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Vecchio 16-05-2007, 23.05.24   #11
winged_red_tear
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Riferimento: convivenza o matrimonio

Colgo l'occasione per esporre le mie idee a riguardo e questa discussione mi pare adatta. Premetto che non ho famiglia (ho 18 anni) quindi ce ne vuole ancora per me...

Comunque:

Citazione:
Una famiglia è costituita da un gruppo di persone che vivono insieme, oppure da più gruppi di persone aventi in comune la discendenza (dimostrata o stipulata) da uno stesso progenitore, matrimonio o da una stessa adozione. Tra i membri di una famiglia si indivisuano varie relazioni e gradi di parentela.
www.it.wikipedia.org/wiki/Famiglia_(società)

Non c'è nulla che mi impedisca di affermare che due persone che convivono sotto lo stesso tetto siano una famiglia.

Comunemente molti chiamano famiglia solo due persone sposate e alcuni si battono per [u]imporre[u] questo ideale di famiglia, la FAMIGLIA FONDATA SUL MATRIMONIO. Essa si distingue dalle altre famiglie perché è un contratto che sancisce precisi diritti e doveri.

Si presentano quindi due famiglie:
1- Quelle fondate sul MATRIMONIO e su precisi diritti-doveri;
2- Quelle fondate sull'AMORE e con liberi e sempre recidibili patti;

(Ci sono tuttavia altri tipi di famiglie. Le famiglie formatosi per interessi economici le farei confluire nel primo gruppo per ovvi motivi. Riconosco poi che molte coppie che si sposano sono comunque fondate sull'amore ma contraggono matrimonio perché altrimenti non potrebbero godere del riconoscimento necessario per poter vivere all'interno di questa società.)

Ritengo fondamentale lottare affinché la famiglia (per chi vuole) possa essere fondata sull'amore e sulla libertà e che si possa accedere a i diritti garantiti a tutte le famiglie: adozioni, testamento, decisioni per i familiari incapaci, ecc.

Non vorrei mai PACSARMI per vincolarmi a precisi doveri, ma voglio godere esclusivamente di diritti. In tal caso mi basterebbe una modifica del regolamento degli ospedali, un valore al testamento biologico, la possibilità di adozione, ecc

La famiglia mi piace pensarla come fondata sull'amore, sulla fiducia, sulla libertà e non come un vincolo contrattuale.

Saluti
winged_red_tear is offline  
Vecchio 16-05-2007, 23.38.31   #12
Lucio Musto
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Data registrazione: 08-01-2006
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Riferimento: convivenza o matrimonio

Citazione:
Originalmente inviato da winged_red_tear
Colgo l'occasione per esporre le mie idee a riguardo e questa discussione mi pare adatta. Premetto che non ho famiglia (ho 18 anni) quindi ce ne vuole ancora per me...

...
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...

La famiglia mi piace pensarla come fondata sull'amore, sulla fiducia, sulla libertà e non come un vincolo contrattuale.

Saluti


Può essere assai condivisibile quello che dici, anche nella realtà sociale di oggi, se sostituisci al termine famiglia quello di coppia.

Se invece lasci il termine famiglia può nascere qualche "insignificante disguido":

per esempio immagina che papino e mammina tua si stanchino di stare insieme,
o meglio immagina che si fossero stancati dodici anni fa.

In pieno diritto loro... ognuno per i propri fatti a godersi i rispettivi diritti.
E tu?... poponcino nudo a terra seduto sul marciapiede...
Ancora d'accordo sul tutto diritti e niente doveri?...

Oggi, succederebbe proprio così
Lucio Musto is offline  
Vecchio 18-05-2007, 13.51.47   #13
winged_red_tear
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Data registrazione: 21-04-2005
Messaggi: 132
Riferimento: convivenza o matrimonio

Capisco

Però se i genitori non si accordano affinché mantengano il figlio insieme vuol dire che non lo amano (o una delle parti non lo ama) quindi perché costringerla ad amarlo e mantenerlo?

La parte/i mancanti potrebbero essere sostituite da orfanotrofi o da aiuti economici della comunità di appartenenza, come infatti avviene oggi (in parte).

Il mio ragionamento vale se non dovessi tenere conto degli interessi pubblici distinti da quelli privati.

Infatti i doveri rientrano quando un figlio comincia a pesare alla comunità/stato, ma io ho limitato il discorso ai diritti/doveri nella sfera privata.

Quindi accetto il dovere imposto di "mantenere un figlio" secondo la logica "che fai un figlio se non lo vuoi mantenere?"

Quindi si, alla fine devo accettare una legge che tuteli queste cose come potrebbe rientrare nei PACS o sposarmi.
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Vecchio 18-05-2007, 17.00.58   #14
Lucio Musto
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Riferimento: convivenza o matrimonio

Citazione:
Originalmente inviato da winged_red_tear
Capisco

Però se i genitori non si accordano affinché mantengano il figlio insieme vuol dire che non lo amano (o una delle parti non lo ama) quindi perché costringerla ad amarlo e mantenerlo?

La parte/i mancanti potrebbero essere sostituite da orfanotrofi o da aiuti economici della comunità di appartenenza, come infatti avviene oggi (in parte).

Il mio ragionamento vale se non dovessi tenere conto degli interessi pubblici distinti da quelli privati.

Infatti i doveri rientrano quando un figlio comincia a pesare alla comunità/stato, ma io ho limitato il discorso ai diritti/doveri nella sfera privata.

Quindi accetto il dovere imposto di "mantenere un figlio" secondo la logica "che fai un figlio se non lo vuoi mantenere?"

Quindi si, alla fine devo accettare una legge che tuteli queste cose come potrebbe rientrare nei PACS o sposarmi.

Infatti sono queste le motivazioni che hanno creato "La Famiglia" sin dalle origini delle civiltà. Ed ancor prima, in modo simile e con regole affini si sono costituite nelle società e nei gruppi animali sempre quando ve ne sia stato bisogno.

Le religioni poi, per meglio assicurare l'impegno sociale e renderlo universale ed omogeneo, ne hanno fatto (ognuno a modo suo) un "sacramento", un "dettato divino", una "glorificazione dell'io", un obbligo morale o quant'altro.

Infatti è bene riflettere che il figlio più ancora che dono, gioia e delizia di papino e mammà è un capitale sociale, che va difeso e preservato per il futuro.

Quindi se "ci fossero" strutture ed organizzazioni adeguate (come in molti romanzi-saggi di fantascienza già si è ipotizzato) per la tutela, lo sviluppo e l'addestramento alla vita dei piccoli, e quando effettivamente ci saranno, la famiglia si svuoterà di logica e di contenuto e come una ooteca vuota si dissolverà da sola nel nulla.

Ma attenzione!... Quando la prole sarà davvero solo un fatto pubblico e non più privato, interverranno come accettabili, logici e giusti anche altri principi, oggettivamente ragionevoli ma per noi, oggi, sentimentalmente mostruosi...

Non accade già oggi negli insetti sociali (più avanti di noi nello sviluppo evolutivo) che solo alcune femmine vengono selezionate a fare da fattrici, e solo il maschio più potente e meglio riuscito a far da padre?... e tutto questo nell'interesse esclusivo della comunità?...

Ed allora si addio a scomodi pupattoli piangenti e grondandi pipì, si addio a gravosi oneri matrimoniali, ed impegni e doposcuola sfibranti, ma addio anche al giocattolino da spupazzare in carrozzina per il corso, alla "gioia del paparuzzo suo!...!" e ad altre sfumature e soprattutto...
soprattutto... Addio anche a tutto quel contorno di baci ed innamoramenti, corteggiamenti e sospiri, attese ed estasi che la natura Madre generosa ma anche provvida ed egoista ci diede appunto per costringerci al raggiungimento dei suoi scopi.

In breve volgere evolutivo eccoci tutti (quasi tutti) ridotti ad api cerifere, o soldati nutrici o bottinatrici in frenetica attività, fino alla consunzione per sfinimento.

Sarà il tempo quello in cui il canto dei grilli non ci dirà più nulla.
Lucio Musto is offline  

 



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