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Vecchio 06-10-2005, 15.20.37   #1
Metropolis
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Modernità liquida

Il grande sociologo Zygmunt Bauman ha scritto un saggio -a mio avviso veramente interessante e ben scritto- nel quale tratta di società vista in ogni momento storico,e sottoposta a innumerevoli quesiti.Le sue citazioni sono infinite e vanno da Platone e il mito della caverna al contemporaneo Ulrich Beck passando chiaramente per i membri della scuola di Francoforte (Adorno,Horkheimer ecc..) .
Egli si domanda se l'uomo si senta più o meno sicuro di se,tranquillo,felice,sottostan do all'egida della società intesa come quella nostra moderna o se invece non realizzi maggiormente la sua individualità mediante l'autoregolamentazione.
Prende in considerazione il principio del piacere e il principio di realtà secondo Freud,domandandosi sempre,se la società vada a sopprimere le pulsioni dell'uomo in maniera più o meno forte.

Voi cosa ne pensate?

Ultima modifica di Metropolis : 06-10-2005 alle ore 15.22.31.
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Vecchio 08-10-2005, 10.24.35   #2
VanLag
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Re: Modernità liquida

Citazione:
Messaggio originale inviato da Metropolis
Il grande sociologo Zygmunt Bauman ha scritto un saggio -a mio avviso veramente interessante e ben scritto- nel quale tratta di società vista in ogni momento storico,e sottoposta a innumerevoli quesiti.Le sue citazioni sono infinite e vanno da Platone e il mito della caverna al contemporaneo Ulrich Beck passando chiaramente per i membri della scuola di Francoforte (Adorno,Horkheimer ecc..) .
Egli si domanda se l'uomo si senta più o meno sicuro di se,tranquillo,felice,sottostan do all'egida della società intesa come quella nostra moderna o se invece non realizzi maggiormente la sua individualità mediante l'autoregolamentazione.
Prende in considerazione il principio del piacere e il principio di realtà secondo Freud,domandandosi sempre,se la società vada a sopprimere le pulsioni dell'uomo in maniera più o meno forte.

Voi cosa ne pensate?
Fai riferimento ad uno scritto che forse bisognerebbe avere letto per dibattere meglio. Comunque sentiamo le società molto invasive perché, soprattutto quella italiana, è guidata con l’intento di gestire anche i nostri sistemi di valori, e le nostre coscienze individuali, mentre invece le guide delle società, dovrebbero limitarsi a formulare quelle leggi che regolano l’interazione degli individui e le parti comuni tra essi.

Ma cosa intende Zygmunt Bauman con autoregolamentazione?

VanLag is offline  
Vecchio 08-10-2005, 10.47.19   #3
SebastianoTV83
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Beh, io penso che la società sia ciò a cui noi ci riferiamo quando parliamo di Dio.. ne è il riflesso. La comunità umana è l'immagine di Dio all'interno del Divenire ma dev'essere comunque gestita e realizzata dall'insieme degli individui. Sottomettersi alla maggioranza non vuol dire sottomettersi alla società e a Dio, in quanto anche il ribelle fa parte della società, anche l'eremita tra i monti ne è parte. Partecipare alla società con consapevolezza è per me una delle realizzazioni dell'essere umano. Autoregolamentazione.. coincide con l'anarchia?
SebastianoTV83 is offline  
Vecchio 08-10-2005, 11.00.35   #4
Vaniglia
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Data registrazione: 16-07-2005
Messaggi: 752
Re: Modernità liquida

Messaggio originale inviato da Metropolis
Il grande sociologo Zygmunt Bauman ha scritto un saggio -a mio avviso veramente interessante e ben scritto- nel quale tratta di società vista in ogni momento storico,e sottoposta a innumerevoli quesiti.Le sue citazioni sono infinite e vanno da Platone e il mito della caverna al contemporaneo Ulrich Beck passando chiaramente per i membri della scuola di Francoforte (Adorno,Horkheimer ecc..) .
Egli si domanda se l'uomo si senta più o meno sicuro di se,tranquillo,felice,sottostan do all'egida della società intesa come quella nostra moderna o se invece non realizzi maggiormente la sua individualità mediante l'autoregolamentazione.
Prende in considerazione il principio del piacere e il principio di realtà secondo Freud,domandandosi sempre,se la società vada a sopprimere le pulsioni dell'uomo in maniera più o meno forte.

Voi cosa ne pensate?

Non conosco bene Bauman nel senso che non ho letto nulla sui suoi saggi, quindi non mi e'chiaro il suo pensiero, pero' riguardo alla domanda che hai posto...penso che oggi, piu' che mai, l'uomo tenda a questa ricerca della via del piacere e reprima di meno le sue pulsioni rispetto a ieri...



Vani
Vaniglia is offline  
Vecchio 18-11-2012, 18.11.40   #5
paul11
Ospite abituale
 
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Messaggi: 899
Riferimento: Modernità liquida

Personalmente sono per l’autoregolamentazione.

Bauman ha compiuto diverse analisi interessanti di sociologia, dove l’individuo per sentirsi parte sociale tende a “consumare” come gli altri , questo tipo di società la definisce “liquida” in quanto oltre al passaggio delle persone da produttori a consumatori ,i processi di omogeneizzazione e di globalizzazione , la formazione dell’ “industria della paura” e lo smantellamento delle sicurezze,insieme al ritmo frenetico costringe il singolo ad uniformarsi al gruppo per non sentirsi “tagliato fuori”.

L’atto morale viene imposto dalla società. Ma è solo il riconoscimento dell’”io” e del “tu” che parte dall’”io” che diventa atto volontario di riconoscersi con l’altro, e non imposto dal “noi” inteso come società che costringe il singolo “io” a conformarsi al “noi” sociale. Per Bauman quindi è il singolo con l’atto morale che costituisce la società e non viceversa.
“L’identità di ogni individuo è la somma di tutti i ruoli che copre, per questo si parla solo di persone, cioè di attori che ricoprono ruoli. L’atto morale ci permette di incontrare l’altro non come persona/maschera, ma come volto, cioè nella sua vera identità e non nel ruolo. Con l’atto morale mi consegno a una debolezza assoluta (l’atto morale è l’antitesi del potere o della sua logica, che è forza) perché riconosco all’altro la possibilità di comandarmi, accetto di consegnarmi a lui.”

La contraddizione è tra la necessità di costruire una società che ha bisogno di ordine e dall’altra l’atto volontario morale costitutivo della società stessa come autodregolamentazione del singolo.

Come ho scritto inizialmente credo all’autoregolamentazione e ritengo che una società evolve solo se i singoli si emancipano in termini morali. Possiamo avere la migliore Costituzione del mondo , ma se i singoli non si riconoscono a partire dal loro atto morale e quindi dai comportamenti la società si "corrompe" e decade inevitabilmente
paul11 is offline  
Vecchio 18-11-2012, 20.09.08   #6
CVC
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Data registrazione: 30-01-2011
Messaggi: 747
Riferimento: Modernità liquida

Citazione:
Originalmente inviato da paul11
Personalmente sono per l’autoregolamentazione.

Bauman ha compiuto diverse analisi interessanti di sociologia, dove l’individuo per sentirsi parte sociale tende a “consumare” come gli altri , questo tipo di società la definisce “liquida” in quanto oltre al passaggio delle persone da produttori a consumatori ,i processi di omogeneizzazione e di globalizzazione , la formazione dell’ “industria della paura” e lo smantellamento delle sicurezze,insieme al ritmo frenetico costringe il singolo ad uniformarsi al gruppo per non sentirsi “tagliato fuori”.

L’atto morale viene imposto dalla società. Ma è solo il riconoscimento dell’”io” e del “tu” che parte dall’”io” che diventa atto volontario di riconoscersi con l’altro, e non imposto dal “noi” inteso come società che costringe il singolo “io” a conformarsi al “noi” sociale. Per Bauman quindi è il singolo con l’atto morale che costituisce la società e non viceversa.
“L’identità di ogni individuo è la somma di tutti i ruoli che copre, per questo si parla solo di persone, cioè di attori che ricoprono ruoli. L’atto morale ci permette di incontrare l’altro non come persona/maschera, ma come volto, cioè nella sua vera identità e non nel ruolo. Con l’atto morale mi consegno a una debolezza assoluta (l’atto morale è l’antitesi del potere o della sua logica, che è forza) perché riconosco all’altro la possibilità di comandarmi, accetto di consegnarmi a lui.”

La contraddizione è tra la necessità di costruire una società che ha bisogno di ordine e dall’altra l’atto volontario morale costitutivo della società stessa come autodregolamentazione del singolo.

Come ho scritto inizialmente credo all’autoregolamentazione e ritengo che una società evolve solo se i singoli si emancipano in termini morali. Possiamo avere la migliore Costituzione del mondo , ma se i singoli non si riconoscono a partire dal loro atto morale e quindi dai comportamenti la società si "corrompe" e decade inevitabilmente
L'atto morale non può che essere dettato dalla ragione. Ciò su cui ci si dovrebbe interrogare è se la società in cui viviamo incoraggi o meno l'uso della ragione.
La diffusione dei media, a mio parere, dato il loro uso indiscriminato, porta all'impoverimento della ragione, perchè data la velocità di tali mezzi si è portati a riflettere poco o niente o male su ciò che si dice, la comunicazione in tempo reale impedisce il filtro critico cui dovrebbe essere sottoposta la realtà. Inoltre il mercato offre sempre più soluzioni che risparmiano il lavoro della ragione, oramai basta pagare per risolvere qualsiasi problema senza alcun bisogno di pensare in proprio.
Il messaggio dell'illuminismo è colto solo da pochi, la pigrizia mentale è una malattia dilagante e figlia di questa malattia è l'atrofizzazione morale.
CVC is offline  
Vecchio 19-11-2012, 09.38.15   #7
lunatika
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Riferimento: Modernità liquida

Dice bene CVC....la pigrizia mentale è dilagante....e non sono con la linea di pensiero che l'eremita,il ribelle..faccia parte integrante della società...cioè ne fà parte come essere umano..ma la visione del mondo ..delle idee..sono parte solo di loro...e non contribuiscono con lo sviluppo della società in cui viviamo.
La domanda era se la società ci opprime..Io dico sì se lo si vuole..verò è che a livello economico tocca tutti indistintamente,ma a livello mentale per alcuni esseri con la facoltà di ragionamento proprio no!
Brutto è essere soggetti che non ragionano è seguono le direttive dello Stato,delle leggi in modo preciso e non autonomo,senza neanche chiedersi se sono giuste o no.
In passato e nel presente vari esseri umani hanno preso parte a genocidi,guerre..il più delle volte solo perchè non erano in grado di ragionare liberamente..erano oppressi dal loro Stato...vero anche che alcuni hanno preso parte a ciò in base alla paura del carcere e delle esecuzioni di morte...però io ammiro chi ,pensando con la propria testa e con il proprio cuore ,si è distanziato da tutto questo subendone le conseguenze è vero..ma avendo la propria e dico propria moralità e libertà di pensiero intatta.
Mi auguro che con questo giro di parole che ho fatto...perchè a volte non mi spiego bene...abbiate capito il mio pensiero.
lunatika is offline  
Vecchio 20-11-2012, 09.45.19   #8
La_viandante
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Riferimento: Modernità liquida

Citazione:
Prende in considerazione il principio del piacere e il principio di realtà secondo Freud,domandandosi sempre,se la società vada a sopprimere le pulsioni dell'uomo in maniera più o meno forte.

Più che sopprimere,a mio parere, sostituisce e incanala. La paura generalizzata ad esempio per un futuro impossibile da gestire o prevedere attraverso il continuo progresso, la tecnologia sempre più complessa, la vita frenetica che impone la velocità tecnologica, l'eccesso di informazione che ci rende difficle la scelta tra le tante e la scelta oculata quando dobbiamo decidere, bene parte di tanta di questa ansia è stata ben canalizzata da alcune forze politiche nella paura dell'immigrato cme capro espiatorio. Il divertentismo invece, la tv sempre più disimpegnata, con argomenti trattati con estrema superficilità, infarciti di ballerine poco vestite o comicità di bassissimo livello, fan sì che i bisogni di evasione vengano rimpiazzati, soddisfatti, mantenendo la popolazione in uno stato di eterna puerilità. Riporto una frase citata nel libro di Augias Il disagio della libertà presa a sua volta da (Alexis De Tocqueville, La democrazia in America, 1845)
Se cerco di immaginarmi il nuovo aspetto che il dispotismo potrà avere nel mondo vedo una folla innumerevole di uomini piccoli ed uguali intenti solo a procurarsi piaceri piccoli e volgari. Ognuno di essi, tenendosi da parte, è quasi estraneo al destino di tutti gli altri. I suoi figli e i suoi amici formano per lui tutta la specie umana. Quanto agli altri, egli è vicino ad essi, ma non li vede; li tocca, ma non li sente: vive in se stesso e per se stesso.
Al di sopra di esso si eleva un potere immenso e tutelare che solo si incarica di assicurare i loro beni e di vegliare sulla loro sorte. E’ assoluto, particolareggiato, regolare, previdente e mite: rassomiglierebbe all’autorità paterna se come essa avesse lo scopo di preparare gli uomini alla virilità, mentre invece cerca di fissarli irrevocabilmente nell’infanzia, ama che i cittadini si divertano purché non pensino che a divertirs
La_viandante is offline  

 



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