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Vecchio 17-06-2006, 12.06.24   #1
Emily
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Data registrazione: 28-05-2006
Messaggi: 119
La democrazia: tra utopia e realtà

http://72.14.221.104/search?q=cache:...ct=cln k&cd=1
vi posto questo link sulla democrazia sul quale vorrei aprire una discussione in quanto la democrazia mi pare debba essere oggetto di riflessione per capire che cosa si intende per essa e a quale modello si ispiri.
Per ora mi limito a dire che mi sembra fuorviante la concezione attuale di democrazia in cui la maggioranza che conta mi pare sia piuttosto un elitè laddove per elitè intendo elitè finanziaria, intorno alla quale ruota la macchina economica contemporanea....mi pare che le scelte cosiddette democratiche sono scelte economiche (vedi guerra iraq).
Come ci si deve orientare quindi in un governo che si autodefinisce democratico? Che cosa in effetti muove la democrazia? A quale modello si ispira? Quale deve essere la connotazione principale di un governo democratico a tutti gli effetti?
Emily is offline  
Vecchio 18-06-2006, 00.17.04   #2
VanLag
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Messaggi: 2,959
Premesso che il link non mi funzia.... parlerò di democrazia....

Sono stati tracciati principi di ragione come il contratto sociale ipotizzato da Rousseau che diceva che tutti gli uomini hanno uguali diritti e doveri di fronte alla legge. Il principio della separazione dei poteri di Montesquieu che afferma che all’interno di uno stato esistono tre diversi poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario e che per evitare arbitri e soprusi essi devono restare divisi.
Si è cercato, nel corso dei secoli, di gettare delle base comuni indicassero all’uomo la via del diritto e della ragione, intesa quest’ultima come un fatto oggettivo che in una determinata circostanza si può “possedere”.
…..“Ho ragione”, la “ragione è della mia parte” e quella ragione oggettiva mi da il diritto.

Per liberare il potere dall’arbitrio del più forte si è cercato di dire che la ragione apparteneva alla popolazione numericamente maggiore di individui, pensando che un numero maggiore di individui avesse maggiore possibilità di essere oggettiva del singolo individuo. Ma la supremazia numerica da sola non basta a garantire la democrazia e si è visto che una moderna democrazia, può essere altrettanto dittatoriale e coercitiva quanto il dominio di un singolo individuo.
Per avere una vera democrazia occorre un processo dialogico vero, teso a definire la ragione maggiormente obbiettiva possibile, e questo può avvenire solamente in una discussione scevra da preconcetti, perché se io affronto un processo dialogico con la certezza che la mia verità è più vera della tua questo processo dialogico porterà solo a litigare.

Il preconcetto è fede è cioè un sentire intimo che mi porta a credere di conoscere la Verità, cosa che se ha valore in ambito soggettivo diventa disastrosa in ambito sociale, perché partire dal presupposto di conoscere la Verità significa non essere aperti al processo dialogico.

E mi fermerei qui, perché sento che potrei scrivere un trattato per spigeare ciascuna delle mie sintesi un po' raffazzonate in questo breve scritto...…. Ma non è ne l’ora… ne il posto……

VanLag is offline  
Vecchio 03-07-2006, 18.36.23   #3
Emily
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Messaggi: 119
quali sarebbero i preconcetti sulla democrazia dal tuo punto di vista?
La fede?
Il fatto che si possa credere ad una Verità?
Ma anche non credere a nessuna verità è già di per se un preconcetto in quanto sul relativismo si baserebbe poi un eventuale processo dialogico, no Vanlag?
Emily is offline  
Vecchio 05-07-2006, 21.38.34   #4
SebastianoTV83
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Messaggi: 639
democrazia

cratos è potere, ma inteso in un modo MOOLTO autoritario. è la degenerazione della Res Publica. meglio una repubblica alla democrazia (praticamente populismo) in cui una massa tendenzialmente ignorante decide tutto. permesso eleggere rappresentanti, ma ci vuole una formazione precisa per fare politica e per prendere scelte "tecniche" in un governo. meglio un'oligarchia repubblicana, eletta dal popolo e con ampi poteri.
SebastianoTV83 is offline  
Vecchio 08-07-2006, 22.33.39   #5
VanLag
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Citazione:
Messaggio originale inviato da Emily
quali sarebbero i preconcetti sulla democrazia dal tuo punto di vista?
La fede?
Il fatto che si possa credere ad una Verità?
Ma anche non credere a nessuna verità è già di per se un preconcetto in quanto sul relativismo si baserebbe poi un eventuale processo dialogico, no Vanlag?
Non ci provate a tirare me nella diatriba che “credendo che Dio non esista” sono dotato di fede uguale e contraria a chi dice “che Dio esiste”. Per me sono entrambe preposizioni senza senso, perché non conosco il senso della parola Dio, se non come invenzione di attribuiti dati dall’uomo o come sinonimo della forza creatrice della natura.

Una democrazia si applica ad una società che è una cosa molto reale, mentre la fede si applica al divino che è un qualche cosa di reale solo per chi ci crede.

Detto questo prendo in considerazione la società come ente reale e materiale ed affermo che per gestire un tale ente fa male un atto di fede mentre ci vuole uno sforzo della ragione. La ragione infatti formula risposte in tempo reale, adeguate alla configurazione che la società assume in un dato momento, mentre la fede si basa su verità statiche che spesso non hanno nessuna rispondenza con la realtà del momento.
Un esempio lampante delle aberrazioni della fede è proibire la propaganda dei contraccettivi per salvaguardare un ideale morale di purezza, mettendo così a rischio la vita delle persone davanti alla possibilità di ammalarsi di aids.
L’altro motivo per il quale credo che sia sbagliatissimo lasciare che sia la fede a gestire le società è perché la fede è un fatto personale ed intimo, si basa cioè sull’intimo sentire dell’individuo e come tale non è condivisibile e verificabile…… Dall’intimo sentire ne può derivare che un invasato delirante abbia la visione folle dell’impero che durerà per il terzo millennio ed a causa del suo carisma trascini alla rovina un’intera nazione. Stò parlando della Germania di Hitler dove un pazzo visionario, invasato di una fede cieca, fece quello che la storia ci ha raccontato. Se ci fosse stata la super visione della ragione, se ci fosse stato il dubbio, la verifica, il mondo non avrebbe conosciuto tanto orrore.

La vita è dinamica e richiede risposte dinamiche, capaci di riformularsi in ogni situazione. Una fede che si basa su una verità stabilita una volta per sempre, che si arrocca su valori stabiliti una volta per sempre, è quanto di più nemico del bene e della sanità, ci possa essere in questo mondo.
Forse, la fede, ha un suo senso se sboccia e fiorisce nel cuore di ogni singolo, (dico forse perché personalmente non ho fede e non la conosco), ma se si usa la fede per gestire le società ne nasce qualche cosa di mostruoso e la storia umana ce lo ha dimostrato ampiamente.

VanLag is offline  

 



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