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Vecchio 12-07-2004, 20.45.17   #1
epicurus
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Data registrazione: 18-05-2004
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Immagine del mondo wittgensteiniana

Wittgenstein nel Tractatus dice che la verità di una proposizione non è data a priori: una proposizione è vera se dice come stanno i fatti.

dice anche che il grado di verità di una proposizione si determina tramite l'esperienza.

ma, sempre W., dice che noi ci facciamo delle immagini del mondo (che altro non sarebbero che le proposizioni stesse).

quindi: ho un'immagine del mondo (la mia proposizione) che devo controllare se sia vera o falsa -> osservo il fatto in questione (facendomi una immagine) -> e tiro le somme.

ora l'osservazione è questa: è ovvio che la maggior parte delle volte la nostra proposizione-immagine è vera, perchè per controllare ciò ci facciamo un immagine.
(è un po' come cercare di controllare con gli occhi se vediamo bene, più o meno)


come si risolve l'inghippo?
W. cosa avrebbe detto (circa), dato che penso che mi sfugga qualcosa a me, e non penso che sia un errore di W.?

grazie
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Vecchio 12-07-2004, 21.59.42   #2
dana
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Data registrazione: 18-10-2003
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Re: Immagine del mondo wittgensteiniana

Citazione:
Messaggio originale inviato da epicurus
è ovvio che la maggior parte delle volte la nostra proposizione-immagine è vera, perchè per controllare ciò ci facciamo un immagine. (è un po' come cercare di controllare con gli occhi se vediamo bene, più o meno) come si risolve l'inghippo?

Non ho la minima idea di cosa avrebbe detto W., però una soluzione potrebbe essere il confronto con le altre persone: se, oltre alla verifica attraverso l'esperienza, anche dal confronto con gli altri la proposizione-immagine coincide con quella altrui, allora potremmo pensare che sia vera.

dana is offline  
Vecchio 13-07-2004, 12.17.33   #3
epicurus
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ciao dana, grazie per la risposta. approfitto della tua disponibilità per continuare il discorso...

(lascio perdere il fatto che il confronto con altre persone facendo parte anch'esso della nostra immagine, non ci garantisce nulla. infatti potrebbe essere risolvibile ciò.)

ma se 2 persone (o più) sono in disaccordo, cosa succede?
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Vecchio 13-07-2004, 13.01.55   #4
iris_1
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Non conosco ciò che afferma Wittgenstain, ma leggendo ciò che hai scritto pare che non si possa conoscere la verità di una proposizione fino a che ciò che essa esprime non si è verificato e l'esperienza può solo aiutare a presupporre con maggior sicurezza se è vera o meno; ho capito bene?

Cmq prima di dare un'opinione cerco di informarmi.......

Ciao
iris_1 is offline  
Vecchio 13-07-2004, 13.31.34   #5
leibnicht
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W. ti avrebbe risposto

che anche quella immagine è una proposizione, e che l'inghippo si sarebbe risolto ponendo a confronto, a questo punto, le due immagini o meglio le due proposizioni (rese ora commensurabili).
Molti anni fa mi trovai a difendere l'ermeneutica heideggeriana contro la filosofia del linguaggio di W.
Non ricordo più i riferimenti precisi, ma ricordo perfettamente la riflessione sintetica che ne trassi.
In ultima analisi, molta della filosofia di W. aspira alla demistificazione di un'ambiguità intrinseca allo strutturarsi del linguaggio intorno al concetto.
Ora, questo (il concetto), mentre da un lato trae origine da un'apertura di senso, in cui l'ambito del significato abbraccia un insieme di enti "continui", nel suo organizzarsi e coagularsi nel significante si ricompone in una articolazione "discreta" di enti logici.
Molti degli "impigliamenti", delle "distorsioni", delle apparenti incoerenze e dei conseguenti "crampi mentali" che il linguaggio consente, possono essere ricondotti alla dialettica continuo-discreto di cui l'articolazione dei concetti si fa ingenuamente interprete.
Il richiamo all'ostensività di W. è, in fondo, un richiamo a veder rimessa in discussione questa ingenuità attraverso una reiscrizione critica del concetto, attraverso, cioè, il confronto immediato del significante con il continuum dei suoi referenti.
In H., invece, l'articolazione è rimessa al percorso dialettico "in sè": ma come non cogliere una radice comune tra queste due possibili strade ?
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Vecchio 14-07-2004, 00.20.44   #6
epicurus
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Re: W. ti avrebbe risposto

Citazione:
Messaggio originale inviato da leibnicht
che anche quella immagine è una proposizione, e che l'inghippo si sarebbe risolto ponendo a confronto, a questo punto, le due immagini o meglio le due proposizioni (rese ora commensurabili).

puoi chiarirmi meglio?

se ho un'immagine differente da quella di un mio amico, cosa faccio?

grazie
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Vecchio 14-07-2004, 22.30.45   #7
dana
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Citazione:
Messaggio originale inviato da epicurus
[Bma se 2 persone (o più) sono in disaccordo, cosa succede? [/b]

Se hai un'immagine differente da quella del tuo amico, ci rifletti sopra, magari ne parlate, poi ne trai una conclusione tua, che ti può portare a modificare la tua immagine, oppure a rafforzarla, oppure a tenerla così com'è e a cercare altre conferme altrove.
...così almeno penso io......un confronto costruttivo.

dana is offline  
Vecchio 15-07-2004, 01.59.49   #8
leibnicht
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Data registrazione: 06-09-2003
Messaggi: 486
Dana...

ma sei una donna ?
Scusami, ma il tuo intervento mi mette in questo dubbio.
Sia come sia, credo che, con poco sforzo, si possa comprendere con chiarezza come il discorso di W. non presupponga affatto il confronto socratico, bensì la riflessione sulla proprietà comune e culturale della "facoltà" del linguaggio.
Absit injuria verbis.
Ciao, Dana.
leibnicht is offline  
Vecchio 15-07-2004, 17.43.03   #9
dana
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Re: Dana...

Citazione:
Messaggio originale inviato da leibnicht
ma sei una donna ?
Scusami, ma il tuo intervento mi mette in questo dubbio.

Sì, sono una donna.
Faccio fatica a seguire i vostri discorsi di filosofia, perchè non ne so nulla, però nello stesso tempo ne sono incuriosita e attratta.
Ciao, Leibnicht.
dana is offline  
Vecchio 22-07-2004, 22.30.20   #10
Montaigne
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Messaggi: 2
Re: Immagine del mondo wittgensteiniana

Citazione:
Messaggio originale inviato da epicurus

ma, sempre W., dice che noi ci facciamo delle immagini del mondo (che altro non sarebbero che le proposizioni stesse).

quindi: ho un'immagine del mondo (la mia proposizione) che devo controllare se sia vera o falsa -> osservo il fatto in questione (facendomi una immagine) -> e tiro le somme.

ora l'osservazione è questa: è ovvio che la maggior parte delle volte la nostra proposizione-immagine è vera, perchè per controllare ciò ci facciamo un immagine.
(è un po' come cercare di controllare con gli occhi se vediamo bene, più o meno)


come si risolve l'inghippo?
W. cosa avrebbe detto (circa), dato che penso che mi sfugga qualcosa a me, e non penso che sia un errore di W.?

grazie [/b]


Ma l'osservazione ancora non è linguaggio, riguarderebbe casomai la psicologia.

Quando parla di proposizioni come immagini del mondo Wittgenstein si rifersice, prima che al contenuto dell'immagine stessa, alla sua forma (logica) e quindi alla sintassi.

Credo
Montaigne is offline  

 



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