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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 07-06-2015, 14.44.25   #1
SlipDown
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il paradosso della democrazia

Salve a tutti, in questi giorni mi è capitato di soffermarmi sul vero significato di democrazia e sono giunto alla cnclusione che intendere la democrazia come il miglior sistema politico possibile è un'assurdità se non un paradosso. Come penso tutti sappiate la domocrazia nasce in Grecia ad Atene e, a parer mio, possiamo intendere la Grecia antica come la vecchia America. Democrazia, come penso sia noto a tutti, significa potere del popolo. Ma dove possiamo trovare la democrazia nei nostri sistemi di governo attuali? Possediamo un Presidente della Repubblica, un Parlamento, un Corte costituzionale, inoltre andando più nello specifico ci troviamo divisi in regioni, province e comuni. In tutto questo dove sta il potere del popolo? Con quale coraggio ci chiamiamo una Repubblica domocratica? A me personalmente sembra molto di più ad un' oligarchia in cui ci sono poche persone che stanno al potere. E' vero sì che coloro che stanno al potere sono eletti e non prendono il potere con la forza, ma da chi sono eletti? Il popolo ha la facoltà di eleggere soltanto i rappresentanti del popolo i quali a loro volta eleggono il Presidente. Vi è mai capitato di pensare se questa è mera democrazia? Se non vi dovesse mai esser capitato, vi ci faccio pensare io. Questa non è democrazia poichè il popolo per avere potere effettivo dovrebbe eleggere direttamente il Presidente e altri enti come avviene in America, ma ciò non basterebbe poichè il potere sarebbe nelle mani di uno o pochi e quindi entriamo nell'oligarchia. Per possedere effettivamente una democrazia pura e incontaminata dovremmo vivere in uno stato anarchico in cui i cittadini non hanno nessun ente sopra di se, in cui i cittadini possono esprimere al 100% il proprio potere e la propria volontà. Ma ovviamente uno stato così porterebbe al caos più totale e torneremmo ai tempi della preistoria in cui le organizzazioni si limitavano ai clan o tribù. Ma quindi dove sta la gran bellezza del democrazia se per averne una vera dobbiamo vivere nel caos? Tutte le persone che dicono che i regimi di poche persone in cui fanno quello che vogliono o nei regimi di una persona sola sono forme di governo abominevoli, cadono in contraddizione se poi dicono anche che la democrazia come la conosciamo noi è una forma di Governo fantastica poichè, come spiegato prima, noi non siamo in una democrazia ma in un'oligarchia, e con quale coraggio poi dicono che la democrazia è fantastica se poi la vera democrazia porta al caos? Ora inviterei tutti a pensare a quale possa essere una forma di governo giusta per l'uomo in cui tutti possano essere al potere senza escludere nessuno e senza creare il caos in modo da avere una bella democrazia che non sia anarchia. Invito tutti a rivalutare il governo in cui viviamo e a cercare di capire se effettivamente è migliore e diverso da quei paesi che hanno dei regimi dittatoriali. Invito chiunque a pensare alla grossolana contraddizione in cui cadono tutti quelli che dicono di andare a fare la guerra ai paesi dittatoriali per portare la democrazia che conosciamo noi che democrazia non è. Invito tutti a riflettere, a riflettere su quale possa essere la miglior fora di governo in cui tutte le persone hanno uguali diritti e dignità.
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Vecchio 08-06-2015, 20.35.34   #2
jolly666
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Riferimento: il paradosso della democrazia

La democrazia, vuol dire, potere al popolo (possibilità di votare), possibilità di esprimere le proprie opinioni, possibilità,uguali per tutti, stessi diritti e doveri, questo vuol dire democrazia non, poter fare ciò che si vuole, di certo non si può uccidere o altri reati, possibilità di fare cose che in altri regimi non ti è permesso fare non penso la dittatura sia una strada migliore, penso che tra le varie strade costruite fino adesso la democrazia sia la migliore(ma dobbiamo lavorarci ancora)..se dobbiamo parlare di come viene applicata dai governi e a che scopo la utilizzano concordo con te Slipdown che non si può parlare di democrazia, il popolo è l'ultima ruota del carro..ma ricordiamo che la costituzione è stata scritta da delle grandi menti non come questi cretini, lecchini senza geniali che ci sono al governo di oggi..come base da cui partire la democrazia è la migliore, ma vanno riviste alcune cose e una giusta distribuzione dei poteri il popolo al primo posto, si lavora per il popolo non per le proprie tasche, dovrebbe essere così. ..
jolly666 is offline  
Vecchio 09-06-2015, 16.34.19   #3
ceccodario
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Riferimento: il paradosso della democrazia

Citazione:
Originalmente inviato da SlipDown
Salve a tutti, in questi giorni mi è capitato di soffermarmi sul vero significato di democrazia e sono giunto alla cnclusione che intendere la democrazia come il miglior sistema politico possibile è un'assurdità se non un paradosso. Come penso tutti sappiate la domocrazia nasce in Grecia ad Atene e, a parer mio, possiamo intendere la Grecia antica come la vecchia America. Democrazia, come penso sia noto a tutti, significa potere del popolo. Ma dove possiamo trovare la democrazia nei nostri sistemi di governo attuali? Possediamo un Presidente della Repubblica, un Parlamento, un Corte costituzionale, inoltre andando più nello specifico ci troviamo divisi in regioni, province e comuni. In tutto questo dove sta il potere del popolo? Con quale coraggio ci chiamiamo una Repubblica domocratica? A me personalmente sembra molto di più ad un' oligarchia in cui ci sono poche persone che stanno al potere. E' vero sì che coloro che stanno al potere sono eletti e non prendono il potere con la forza, ma da chi sono eletti? Il popolo ha la facoltà di eleggere soltanto i rappresentanti del popolo i quali a loro volta eleggono il Presidente. Vi è mai capitato di pensare se questa è mera democrazia? Se non vi dovesse mai esser capitato, vi ci faccio pensare io. Questa non è democrazia poichè il popolo per avere potere effettivo dovrebbe eleggere direttamente il Presidente e altri enti come avviene in America, ma ciò non basterebbe poichè il potere sarebbe nelle mani di uno o pochi e quindi entriamo nell'oligarchia. Per possedere effettivamente una democrazia pura e incontaminata dovremmo vivere in uno stato anarchico in cui i cittadini non hanno nessun ente sopra di se, in cui i cittadini possono esprimere al 100% il proprio potere e la propria volontà. Ma ovviamente uno stato così porterebbe al caos più totale e torneremmo ai tempi della preistoria in cui le organizzazioni si limitavano ai clan o tribù. Ma quindi dove sta la gran bellezza del democrazia se per averne una vera dobbiamo vivere nel caos? Tutte le persone che dicono che i regimi di poche persone in cui fanno quello che vogliono o nei regimi di una persona sola sono forme di governo abominevoli, cadono in contraddizione se poi dicono anche che la democrazia come la conosciamo noi è una forma di Governo fantastica poichè, come spiegato prima, noi non siamo in una democrazia ma in un'oligarchia, e con quale coraggio poi dicono che la democrazia è fantastica se poi la vera democrazia porta al caos? Ora inviterei tutti a pensare a quale possa essere una forma di governo giusta per l'uomo in cui tutti possano essere al potere senza escludere nessuno e senza creare il caos in modo da avere una bella democrazia che non sia anarchia. Invito tutti a rivalutare il governo in cui viviamo e a cercare di capire se effettivamente è migliore e diverso da quei paesi che hanno dei regimi dittatoriali. Invito chiunque a pensare alla grossolana contraddizione in cui cadono tutti quelli che dicono di andare a fare la guerra ai paesi dittatoriali per portare la democrazia che conosciamo noi che democrazia non è. Invito tutti a riflettere, a riflettere su quale possa essere la miglior fora di governo in cui tutte le persone hanno uguali diritti e dignità.
Ciao,
per quanto sia abbastanza ignorante di storia greca, la democrazia delle polis a cui tu fai riferimento io la definirei democrazia diretta: tutti i cittadini riconosciuti (non le donne e gli schiavi) governano una relativamente piccola comunità.
Applicare questa forma di governo allo stato moderno non sarebbe possibile, semplicemente perché lo stato, le province, i comuni non sono piccole comunità ma entità abitate da migliaia di persone.
Per questo motivo in molti stati occidentali si sono affermate (con fatica) forme di democrazia rappresentativa: il popolo governa con la mediazione di rappresentanti da esso eletti.
Tu giustamente hai sottolineato i problemi che questa forma di democrazia può avere: il principio della delega di fatto toglie l'esercizio diretto del potere da parte del cittadino. Io guarderei però anche alle lacune della democrazia diretta che la democrazia rappresentativa può colmare.
Ad esempio, non sempre la maggioranza del popolo ha ragione; in una democrazia diretta c'è un forte rischio di "dittatura della maggioranza" (per questo e altri motivi Platone pensava che democrazia e tirannia fossero due facce della stessa medaglia). La democrazia rappresentativa permette - in teoria, sottolineo - la formazione di una classe di rappresentanti che, dedicandosi a tempo pieno degli affarri politici, può scegliere in nome del popolo in modo più saggio.
Un altro pregio della democrazia rappresentativa è la mediatezza delle proprie scelte: non è più un "governo del popolo" o un "governo della maggioranza" ma un "governo delle discussioni" (come ha affermato J.S. Mill in On liberty). Mi spiego: prima di prendere una decisione politica (una nuova legge, una tassa, un provvedimento ecc.) lo stato democratico - ancor più quello rappresentativo - apre un dibattito al proprio interno per cercare la soluzione migliore; la dialettica pacifica fra fazioni opposte stimola la scoperta della verità. Penso che oggi uno stato sia tanto democratico non quanto sia più diretto (cioè quanto il singolo voto del cittadino influisca sulle decisioni) ma quanto dia possibilità al dibattito e alla discussione prima di una decisione politica (il che soprattutto significa: quanto tuteli e faccia parlare le minoranze).
Per questo motivo, ad esempio, penso che la democrazia rappresentativa (non diretta) sia la più efficiente forma di governo possibile; che poi abbia dei problemi sono d'accordo. La democrazia diretta può essere esercitata in piccole comunità all'interno dello stato (associazioni, club e varie altre piccole forme di esercizio della democrazia).
ceccodario is offline  
Vecchio 10-06-2015, 01.10.40   #4
paul11
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Riferimento: il paradosso della democrazia

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Originalmente inviato da SlipDown
Salve a tutti, in questi giorni mi è capitato di soffermarmi sul vero significato di democrazia e sono giunto alla cnclusione che intendere la democrazia come il miglior sistema politico possibile è un'assurdità se non un paradosso. Come penso tutti sappiate la domocrazia nasce in Grecia ad Atene e, a parer mio, possiamo intendere la Grecia antica come la vecchia America. Democrazia, come penso sia noto a tutti, significa potere del popolo. Ma dove possiamo trovare la democrazia nei nostri sistemi di governo attuali? Possediamo un Presidente della Repubblica, un Parlamento, un Corte costituzionale, inoltre andando più nello specifico ci troviamo divisi in regioni, province e comuni. In tutto questo dove sta il potere del popolo? Con quale coraggio ci chiamiamo una Repubblica domocratica? A me personalmente sembra molto di più ad un' oligarchia in cui ci sono poche persone che stanno al potere. E' vero sì che coloro che stanno al potere sono eletti e non prendono il potere con la forza, ma da chi sono eletti? Il popolo ha la facoltà di eleggere soltanto i rappresentanti del popolo i quali a loro volta eleggono il Presidente. Vi è mai capitato di pensare se questa è mera democrazia? Se non vi dovesse mai esser capitato, vi ci faccio pensare io. Questa non è democrazia poichè il popolo per avere potere effettivo dovrebbe eleggere direttamente il Presidente e altri enti come avviene in America, ma ciò non basterebbe poichè il potere sarebbe nelle mani di uno o pochi e quindi entriamo nell'oligarchia. Per possedere effettivamente una democrazia pura e incontaminata dovremmo vivere in uno stato anarchico in cui i cittadini non hanno nessun ente sopra di se, in cui i cittadini possono esprimere al 100% il proprio potere e la propria volontà. Ma ovviamente uno stato così porterebbe al caos più totale e torneremmo ai tempi della preistoria in cui le organizzazioni si limitavano ai clan o tribù. Ma quindi dove sta la gran bellezza del democrazia se per averne una vera dobbiamo vivere nel caos? Tutte le persone che dicono che i regimi di poche persone in cui fanno quello che vogliono o nei regimi di una persona sola sono forme di governo abominevoli, cadono in contraddizione se poi dicono anche che la democrazia come la conosciamo noi è una forma di Governo fantastica poichè, come spiegato prima, noi non siamo in una democrazia ma in un'oligarchia, e con quale coraggio poi dicono che la democrazia è fantastica se poi la vera democrazia porta al caos? Ora inviterei tutti a pensare a quale possa essere una forma di governo giusta per l'uomo in cui tutti possano essere al potere senza escludere nessuno e senza creare il caos in modo da avere una bella democrazia che non sia anarchia. Invito tutti a rivalutare il governo in cui viviamo e a cercare di capire se effettivamente è migliore e diverso da quei paesi che hanno dei regimi dittatoriali. Invito chiunque a pensare alla grossolana contraddizione in cui cadono tutti quelli che dicono di andare a fare la guerra ai paesi dittatoriali per portare la democrazia che conosciamo noi che democrazia non è. Invito tutti a riflettere, a riflettere su quale possa essere la miglior fora di governo in cui tutte le persone hanno uguali diritti e dignità.

ciao SlipDown.
Sono molte le proposte:
1) abolizione delle ridondanze organizzative amministrative.
Significa che rimane uno Stato centrale e dei Comprensori,;abolizione quindi di Comuni, Province ,Regioni. Più si hanno amministratori diversi e più nascono conflittualità politiche
2) L'esecutivo(Governo), il legislativo(Parlamento), giudiziario (Magistratrura), sono i tre poteri divisi e che non devono mai essere collusi. Quindi devono essere, per ciascuno, eletti direttamente dal popolo
3) Il partitismo è il luogo della mediazione ,più che della proposta, e delle nomine delle cariche e degli organigrammi amministrativi dei ruoli attivi, consultivi e di controllo. Se i parititi mediano le nomine significa che il loro potere è trasversale in tutti i ruoli e attività ,per cui chi governa sono i partiti. Questo rende poco trasparente la responsabilità ,in quanto sono le segreterie dei partiti che decidono liste dei candidati ,cariche e ruoli.
4) Abolizione della divisione del diritto in pubblico e privato.
Per esempio, in una azienda economica la proprietà decide gli organigrammi, ruoli e attività dei dirigenti dando loro delle procure legali che li rendono responsabili in sede civile e penale.
Orbene non si capisce perchè il rappresentanti del popolo che di fatto ricevono una procura dal popolo non debbano in qualsiasi momento poter essere ricusati dal loro ruolo,da coloro che hanno dato il mandato:il popolo
Lo strano fatto è che coloro che sono eletti dal popolo si prendono la procura e non danno spiegazioni sul mandato. Sarebbero molti gli esempi anche costituzionalmente scorretti. Il fatto più lampante è che possono cambiare partito durante il mandato:un'assurdo.
Si prendono il potere rappresentativo e se ne fanno ciò che vogliono per la durata dl mandato: non esiste nemmeno nel settore privato.
Poi si fanno leggi privilegiate di casta corporativa.

Non si capisce perchè in uno stato di diritto essere lavoratori nel settore privato o pubblico debba avere differenze sostanziali.

La mia proposta, provocatoria,è che gli eletti vengono "tirati a sorte" come nelle lotterie, fra gli aventi diritti al voto.
Allo stato attuale non conviene nemmeno votare, la scelta dei candidati, scelti dalle segreterie di partito per il loro potere ,non permette il cambiamento.

Il conformismo attuale è generato da decenni di corruzione, di raccomandati, di poteri trasversali e non trasparenti, che come una piovra impediscono i sostanziali e innovativi cambiamenti .
Adatto che il voto è uno scambio, tanto più i partiti generano raccomandazioni e clientelismo facendo favori e più voti hanno di ritorno:non se ne esce.

5) Il referendum propositivo è una forma di democrazia diretta che si dovrebbe disporre.
6) I candidati devono avere due requisiti fondamentali: onestà e competenza. Coloro che hanno avuto una condanna giudiziaria non possono essere eletti. Coloro che hanno compiuto atti di corruzione provati e sentenziati sono interdetti dai pubblici uffici.

Ci sarebbe altro da dire , ma finirei ponendo l'accento che la democrazia è ancora la forma migliore di organizzazione sociale, si tratta di attuarla.
Ma la storia cammina sulle gambe delle genti e le classi dirigenti rispecchiano ,più o meno, la cultura identitaria di una Nazione.
paul11 is offline  
Vecchio 10-06-2015, 03.38.43   #5
acquario69
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Riferimento: il paradosso della democrazia

Credo che l'errore fondamentale sia il fatto di credere che possa esistere l'uguaglianza.
in primo luogo perché siamo tutti esseri che se pur apparteniamo alla stessa specie,non siamo individualmente uguali,ed e' percio un errore pensare che si debba partire da li.
l'idea stessa della democrazia e' illusoria perché le competenze non possono essere di "tutti" e allo stesso identico modo,proprio per la ragione spiegata sopra,la maggioranza diventa così una semplice omologazione che tenderà mano a mano a far scendere il livello stesso delle competenze,le stesse necessarie per "governare".
non a caso infatti quello che e' sempre più evidente,a tal punto che oramai nemmeno ci si fa più caso e che anzi per un certo verso si crede pure normale e' che la scalata sociale,coloro che ambiscono a posizioni di potere,oltre ad essere i più corrotti ed amorali,sono anche per logica conseguenza i più cretini,quindi e' la democrazia stessa che ha provocato questo stravolgimento,proprio partendo dal "basso" fino appunto a risalire.
cio che fa più breccia nella "democrazia" e' tra l'altro l'influenza dell'emotività della maggioranza,(esempio dei mass-media) privandola già di suo di una certa criticità e riflessione,componenti essenziali,pervio manipolabilissimi (altro effetto diretto della "democrazia")

insomma la democrazia porta inesorabilmente al caos e all'ingovernabilita,credendo che sia pure vero il contrario.
io credo che se non ce' una restaurazione dei principi fondamentali non ve' nessuna soluzione possibile e i principi non provengono dal basso,dalla maggioranza..la questione si e' semplicemente capovolta.
acquario69 is offline  
Vecchio 10-06-2015, 11.50.12   #6
Duc in altum!
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Riferimento: il paradosso della democrazia

** scritto da SlipDown:

Citazione:
Ora inviterei tutti a pensare a quale possa essere una forma di governo giusta per l'uomo in cui tutti possano essere al potere senza escludere nessuno e senza creare il caos in modo da avere una bella democrazia che non sia anarchia. Invito tutti a rivalutare il governo in cui viviamo e a cercare di capire se effettivamente è migliore e diverso da quei paesi che hanno dei regimi dittatoriali. Invito chiunque a pensare alla grossolana contraddizione in cui cadono tutti quelli che dicono di andare a fare la guerra ai paesi dittatoriali per portare la democrazia che conosciamo noi che democrazia non è. Invito tutti a riflettere, a riflettere su quale possa essere la miglior fora di governo in cui tutte le persone hanno uguali diritti e dignità.


Se può servire o interessare il punto di vista di un credente a questa stuzzicante riflessione, farei notare che una forma di governo giusta per l'uomo, in cui tutti possano essere al potere senza escludere nessuno e senza creare il caos in modo da avere una bella democrazia che non sia anarchia e in cui tutte le persone hanno uguali diritti e dignità, e fatta dall'uomo è impossibile (e come dimostra la storia è una megalomane utopia sempre più aggiornata) senza l'intervento extraumano.

Quindi, secondo me, partendo da questo concetto, ogni onesto ed ammirevole tentativo di risolvere questo problema d'instaurare un perfetto governo democratico è come giocare un incontro di calcio, su di un campo magnifico, in uno stadio spettacolare, con delle uniformi ultimo grido, con delle scarpette eccezionali, con la più nobile terna arbitrale, senza il pallone.


Pace&Bene
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Vecchio 10-06-2015, 19.03.01   #7
paul11
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Riferimento: il paradosso della democrazia

Citazione:
Originalmente inviato da acquario69
Credo che l'errore fondamentale sia il fatto di credere che possa esistere l'uguaglianza.
in primo luogo perché siamo tutti esseri che se pur apparteniamo alla stessa specie,non siamo individualmente uguali,ed e' percio un errore pensare che si debba partire da li.
l'idea stessa della democrazia e' illusoria perché le competenze non possono essere di "tutti" e allo stesso identico modo,proprio per la ragione spiegata sopra,la maggioranza diventa così una semplice omologazione che tenderà mano a mano a far scendere il livello stesso delle competenze,le stesse necessarie per "governare".
non a caso infatti quello che e' sempre più evidente,a tal punto che oramai nemmeno ci si fa più caso e che anzi per un certo verso si crede pure normale e' che la scalata sociale,coloro che ambiscono a posizioni di potere,oltre ad essere i più corrotti ed amorali,sono anche per logica conseguenza i più cretini,quindi e' la democrazia stessa che ha provocato questo stravolgimento,proprio partendo dal "basso" fino appunto a risalire.
cio che fa più breccia nella "democrazia" e' tra l'altro l'influenza dell'emotività della maggioranza,(esempio dei mass-media) privandola già di suo di una certa criticità e riflessione,componenti essenziali,pervio manipolabilissimi (altro effetto diretto della "democrazia")

insomma la democrazia porta inesorabilmente al caos e all'ingovernabilita,credendo che sia pure vero il contrario.
io credo che se non ce' una restaurazione dei principi fondamentali non ve' nessuna soluzione possibile e i principi non provengono dal basso,dalla maggioranza..la questione si e' semplicemente capovolta.

Ciao acquario69.
Quello che scrivi , e noto un forte pessimismo dettato dai tempi in cui viviamo,è storicamente vero e realistico.
Ma attenzione, porrei un quesito:come mai le dittature si sono evolute in democrazia, se alla fine della parabola delle civiltà che decadono in oligarchie, governo di pochi che magari si sentono pure "eletti" (da chissà cosa poi?) non si torna alla dittatura, ma storicamente nasce la democrazia?
Porrei quindi una riflessione sul fatto che l'evoluzione storica in senso democratico è stata una lotta dei diritti contro i privilegi, di diritti per tutti(e quindi quì è sancita una uguaglianza a prescindere dal ceto sociale, sesso,ecc) e da principi universalistici.
Nella democrazia la sovranità è del popolo così come lo Stato è sovrano. Il pessimismo nasce dall'esautorazione di questi due momenti; laddove la globalizzazione centralizza in un governo super territoriale e incontrollabile dal popolo. Perchè c'è una dialettica al crescere di dimensionalità territoriale, uno scontro fra centro e periferia; il secondo aspetto è che la sovranità popolare che contraddistinguerebbe la democrazia, non può essere limitata al voto oltretutto da parte di candidati scelti dai partiti, quindi veicolata e condizionata questa scelta dai sistemi elettorali.
Insomma il popolo deve avere dei poteri reali.

Abbiamo assistito nella storia al passaggio dalle monarchie assolute, alle aristocrazie, alla borghesia, cioè le economie camminavano di pari passo con le politiche,con le forme di governo di chi deteneva il potere politico,economico e culturale.Il popolo assurge al potere, fa capolino,con la rivoluzione industriale.

E' cresciuto il livello culturale del popolo nettamente nell'ultimo secolo e questo è un presupposto fondamentale in quanto costruisce quella critica necessaria ad incalzare il potere.

Ma se il popolo vive di passività restando spettatore ,se non ha capacità d'indignazione, si adatta, si adegua alla decadenza.

Mancherebbe una coscienza del diritto, di quello stato di diritto che è stata una conquista sociale che ha portato con sè importanti valori come la libertà e l'uguaglianza insieme ala giustizia sociale.

Il sindacalismo nacque e si sviluppò soprattutto nei luoghi di lavoro dove gli operai avevano più cultura e coscienza.
Ed è proprio la cultura e la coscienza che i poteri "reali" non vogliono, perchè temono da sempre il popolo che può esautorarli.
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Vecchio 10-06-2015, 23.14.03   #8
maral
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Riferimento: il paradosso della democrazia

Dovremmo a mio avviso considerare che in realtà la democrazia diretta è stata la prima modalità di gestione dei rapporti comunitari quando le comunità sociali si limitavano ai villaggi e ai clan. L'organo di governo era quello assembleare e le decisioni dovevano essere condivise non a maggioranza, ma dalla totalità dei partecipanti, ossia da tutti i capi famiglia del villaggio per libera discussione. Le forme di governo oligarchico e monarchico furono successive, dettate dalla trasformazione economica che portò, con lo sviluppo dell'agricoltura, all'accumulo dei beni, alla fondazione di nuclei sociali estesi e sempre più complessi e alla proprietà privata. La forma originaria di democrazia è esattamente l'assemblea anarchica in cui ogni membro della comunità ha pari diritto ed è guidato dall'intento non di imporre la propria individualità, ma di pervenire a un accordo a beneficio di tutta la comunità, poiché il valore della comunità è ritenuto superiore a quello delle egoistiche individualità (l'esatto contrario della dominante visione liberistica attuale dalle tanto catastrofiche conseguenze).
Nell'Atene di Pericle si produsse una delle forme più alte di democrazia (che non era rappresentativa come quella che verrà proposta dai puritani anglosassoni molti secoli dopo gettando la base del modello attuale, ma era ancora fondamentalmente assembleare). La visione filosofica che la guidava era quella dei sofisti e in particolare di Protagora.
Di Protagora ci sono rimasti solo 2 frammenti originari: là dove indica l'uomo come l'orizzonte a cui affiorano tutte le cose e là dove nega che si possa affermare alcunché in merito all'esistenza degli Dei e alle loro manifestazioni (motivo per il quale dovette poi fuggire da Atene). Protagora asseriva l'impossibilità di pervenire a qualsiasi verità assoluta e sosteneva l'importanza fondamentale del logos, inteso come discorso retorico interpretativo per valutare ragionevolmente le conseguenze pratiche dell'agire sociale, ciò che può meglio funzionare per il bene della comunità. Un grande pragmatista ante litteram quindi: il meglio (o il meno peggio) anziché il Bene, questa è la chiave di ogni politica democratica.
Platone ci presenta Protagora in un dialogo che porta il suo nome, intento a discutere con Socrate (un Socrate sempre rispettoso del grande sofista, anche se su posizioni contrastanti) e Platone ci racconta qui il mito di Protagora. Quando i viventi sorsero dalla terra, dice il mito, Epimeteo cercò di dare a ciascuno di essi una virtù che permettesse di sopravvivere in reciproco equilibrio, ma, arrivato all'uomo, si accorse di avere esaurito tutte le virtù e l'uomo, troppo debole, rischiava di venire sopraffatto. Intervenne allora a rimediare suo fratello gemello Prometeo che, come è noto, rubò il fuoco dal Cielo e diede agli uomini la tecnica per usarlo. Ma ora l'uomo con la tecnica del fuoco, era divenuto troppo forte, non aveva un giusto limite alla sua potenza, né sugli altri viventi né sugli uomini stessi, rischiava quindi ancora di estinguersi. Fu allora Zeus a dover intervenire consegnando a Ermes (il messaggero, l'interprete degli Dei) due virtù da consegnare non a questo o a quello, come le precedenti abilità distribuite da Epimeteo, ma a tutti gli uomini in pari misura: il rispetto e la giustizia. Il rispetto e la giustizia dovevano diventare per Protagora la chiave del discorso politico, praticato da tutti gli uomini, democraticamente appunto.
L'obiezione che l'aristocratico Platone, per bocca di Socrate, muove a Protagora è che questo quadro per cui non esistono verità sicure a priori, ma solo valutazioni di conseguenze a mezzo del discorso politico, espone la comunità al rischio di essere ingannata dai retori, ossia da chi fa della retorica politica del falso una professione democratica.
E' interessante notare che il dialogo "Protagora" non perviene a una conclusione, resta aperto, rimanda a un successivo incontro tra Socrate e Protagora, proprio come la ricerca filosofica (di significato qui eminentemente politico) non si è mai conclusa né deve mai concludersi, per evitare soluzioni di fede. Per quanto rischiosa sia una democrazia, qualsiasi pretesa teocratica (anche se non più riferita ai vecchi Dei) credo sarebbe infinitamente peggio.
maral is offline  
Vecchio 11-06-2015, 14.55.23   #9
SlipDown
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Riferimento: il paradosso della democrazia

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Originalmente inviato da jolly666
La democrazia, vuol dire, potere al popolo
Tu stesso hai affermato che la democrazia significa potere al popolo ma comunque resta da determinare dove sia il potere del popolo se il poter esprimere il proprio volere e il suo potere si limita al semplice segnare una croce su un foglio. La democrazia dovrebbe essere un poter esprimere a pieno la propria opinione, l'anarchia non è poter fare quello che vuoi ma avere pieno potere delle proprie azioni il fare tutto quello che vuoi è una conseguenza dell'anarchia non il significato e per questo penso che la democrazia pura sia anarchia e per questo penso inoltre che la democrazia non sia così fantastica come molti la immaginano.
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Vecchio 11-06-2015, 17.38.41   #10
Garbino
Garbino Vento di Tempesta
 
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Riferimento: il paradosso della democrazia

La Democrazia.

Ricordo ancora quando alle elementari e alle medie si sprecavano anche parole grosse sulla Democrazia di Atene e sull' importanza della Democrazia.
Naturalmente era un parallelo assurdo. Ed ha pienamente ragione Maral quando afferma che la Democrazia allora era adatta a quel tipo di organizzazione sociale che vedeva incarnare nella polis il significato di Patria e di Stato.
Oggi sarebbe inapplicabile anche se quella resta l' unica forma di Democrazia che possa mantenerne anche il nome.
Oggi questa democrazia rappresentativa è una barzelletta. E' un' oligarchia dei partiti che scelgono i candidati e dove tutto resta inter nos. E' una barzelletta ed uno schifo. Come ho già detto altrove, non appena appare un politico in televisione volgo lo sguardo da un' altra parte per non vomitare.
Nessuna idea decente, nessuna programmazione decente, tutto un discorrere sofistico di ciò che serve e quando si fa qualcosa si fa tutt' altro che ciò che serve e quasi sempre a danno dei più.
Sono d' accordo fondamentalmente che comunque resta preferibile ad una dittatura, ma non è che ci sia scelta. E su questo aveva ragione Nietzsche, che le democrazie attuali durano finché dura un grado sufficiente di tolleranza nella classe media. Quando esso scema si apre la strada alle guerre civili ed ai totalitarismi o dittature.
E non c' è dubbio che almeno in Italia siamo senz' altro ad un livello sempre più basso di tolleranza determinato da corruzione, ingiustizia, sia giuridica che sociale, immiserimento, degrado, immigrazione.
Il panorama è veramente negativo e a ciò c' è poco da aggiungere.

Grazie per la cortese attenzione.

Garbino Vento di Tempesta.
Garbino is offline  

 



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