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Psicologia - Processi mentali ed esperienze interiori.
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Vecchio 07-06-2007, 14.16.36   #31
pallina
...il rumore del mare...
 
Data registrazione: 15-01-2007
Messaggi: 279
Riferimento: vuoto interiore

Citazione:
Originalmente inviato da querelle
Mi permetto di suggerire questa lettura.
Gradirei molto dei commenti e maari che parliate delle sensazioni che avete provato nel leggerlo. Grazie


Curiosa come sono, immediatamente ho accolto il tuo suggerimento e sono andata a dare uno sguardo, ma è una lettura da affrontare con calma e concentrazione.
Però nella sezione Zen del sito (vedi "Tutto il vuoto intorno a noi") ho trovato questa frase (ove il "noi" è riferito all'Occidente e "l'altra parte" al mondo Orientale) e mi sono chiesta: ma non sarà questo il vuoto interiore che irrimediabilmente attrae il nostro amico querelle?

"Il vuoto come siamo abituati a pensarlo noi, confluisce nel nichilismo. Mentre dall'altra parte è la condizione di possibilità di tutti gli eventi, di tutte le cose. Il vuoto in questo senso è il massimamente pieno. Questa è la grande idea che ha avuto il buddhismo. È il punto che lo fa incontrare con il taoismo in Cina e produce lo zen."

Un abbraccio.
pallina is offline  
Vecchio 07-06-2007, 14.31.33   #32
pallina
...il rumore del mare...
 
Data registrazione: 15-01-2007
Messaggi: 279
Riferimento: vuoto interiore

Citazione:
Originalmente inviato da querelle
Stò constatando che è "automatico" ormai per la nostra mente affrontare tutto in termini di superamento/risoluzione; da quì tutti i miei/vostri suggerimenti sul "come" affrontare il tema in oggetto.
Scusatemi ma non è a questo che mi riferivo. Quello di cui parliamo tutti sono delle sostituzioni.
Il problema và affrontato così e non cosà. Ma siamo sicuri di esserci avvicinati al fatto "isolamento"?
Parlo dello stato dell'io che parte inevitabilmente da un centro. Certo che da lì ci si può + o meno allontanarsi ma ripeto,non è questo quello di cui parlo.
La disperazione stà lì e finchè mi ci avvicinerò con circospezione starò con l'intenzione recondita di scappare. Per ora, cercando di andare + lentamente possibile, credo che questa consapevolezza (viva nel presente) sia il massimo verso cui mi sia spinto. Certo, mi direte che fine hanno fatto quelli che hanno passato la vita a cercare ma a questo riguardo escludo che dietro il cercare ci sia una scelta + o - consapevole.
Barcollo in una stanza buia, cercando un interruttore. Ogni secondo che passa si consolida il dubbio che sia cieco...ecco il punto, sono io che che per paura del buio chiudo gli occhi. Preferisco la sicurezza che troverò un interruttore prima o poi che l'insicurezza del presente sul quale la luce non sono io (inteso come nostra coscienza) a gettarla.

Ma perchè, querelle, andare a cercare l'interruttore al di fuori di noi? La nostra vita riflette esattamente la luce che NOI proiettiamo....

Scappare dalla disperazione non serve a nulla fin quando la farai vivere dentro di te....ovverossia: sarai sempre in fuga da te stesso.
Ma fino a quando potrai reggere?

Ecco perchè tendiamo tutti a superare, possibilmente risolvendolo, "il tema in oggetto" come tu lo chiami. L'orribile alternativa sarebbe quella di vivere come degli zombie, dei morti viventi.....
O forse suicidarsi?... ....
pallina is offline  
Vecchio 07-06-2007, 15.49.16   #33
individuo
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Data registrazione: 09-09-2006
Messaggi: 184
Riferimento: vuoto interiore

Visir, la tua saggezza, ricoperta dal tuo, questo mi sembra, voluto cinico/realismo per essere più incisivo, mi lascia di stucco.

Se non sapessi che è già morto, direi che dietro il tuo nick si potrebbe nascondere J.Krishnamurti " riadattato " ai nostri tempi!!
individuo is offline  
Vecchio 07-06-2007, 16.58.20   #34
Lucy
Ospite abituale
 
Data registrazione: 08-06-2005
Messaggi: 212
Riferimento: vuoto interiore

Una vita non banale ?

Forse quella di Nietzsche ?

La sifilis ha cambiato il suo cervello, si credeva Dio Dionisos etc., era megalomano etc. (secondo i specialisti svizzeri un effetto tipico di questa maltia, altri pazienti, nelle camere vicine di paziente Nietzsche, si credevano l´imperatore Wilhelm I e l´imperatore Wilhelm II).

I suoi libri sono grandi e ammirati, le sue frasi suonano, anche in tedesco.

Qualcuno di voi vorrebbe cambiare posti con Nietzsche ? Per sentirsi meno banale ?
Lucy is offline  
Vecchio 07-06-2007, 18.22.34   #35
gyta
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Messaggi: 2,614
Riferimento: vuoto interiore

Citazione:
Originalmente inviato da querelle
Te lo dico,senza fare dell'ironia, perchè in questo caso specifico credo di aver intuito il 10% delle bellissime cose che volevi dirci.
Secondo me la sofferenza, forse mi ripeto, non è la cosa a qui cerchiamo di dare i + svariati nomi. Chiedo, quanto pesa? E' verde?



Dunque.. cerco di spiegarmi meglio..

Al di là dei concetti e delle scelte esiste quel mondo "incantato"
come tu stesso scrivi!

L'incontro con la solitudine porta all'incontro con se stessi,
incontro attraverso cui mutando il concetto di rapporto (sé e gli altri),
di identità (=chi si è) e di solitudine ci si rende conto di non essere mai stati "soli".

Il passo sostanziale che si compie è dallo stato di bisogno (simboleggiato dal bambino nutrito tramite il cordone ombelicale) allo stato "naturale" di libertà dai bisogni ovvero di potere, di potenza.

Il processo di lenta graduale maturazione è accompagnato dal senso di sofferenza dovuto al lento nascere, alla trasformazione atta in seno a sé.
Nel rendersi conto dell'unicità di sé, dell'individuo,
si giunge ad una coscienza nuova:
la mente rompe gli argini della sua illusoria limitatezza
scoprendo che il concetto di unicità dell'individuo non significa solitudine esistenziale
ma ricchezza nella moltitudine (molteplicità)



Gyta
gyta is offline  
Vecchio 07-06-2007, 23.47.55   #36
marco gallione
Utente bannato
 
Data registrazione: 22-05-2007
Messaggi: 363
Riferimento: Siamo figli della stessa mamma?

Citazione:
Originalmente inviato da visir
Devo ammettere con riluttanza (per un competitivo come me) che avete scritto tutti cose molto belle, lucy è luminosa, neve e pallina di una sensibilità rara e se dimentico qualche altro è colpa solo dell'artereosclerosi galopponte che mi tormenta prima del tempo.

Marco, scrive molto bene e devo dire anche con una profondità propria della vita vissuta.
Manca nel suo essere (sai che non so stare zitto) di una disciplina, di una scuola di uno strumento vivo per trasformare le intuizioni in realizzazioni che certamente troverà nel suo futuro (visir docet).

Dico questo non ritenendomi in nessun modo altro che uno studente (ripetente per giunta), quindi spero mi ascoltiate con l'orecchio giusto.

Leggere i post di noi tutti mi fa pensare che in quanto a sofferenza siamo tutti ben preparati, evviva!
O notato, con beffardo stupore che nulla accumuna l'umano come la disgrazia, in questi frangenti le impressioni che se ne traggono sono illuminanti.

Certo poi la vita ogni tanto ti sorride, ammicca, promette, ma sono diventato sordo al suo richiamo, come Ulisse al canto delle sirene.
Proprio l'Odissea, metafora di altissimo valore semantico, ben rappresenta il viaggio dell'uomo verso se stesso (Itaca) e mi aiuta a spiegarmi.

Ulisse è l'archetipo del viaggiatore/ricercatore, è obbligato dagli Dei a conoscere, nel suo instancabile peregrinare, ogni nefandezza e splendore del mondo, egli rappresenta l'Uomo in seme.
Omero lo definisce: l'uomo dai mille penitimenti.

Ma di che deve pentirsi il nostro Ulisse? Meglio direi: come deve pentirsi?

Il discorso si fa lungo e di non facile esposizione, quindi mi perdonerete se lo accenno solamente, do una pennelata, ma oggi sono ancora più sintetico del sintetico (mi sto trasformando in un poliamminide).

Pentirsi è nel mio modo di vedere:ricongiungersi.
Quindi profondamente diverso dall' accezione cristiana, non vi è un dio al quale chiedere scusa a guisa di bimbo verso un genitore/giudicatore.
Ricongiungersi a cosa o con cosa? A noi stessi direi pronto, prevenendo le vostre manine alzate, ovvero alle varie parti di noi (del nostro io frammentato, forse) onde costituire una integrità, un centro ovvero un'arca che ci permetta di navigare e arrivare infine ad Itaca.

In quest'ottica marinara, l'incontro con Polifemo (la fame divoratrice e cieca) con Circe (la maga seduttrice) con le sirene già anticipate e con i Peaci benefattori, poco prima del ritrono a casa e della catarsi omicida dei Proci usurpatori, danno infiniti spunti di riflessione, ai quali non voglio dare fiato per non sciuparvi il piacere della ricerca.

Cosa centra questo con il vuoto interiore? poco o nulla, magari molto... dipende.

Al modo orientale (dal quale pesco a piene mani) il seme esprime il massimo anche in confronto all'albero secolare.
Per una certa tradizione, il seme è più forte, poichè è l'albero in potenza (qualunque albero) similmente il vuoto è il massimo al quale un uomo può ambire (vuoto interiore come amate chiamarlo voi).
Nel vuoto che permea e origina ogni cosa, l'uomo trova la sua isola, la sua casa, la sua potenzialità all'ennesima potenza per alcuni l'uomo trova Dio o diviene Dio (a seconda delle categorie mentali).
Cosa è Dio se non tutte le cose possibili realizzate e realizzabili in tutti i modi possibili nello stesso medesimo tempo?

La paura generata da questo vuoto è nel perdersi, vuoto a perdere come le bottiglie di chinotto (le più paurose in assoluto), e allora ecco che superata qusta soglia ogni somma trova il suo totale, ogni vita trova il suo scopo e ragione, ogni domanda non sorge più.
Non si può essere soli perchè non vi è un me che deve correlarsi ad un te.

Astratto? forse, scritto così probabilmente.

Ma ogni cosa prima di essere fatta e stata prima immaginata, se pensi questo certamente divieni questo, diceva la mia nonna.

Ed è vero.


C...zo Visir gli hai dato dentro mica male.
L'ho dovuto leggere un paio di volte, tipo un regolamento consob, ma alla fine si capisce.
Coinvolgente e profondo come sempre.
marco gallione is offline  
Vecchio 12-06-2007, 04.39.19   #37
katerpillar
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Riferimento: vuoto interiore

Lucy
Citazione:
3. La mia tecnica per sovravivere la sofferenza è leggere i libri su un tema universale, come "Essere e tempo" di Heidegger o altri, difficili a capire. Si cambia la prospettiva. Le mie sofferenze sembrano ridicole quando mi domando sulle cose eterne.
katerpillar

Ha fatto Bingo Lucy: "Essere e tempo"; ma se vogliamo volare un po più in basso, potremmo affermare: poesia, musica e tanti amici. Si! Non potete immaginare quanto servano a placare un dolore, una disperazione o un'abbandono dell'amato/a, ma "Essere e tempo", non solo di Heidegger, sono i due lenitivi per eccellenza.

Normalmente i depressi, dai medici del settore, sono considerati delle personalità con leggeri ritardi mentali (processi mentali ancora non completati), perché da sole non riescono a superare i problemi che gli si pongono davanti, per cui, proprio per la mancanza di vissuto, hanno bisogno che qualcuno li risolva insieme a loro (Chiedere al forum la soluzione per tali problematiche ha una funzione similare).

Ritornando ad "Essere e tempo", per portare un esempio, se una persona qualsiasi ha compiuto il suo percorso in una vita spesa bene, in se stesso, come afferma Klee, ha tutti i mezzi per valutare le situazioni che gli si presentano davanti, potendole razionalizzare.

E' vero che rimane in noi una parte di dolore che non potremo mai eliminare con la razionalità, poiché abbiamo vissuto un qualcosa d'incompiuto, visto che non siamo riusciti a spiegarci o a comprenderne le ragioni, ma è proprio su quella parte di dolore che viene in nostro aiuto il "tempo" che, come una gomma da cancellare, ogni giorno che passa, troviamo che il dolore ancestrale (parte inconscia), si attenua sempre di più fino a scomparire, lasciandoci solo un languido ricordo di quello che di bello era stato l'evento.

La morale di tutta questa premessa è: che bisogna guardare il mondo più universalmente possibile, dando il giusto valore alle cose e fatti che ci riguardano, e non credere che noi siamo gli unici cui accadono.

Quello che ci può aiutare è la filosofia della vita; ma non quella di Heidegger, di Kant, Socrate, Platone o altri, che hanno applicato una filosofia adatta per le loro problematiche e per il loro tempo, ma quella empirica proveniente dalle nostre eperienze di vita quotidiana.

Solo allora riusciremo a comprendere la differnza che vi è tra: "Io penso, quindi sono", e: "Io amo, quindi sono".

katerpillar is offline  
Vecchio 12-06-2007, 05.17.00   #38
katerpillar
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Riferimento: vuoto interiore

pallina
Citazione:
Ci vuole un gran coraggio per vivere la realtà, la quotidianità. Penso solo a quando, ogni mattina, tiro giù i piedi dal letto....un'altra giornata da affrontare, ma (come dice marco gallione) da vivere come nuova esperienza. Togliere via al gesto quotidiano la banalità della ripetizione, per renderlo unico e irripetibile, perchè ogni giorno sia da noi vissuto, consapevolmente, diverso da ogni altro.
katerpillar

Io credo che non serva a nulla togliere al gesto quotidiano la banalità della ripetizione, per renderlo unico e irripetibile. Il mondo e i cimiteri sono pieni di gente che ha compiuto gesti unici ed irripetibili, ma noi, come loro, siamo sempre qui con il nostro vuoto interiore.

Attenzione: il nostro vuoto ha ben motivo di esistere, poiché stiamo vivendo una vita virtuale e, quindi, non reale. Perché affermo questo? Per la semplice ragione che non conosciamo: né come siamo nati né cosa ci stiamo a fare su questa terra; ovvero: quali sono gli scopi della nostra vita e di tutta l'umanità?

A cosa serve tutto quello che vediamo intorno a noi, quello avvenuto nel passato e quello che avverrà nel futuro? Ha un significato o sono tutte cose che non servono a nulla?

Se vogliamo riempire veramente il vuoto che è in noi, dobbiamo prendere il toro per le corna e cercare di comprendere i quesiti posti. Allora ci renderemo conto che noi siamo parte di un progetto che dovrà essere realizzato, e che tutti siamo indispensabili a questo progetto: dall'operatore ecologico (una volta si chiamavano scopini), fino al supremo filosofo o scienziato; poiché solo questa consapevolezza ci potrà far alzare dal letto ogni mattina, senza il problema o la preoccupazione di accendere avvenimenti grandiosi e irripetibili, perchè la casualità ci ha consegnato un posto, che è il miglior posto in cui potevamo stare con la nostra esperienza.

Certo, qui non stiamo più parlando del vuoto di Querelle, dovuto all'abbandono dell'amata, ma stiamo parlando del vuoto esistenziale che, se vogliamo, è il precursore di tutti i vuoti che potremmo provare nella nostra vita. Infatti, conoscendo come siamo nati e quale è il nostro compito su questa via Lattea, tutti gli altri vuoti passerebbero in secondo piano....riuscendo a riempire anche i vuoti causati dai buchi neri.

katerpillar is offline  
Vecchio 12-06-2007, 18.50.04   #39
demaservice
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Riferimento: vuoto interiore

Citazione:
Originalmente inviato da querelle
Mi si presenta nuovamente un'occasione che si presta a nuovi spunti di crescita/riflessione. Abbandonato dalla donna che amo (sparita per un altro/a) mi rendo conto, nell'oceano della mia sofferenza, di quanto passi la vita alla ricerca di qualcosa da cui "dipendere". E' come se intimamente si facesse avanti una sensazione di profondo vuoto col quale non riesco proprio a farci amicizia. Da lì i + svariati tentativi, + o meno sottili, di fuga. Si và dalla dipendenza affetiva, all'eccessiva enfasi dei miei interesi. Parto da un stato di disperazione che mi fà aggrappare al primo scoglio disponibile. Peccato che ne percepisca l'inconsistenza...insommma, nemmeno io ci credo + ai vari anestetizzanti. Questo è disperante. Sò di avere paura di qualcosa dalla quale inevitabilmente fuggo e la fuga produce sofferenza.
Arrivo addirittura a dirmi che questo stesso tentativo di razionalizzazione sia a sua volta un modo per fuggire.
Ma che succede se non faccio proprio niente e mi prendo a braccetto sta sofferenza ancestrale che mi porto dentro?
Non c'entra la volontà credo,voi cosa ne pensate?

Tutta l'umanità è dipendente dall'affetto, perchè la vita è amore................
C'è un solo rimedio.........comincia ad occuparti della felicità degli altri, facendo del volontariato, e vedrai che il vuoto dentro di te sparisce............sicuro.
demaservice is offline  

 



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