Vecchio 03-04-2015, 22.46.53   #5
and1972rea
Moderatore
 
Data registrazione: 12-09-2004
Messaggi: 781
Riferimento: Dividi et impera

"Divide et impera" potrebbe essere anche visto come il motto del demonio nella religione Cristiana, la quale vede nella divisione fra gli uomini e dentro ciascuno di essi l'origine del male. La divisione è anche l'operazione attraverso cui filosofia e scienza tentarono contradditoriamente ed invano di ridurre atomisticamente il mondo, giungendo a cercarvi un senso, senza trovarlo, soltanto nell'indivisibile atomo o nel quanto di massa ed energia.
Attraverso la divisione è possibile frammentare ogni possibile ostacolo per renderlo apparentemente innocuo e superabile, ma , a ben vedere, questa operazione rimane sempre confinata nell'illusione , sia nella logica , quando crediamo irrazionalmente che possano esistere 3 parti uguali che sommate fra loro diano l'unità, sia nella volontà di potenza, e sappaimo tutti che il famoso impero , a forza di dividere, si sgretolo' su se stesso implodendo rovinosamente.
and1972rea is offline  

 



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