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Vecchio 03-11-2006, 17.28.06   #1
Respirazzurro
RESPIRAZZURRO
 
Data registrazione: 19-12-2002
Messaggi: 24
Inattualità dell'Ideologia

Se pensiamo l’Inattualità come scollamento del concetto dall’oggetto(di qualsiasi tipo esso sia) possiamo notare come l’ideologia politica viva proprio di inattualità in quanto la sua stessa possibilità di essere ideologia riposa su un’esistenza diacronica del concetto che, originariamente fiorito nell’attualità,aveva necessariamente una fruibilità sincronica.
Questo fatto è riscontrabile in molti altri campi del pensiero,non solo quello politico,ma è in quest’ultimo che si impone una correzione ed una rinuncia in quanto l’ideologia è sempre comunque una proposta di soluzione,vale a dire che con essa si aspettano risultati,cosa che chiaramente ad esempio in teologia non si richiede.
E’ proprio quindi questo tirar per lungo del concetto,questa inattualità essenziale dell’ideologia a minarne le basi e a renderla fallimentare.
Respirazzurro is offline  
Vecchio 05-11-2006, 09.27.03   #2
Deep Purple 1971
verbum non amplius addam
 
Data registrazione: 23-10-2006
Messaggi: 19
Riferimento: Inattualità dell'Ideologia

Non ho capito cosa intendi per "fruibilità sincronica del concetto".
Deep Purple 1971 is offline  
Vecchio 05-11-2006, 10.20.56   #3
ludovicofrescura
Ospite abituale
 
Data registrazione: 30-08-2006
Messaggi: 48
Riferimento: Inattualità dell'Ideologia

Citazione:
Originalmente inviato da Respirazzurro
Se pensiamo l’Inattualità come scollamento del concetto dall’oggetto(di qualsiasi tipo esso sia) possiamo notare come l’ideologia politica viva proprio di inattualità in quanto la sua stessa possibilità di essere ideologia riposa su un’esistenza diacronica del concetto che, originariamente fiorito nell’attualità,aveva necessariamente una fruibilità sincronica.
Questo fatto è riscontrabile in molti altri campi del pensiero,non solo quello politico,ma è in quest’ultimo che si impone una correzione ed una rinuncia in quanto l’ideologia è sempre comunque una proposta di soluzione,vale a dire che con essa si aspettano risultati,cosa che chiaramente ad esempio in teologia non si richiede.
E’ proprio quindi questo tirar per lungo del concetto,questa inattualità essenziale dell’ideologia a minarne le basi e a renderla fallimentare.



Io , cercando di definire la mia ‘molecola’ nell’ipotetico buio dell'ignoranza in cui sprofondo, guardo con attenzione ciò che può apparirmi (ma realmente forse non è guasto) specificamente ‘guasto geometrico’, dato che attribuisco alla geometria una forte valenza di bellezza, più che di verità e di morale… Mentre continuo a circuitare con innumeri entità/altre – come mi trovo ad esistere/non ci faccio più caso – umano/non umanoide (qui sono probabilmente io a commettere un guasto di valutazione).

Tuttavia mi succede di desiderare, improvvisamente, di uscire dallo schema rigido delle mie mute linee, che s’intersecano/s’intrecciano in perpetuo divenire, parendomi. E tendere per spasmi (istantanei – intendiamoci) verso macchie di azzurro per respirare un frizzo di quieta aura filosofica. Ah la voglia matta che ti prende!… – che vuoi farci?

Così che mi pongo in questa sorta di volo d’angelo verso il suo cromatico naturale... il problema ad esempio… dell’attualità della ideologia!

(Certo, potrei dire meglio in conformità con alcuni della ‘inattualità’ della ideologia. Ma essendo della Idea un credente, purché si tramuti in Azione/purché si tramuti in Benessere, preferisco – ottimista – di non vederla mai scollata da codeste sue consequenziali adiacenze vitali.)

E in quel immergermi in cerulei istantanei – come dicevo – lontano dal mio groviglio di linee, guardare con sereno distacco chi crede piuttosto che la idea/concetto sia senz’altro scollata del suo oggetto reale. Come potrebbe?… può esistere un corpo senza testa? Pur tuttavia è possibile che quella specifica idea/concetto (però da nominare) sia scollata dal reale|oggettivo|attuale sì, che io stesso vivo ad esempio, in quanto esso s’è andato via via ad incollare ad altra idea/concetto ancora da disvelare.

Epperò mi sorvola un dubbio volando/continuando per frazioni d’attimo nel mio azzurro… Penso fulmineo: se filtrassi il mio precedente giudizio mite – che so – secondo un ottica – faccio per dire – saussuriana – il diacronico/il sincronico – a quale soluzione giungerei/potrei?” Perché io riesco ad immaginarmi un passato|presente|futuro, una natura|spazio|tempo, una energia|vuoto|coscienza; ma un divenire/evolversi nella storia quasi contrapposto alla sua stessa fotografia istantanea/immutabile che ha che gli manca?… di che cosa il sacerdote del grande linguista lo amputa?

Rispondo da me: la Ragione, il Logos… Quindi lo stesso Saussure direbbe: Lingua|Storia della Lingua| questo Linguaggio.

Il mio linguaggio?!!… Ma allora il discorso/tutto cambia. (Però mi è appena finito il mio attimo d’azzuzzo - che peccato!)

TRIS
ludovicofrescura is offline  

 



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