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Vecchio 15-11-2006, 14.31.16   #1
leyander
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Messaggi: 21
cose che fanno riflettere (parte II)

Il Senso Della Vita E Della Morte


Mi è capitato di pensare alla vita, guardandomi intorno, come dipendenza totale dalla fortuna e sfortuna: uno che nasce in una famiglia povera in Africa o in una famiglia di zingari, uno che nasce con malattie o uno che viene investito con la macchina da un pirata o da un ubriaco. La religione cattolica chiama questo progetto divino e ognuno la chiama come vuole; tutti abbiamo una definizione propria della vita. Io dico che per non rischiare di avere la certezza su quello che stiamo pensando e quindi che potrebbe essere sbagliato, perché di certo non c’è niente, bisogna confrontare le nostre idee con quelle degli altri per non restare con le proprie idee e quindi pensare di aver ragione; il dubbio dobbiamo sempre averlo per non rischiare di commettere sbagli. In base a quello che ho detto voglio aprire la mente alle persone dicendo di non giudicare dalle apparenze e non valutare una persona se non si conosce la sua storia. Noi siamo tutti uguali, ma quella cosa che ci rende diversi o ci fa fare cose orribili è la nostra esperienza. Io voglio sempre trovare una spiegazione a tutto, non mi meraviglio se penso al pedofilo o all’assassino perché c’è una ragione, anche se pensiamo che sia stupida, a tutto e se c’è una ragione si può fare qualsiasi cosa e non possiamo parlare di malvagità perché l’azione malvagia che è stata commessa è soltanto una azione derivata da altri fattori che hanno colpito quella persona. La pura e semplice verità sta nel fatto che colui che ha commesso il crimine è stato più sfortunato di noi che non lo abbiamo commesso, perché lo avremmo commesso pure noi se ci fossimo trovati nelle sue condizioni, e quali sono queste condizioni? Possono essere tante, disturbi psichiatrici derivati dai geni che gli hanno trasmesso i suoi avi oppure una esperienza traumatica oppure, nato in una famiglia di soli delinquenti ha conosciuto solo il crimine. Con questo voglio dire che bisogna capire, comprendere e curare e non giudicare ed emanare sentenza. Non esiste la distinzione tra bene-buono e cattivo-malvagio perché quando nasciamo siamo buoni se i nostri genitori ci insegnano che bisogna fare del bene e che il male non si deve fare ma potrebbe succedere anche il contrario, poi magari con il tempo riusciamo a capire qual è la cosa giusta da fare, ma potremmo pure non comprenderlo e quindi un fattore importante è quello della famiglia. C’è un altro fattore importante che è quello che colpisce tutte le persone ovvero gli stati d’animo, la felicità, l’infelicità, la depressione, l’arrabbiatura, e quindi questi elementi entrano in gioco quando compiamo azioni benigne o maligne e allora dentro di noi c’è sia il bene che il male. Quello che facciamo dipende soltanto da un fattore esterno o dall’esperienza che stiamo o abbiamo affrontato. Noi umani siamo sia angeli che demoni, non c’è distinzione come non c’è distinzione tra Dio e il Diavolo, per me siamo tutti la stessa cosa. Che cosa c’è dopo la morte? Non bisogna dare i pugni al muro pensando che dobbiamo morire, io potrei definirla come un bel traguardo da raggiungere dove la felicità e la sofferenza si annullano e vigila il sonno eterno che trasporta quello che ci fa tenere in vita, chiamatelo spirito o anima io non so dargli un nome, nel nostro tanto desiderato mondo perfetto. Questa può essere una fra infinite idee sulla morte, certo se ci capita di morire in un momento felice della nostra vita non c’è idea che tiene per pensare alla morte in maniera serena ma se ci capita di morire in un momento infelice potremmo essere contenti di morire, in qualsiasi caso bisogna avere fede nella morte e non dire che non c’è niente dopo la fine della vita perché altrimenti la morte può sembrarci solo una cosa dolorosa prima di lasciare questo mondo, quindi non bisogna temerla. Se pensiamo a che cosa c’è dopo la morte e come se pensassimo a cosa c’è prima della vita e il risultato sarebbe niente. Io qui mi allaccio un po’ al buddismo ma dico comunque la mia, ovvero che la morte coincide con la nascita. Quando moriamo quella cosa che ci ha tenuto in vita si trasferisce in un altro corpo che deve nascere e quel bambino che nascerà saremo proprio noi, solo che penseremo sempre che quella è la prima volta che nasciamo.

Ultima modifica di leyander : 16-11-2006 alle ore 01.52.16.
leyander is offline  
Vecchio 16-11-2006, 01.24.17   #2
epicurus
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Riferimento: cose che fanno riflettere (parte II)

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Originalmente inviato da leyander
Io dico che per non rischiare di avere la certezza su quello che stiamo pensando e quindi che potrebbe essere sbagliato, perché di certo non c’è niente, bisogna confrontare le nostre idee con quelle degli altri per non restare con le proprie idee e quindi pensare di aver ragione;

la necessità del dialogo critico lo condivido pure io, e credo che in molti la pensino così

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Originalmente inviato da leyander
Io voglio sempre trovare una spiegazione a tutto, non mi meraviglio se penso al pedofilo o all’assassino perché c’è una ragione, anche se pensiamo che sia stupida, a tutto e se c’è una ragione si può fare qualsiasi cosa e non possiamo parlare di malvagità perché l’azione malvagia che è stata commessa è soltanto una azione derivata da altri fattori che hanno colpito quella persona.

cercare di capire le persone (e le culture) è un bene, ma ciò non implica che per ogni persona (e cultura) tutto è legittimabile. io voglio capire e comprendere perchè quella persona ha agito così, e in base alle ragioni e al contesto io valuterò la sua azione.

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Originalmente inviato da leyander
La pura e semplice verità sta nel fatto che colui che ha commesso il crimine è stato più sfortunato di noi che non lo abbiamo commesso, perché lo avremmo commesso pure noi se ci fossimo trovati nelle sue condizioni, e quali sono queste condizioni? Possono essere tante, disturbi psichiatrici derivati dai geni che gli hanno trasmesso i suoi avi oppure una esperienza traumatica oppure, nato in una famiglia di soli delinquenti ha conosciuto solo il crimine.

ne sei sicuro? certo che l'ambiente culturale e il bagaglio genetico è importante, ma nella stragrande maggiorparte dei casi le persone hanno dei margini di scelta, e quelle condizioni sono solamente delle propensioni, non dei vincoli assoluti.


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Originalmente inviato da leyander
Quello che facciamo dipende soltanto da un fattore esterno o dall’esperienza che stiamo o abbiamo affrontato.

e da cosa dovrebbe dipendere? riformulo quello che dici: noi agiamo in base a come è fatto il mondo. ma questo non è niente di sconvolgente, anzi sarebbe drammatico se così non fosse

epicurus is offline  
Vecchio 16-11-2006, 01.41.18   #3
leyander
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Riferimento: cose che fanno riflettere (parte II)

lo scopo originale di scrivere le mie idee è questo:

"Non voglio che le mie parole possano condizionare il lettore. Lo scopo della lettura è quello di far riflettere su argomenti che non vengono trattati spesso e che servono per una corretta crescita dei ragazzi e per una corretta consapevolezza per gli adulti. Il mio obbiettivo è quello di far acquisire più idee e più conoscenza per poter riflettere sulla vita, i problemi che porta e i suoi misteri."

sicuramente in un forum del genere quelle parole non valgono molto perchè siamo sicuramente tutte persone abbastanza consapevoli visto che seguiamo delle idee e degli ideali positivi per l'umanità. ma in un contesto diverso, cioè far leggere cose di questo genere potrebbe aiutare persone ignoranti (chi ignora tutto e pense solo a se) che da quello che ho potuto leggere nei vari topic qui non ci sono. e sto approfittando dell'aiuto vostro per correggere e spiegare meglio le mie idee che ritengo giuste.
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Vecchio 16-11-2006, 06.52.42   #4
uranio
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Riferimento: cose che fanno riflettere (parte II)

[b]Quando moriamo quella cosa che ci ha tenuto in vita si trasferisce in un altro corpo che deve nascere e quel bambino che nascerà saremo proprio noi, solo che penseremo sempre che quella è la prima volta che nasciamo.[/B

A me piacerebbe credere questa teoria però chi mi dice che sia vera? Se fosse così non dovremmo aver paura della morte anche se come cattolici dovremmo credere in una vita nell'al di là quindi anche qui la morte dovrebbe essere accettata. Non mi sembra che l'essere umano sia pronto ancora ad accettare la morte, perchè se fosse così i lutti non sarebbero considerati eventi negativi e non turberebbero gli animi. Io spesso ho pensato che la vita è una prova esistenziale che qualcuno stabilisce ? ad ognuno di noi è stato dato un ruolo ben preciso dal quale siamo vincolati ciòè non possiamo cambiare il nostro destino e la nostra vita è ben registrata dal momento della nascia fino alla morte. Noi non sappiano chi siamo ,che dovremmo essere e quando dovremmo morire
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Vecchio 16-11-2006, 14.23.08   #5
leyander
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Riferimento: cose che fanno riflettere (parte II)

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Originalmente inviato da uranio
[b]Quando moriamo quella cosa che ci ha tenuto in vita si trasferisce in un altro corpo che deve nascere e quel bambino che nascerà saremo proprio noi, solo che penseremo sempre che quella è la prima volta che nasciamo.[/B

A me piacerebbe credere questa teoria però chi mi dice che sia vera? Se fosse così non dovremmo aver paura della morte anche se come cattolici dovremmo credere in una vita nell'al di là quindi anche qui la morte dovrebbe essere accettata. Non mi sembra che l'essere umano sia pronto ancora ad accettare la morte, perchè se fosse così i lutti non sarebbero considerati eventi negativi e non turberebbero gli animi. Io spesso ho pensato che la vita è una prova esistenziale che qualcuno stabilisce ? ad ognuno di noi è stato dato un ruolo ben preciso dal quale siamo vincolati ciòè non possiamo cambiare il nostro destino e la nostra vita è ben registrata dal momento della nascia fino alla morte. Noi non sappiano chi siamo ,che dovremmo essere e quando dovremmo morire

io il lutto lo definisco soltanto come un momento di raccoglimento delle persone più care di quella persona per ricordarla ma che sia una cosa negativa e comunque triste questo lo decide soltanto la persona in se stessa e non una per tutti. Anch'io dico che servo ad uno scopo per quanto potrà servire ad una stretta cerchia di persone e non a tutto il mondo, ma mi viene da pensare che le nostre azioni non sono il risultato del libero arbitrio, se davvero le nostre azioni servono a qualcosa e quindi sono controllate e guidate da Dio
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