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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 29-01-2005, 15.36.06   #1
Fredric
Ospite abituale
 
Data registrazione: 25-01-2005
Messaggi: 22
Ad ognuno le sue Droghe...

Si sa la nostra mente ha una sua certa debolzza.Debolezza che deriva dal fatto che nel nostro cervello vengono prodotte sostanze che azionano meccanismi che in noi generano sensazioni di piacere.A questo piacere l'uomo sembra non riuscire mai rinunciare.Perchè?E' giusto perciò affermare secondo voi,che ognuno ha la sua "droga"?Premetto che per droga non intendo solo quelle sostanze comunemente denominate delle quali la nostra cultura non ha la minima conoscenza,ma anche tutto ciò che in noi crea una certa dipendenza da essa.Quindi può si trattarsi di una droga comunemente intesa,ma anche di tutto il resto.Anche lo sport è droga,inquanto produce le endorfine,delle quali diventiamo dipendenti.Come il caffè,le sigarette,il sesso etutta la sfiza di altre cose che non sto qui a scrivere..spero di essermi fatto intendere insomma.E' un dato di fatto che chiunque nella propria vita ne sperimenta il suo uso,ma spesso anche un abuso senza aver coscienza del fatto che in un modo o nell'altro il nostro organismo reagisce di conseguenza ad uno stimolo e,che tal stimolo genera in noi delle alteraziomi psicofisiche che ci portano a dei cambiamenti irreversibili del proprio metabolismo,alterando irrimediabilmente la nostra percezione della reatà.cosa ne pensate voi tutti?La questione è aperta sarei curioso di sentire cosa ne pensate...
Bye

Ultima modifica di Fredric : 29-01-2005 alle ore 15.53.32.
Fredric is offline  
Vecchio 29-01-2005, 23.19.14   #2
fallible
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-10-2004
Messaggi: 1,774
Si sa la nostra mente ha una sua certa debolzza.Debolezza che deriva dal fatto che nel nostro cervello vengono prodotte sostanze che azionano meccanismi che in noi generano sensazioni di piacere

Mi piacerebbe sapere per quale motivo reputi che la produzione di queste sostanze creino debolezza quando invece ci allievano dalla stanchezza, dalla paura o ci fanno innammorare; dovresti allora definire spiacevoli i succhi gastrici, l'insulina e tutto ciò che aiuta la macchina uomo a funzionare.

stimolo genera in noi delle alteraziomi psicofisiche che ci portano a dei cambiamenti irreversibili del proprio metabolismo,alterando irrimediabilmente la nostra percezione della reatà.

Due sono le domande che vengono in mente a questo punto:

Definisci realtà oggettiva. Forse si vive meglio in una stanza asettica priva di stimoli alcuni

O forse non ho capito niente di quello che intendevi
fallible is offline  
Vecchio 30-01-2005, 13.41.04   #3
Fredric
Ospite abituale
 
Data registrazione: 25-01-2005
Messaggi: 22
Da cosa deriva una certa sensazione di piacere?Arriva lo stimolo dall'esterno,percepito da uno qualsiasi dei cinque sensi.Giunge al cervello come stimolo elettrico.Il cervello analizza tale impulso e lo traduce.I neurotrasmettitori,responsabil i della trasmissione di tali stimoli,danno l'input all'organo responsabile della produzione di una sostanza(ormoni),che determina lo stato d'animo.Ci sei?
Ora.La mente è debole.perchè?Perchè gli stati d'animo di piacere sono per essa irrinunciabili.NO?!Ti porto l'esempio dell'atleta,sai quanto,per esempio,il suo organismo dipenda dalla produzione di endorfine che generano in tutto il suo corpo una continua sensazione di piacere?Questa per lui è una droga!Così sostanzialmente funzionano anche le droghe comunemente intese.Ma anche il lavoro,logicamente quando piace.O qualsiasi altra attività può aiutarci a stare meglio.Questo deriva dal fatto che il corpo comanda o la mente?CHi dei due prevale?potrebbero essere entrambi,considerati come sistema unico,ma questo tema lo tratto in un'altra discussione.
Perciò ora sei d'accordo quando definisco debole la nostra mente?
Fredric is offline  
Vecchio 31-01-2005, 13.30.05   #4
gyta
______
 
L'avatar di gyta
 
Data registrazione: 02-02-2003
Messaggi: 2,614
Mah.. con 'affetto' parlando possiamo anche chiamarla 'debole'..
In realtà, cibo corpo e mente non sono che interagenti..
porrei più la questione sull'importanza della consapevolezza 'droghe' ed al positivo nient'altro che 'cibi' -se come tali riconosciuti- di mutamenti ed elaborazioni..

Per quanto il termine 'droga' mi pare di automatica esclusione alla consapevolezza..



p.s.
la sensazione 'piacere' non sempre arriva dall' "esterno"
anzi, direi il più delle volte da un sondare profondo dentro..

Gyta

Ultima modifica di gyta : 31-01-2005 alle ore 13.33.23.
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Vecchio 01-02-2005, 00.13.30   #5
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
la mente sarebbe schiava del piacere fisico, serva volta alla soddifazione del piacere che il fisico esige.

..non è debolezza.

la mente, può esistere perchè incarnata in un corpo, corpo, che può sopravvivere a condizione della soddisfazione di determinati bisogni, bisogni, che si manifestano attraverso uno stato di disagio provocato dalla carenza-bisogno che di essere colmata fa richiesta, richiesta, percepita dalla mente che provvede ad orientare l'attività dell'organismo verso il fine che è del tal bisogno soddisfazione, soddisfazione, che provoca sensazione di benessere diffuso o piacere, piacere, sono r.rubin, r.rubin, spera di riuscire a soddisfare la tua richiesta di risposta alla qustione che hai rivolto al pubblico di questo forum perchè alle tue idee senti il bisogno di avere un ritorno, ritorno, che è il circolo che dialetticamente aperto parte alto alto come un padrone ma subito si slancia in picchiata che quasi sembra essere laggiù così basso basso quanto uno schiavo che lecca i piedi al padrone ma invece ecco ecco che subito risale alto alto e si ritrova a cingere il collo del padrone soddisfatto con delle redini che stringe forte, forte, è questo circolo per nulla vizioso che svolto si richiude e richiudendosi trova conclusione, conclusione: la mente si piega a soddisfare le esigenze che il corpo esprime e che soddisfatte donano piacere, ma non per debolezza, ma per intelligente convenienza dettata dal capire che se non soddisfatte porterebbero a morte certa il corpo, e così lei, la mente, dipendente dal piacere quanto dal piacere è dipendente la sopravvivenza.

la dipendenza da sostanze stupefacenti è invece un disorso un pò diverso, perchè spezzano il sano circolo normale: malessere=bisogno=>dasoddisfar e-soddisfatto=>piacere=messaggio che va tutto ok; perchè agiscono sui recettori cerebrali che sono normalmente attivati in risposta ad un bisogno vitale soddisfatto, ma in assenza della soddisfazione del bisogno, e anzi accecando la consapevolezza dell'esistenza di un qualsiasi bisogno vitale (vedi l'impasticcato che si sente al serttimo cielo, capace di fare qualsiasi sforzo, insensibile alla fame sete, che lo portano a schiattare)
r.rubin is offline  
Vecchio 01-02-2005, 12.53.03   #6
fallible
Ospite abituale
 
Data registrazione: 27-10-2004
Messaggi: 1,774
sinergia

Perciò ora sei d'accordo quando definisco debole la nostra mente?

Ho letto solo ora la tua risposta e me ne scuso; quello che non mi è chiaro è la tua concezione di "mente" ; mi fai una descrizione diciamo fisiologica della mente "cervello" e in questo caso è chiaramente "schiavo" e "padrone" di tutto il resto dell'organismo, se intendi invece MENTE allora diciamo che, secondo me, solo un lungo cammino di conoscenza e studio porterà alla liberazione ma la MENTE avrà sempre bisogno della mente se continuerà ad abitare l'involucro Uomo
fallible is offline  
Vecchio 02-02-2005, 12.16.20   #7
Fredric
Ospite abituale
 
Data registrazione: 25-01-2005
Messaggi: 22
Noto con piacere che ho ricevuto qualche risposta,per questo vi ringrazio.Ora aggiungiamo qualcosa.Da quello che mi scrivete noto che non viene condivisa la mia affermazione "mente debole",vorrei invece ribadire il mio concetto.
Consideriamo il nostro sistema nella sua totalità al quale attribuiamo il nome uomo.Ciò che ci fa vivere meglio è la ricerca di un qualcosa che ci fa stare bene o meglio.In questa ricerca siamo schiavi,quasi,del nostro essere nella stessa ricerca di noi stessi come tali.Mi seguite?Ciò che in noi genera piacere io lo definisco droga,uscendo dalla terminologia generale,attribuendogli un valore diverso.Droghe in quanto siamo portati per natura alla ricerca di queste,diventandone dipendenti.Siamo inibiti in tale ricerca,quasi non coscienti,costretti dalla nostra debolezza che deriva dalla mente.Saremmo capaci tutti noi di ritirarci sul tibet,per esempio,abbandonando la mondanità?Sareste mentalmente forti da rinunciare a tutto quanto?Assoggettati da tutto ciò che ci contorno passiamo la nostra esistenza alla ricerca di che cosa?!Come anche nel post"enigma sul sesso"emerge,potremmo dire,che il piacere che tutti traggono dal sesso ci fa vivere meglio.Sbaglio?Chi riesce a rinunciare,per esempio i casti,devono per forza attaccarsi a qualcos'altro,Dio per esempio.Avere qualcosa in cui credere,qulcosa che ci da piacere,sono tutti frutti della mente,il corpo viene subito dopo perchè necessita di certe sensazioni per continuare quei processi interni che avvengono in noi ogni istante.Tutto questo è come dice gyta normale che accada ma allo stesso tempo rivela la nostra debolezza nei confronti del mondo esterno.Gli animeli non anno bisogno di provare piacere,noi Si.Come si spiega questo?Ecco perchè il titolo "Ad ognuno le sue droghe",tutto necessario ma tutto superfluo?!qui esce una nuova questione.Spero diessemi fatto intendere aspetto risposte...
Bye
Fredric is offline  
Vecchio 02-02-2005, 15.34.31   #8
r.rubin
può anche essere...
 
Data registrazione: 11-09-2002
Messaggi: 2,053
-avere qualcosa in cui credere-

gli animali possono farne a meno, perchè dipendono molto meno dall'attività mentale, ideativa, e molto di più dall'istinto, che è loro sufficiente a sopravvivere. sono anche, per quetso, molto più schiavi di noi.

noi dipendiamo dall'attività mentale, ideativa, che costruisce credenze, rappresentazioni mentali a cui attribuiamo il carattere di realtà, e questo ci è necessario per agire nel mondo: propriamente non interagiamo con la "realtà", ma con la nostra idea-credenza di realtà.. per fare un esempio, siamo un pò come dei piloti chiusi ermeticamente dentro un aereoplano che riescono a non schiantarsi contro alberi e montagne non, perchè li vedono, ma perchè osservano la ricostruzione di tutto questo sul radar, sottoforma di puntini.
ora però, noi siamo molto creativi, siamo in grado di modificare indefinitamente la nostra rappresentazione della realtà, per tornare all'esempio, siamo capaci di sostituire ai puntini immagini più complesse... un lavoro incessante di costruzione e destrutturazione e ristrutturazione: siamo liberi nel costruire, grazie alla mente, la nostra realtà, siamo liberi, forse, di trovare rappresentazioni sempre più calzanti alla vera realtà . ma soprattutto, dal momento che ad una certa rappresentazione corrisponde un certo sentimento, ed una certa azione, siamo in grado di controllare tutto questo, siamo in grado di trovare la rappresentazione che più ci pare adatta, rappresentazione che modificherà il nostro comportamento, la qualità della nostra azione, e del nostro pensiero stesso: siamo esseri trasformativi, grazie alla mente. gli animali non lo sono.

questa trasformatività in effetti, tendiamo a dirigerla verso il piacere, ma anche verso la bellezza, e verso il bene, che sono cose stranamente simili tra loro.

tu questo lo vedi come un limite umano, mentre io invece, non molto tempo fa, vedendo delle persone stese sul prato sotto al sole, che ridevano, chiaccheravano serenamente, che si godevano un momento di piacere, riflettevo meravigliato su questo essere che è l'uomo, un essere che è per natura portato alla bellezza, al bene, al piacere, all'arte.
e poi mi sono guardato attorno, ho visto gli alberi, le piante, e ho visto che l'essere umano è artista nell'anima, ma la natura è l'arte perfetta, la bellezza e l'armonia.. si, molte cose sono superflue, nel senso che non sono collegate alla sopravvivenza, così come l'arte.

perchè bisogna salire su un eremo per dimostrarsi più forti della propria natura?
non sarebbe più bello se invece, al posto di esseri umani che tendono a rovinare tutta la bellezza e il piacere di cui possiamo godere, seminando bombe, gettando rifiuti nei prati, tutti crescessimo nell'apprezzare questa bellezza che è la vita?

ma per tornare al punto, l'essere umano è in grado di rinunciare al piacere egoistico, è in grado di sacrificare la propria vita per un bene maggiore. quetso dimostra che è un essere che si colloca, pur piacendogli il piacere, ad un livello che trascende la semplice dipendenza dal piacere.

se poi il discorso che fai ha di mira la realtà occidentale del giorno d'oggi, tutta lanciata verso la ricerca dell'ultimo piacere pubblicizzato, allora il discorso è un altro ancora, e personalmente lo trovo un discorso che ha di mira un piacere per così dire snaturato, che trova collocazione in un ambiente non più di armonia naturale, ma di un artificialità brutta, fatta di cemento e schifezze e smog eccetera

(ps: ho anche un'idea sul "perchè del piacere")
r.rubin is offline  

 



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