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Filosofia - Forum filosofico sulla ricerca del senso dell’essere.
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Vecchio 06-08-2006, 21.55.20   #1
Pirrone85
Ospite
 
Data registrazione: 20-06-2006
Messaggi: 8
Umano, sfortunatamente umano

UMANO, SFORTUNATAMENTE UMANO

Forse è davvero colpa mia; non dovevo varcare la zona rossa che porta alla consapevolezza di ciò che siamo. Potevo stare in mezzo alla calca, a nutrirmi di pseudodubbi e innalzare ulteriormente le mura che separano il sapere mondano e particolare dal terreno ove spuntano i frutti della comprensione.
Pago la mia colpa tutti i giorni, le mie riflessioni e i miei dubbi vengono ostracizzati, tanto paiono lontani dall’orizzonte del quotidiano, ove l’animale uomo dispiega il suo corollario di azioni precontemplate e standardizzate.
Si scorge il vecchio e il nuovo, il bene e il male, il vero e il falso, ma sono distinzioni partorite dall’arbitrarietà sulla quale ci si culla, nell’incapacità di andare oltre.
Nella zona rossa tutto cambia, la luce della comprensione illumina l’esistente e lo introietta; dopodiché nulla è più come prima.
È un’area che pochi temerari osano varcare, e dopo averlo fatto resteranno soli…Nel “mondo” ma soli, guardati di sottecchi o barbaramente avversati dalla massa dei più, saldamente incollati a una configurazione del reale. Realtà potenzialmente cosciente che eternizza una delle tante realtà non-coscienti possibili.
Montaigne sosteneva che la vera libertà è il potere tutto su noi stessi, ma chi l’ha ascoltato? L’umanità ha continuato a vivere come se nulla fosse, opponendo il mito dell’autodominio.
Ha cercato, cerca e cercherà altrove libertà e felicità, evitando con accortezza di sottoporsi ai raggi X della comprensione, che rileverebbero la sua natura e i suoi limiti.
L’essere umano è sfortunato, perché ha la capacità di scandagliare sé e il mondo; è sfortunato quando non lo fa, privandosi di un pasto sostanzioso e continuando a vivere in preda alla contingenza e a un’arbitrarietà lasciata correre senza una bussola, ed è ancora più sfortunato quando lo fa, ritrovandosi fra le mani un piatto ricolmo di cibo indigesto, un cibo che non potrà offrire ad altri, perché da questi messo alla porta.


06/08/06
M.M.
Pirrone85 is offline  
Vecchio 14-08-2006, 17.35.22   #2
Marynella
Ospite
 
Data registrazione: 08-08-2006
Messaggi: 35
Riferimento: Umano, sfortunatamente umano

Perche' dici sfortunatamente umano?
Sento nelle tue parole il senso della frustrazione del non poter condividere quello che di te scopri, anche se il fatto di scriverlo qui, in qualche modo sconfessa le tue parole.
Sento il senso di una insoddisfazione che pero' un po' si nutre di se' stessa... perdonami se oso dirtelo....
Chi ti fa credere che gli altri non percepiscano il disagio della loro esistenza?
Ci sono certamente persone piu' sensibili, che fanno della ricerca di se' e della comprensione del mondo un percorso necessario, molto sentito.
Ci sono altri che invece di farsi domande, molto piu' semplicemente cercano di vivere le risposte "vivendo" appunto il presente, cio' che li circonda.
Ci sono altri che si fanno domande su ogni cosa ma non si accontentano mai di alcuna risposta.
Insomma ognuno procede seguendo il proprio percorso, e la vita ci offre abbastanza dolori abbastanza prove per costringere anche i piu' pigri a provare, sentire, tentare di capire ma poi vivere.

Mi sembra che tu abbia un animo molto sensibile....e questo e' un bene, a condizione che tu non ti nutra solo della tua sensibilita', del tuo scavarti dentro, perdendoti l'agire, l'esperire la vita anche come qualcosa di tangibile...altrimenti cosi' come coloro che un po' critichi anche tu finirai col vivere a meta'....nutrito dal tuo disagio, nutrito dal tuo guardarti cosi' dentro...da non percepire poi quello che realmente c'e' fuori, nel bene e nel male.

Scusa se sono un po' troppo schietta, il mio vuole essere un aiuto, se possibile, o solo un modo alternativo di rispondere... non me ne volere...
Marynella is offline  
Vecchio 14-08-2006, 17.37.45   #3
schebi
Ospite
 
Data registrazione: 23-07-2006
Messaggi: 17
Riferimento: Umano, sfortunatamente umano

Pirrone 85, quanto è vero quello che hai detto e quanto più sarà pesante con il passare del tempo. Se 85 è il tuo anno di nascita, ci dividono ben 13 anni e ti assicuro che più vai avanti, più inevitabilmente verrai fagocitato da questo mondo di apparenze, di false appartenenze, di chi non sa, e non solo,a volte non vuole, andare oltre. Discorsi superficiali del mondo sponsorizzato dai loghi, il dio denaro che vince su cultura, sapere e umanità, la vita contingente quella di tutti i giorni fatta di lavoro, soddisfazione dei bisogni primari senza alimentare l'anima. Ma non recriminare non hai affatto sbagliato, hai varcato la sottile linea rossa e devi esserne fiero perchè sei tra i pochi e hai ancora l'età per crederci per usare il tuo entusiasmo e la tua forza per non scendere a compromessi, per provare sempre e comunque ad alimentare il tuo animo con i dubbi e le risposte che hanno fatto grande l'uomo e che ti permetteranno sempre e comunque anche quando a compromessi dovrai scendere, di scavalcare la siepe e ritrovarti nel tuo giardino e vedrai che non sarai solo. L'essere umano è fortunato da avere questa possibilità, è astuto chi la sfrutta ed è idiota chi la rinnega perchè la vista deve sempre avere un buon motivo per essere vissuta e l'unico vero buon motivo è quello che sa sopravvivere anche oltre la vita........................
schebi is offline  
Vecchio 14-08-2006, 20.11.12   #4
alessiob
Ospite abituale
 
Data registrazione: 16-10-2005
Messaggi: 749
Riferimento: Umano, sfortunatamente umano

Pirrone85 quanto dici è vero. Tutto quello che dici è vero.

Ma ricorda una cosa: la frustazione è solo apparente.
Il mondo non lo manda avanti la massa anonima. Sono un pugno di uomini che mandano avanti il mondo, sono loro il cervello.
Il resto non fa altro che lavorare per loro, vivere per loro.
Sono loro che hanno creato quello che abbiamo oggi, sono loro che ci permettono di continuare a vivere. Indivisualmente si sentono piccoli, soli, incompresi. Ma loro sanno che nonostante tutto
Noi siamo il polmone, il cuore, i muscoli, lo scheletro. Noi alimentiamo il corpo.

Loro lo governano.

Non sei solo. Credi di essere solo, ma se hai varcato la zona scoprirai, alla fine di essere tutti e non solo.

Se varchi la zona rossa scoprirai tante cose brutte. Brutte perchè sono vere. La verità è sempre brutta all'inizio.
Ma, se ragioni su di essa scoprirai che non è così male come sembrava.

Non è brutta è vera. E il vero è bello.
alessiob is offline  
Vecchio 14-08-2006, 23.17.54   #5
Fallen06
Ospite abituale
 
Data registrazione: 12-08-2006
Messaggi: 127
Riferimento: Umano, sfortunatamente umano

Citazione:
Originalmente inviato da Pirrone85
UMANO, SFORTUNATAMENTE UMANO
Forse è davvero colpa mia; non dovevo varcare la zona rossa che porta alla consapevolezza di ciò che siamo. Potevo stare in mezzo alla calca, a nutrirmi di pseudodubbi e innalzare ulteriormente le mura che separano il sapere mondano e particolare dal terreno ove spuntano i frutti della comprensione.
Pago la mia colpa tutti i giorni, le mie riflessioni e i miei dubbi vengono ostracizzati, tanto paiono lontani dall’orizzonte del quotidiano, ove l’animale uomo dispiega il suo corollario di azioni precontemplate e standardizzate.
Si scorge il vecchio e il nuovo, il bene e il male, il vero e il falso, ma sono distinzioni partorite dall’arbitrarietà sulla quale ci si culla, nell’incapacità di andare oltre.
Nella zona rossa tutto cambia, la luce della comprensione illumina l’esistente e lo introietta; dopodiché nulla è più come prima.
È un’area che pochi temerari osano varcare, e dopo averlo fatto resteranno soli…Nel “mondo” ma soli, guardati di sottecchi o barbaramente avversati dalla massa dei più, saldamente incollati a una configurazione del reale. Realtà potenzialmente cosciente che eternizza una delle tante realtà non-coscienti possibili.
Montaigne sosteneva che la vera libertà è il potere tutto su noi stessi, ma chi l’ha ascoltato? L’umanità ha continuato a vivere come se nulla fosse, opponendo il mito dell’autodominio.
Ha cercato, cerca e cercherà altrove libertà e felicità, evitando con accortezza di sottoporsi ai raggi X della comprensione, che rileverebbero la sua natura e i suoi limiti.
L’essere umano è sfortunato, perché ha la capacità di scandagliare sé e il mondo; è sfortunato quando non lo fa, privandosi di un pasto sostanzioso e continuando a vivere in preda alla contingenza e a un’arbitrarietà lasciata correre senza una bussola, ed è ancora più sfortunato quando lo fa, ritrovandosi fra le mani un piatto ricolmo di cibo indigesto, un cibo che non potrà offrire ad altri, perché da questi messo alla porta.

C'è qualcosa ora che sappiamo troppo bene,noi sapienti:oh come ormai impariamo a dimenticare,a non-sapere,come artisti!E per quanto riguarda il nostro futuro:difficilmente ci troveranno ancora sui sentieri di quei giovinetti egizi che la notte rendono insicuri i templi,abbracciano le statue e attraverso ciò vogliono strappare i veli,mettere a nudo e in chiara luce tutto quanto è tenuto coperto,e non senza ragione.No,questo cattivo gusto,questo volere la verità,la "verità ad ogni costo",questa farneticazione da adolescenti nell'amore della verità - ci sono venuti in uggia: per questo siamo troppo esperti,troppo rigorosi,troppo gioiosi,troppo bruciati,troppo profondi...Non crediamo più che verità resti ancora verità,se le si tolgono i veli di dosso;abbiamo vissuto abbastanza per credere in questo.

Oh,questi Greci!Loro sì sapevano vivere;per vivere occorre arrestarsi animosamente alla superficie,all'increspatura,al la pelle,adorare la parvenza,credere a forme,suoni,parole,all'intero Olimpo della parvenza!Questi Greci erano superficiali -per profondità!


tratto da "La Gaia Scienza",Friedrich Nietzsche

Spero che in questi brevi stralci tu possa trovare qualche buon motivo per superare questo momento.Ad ogni buon conto,c'è da dire che il mio intervento non voleva essere solamente "consolatorio" nei tuoi confronti;quello che,non attraverso parole mie,ma parole che sento mie,ho espresso,può essere tema di riflessione(ed anche di discussione,se vorrete)per chiunque.

Un saluto
Fallen06 is offline  
Vecchio 15-08-2006, 02.31.03   #6
Weyl
iscrizione annullata
 
Data registrazione: 23-02-2005
Messaggi: 728
Riferimento: Umano, sfortunatamente umano

Citazione:
Originalmente inviato da Fallen06
C'è qualcosa ora che sappiamo troppo bene,noi sapienti:oh come ormai impariamo a dimenticare,a non-sapere,come artisti!E per quanto riguarda il nostro futuro:difficilmente ci troveranno ancora sui sentieri di quei giovinetti egizi che la notte rendono insicuri i templi,abbracciano le statue e attraverso ciò vogliono strappare i veli,mettere a nudo e in chiara luce tutto quanto è tenuto coperto,e non senza ragione.No,questo cattivo gusto,questo volere la verità,la "verità ad ogni costo",questa farneticazione da adolescenti nell'amore della verità - ci sono venuti in uggia: per questo siamo troppo esperti,troppo rigorosi,troppo gioiosi,troppo bruciati,troppo profondi...Non crediamo più che verità resti ancora verità,se le si tolgono i veli di dosso;abbiamo vissuto abbastanza per credere in questo.

Oh,questi Greci!Loro sì sapevano vivere;per vivere occorre arrestarsi animosamente alla superficie,all'increspatura,al la pelle,adorare la parvenza,credere a forme,suoni,parole,all'intero Olimpo della parvenza!Questi Greci erano superficiali -per profondità!


tratto da "La Gaia Scienza",Friedrich Nietzsche

Spero che in questi brevi stralci tu possa trovare qualche buon motivo per superare questo momento.Ad ogni buon conto,c'è da dire che il mio intervento non voleva essere solamente "consolatorio" nei tuoi confronti;quello che,non attraverso parole mie,ma parole che sento mie,ho espresso,può essere tema di riflessione(ed anche di discussione,se vorrete)per chiunque.

Un saluto

Splendida, bellissima citazione. Le nostre parole sono "altrui" parole, transitoriamente in possesso dei nostri argomenti, delle nostre intenzioni, delle nostre speranze, errori e malintesi.
L'affitto si paga oltreppassando un'altra linea sottile.
Una linea d'ombra.
Ombra che grava sugli impulsi che rendevano veemente il nostro argomentare, ombra che mette in discussione il senso che mosse le nostre intenzioni, ombra che oscura, una volta per tutte, la speranza, che non permette più il perdono dell'errore, nè il lusso del malinteso.
"L'uomo è una passione inutile" diceva Sartre da buon francese.
"Was ist's ein Menschen Leben? Doch Tausende
koennen reden ueber ein Mann. Was er und wie er's getan.
Weniger ist eine Gedichte: doch Tausende koennen
Sie geniessen, Tausende tadeln. Liebe Freund,
lebe doch, dichte nur fort!"
E Goethe, grande e capriccioso, geniale e colto, in odore di Dantità, dice che l'uomo è un pagliaccio, stupido quanto basta a stentare il confronto con le più perspicaci intelligenze animali. Ma speciale, per sua intima essenza naturale.
L'Uomo può elevarsi agli Dei.
Oppure sprofondarsi tra le specie senza progetto che costellano e compongono il prodotto dell'uomo: supermercati, discoteche, stadi calcistici, partiti politici, finanza internazionale.
Il guaio terribile è questo risucchio che il tuo corpo procura all'anima, attraversata quella linea d'ombra.
Weyl is offline  

 



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