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Vecchio 23-05-2004, 09.49.02   #21
Mabaga
Frequentatore
 
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Data registrazione: 13-05-2004
Messaggi: 95
Citazione:
Messaggio originale inviato da irene
Penso che il pessimismo sorga quando si ritenga non praticabile un' equa contropartita tra ciò che si dà e ciò che si riceva.
Dunque, io mi chiedo. E' poi così importante "ricevere"?
Non so, forse per qualcuno la vita non è concepibile senza un criterio mercantilistico di fondo basato sul do ut des.
Tutto questo è molto umano, è molto comprensibile, certamente!
Ma io forse sto riuscendo a tirarmi fuori da queste logiche che per tanto tempo hanno condizionato anche me.
Non appena ci si pone nei confronti del mondo e degli altri in un atteggiamento disinteressato, la "ricchezza" di quello che possono essere i rapporti sociali emerge del tutto inattesa, e il pessimismo si dirada.
Parola di una ex nietzscheana DOC,
Buon week a tutti!

Ho cercato di condurlo a ragionamenti di questo tipo ma come ho detto la sua convinzione che "nessuno fa niente per niente" è molto forte.

E da altri messaggi che ho letto in questo forum (anche relativamente a miei post su altri argomenti) è una convinzione molto, troppo diffusa.
Mabaga is offline  
Vecchio 23-05-2004, 11.42.54   #22
neman1
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Data registrazione: 24-04-2004
Messaggi: 839
Quando si tratta di depressione c'e' poco da ragionare. Bisogna reagire..e con grinta, inanzitutto. Infonderla nello depresso se possibile, creare energia vitale quale la rabbia: Energia allo stato piu primitivo. Poi incanalatela dove volete, sentimenti, amore etc...senno, perche avrebbero inventato tutti questi ricostuituenti (meglio degli antideppressivi). Il malato deve ritornare autosufficente e punto. Credo di essere stato preso troppo sul serio, non sono un estremista. Mi meravigliano le persone cui malato immaginario si accende gia al pensiero della violenza.
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Vecchio 24-05-2004, 18.24.10   #23
paperapersa
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Data registrazione: 05-05-2004
Messaggi: 2,012
pessimismo

la visione del bicchiere mezzo vuoto mi ha accompagnata per tanto tempo che non riuscivo agodere appieno di tutte le grazie di cui ero ricca. C'è voluta una crisi depressiva tremenda, da cui sono uscita ormai da lungo tempo per apprezzare ogni respiro, ogni attimo, ogni evento di questa vita straordinaria che viviamo.
Il percorso di ognuno ha dei momenti di buio ma sono necessari per trovare la luce. L'aiuto di un terapeuta oppure gli eventi della vita e la voglia che abbiamo tutti di stare bene porterà il tuo amico a crescere anche attraverso questa visione pessimistica.
Per me il mondo adesso non è ne buono ne cattivo, lo guardo
con un senso di distacco (ma tutto questo è stato un lungo percorso di crescita) eppure, so goderne la bellezza, so viverne
a pieno le emozioni senza identificarmi con esse.
Arrivare alla disidentificazione dalle emozioni non è facile, ma ti permette di vivere in armonia, di sentirti dominatore di te, dei tuoi pensieri: Esistono tecniche di sostitutzione del pensiero che sono utilissime. Insomma io penso positivo e i risultati nella vita ci sono
auguri!!!
paperapersa is offline  
Vecchio 27-05-2004, 13.07.59   #24
Stefa
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 21-10-2003
Messaggi: 14
Io non credo sia depressione.Essere pessimista è una difesa dichiarata,la depressione è ben altro.Almeno riguardo alla descrizione che hai fatto del tuo amico..Non penso ci sia nulla di anormale,non è una scelta di vita è lo scudo momentaneo più semplice a cui si arriva dopo determinate vicende..e non c'è nessuno che può far cambiare idea,ognuno trova il modo di prevenire da solo,ognuno trova la sua difesa.E tutti abbiamo una difesa e un successivo sfogo.Il pessimista se vuole sa quando essere ottimista..poi diciamocelo,c'è poco da essere ottimisti..c'è un calpestio generale terribile..e ci sono persone diverse,non è tutto nero,ma è anche nero.Credo che lo sappia,ma meglio rimanere sorpresi piacevolmente.
Stefa is offline  
Vecchio 27-05-2004, 13.32.54   #25
binosoma
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-05-2004
Messaggi: 76
Citazione:
Messaggio originale inviato da Catharsis
Non stiamo parlando di pessimismo come "depressione assoluta e rifiuto della vita" ma come qualcosa di intermedio. Vive la vita di tutti i giorni ed è anche una persona simpatica, ma considera la sua vita come una scelta fatta da altri. Inoltre è convinto che le sue azioni siano determinate da istinti e condizionamenti per scelte fatte da altri (le regole della vita sociale). [lui] Cerca di immaginare come potrebbe essere il mondo se queste scelte fossero state diverse (magari sarebbe stato un mondo migliore). Ritiene che ognuno agisca per il suo esclusivo interesse e che non ci siano atti di amore incondizionati. Ritiene che tutte le scelte fatte dall'uomo stiano portando alla decadenza. Ritiene che dovremmo vivere in modo più naturale. E' però vittima dell'evoluzione e quindi non riesce a fare a meno delle "droghe" moderne (ad esempio la tecnologia).... tutto questo lo induce al pessimismo.

poi però si arriva al punto che ci si pente di non aver fatto una scelta opportuna a suo tempo... e la consapevolezza di non poter tornare più indietro e di essere ormai invischiati dagli eventi è la cosa peggiore che esista....
mi trovi daccordo in tutto, e sbarazzarsi della proprie colpe che vengono dal passato è la cosa più difficile da fare...il presente ne viene sempre condizionato però solo quando esso stesso non corrisponde a quello che sono la nostre più intime aspirazioni.
I fantasmi, stanne certo, scompaiono quando il presente diviene degno di essere vissuto; è come se quel orrendo mostro del passato venisse divorato da un presente guerriero e mai sazio di vita.
binosoma is offline  
Vecchio 28-05-2004, 15.22.17   #26
paperapersa
Ospite abituale
 
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Data registrazione: 05-05-2004
Messaggi: 2,012
E' proprfio il contrario, il presente diventa degno di essere vissuto appena ti liberi del tuo subconscio disturbante, appena lasci le valigie ingombranti che ti porti appresso da tanto tempo e allora ti senti più leggero e più ricco ad un tempo perchè riconosci il valore delle esperienze o errori che hai fatto, li saluti come maestri, ti accommiati da loro e procedi più spedito godendo di ogni attimo del presente
paperapersa is offline  
Vecchio 31-05-2004, 13.10.56   #27
seeker
Ospite
 
Data registrazione: 29-05-2004
Messaggi: 15
Addirittura?!?

Addirittura come filosofia di vita?!?
Penso che sia necessario anche ridersi addosso.
Se il pessimista irriducibile si sollevasse, ogni tanto, un pochino sopra la propria testa, sopra le teste di tutti e guardasse giù... riderebbe un pochino.
Se non ti prendi troppo sul serio il pessimismo passa.

Ciao
seeker is offline  
Vecchio 31-05-2004, 13.46.10   #28
epicurus
Moderatore
 
L'avatar di epicurus
 
Data registrazione: 18-05-2004
Messaggi: 2,725
anch'io penso che la chiave giusta sia non prendere le cose troppo sul serio, compresi se stessi.

epicurus is offline  
Vecchio 31-05-2004, 14.04.40   #29
valerio
Ospite
 
Data registrazione: 28-05-2004
Messaggi: 17
Il pessimismo come scelta di vita costituisce un subdolo quanto efficace alibi per tutti coloro che non hanno il coraggio, la volontà, la determinazione di darsi da fare concretamente per migliorare la propria vita.
Perché sforzarsi di cambiare un lavoro che detestiamo se “tanto l’economia mondiale è avviata verso la catastrofe” ? Perché coltivare sogni, progetti, aspettative allorchè “la vita peggiorerà sempre di più, e verranno crisi sociali, terrorismo e glaciazioni” ?
Cambiare in meglio la propria vita richiede sforzi; realizzare progetti richiede energie, calorie, volontà da spendere: chi sceglie il pessimismo come ragione di vita non ha energie sufficienti per tutto questo; è un inerte accidioso che sta immobile a guardare il bicchiere mezzo vuoto.
E poiché a ciascuno di noi dà fastidio ammettere la propria pigrizia o immobilismo, ecco trovata una comoda giustificazione nel pessimismo.
Perché sforzarsi di smettere di fumare, se “la vita è già uno schifo e lo sarà ancora di più” ?

quindi la formula è: incapacità d’agire + pessimismo = giustificazione della propria inerzia

Il pessimista è di solito anche un invidioso. Consapevole della propria inerzia fattuale, osserva però gli altri che si danno da fare scoraggiandoli, schernendoli e dissuadendoli, ma anche soffrendo rabbiosamente degli altrui successi.
Non a caso, ogni volta che nel corso della storia, piccola o grande che fosse, qualcuno si è dato da fare per inseguire il principio del piacere e migliorare la propria esistenza, è sempre stato accolto a sberleffi e pernacchie da schiere di tali vegetali incapaci di muoversi ma pronti a dire, di fronte all’altrui risultato: “se solo ne avessi avuto anch’io la possibilità…”.

Il cervello è un abilissimo sarto; taglia e cuce e rammenda la qualsiasi pur di salvaguardare l’ego

Io ho frequentato mio malgrado un pessimista per più di tre anni, un collega di lavoro sempre pronto ad annunciare sventure prossime a venire: glaciazioni in inverno, desertificazioni in estate, siccità, malattie, terrorismo, crack economici, guerre e inquinamento dilagante. Perché se è vero che la vita non è tutta rose e fiori, attenzione ai pessimisti di professione: sono dei potenti generatori di stress e di energia negativa. Chiunque abbia voglia di fare, di cambiare, di sognare, se ne tenga lontano.
Io l’ho fatto da quattro mesi e – vi assicuro – sono rinato.
valerio is offline  
Vecchio 31-05-2004, 14.55.40   #30
irene
Ospite abituale
 
Data registrazione: 19-11-2002
Messaggi: 474
Daccordo in tutto e per tutto con il post di Valerio.
Aggiungerei una cosa.
La subdola perniciosità del pessimismo della cosiddetta Intelligenzia. Ovvero, il pessimismo del maitre a penser di turno che, senza innalzarsi a nessun titanismo o prometeismo che possa giustificarlo in nome della propria disperata e frustrata ansia di idealismo e di bellezza, sta alla finestra a guardare e a criticare senza muovere un dito per cambiare le cose. Atteggiamento per giunta oggi molto ammirato, e considerato intelligente, critico e responsabile.
Di recente una mia collega, che appartiene a questa genìa, mi ha detto. "Tu sei sempre così stupidamente allegra, si vede proprio che voti Forza Italia".
E io, che in genere ho la risposta pronta, mi sono trovata senza parole.
Insomma, nel comune sentire di chi si atteggia ad intellettuale cipiglioso, la capacità di agire e di reagire, la costruttività, la propositività, sarebbero stigmatizzabili come illusioni e ingenuità da manipolati dei massmedia.
Io, ovviamente, continuo a essere allegra e a votare a sinistra, ma non posso fare a meno di sottolineare quanto torvo compiacimento a offendere e a ferire chi si dimostri vitale e propositivo esista da parte dei pessimisti esistenziali ed ideologici.
Il pessimista è un invidioso, è vero.
Se non fosse invidioso non innalzerebbe barriere tra sè e gli altri e non sguazzerebbe nella critica a 360 gradi del mondo circostante.
Quello che si dovrebbe fare, a mio avviso, sarebbe scardinare l'equazione pessimismo=intelligenza vigile e consapevole.
A diciotto anni è normale e anzi auspicabile che così avvenga. Una giovinezza non attraversata dal pessimismo è una giovinezza vacua, irresponsabile, e senza nessuna possibilità di porre le premesse per costruire qualcosa di ragionevolmente costruttivo.
Ma quando questo atteggiamento perdura negli anni, esso a mio parere rivela l'incapacità (grave) di assumere le redini della propria vita in prima persona, senza delegare a generici "terzi" la responsabilità del proprio fallimento esistenziale.

Ultima modifica di irene : 31-05-2004 alle ore 14.59.31.
irene is offline  

 



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