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Vecchio 29-03-2007, 23.42.25   #1
Lucio Musto
Rudello
 
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Bon Ton

Bon ton


I versi che si scrissero.
Parole nate nell’amore
per celebrare quell’amore loro,
dolcissimo, bellissimo unico.
Indescrivibile e vero.

Parole sussurrate sulle labbra
in alito di vita per scambiarsi
la gioia della vita. Ripetute,
imparate a memoria, vissute,
sognate, dette, cantate…

parole parlate per parlare,
ancora e sempre ricordare
quello splendido amore
eterno ed infinito…

che una volta e per un giorno,
l’uno all’altra insieme li unì.

Poi il sogno è passato, fuggito
come fanno le cose del mondo.
Ha lasciato il ricordo, ed il suono
di quei suoni d’amore e dei baci.

L’umana etichetta, il “bon ton”, che ci fa esseri civili e non bestie, prevede la restituzione di “certi” doni che in quello splendido periodo di fusione di corpi e di spiriti ci siamo scambiati a testimonianza dei nostri sentimenti, laddove che di “altre” cose cose nello stesso periodo ugualmente donate, e con identico trasporto, ne conserviamo il possesso.

Così tornano a casa le fedine d’argento coi nomi incisi, il ciondolo col cuoricino di quarzo, il portaritratti per l’auto con foto e la scritta “non correre, io t’aspetto”, il solitario microscopico brillantino e la stilografica serigrafata.

Non conta il valore venale delle cose, ma il messaggio simbolico che hanno voluto trasmettere.
L’intimità che hanno conosciuto, la complicità che hanno rappresentato. Se sono “confidenziali”, tornano a colui che li ha donati, altrimenti no.
Così restano al beneficiario sia la prestigiosa racchetta da tennis che il “capo firmato” bordato di pelliccia di bestia, ma anche i cappelli sbarazzini unisex che comprammo alla fiera del paese, la macchinetta del caffè e quella pietra bizzarra e lucente raccolta in montagna.

E le poesie?... Testimoni del momento più “noi” che c’è stato?... tabernacoli della più segreta comunione delle anime nostre?... Le rime scritte col fiato dell’altro, nel cuore di entrambi col sangue che era mio e parimenti era tuo?...

Non si sa.

Passano gli anni, ci si perde di vista, si ignora la sorte dell’altro e pure se quella fugace felicità di un tempo sia ancora fra noi o sepolta in tumulo greve d’oblio.

Quei versi rimangono, ed ancora ti tornano in mente… ed in fondo, ti pare, che non fossero male.

Chissà se li copio su carta, magari aggiustandoli un poco, adesso che sono più bravo e li passo?....

Forse a qualche editore o magari soltanto li leggo in salotto, per dare piacere, o cultura… testimonianza, esperienza… o forse fiducia ad un piccolo cuore straziato e deluso del suo oggi tradito?

In una parola, in termine tecnico: ma i versi d’amore scritti per una amore, a chi appartengono? quanto dura il loro copyrhight?... che uso se ne può fare, secondo il comune “bon ton”?

Sembra una domanda semplice, e forse legalmente lo è pure.
Ma la coscienza rimane col dubbio.


Lucio Musto 29 marzo 2007 parole 460
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Vecchio 03-04-2007, 12.10.38   #2
odissea
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Originalmente inviato da Rudello
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In una parola, in termine tecnico: ma i versi d’amore scritti per una amore, a chi appartengono? quanto dura il loro copyrhight?... che uso se ne può fare, secondo il comune “bon ton”?

Sembra una domanda semplice, e forse legalmente lo è pure.
Ma la coscienza rimane col dubbio.


Lucio Musto 29 marzo 2007 parole 460

Al di fuori della legalità,personalmente credo che i versi d'amore appartengano a chi li ha scritti, e alla persona per i quali sono stati scritti.
Quello che avviene fra due persone che intrattengono un rapporto intimo (come amici, come fratelli, o come amanti, non importa) dovrebbe essere soggetto ad un copyrhight ferreo: con tanto di sanzione amministrativa
Una specie di segreto professionale, il segreto che è giusto ci sia fra chi si ama. E' giusto ci siano,fra due persone unite da un grande feeling, cose che appartengano solamente a loro....è un po' come creare una piccola tana dove nessun altro può entrare.
Io però sono una persona che separa molto la vita privata da quella pubblica, per cui ci tengo molto alla mia privacy e alla mia intimità; avrei paura di vederla svillita e annullata perchè, senza intimità e vicinanza, non la si può comprendere.

Niente dura per sempre ad ogni modo. Una poesia col tempo perde di quella intensità iniziale, verrà sostituita da un'altra più attinente al presente. Quando la sentiamo meno intima, quando ci appartiene meno, allora possiamo levarle il copyrhight e "darla al pubblico"

Questo ovviamente è il mio personale e opinabillissimo bon ton

odissea is offline  
Vecchio 03-04-2007, 22.07.33   #3
Patri15
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...Forse a qualche editore o magari soltanto li leggo in salotto, per dare piacere, o cultura… testimonianza, esperienza… o forse fiducia ad un piccolo cuore straziato e deluso del suo oggi tradito?

In una parola, in termine tecnico: ma i versi d’amore scritti per una amore, a chi appartengono? quanto dura il loro copyrhight?... che uso se ne può fare, secondo il comune “bon ton”?

Sembra una domanda semplice, e forse legalmente lo è pure.
Ma la coscienza rimane col dubbio.

Forse la mia non è propriamente una risposta al quesito di Rudello: il fatto è che adoro leggere gli epistolari dei personaggi famosi, per es. le lettere che la Wolf e Vita (non scrivo il cognome perché non ricordo come si scrive) si sono scambiate nel corso degli anni;

altrettanto le lettere tra Cristina Campo e Elimire Zolla, ed altre di Kafka, ...

Sono documenti che rispecchiano dei sentimenti, dei pensieri, degli squarci di vita di persone culturalmente ricche.

Altra cosa sarebbe se dovessi mettermi ad ascoltare le poesie che un uomo ha dedicato un altra donna, o se volesse farlo una mia amica.

Non credo che risorgerebbe la fiducia nell'amore, se mi trovassi in piena crisi sentimentale, anzi ....

Ritornando a Rudello, non mi porrei alcun problema al suo posto a cercare di pubblicarle presso una Casa editrice. Senza ovviamente specificare il nome della/e persona/e a cui sono state dedicate.

Ciao
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Vecchio 04-04-2007, 11.48.57   #4
nevealsole
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Quesito interessante...

... ma a dire il vero, non trovo sia di difficile soluzione.
La decisione di pubblicare le poesie, a chiunque dedicate, spetta a chi le ha scritte.
Se hai scritto poesie per un amore finito, non trovo ci sia niente di male nel pubblicarle, io sarei comunque felice di essere stata musa ispiratrice di qualcuno (certo se non trascendono i limiti del decoro...).
Le poesie ricevute non possono essere da noi pubblicate, perché ci appartengono ma non ci appartengono...
E' vero che tutto ciò che scrivo e trasmetto ad altri cessa di essere mio, ed appartiene a chi lo legge (un po' come le canzoni in fondo)...
E' vero anche che le parole cercano di fermare il tempo, che inevitabilemente scorre e ci fa percepire ciò che era vero come "qualcosa che allora fu vero".
In ogni caso, ciò che ci perviene come riservato trovo che tale debba restare... anche se la fine dell'amore determina la cessazione del desiderio di mantenere noti solo ai due amanti i versi della loro storia.

Un saluto
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Vecchio 04-04-2007, 14.26.39   #5
Lucio Musto
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Originalmente inviato da nevealsole
Quesito interessante...
..........................

... ma a dire il vero, non trovo sia di difficile soluzione.

1) La decisione di pubblicare le poesie, a chiunque dedicate, spetta a chi le ha scritte.

2) Se hai scritto poesie per un amore finito, non trovo ci sia niente di male nel pubblicarle, io sarei comunque felice di essere stata musa ispiratrice di qualcuno (certo se non trascendono i limiti del decoro...).
Le poesie ricevute non possono essere da noi pubblicate, perché ci appartengono ma non ci appartengono...

3) E' vero che tutto ciò che scrivo e trasmetto ad altri cessa di essere mio, ed appartiene a chi lo legge (un po' come le canzoni in fondo)...

4) E' vero anche che le parole cercano di fermare il tempo, che inevitabilemente scorre e ci fa percepire ciò che era vero come "qualcosa che allora fu vero".

5) In ogni caso, ciò che ci perviene come riservato trovo che tale debba restare... anche se la fine dell'amore determina la cessazione del desiderio di mantenere noti solo ai due amanti i versi della loro storia.
.............................. ...................


Un saluto

Mi scusino le amiche che mi hanno risposto prima di “neve al sole”, ma rispondendo a lei cercherò anche di considerare i loro interventi. Mi scusi “nevealsole” se per semplicità di esposizione mi sono permesso di referenziare i suoi paragrafi.

1) E’ certamente vero, quello che dici. Ma una poesia che coinvolge persone, ed in particolare la poesia d’amore, chi la scrive realmente?... quello con la penna e la carta o quello che te la mette dentro, parola per parola coi suoi stimoli, i suoi messaggi… in una parola con la sua ispirazione?
Con altro esempio. Il dipinto di un tramonto è certo del pittore, ma senza il tramonto quel dipinto non esisterebbe!... è solo che il Sole non chiede diritti d’autore!
A me personalmente, quando capita di scrivere, poesie, racconti o anche semplici interventi nel forum come questo, mi sembra di essere un (lentissimo!) bibliotecario che apre il libro che tu o un altro gli hai detto di aprire e trascrive le parole che gli indicate.

2) Qui, mi trovi impreparato, e non so dire nulla. Non so cosa sia un “amore finito”. Un amore è un pezzo di te che rimarrà comunque tuo, mattone indispensabile del tuo essere.
Senza quell’emozione, senza quell’esperienza, saresti ancora te stesso, nella tua graniticità. Ma con un buco in più, dov’era quel pezzetto della tua vita che hai rimosso.
Con tanti buchi, non rimane che un rudere.
No, non so rispondere. Non rimuovo nessun amore della mia vita, nemmeno il più piccolo, nemmeno quello che mi ha procurato più dolore.

3) Si, questa è una preoccupazione…. speriamo che gli altri siano riguardosi

4) Il tempo, secondo la mia concezione, è un nulla che scorre. Quello che è avvenuto, ed ora è ricordo, è concreto identicamente a quello che sta avvenendo in questo microsecondo… e che è già ricordo.

5) Non lo so. Su questo ci devo riflettere. Grazie del contributo.


Rudello 4 aprile 2007
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Vecchio 04-04-2007, 16.17.19   #6
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1) E’ certamente vero, quello che dici. Ma una poesia che coinvolge persone, ed in particolare la poesia d’amore, chi la scrive realmente?... quello con la penna e la carta o quello che te la mette dentro, parola per parola coi suoi stimoli, i suoi messaggi… in una parola con la sua ispirazione?
Con altro esempio. Il dipinto di un tramonto è certo del pittore, ma senza il tramonto quel dipinto non esisterebbe!... è solo che il Sole non chiede diritti d’autore!

E' il cuore del poeta che fa il tramonto...
Io sono io, ma solo pochi uomini mi hanno saputo "cantare"... perché per riconoscere la bellezza bisogna averla nel cuore.
Quindi secondo me la poesia nasce dalla capacità che taluni di noi hanno di interpretare la realtà.
Ti posso assicurare che c'è chi davanti ad un tramonto... sbadiglia

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Originalmente inviato da Rudello
2) Qui, mi trovi impreparato, e non so dire nulla. Non so cosa sia un “amore finito”. Un amore è un pezzo di te che rimarrà comunque tuo, mattone indispensabile del tuo essere.

Anche per me l'amore finito (forse dovevo usare storia finita, non so) è comunque parte di me... però cambia il modo di percepire. Non riesco a renderlo, la storia finita lascia un amore che si ricongiunge all'Amore... a qualcosa che fa parte dell'esistenza nel suo complesso, e che trascende il rapporto tra i due originari componenti della "storia", è come separare il grano dalla crusca in un certo senso...
nevealsole is offline  

 



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